FINALMENTE! (a cura)

23 luglio 2011
di

Quello riportato in calce (in formato pdf) a queste note, è un articolo del Gen. Piero Laporta su “Italiaoggi” di ieri. Finalmente trovo un articolo che, “strategicamente”, è inappuntabile e pressoché approvabile in toto; e senza le “timidezze” di altri che pure hanno idee vicine alle nostre e che mettiamo spesso nel blog. Finalmente, sia pure per inciso, si fa riferimento non semplicemente agli Usa, ma a quelli clintoniani, in merito agli eventi di vent’anni fa circa [dice Laporta: “è l’orrido scenario clintoniano del 1992, oggi più evidente per la congruità con l’intento dichiarato dagli Usa di guerra permanente nel Mediterraneo per chiuderlo alla Cina”]. E appaiono chiari gli intendimenti di chi sta creando il caos in Italia. Interessante e chiarissima la succinta suddivisione prospettata per il nostro paese: “Sicilia, avamposto militare della Nato; Meridione (con Grecia e Balcani), stato cuscinetto; Settentrione col cuore ricco dell’Europa. Ma si vuole un’Europa ricca e stabile?” Domanda retorica, che implica una risposta di massima non positiva. Importante l’indicazione precisa della funzione e ruolo di Tremonti (il giudizio sugli intendimenti della manovra finanziaria è di fatto lo stesso del nostro), della Lega di Maroni (anche qui siamo in pieno accordo), ecc.

Ma adesso non chioso l’articolo, perché dovrei ripeterlo inutilmente; basta leggerlo. Volendo, per trovare il pelo nell’uovo, si può fare gli schizzinosi fin che si vuole; ma il disegno schizzato è chiaro e più comprensibile di altri sbrodolamenti, scritti apposta per non far capire nulla al popolo italiano. Soprattutto si rifiuta la facile demagogia contro la Casta, meritevole di tutto il male possibile, ma che non è il fulcro del problema, rappresentato dal nostro prossimo asservimento e sbriciolamento. Quanto a Berlusconi mi sembrano giuste le varie alternative: “Silvio Berlusconi, che approva la manovra finanziaria apparentemente suicida, è un ingenuo? O un complice? Ebbe una proposta che non poté rifiutare? Si vedrà in questa lunga estate torrida”.

Propenderei quasi per la terza ipotesi: quella resa famosa dal film “Il Padrino”. Qui abbiamo sia il “primo” (interpretato da Marlon Brando), appostato alla Casa Bianca, sia il “secondo” (Al Pacino) collocato in Italia. In ogni caso, non è questo il problema centrale. Decisiva è la manovra strategica degli Usa di Obama (eredi di quelli di Clinton, assolutamente più pericolosi per l’indipendenza italiana di quelli dei Bush, come dimostrò la guerra di Serbia, per la quale fu sistemato a Palazzo Chigi uno degli ex appartenenti al Pci, che cambiò già di campo negli anni ’70, come da noi rilevato più volte). Leggete e meditate!

Una domanda mi sorge però imperiosa: è proprio impossibile superare provenienze (antiche) e diffidenze davanti a simili prospettive così disastrose, eppur realistiche, per il nostro paese? In tutti gli apparati che contano non vi è proprio nessuno “spezzone” che si renda interprete degli interessi italiani o anche perfino di un semplice empito di dignità? In ogni caso, pur sapendo che non contiamo gran che, invito a prendere in considerazione per settembre un appello alla “nuova resistenza” (con finalità ovviamente diverse da quelle di quasi settant’anni fa), che abbia quindi un respiro più vasto dell’appello scritto per la Finmeccanica. Bisogna “stanare” chi ha veramente a cuore le sorti d’Italia. Ormai i traditori sono ben individuati, agiscono senza più pudore, pur riuscendo ad ingannare ancora una popolazione disabituata da “mani pulite” in poi – questo effettivo colpo di Stato compiuto da pericolosi apparati e per conto di coloro che sarebbero da processare – a capire una qualsiasi cosa che abbia “odore” di politica.

 

PS. Scusate ma devo aggiungere una notazione storicamente molto rilevante; perché secondo me Laporta la fa intendere, ma temo sfugga a molti lettori. E’ più o meno noto che gli Usa si servirono della mafia siciliana per lo sbarco in Sicilia. Forse è meno noto che la lotta “autonomista” di Giuliano (condotta, forse, per effettiva convinzione) era ben foraggiata e appoggiata dagli Usa; sempre attraverso la mafia. Chi a quel tempo si oppose – e il Pci e il sindacato “di classe” fu all’opposizione; e per questo almeno meritano lode massima – pagò anche un bel tributo di sangue (dice nulla Portella della Ginestra, del maggio 1947, vera pagina gloriosa, di fatto dimenticata; altro che quelle fasulle ricordate dai falsi cultori dell’Unità d’Italia o della Costituzione “antifascista”?). Quando un anno dopo quella strage, vi fu il 18 aprile della Dc e il sedicente “pericolo comunista” sfumò, finì l’utilità della secessione siciliana. Nel 1950, tramite il tradimento di Pisciotta (un traditore si trova sempre) Giuliano fu eliminato, e così non ci fu più pericolo che raccontasse qualcosa di “antipatico”; non semplicemente e non tanto per la Dc, ma per gli americani. E dopo, quando Pisciotta fu condannato contravvenendo evidentemente ad assicurazioni date, fu ucciso perché protestò e minacciò di parlare; e ancora una volta, chi ci avrebbe rimesso di più non era la Dc, ma gli Usa.

Arriviamo poi a Mattei. E, chissà, forse anche a Moro. Non credo a Br infiltrate dalla Cia o Fbi. All’origine vi fu l’opposizione di ambienti comunisti italiani al cambio di campo del Pci negli anni ‘70, contrastato dai Servizi dell’est. Su chi mise all’angolo le Br circa la scelta di uccidere oppure no – fra l’altro trasmettendo ai carcerieri di Moro notizie false e contrarie al vero sulla riunione dei vertici Dc nella notte precedente l’esecuzione, in cui si era deciso di accedere almeno minimamente alle loro richieste – ci sarebbe però molto da indagare. E credo proprio si scoprirebbe che, al contrario dell’epoca di Giuliano, i conniventi con gli Usa – questi ultimi non so se proprio sfavorevoli a quell’esito dell’affaire Moro per ragioni di equilibri politici in Italia – vanno annoverati tra chi comandava ormai nel Pci e che non erano più i “revisionisti” amendoliani, da noi tanto avversati in questa loro qualifica (da “socialdemocratici”).

Adesso, le mene sulla Sicilia, pur in diverso contesto storico e quindi, evidentemente, non con gli stessi intendimenti di allora, riprendono forza; all’origine sempre gli americani, anch’essi non più gli stessi di allora e con nuovi intenti strategici. Sempre tuttavia nemici come allora; e, come allora, considerati ancora “liberatori”, i nostri benefattori. Sono i nostri invasori, invece, soffocano la nostra indipendenza. Ci si deve opporre ad essi. Un nuovo, ma questa volta effettivo, Risorgimento; contro lo straniero che viene da ovest, alla faccia dei pericoli bolscevichi, di quello “giallo” e tutte le altre balle raccontateci nel secolo scorso. Gli stessi che hanno raccontato l’eccidio di tutto un popolo quale epopea del far West adesso vorrebbero raccontarci la nostra schiavitù come protezione dall’invasione proveniente dal far east. Difendiamoci dagli invasori reali che vengono dal west!

 

Formato stampabile pdf

Tags: , ,

26 Risposte a FINALMENTE! (a cura)

  1. Antonio il 24 luglio 2011 alle 03:11

    Ma dov è il pdf???

  2. Emilio Ricciardi il 24 luglio 2011 alle 03:24

    Appunto “in calce … a[lle] note”, esattamente come indicato nel testo: in calce, sull’angolo destro, affianco alla dicitura evidenziata in giallo “Formato stampabile”, è apposta l’icona del file dell’articolo in questione in formato pdf.

    Credo sia tutto chiaro (ma comunque lo era anche prima).

    Emilio

  3. luca il 24 luglio 2011 alle 07:10

    Grazie Prof. La Grassa.
    E’ ora di chiudere il cerchio su questi delinquenti che occupano nazioni e le loro culture, attentano e sviluppano guerre in nazioni dove poi rubano con le loro armi economiche, le risorse per la loro ingordigia . Organizzano interi sistemi corrotti al fine di creare privilegi per parassiti cui cortruiranno caste loro fedeli grazie all’ignoranza culturale diffusa. Ho osservato in Romania (asservito nell’89) internet bar con bambini di tre anni (accompagnati dalla mamma) messi sul trespolo, e li lasciati per ore, a giocare a wargames.
    Qui vicino c’e una loro base aerea, ove partirono gli a10, verso la Bosnia(quando lavorai in fonderia, c’era un mio coetaneo, addetto alla manutenzione, ex milite bosniaco all’epoca. Un ragazzone di 1,90 mt , intelligente, cancellato grazie al linfoma al pancreas). O’stia, creano problemi e gli intestamo anche uno scopritore degli effetti collaterali. Da quest’area, in cui ci sono un centinaio di cariche nuke, continuano a partire gli assalti verso cio’ di cui vogliono impossessarsi. Sarebbe ora di eliminare fisicamente qualche decina di costoro, (abitano sparsi in case private), dovrebbero percepire la paura . L’umanita’ non ne risentirebbe e nemmeno Malthus
    Luca

  4. Red il 24 luglio 2011 alle 07:42

    Per un approfondimento sulle vicende del 1947 vale la pena rileggere COSA NOSTRA o COSA USA pubblicato (e rintracciabile) su questo blog il 13.12.2010.

  5. Antonio il 24 luglio 2011 alle 11:30

    Mi permetto di insistere sul fatto che per l’utente medio, magari un poco frettoloso, con tante cose da leggere, quell’icona Acrobat vicino alla dicitura “Formato stampabile” risulterà alternativamente:

    a) ignorata
    b) scambiata per la versione pdf (il “Formato stampabile”, appunto) dell’articolo e non per un allegato

    detto da uno che da 12 anni progetta applicazioni orientate al web penso che possa essere considerato un parere competente (che è un modo professionale per dire che no, prima non era chiaro per niente).

    Antonio

  6. glg il 24 luglio 2011 alle 12:10

    onestamente ammetto che anch’io – un ignorantissimo in materia, nemmeno sapevo che quel tipo di icone era “acrobat” – così di prim’acchito avevo pensato, leggendo “formato stampabile”, che si trattasse del mio commento. Tuttavia, dopo qualche secondo ho comunque cliccato sull’icona e mi sono accorto con soddisfazione che era il pezzo di Laporta (non avendolo trovato in rassegna stampa, l’avevo scannerizzato e inviato per l’inserimento in pdf). Adesso dovrebbe essere tutto chiaro. Invece, trovo complicato mettere i commenti, ma non tento nemmeno di spiegare il perché; se qualcun altro trova difficoltà spero lo sappia spiegare meglio di me.
    glg

  7. rosanna il 24 luglio 2011 alle 12:33

    ç Antonio
    è talmente semplice , nel senso piu semplice dell’istruzione contenuta nel post , che basta cliccare sopra l’oggetto , di qualsiasi estensione sia ( in questo caso pdf), che l’oggetto si apre da solo e aggancia, come era nelle ragioni dell’articolo stesso, che faceva gridare quel “finalmente” a Glg e veniva pertanto allegato perchè ne costityiva la base.

    chi ti parla è un utente che per lavoro deve usare massicciamente “il pc” ma non fa disegni o architetture di sistemi e universi, nè web o no web.

    se proprio proprio volessimo sindacare su qualcosa,ma proprio oltre il limite della pignoleria , si poteva dire che occorreva etichettare l’oggetto come “allegato” perchè in effetti tale è ,come se l’articolo di glg paragonandolo ad una mail richiamasse il suo documento allegato , cosa che in realtà era chiaro nell’articolo, tecnicamente visualizzato in quel prodotto , come anche qui, con spilletta e icona oggetto a seguito , in qualsiasi applicativo ci si trovi ad operare.
    …………
    per le difficolta sui commenti io non ne ho , non so se ho dovuto al browser con cui si naviga, io uso indifferentemente firefox o safari, non ho problemi.

    per quell’articolo segnalato da Red , grazie di averlo segnalato,l’avevo trovato molto molto utile.

    ciao a tutti
    :-)
    ciao

  8. rosanna il 24 luglio 2011 alle 12:34

    ec
    se è dovuto

  9. Sergei Alexandrevic Pugacev il 24 luglio 2011 alle 14:32

    Mi sembra non si accontentino solo di aver esautorato e reso completamente inerte Berlusconi: non gli basta il 99% del piatto, lo vogliono tutto. Così dopo l’ “Operazione Fini” direi che è in corso l’”Operazione Maroni” con la stessa matrice, gli stessi scopi e gli stessi mandanti.
    L’inconsistenza ed impreparazione della fu maggioranza (di quelli che non hanno già voltato gabbana) di fronte a queste trame purtroppo è drammatica mentre il potere imperiale è sconfinato e praticamente assoluto.

  10. Emilio Ricciardi il 24 luglio 2011 alle 15:01

    Posto che il testo reca l’indicazione “in calce” (al testo stesso), non si tratta di fare altro che controllare se “in calce” figuri un formato pdf e, una volta individuatolo, verificare, aprendolo, se sia proprio il file citato.

    Quindi, ribadisco che l’indicazione nel testo mi sembra di meridiano nitore.

    Se poi l’utente si fa guidare più dalle proprie aspettative ed abitudini [difatti, scambiare il file cui rinvia il testo "per la versione pdf (il “Formato stampabile”, appunto) dell’articolo e non per un allegato", significa affidarsi a proprie illazioni ed a ciò che si ritiene debba o possa trovarsi] invece che, appunto, conformarsi alla suddetta indicazione ed agire di conseguenza, entriamo in tutt’altro ordine di questioni, che qui non appaiono granché pertinenti.

    E se poi, ancora, l’utente è anche frettoloso (e superficiale, aggiungo), allora nulla ci posso far.

    Comunque, non credo che “l’utente medio” abbia avuto bisogno di chiarimenti per individuare il file pdf, come può inferirsi proprio dalle “testimonianze” di glg e rosanna (e ad ogni modo, non credo sia il caso di indire un sondaggio sull’argomento).

    Emilio

  11. glg il 24 luglio 2011 alle 15:18

    io uso internet explorer. In certi casi, non ho problemi nei commenti; in altri mi sparisce il cursore e non lo controllo quindi più; quando perciò rileggo (perché cerco sempre di correggere gli errori di battitura), in teoria dovrei cancellare tutto fino al punto in cui voglio apportare la correzione (la cancellazione funziona fin dove voglio). Devo allora correggere ogni paio di righe o anche solo dopo qualche parola in modo da non correre rischi. Altre volte, il cursore c’è, ma mi scorre solo su e giù per lo stesso rigo o al massimo va su di poche righe, cosicché una parte di testo (già scritto) mi resta incontrollabile. Grosso modo (molto grosso) ho cercato di spiegare il mio problema. In questo commento, tutto fila liscio (anzi filava, mi accorgo adesso che vado in su solo di 4 righe poi il testo è imprendibile; però è già corretto).
    glg

  12. Adolfo il 25 luglio 2011 alle 00:01

    Siccome non penso di essere l’unico lettore frequente di provenienze politiche e ideali opposte ai creatori di questo ottimo blog, penso che più di una “nuova resistenza, seppur con obiettivi diversi di quelli di settant’anni fa”, sarebbe meglio parlare, ad esempio, di “nuovo risorgimento”. In effetti si tratta di ricostruire l’Italia in quanto stato veramente autonomo e indipendente, a 150 anni dalla sua prima unione (e lasciamo perdere tutti i discorsi che a proposito si potrebbero fare…). Di fronte all’enormità e alla gravità dei problemi giustamente denunciati potrà sembrare, la mia, una questione prettamente e pignolescamente nominalistica, ma se davvero si vogliono superare provenienze e storie diverse in nome di un futuro condiviso di autonomia nazionale (che poi ogni parte ITALIANA potrà proporre di gestire come meglio pensa) penso che anche i termini abbiano la loro importanza e non debbano continuare a evocare un passato di forti e sanguinose divisioni (il che non può e non deve significare, ovviamente, cancellarle nella memoria di ognuno). Comunque – come ho già avuto modo di farvi in passato – ancora complimenti per le analisi, che molto difficilmente riesco a leggere in altri cosiddetti mezzi d’informazione. Di Laporta, in effetti, avevo già notato le coraggiose prese di posizioni controcorrente in occasione del vergognoso attacco militare alla Libia.

    P.S. onde evitare facili equivoci…:-), tengo a precisare che il mio nome di battesimo è lo stesso di mio nonno, morto nel 1926.

  13. glg il 25 luglio 2011 alle 00:30

    a me sembrava che il mio testo, che poi era il commento (pur concorde, e ormai da molto tempo) con quello di autorevole personaggio, meritasse una discussione nel merito e non su questioni in fondo, almeno credo per chi si interessa di politica, marginali. Già noto che, quando affronto testi di teoria (di cui evidentemente si pensa che si tratti di una mania da “intellettuali”), i commenti, e credo anche la lettura, si affossano. Almeno per quelli più legati ai tempi, inviterei a superare certe incomprensioni che mi sembrano solo dannose, soprattutto in momenti come questi. Vorrei far notare che gli inseritori dei post sono almeno due (non certo io che, da “vecchia generazione”, faccio pena su questi mezzi). E fra l’altro dobbiamo ancora risolvere pienamente il problema del sito, che dovrebbe contenere i saggi di maggiore ampiezza e difficoltà. Quindi, anch’io sono stizzoso e talvolta scatto, ma almeno mi passa presto e non do addii for ever, che sono commoventi in certi grandi film, meno tra di noi. Mi auguro che adesso questo intervento non sia frainteso e non crei altri malumori; altrimenti bisogna ben dire che siamo in “tempi in cui perfino parlare d’alberi è quasi un delitto” (Brecht). Superiamo per favore certi inciampi.
    glg

  14. glg il 25 luglio 2011 alle 00:51

    con Adolfo non vi è equivoco in ogni caso, anche perché Adolfo (e pure in tedesco) è un nome che mi piace. Del resto, non mi dispiace nemmeno Giorgio, quindi se qualcuno si chiama così non mi ricorda nessun altro personaggio magari a me “pesante sullo stomaco”. Non ho nulla da eccepire all’uso di nuovo Risorgimento (anzi direi più che altro un processo che sia infine reale e non come quello fittizio tanto celebrato). Tuttavia, resto affezionato anche a resistenza, eventualmente in minuscolo poiché uso il termine in modo e con significato del tutto differente da quello vecchio. Comunque, sono di una generazione che non può non fare riferimento anche a vecchi significati; chiarendo però che, per me, la vecchia resistenza nulla ha a che fare con la liberazione (che è stata una nuova invasione) e nemmeno con il mero antifascismo dei traditori dell’8 settembre (perché tali li ho sempre considerati fin da ragazzo). Non ho mai apprezzato la contrapposizione tra fascismo e democrazia; se fosse stato solo per conquistare questa merdosa democrazia, mai avrei combattuto contro il fascismo, pur se ne avessi avuto l’età. Tanto per chiarire da dove provengo e che cosa ho sempre pensato dell’attuale antifascismo, il reale movimento reazionario e cancerogeno che sta distruggendo il paese.
    glg

  15. rosanna il 25 luglio 2011 alle 19:27

    OT
    @Giovanni

    Ti racconto la mia esperienza e come me la sono risolta.La motivaqzione del mio racconto non è basata su questo o quell’Emilio, più semplicmente credo che se è avvenuta nel caso in questione è solo perchè Emilio aveva fatto alcune considerazioni nel post “la data” ,con una sua ruvidità direi ma forse tutta giustificata dal meccanismo che voleva illustrare (quello catartico che ci diceva).Ruvidità poi emersa sotto altra causa in questo post, ma che non ho trovato particolarmente aggressiva , forse perchè in precedenza personalmente ero stata parecchio cazziata ( è un eufeumismo)
    Le fasi in cui ho mantenuto saldo in me il lato positivo dimenticandomi di tutto ilresto , sono state queste tre

    Fase 1
    nessuna interazione,solo video come un libro ( più o meno tempo due anni)

    Fase 2
    da qualche mese ( max 4) , qualche piccola interazione:molto molto inutilmente complicata all’inzio,poi pietrone sopra perchè era impossibile un punto di incontro; certe impossibilità ( visto anche il mezzo)si superebbero tutte , come sempre per ogni cosa,se il primo livello , quello umano, tiene, altrimenti deve essere impostato/ spostato solo su quello intellettuale e a me nessun rapporto piace o solo sportivo, o solo umano, o solo intellettuale etc etc, eccezione la fa la relazione lavorativa, ma anche li ci sarebbe da discutere, perchè un minimo di pelle, anche sul piano professionale, deve esistere, altrimenti se ne va tutto a farsi fottere-

    credo che in questo sito non è possibile un mix armonico di tutte le componenti, o stai sul piano intellettuale , oppure leggi ,non c’è via di mezzo- nella seconda ipotesi tutto fila liscio , nella prima per filare liscio devi essere con lo stesso portamento che hai verso un libro; dentro la tua testa comprendi ,non comprendi, risolvi, confronti, dibatti , ma essendo appunto molto alta la qualità di questo libro appena ti azzardi a dire la tua, ti accolli il rischio che il tuo interrogarti (o il tuo pensiero o riflessioni etc )venga fatto a pezzi e in questo contesto equivale a sentirsi fatto a pezzi (posso capire xkè è successo anche a me, ma non solo in questo blog).

    Purtroppo ho sempre pensato che il potere che dà la conoscenza è come tutti gli altri poteri , ha la sua bellezza e la sua bruttezza , il suo fascino, ma anche la sua veste terribilmente antiuomo, come ogni cosa nel suo doppio…in altra parte credo dipenda anche da un salto emotivo dovuto alla tastiera che è un corpo ben diverso da avere di fronte un corpo,esteriorità e interiorità tutto compreso..in altra è sicuramente dovuto al fatto che siamo in italia e il rapporto con il web è litigioso come lo è la litigiosità della vita degli italiani…e tanti altri motivi ancora…sicchè per quanto mi riguarda ho risolto tutto andando al nocciolo ,che è sempre quello del libro.
    Quando non c’era il web, non mi ponevo il problema .Leggevo i libri e non mi era mai saltato lo sghiribizzo di chiedermi come era quell’autore ..cioè che fosse un romanzo o un saggio, se mi era piaciuto , non parlavo con gli autori, era la storia o quello studio che aveva parlato me. Poi col web invece mi sono interrogata,perchè leggevo oltre il libro ,direttamente leggevo altri lettori come me o addirittura gli autori ( come anche in questo sito di saggi,intesi come genere letterario) . Era un modo diverso di partecipare e la cosa mi ha deluso o equilibrato ( è dipeso o dipende dalle situazioni e dai libri) ma sostanzialmente per una questione di risparmio energetico, se rifacessi tutto da capo, sceglierei il silenzio perchè principalmente la relazione complessiva ,tramite web, non ha arricchito la fiducia nella natura umana, ma l’ha diminuita , mentre se limitavo a leggere il libro, mi sarei arricchita come coi libri e le storie, riconoscente a quellle storie ( poesie musiche o saggi o dipinti etc etc) senza pormi alcuna considerazione “umana” a generare dolore, per l’incomunicabilità di cui di base ho sempre sofferto.

    un caro saluto
    ro

  16. glg il 25 luglio 2011 alle 20:25

    cara Rosanna, molto (non dico tutto) si risolverebbe con la parola non scritta e che è quindi accompagnata anche dalla gestualità, dal tono della voce e altre cose varie e impalpabili. Perfino l’epistolario dei secoli scorsi, che era “grasso che cola” rispetto a quello odierno con questi “grandi mezzi”, creava attriti e tensioni. Invece, poi ci si incontra e molte cose si smussano; altrimenti si decide che proprio non ci si piace, ma nemmeno tanto sul piano politico e ideologico, ma proprio per concezioni di vita, abitudini, gusti, distanze generazionali (musica, libri, film, ecc.), e via dicendo. Quindi, da un pezzo insisto che, almeno tenendo conto delle distanze, ci si incontri anche altrimenti; nel senso di fare riunioni d’area, regionali o comunque di zone non lontanissime. Però, non vedo molta rispondenza a questo dire. Ciao
    glg

  17. Antonino Allegretti il 25 luglio 2011 alle 21:20
  18. Emilio Ricciardi il 25 luglio 2011 alle 22:29

    Confesso che questa volta sono rimasto particolarmente avvinto dal commento di rosanna. Ma io – lo dico davvero , beninteso – non sono così saggio ed illuminato come mostra essere, almeno stando a tale commento, la sua autrice.

    Emilio

  19. glg il 26 luglio 2011 alle 00:08

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/07/24/visualizza_new.html_782235468.html

    ecco arrivato il ribasso, non si è poi atteso moltissimo. Dopo alcuni giorni di rialzo, bisognava vendere i titoli acquistati nei giorni dello “sprofondamento” e delle urla; “finiamo come la Grecia”. Adesso si ricomincia con il pessimismo: lo spread, lo spread, ci distanziamo sempre più dai bund tedeschi; strappiamoci i capelli. Adesso si ricomincerà a razziare titoli a basso prezzo, non so se subito o lasciando correre qualche giorno, in modo da acquistarli ad ancora meno. Appena si riacquistano, il prezzo tornerà in su e bisognerà guardarsi intorno sospettosi per capire quando qualcuno non riuscirà più a contenere la fregola di vendere per realizzare il guadagno. E’ un lavoro di massima attenzione e prontezza di riflessi, altrimenti si resta con il cerino in mano. Solo che se si esagera e viene perso il controllo, può accadere qualche spiacevolezza. In ogni modo, questi giornalisti sarebbero da uccidere; ma anche quelli che stanno ora dopo ora dietro al loro infame turlupinamento sono un po’ noiosi.
    glg

  20. rosanna il 26 luglio 2011 alle 07:41

    @GLG
    caro professor La Grassa , ti ho giò scritto perchè ti voglio molto bene per i grandi valori che hai avuto nel costruire e portare avanti questo gruppo di studio /lavoro . Solo questo conta e per quanto mi hai scritto ieri sera ,cosi come da te scritto altre volte fra le righe o direttamente, sono d’accordo parola per parola..è per le stesse ragioni che ero intervenuta , diciamo dalla parte di Emilio, nell’altro post . Perchè chi non ha ” rinnegato” tutta la sua storia , è naturale che senta le cose che hai espresso tu in un modo ed Emilio in un altro . Non credo che con questo nuovo media, vi siano problemi solo da una parte ma da entrambe e il minimo di onestà dovuta per gli stessi temi che si trattano e la coerenza che impongono, parimenti impongono tanta autocoscienza , la stessa che mi ha fatto sempre pendere ,in un giudizio complessivo , dalla parte degli autori pur essendo semplice lettrice ,ovviamente nel caso la loro offerta come è la vostra, era maledettamente ricca e io la stavo/sto ricevendo “aggratis”.
    La riconoscenza è importante come valore e non è importante almeno per me , che su tutto ma proprio tutto tutto si debba essere all’unisono…la differenza è un valore che ho imparato anche col vostro libro
    Appena organizzerete de visu ci sarò e se non fosse, verrò a trovarti personalmente per un saluto sorriso di grazie
    buona giornata :-)
    ro

    @EMILIO
    caro Emilio,
    so/immagino/mi immedesimo con le fatiche di dovere/piacere che impieghi/impiegate nella cura di questo sito quindi vale quanto detto sopra a GLG ..ti ringrazio per quanto e come hai sentito nella mia semplicità . Non so se è saggezza , ma ho alto dentro me il senso di equilibrio che occorre sempre costruire/ricercare nell’attrito fra il proprio io e l’altro…a maggior ragione quando l’altro, al di la della forma, ha grandi contenuti che ti ha trasferito.Rimani come sei , di questo vostro libro parlano i contenuti e non credo di essere l’unica scema che sa affezionarsi ed essere grata.

    un caro saluto a te e a tutti
    ro

  21. glg il 26 luglio 2011 alle 11:47

    a volte bisogna lasciar fare alla “propria natura”, altre volte controllarla e orientarla. Non fissare regole generali, si possono poi generare altre fissazioni di vari generi (soltanto citazione di me stesso)
    glg

  22. glg il 26 luglio 2011 alle 22:39

    credo che adesso sia da discutere una serie di problemi sollevati da Alessio, da Mauro e da Giuseppe. Avevo poi inviato un articolo non male di Bracalini con un mio commento. Non importante come i tre precedenti, ma comunque significativo. Spero di vederlo domani. Per il resto sto lavorando ad un saggio teorico tosto, che non so bene dove possa essere collocato per non “uccidere” i lettori del blog. Comunque, ci vorrà tempo per finirlo.
    glg

  23. glg il 27 luglio 2011 alle 18:27

    http://finanza.economia.virgilio.it/

    vediamo adesso quanto continua e se non combinano guai grossi (direi al momento non ancora)
    glg

  24. glg il 31 luglio 2011 alle 01:15

    a me dispiace che l’art. del gen. Laporta, persona seria, abbia dato origine a ben 40 commenti di cui i due terzi del tutto inutili. Purtroppo, in questo nuovo blog non so gestire i commenti e quindi devo solo pregare i capaci di ripulire questo post da tutto ciò che non è necessario.
    glg

  25. Emilio Ricciardi il 31 luglio 2011 alle 04:10

    Concordo con la necessità di “ripulire” il post e dai commenti e dai “depositi” in questione, sicché ho provveduto di conseguenza. Anche se, stanti i precedenti, prevedo che taluno, scegliendo di pubblicare, continuerà a dilettarsi a tirar su rifiuti dal “fondo”.

    Emilio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connesso con facebook

*

Articoli correlati

Nessun articolo correlato.

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.