Marciano i pacifisti panciafichisti ben in vista, ma non vedono le guerre di conquista. Sull’altare della democrazia a suon di bombe dispiegano il loro pensiero conforme. La loro pace assoluta si coniuga coi diritti civili e il libero pensiero che conduce dritti al cimitero. L’Onu dà loro la benedizione mentre la Nato porta a chi non ci sta l’estrema unzione. Nel nome della fraternità mondiale e della unione universale si affidano all’organismo internazionale. Una bomba, una fossa, una tomba per la pace eterna che trionfa con la risoluzione a favore per fare meno rumore. Costoro si riposano per la pace senza disturbare il gendarme americano che piace. Da Perugia ad Assisi, per la solidarietà e la tolleranza, mentre in Libia ed in Afghanistan si distrugge ogni speranza. Questa loro coscienza al tritolo fa più danni di un ordigno che rade al suolo. Sono loro l’anima del commercio delle idee occidentali e delle menzogne imperiali che spaccano il cuore sul bel suol d’amore ed in ogni dove. Sono senza vergogna e senza pudore, i figli di Ghandi e della Madonna, che mettono al centro le persone per colpirle in fronte senza troppe parole. Leggete la loro “Mozione Finale per la pace e la fratellanza dei popoli” dove si spacciano finzioni per buone intenzioni, dove reclamano tutto ma non fanno niente oltre che camminare scalzi seguendo la corrente. Si richiamano alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, auspicano dignità e eguali diritti fondamentali ma se è l’alleanza atlantica a massacrare e crivellare di colpi si girano dall’altra parte facendo gli gnorri. Pacifisti per vigliaccheria e servi per inclinazione, se la cantano e se la suonano ad ogni occasione, pretendono questo e quello, senza muovere un capello. Di ogni luogo comune ne fanno una religione, dall’inquinamento climatico alla deforestazione, piangono lacrime di coccodrillo per la terra che duole ma se ne fottono letteralmente della gente che muore. Sacerdoti del regresso e predicatori dei beni comuni a basso prezzo fanno affari con le tecnologie verdi, il bio(il)logico e gli stili di vita da depressi. Basta con l’individualismo, la mercificazione e il consumismo che declassano l’uomo a bestione, meglio vendere al prossimo un bel cofanetto d’amore, di confronto e letizia che se non si mangia almeno ci si consola con l’amicizia. Cioè noi a fare la fame e loro a sgranocchiare la pace e ad intascare il sovvenzionamento statale. Dai pulpiti mondiali, assistiti dai circuiti mediatici planetari, fanno le morali ma si comportano come maiali. Alle loro spalle si sgozza e si scanna ma il loro sguardo è sempre intento altrove, a scrutare un inesistente mondo pieno di calore. Non c’è modo peggiore per rendersi complici dei criminali che fingere di non vedere le loro mire coloniali. I pacifinti un tanto all’etto sono la feccia al servizio del quartetto (Usa, Italia, Francia e Inghilterra) che a Tripoli ha insediato un governo di terroristi e di razzisti i quali non sembrano propriamente dei boccioli di primavera. Altro che “mare di pace e benessere per tutti”…i farabutti! Ed anche se costoro si sentono migliori, superiori, dispensatori di concordia e di armonia sono soltanto degli imbonitori da sagrestia. Proprio loro che si nascondono dietro il vangelo e i colori dell’arcobelano i sono tra i primi sicari dell’Occidente e della reazione permanente.




sono per il rispetto assoluto delle diverse culture, etnie, colori della pelle, ecc. Anche i nemici rispetto quando sono di effettivo valore. Nella storia può capitare che ci si debba combattere con accanimento in dati momenti; ma se si tratta di veri nemici con idee e convinzioni, sono comunque per fare lo stretto necessario e, se possibile, salvarli e anche discutere con loro. Invece, per quanto concerne rinnegati e traditori, i “politicamente corretti” e i “buonisti”, no, sono per non rispettarli minimamente. Sono troppo al di sotto di ogni più piccolo briciolo di stima. Un vero nemico è un uomo, sta ritto davanti a me e mi guarda in faccia. Questi sono bruchi, strisciano, lasciano dietro a loro una bava vischiosa impastata di puro inganno e vigliaccheria, che contrabbandano per morale. E nel loro corpo non si trova sangue rosso vivo, ma una pastina bianco-giallastra simile a pus, che infetta in ogni dove se non si sta attenti a dove schizza. Tenersi lontani da queste colonne di invertebrati privi di circolazione sanguigna.
glg
@gp
Scusa mentre che ci sei visto che le rime ti vengono spontanee, a parte qualcuna sfuggita non venendoti forse spontanea, sarebbe carino riportare la prosa su più versetti. Sempre ove non richieda uno lavoro eccessivo (oltre quello di scrivere in rime;-). Ciao
http://ozyism.blogspot.com/2011/09/nato-mercenaries-panic-and-hundreds.html
questo articolo di GP e l’altro di GLG sempre in tema , proviamo a festeggiarlo così , mandando affanculo l’Uomo Bianco con tutte le tribù africane che fanno scappare a gambe levate mercenari e mercenari altrimenti detti Nato ( lo so è solo un ‘illusione…voluta, letteraria)
ps ringrazio in particolar modo GP ( lui sa perchè)
I pacifisti non dovrebbero andare ad Assisi ma a Pyongyang e dovrebbero spiegare il perchè i nord coreani devono rinunciare al loro deterrente nucleare.
Possono capitare due cose a seconda dell’umore della dirigenza nord coreana
caso A
I dirigenti nord coreani sono particolarmente di buon umore per loro inspiegabili ragioni o per il pre accordo con i diabolici scacchisti russi sul gasodotto transcoreano e allora,sghignazzando,infilano i figli di puttana nel condotto gasifero sul confine russo e li pompano fino al lago Baikal.
caso B
I dirigenti nord coreani sono di umore normale e allora fucilano una parte dei figli di puttana e rivendono agli occidentali i rimanenti dopo congrua detenzione di minimo due anni in cave di pietra.
Morale
I pacifisti sono in gran parte cattolici per cui un minimo di testimonianza e di martirio non puo loro che far piacere!
Bisogna invogliarli a sostituire la loro meta da Assisi a Pyongyang
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ffrench.news.cn%2Fchine%2F2011-09%2F27%2Fc_131161615.htm&h=kAQBtWjrs
ovviamente, poiché di politica (che è inganno, aggiramento, far vedere ciò che non è e viceversa) ben pochi capiscono qualcosa, vedo in FB commenti soddisfatti di questa posizione della Cina. Abu Mazen ha agito di stretta conserva con Obama (Brzezinski), anche se questo, per sostenere la farsa, minaccerà di mettere il veto; anzi, lo metterà senz’altro se Abu Mazen, per essere minimamente credibile, manterrà la richiesta e soprattutto chiederà un voto e non un semplice dibattito per farsi “audience”. Non mi metto a spiegare che questa è l’intelligenza della nuova strategia americana; e che la Cina di fatto agisce di conserva (non perché si siano messi d’accordo, sia chiaro) con questa pantomima. Dite alla Cina che rifiuti il riconoscimento del Consiglio dei mercenari che hanno invaso la Libia. Ditele di protestare perché la stessa Risoluzione Onu (su cui si è prudentemente astenuta) è stata stracciata e totalemente stravolta. Non farà nulla di tutto questo perché è molto più connivente – non per servilismo, ma per interessi suoi di potenza ancora in fieri – con gli Usa di quanto qualcuno riesca a capire. O si capisce qualcosa di conflitto strategico, e di come si combatte, o altrimenti si guarderà sempre il palcoscenico dove si muovono le controfigure dei veri strateghi!
glg
Signor Petrosillo,
ho letto con molto interesse il suo splendido articolo, fotografia davvero impeccabile dei pacifisti. Gradirei avere da lei e da GLG “spassosissimo l’articolo sui bruchi” qualche chiarimento riguardo proprio la figura di Ghandi. Forse glg ne aveva accennato qualche anno fa, e da allora io mi sono sempre fatto la seguente domanda: ma com’è che i servizi segreti inglesi non hanno armato qualche fanatico “indù,sikh,maomettano poco importa” per far fuori il sullodatissimo avvocato indiano quando si sono accorti che stava diventando un pericolo? NN so il perchè ma ho sempre avuto il sospetto “per carità è solo una mia visione personale” che in qualche modo la sua vicenda sia stata funzionale alla creazione di una qualche sorta di rivoluzionario-reazionario, vale a dire di un tipo umano che si riempie la bocca dell’ideale di non violenza propagandandolo come panacea rivoluzionaria di tutti i mali, in realtà utilizzandolo come randello morale contro qualsiasi seria ispirazione rivoluzionaria “la quale non mi risulta possa essere altrimenti che violenta” in modo da servire come…comitato di controllo contro-rivoluzionario ad uso e consumo di coloro che voi chiamate dominanti ” a me vengono in mente altri nomi per la verità, ma contegno”. Grazie
Guardi, io di ghandi ho la stessa opinione che ne aveva Malcolm X, il quale spregiativamente lo definiva un santone…poi penso che si è trovato al posto giusto nel momento giusto, ovvero in una fase in cui quel tipo di rapporto coloniale non poteva più reggere per cui è bastata un po’ di nonviolenza e di sotterranea collaborazione per avere la meglio, ma non il meglio.Già perchè non lo hanno fatto fuori? Forse perchè morto non serviva a nessuno.
quello che ha detto Marco è già largamente convincente. Ricordo ancora, come in fondo G.P., che l’Inghilterra è uscita solo sulla carta vincitrice dalla seconda guerra mondiale. Lei e la Francia non sono state in fondo meno battute di Germania e Giappone (dell’Italia è inutile nemmeno parlare, è sempre stato un paese di traditori e voltagabbana). In definitiva, l’Inghilterra era già indebolita a sufficienza e non poteva più mantenere il suo potere coloniale. Del resto, qui non si può allungare il discorso, ma gli Usa hanno saputo come dividersi il mondo con l’Urss, in attesa di arrivare anche con questa al regolamento dei conti. Voglio ricordare ancora, per inciso, che gli Usa hanno tramato contro la Francia in “Indocina” (come si chiamava allora) e, sotto sotto, hanno aiutato i vietnamiti (c’è anche un film americano che ne parla, ma non riesco più a ritrovarlo). Poi si sono sostituiti ai francesi, ma alla fine se ne sono dovuti andare pure loro. Ci sarebbe tuttavia molto da dire sui rapporti attuali degli Usa con il Vietnam. In ogni caso, Gandhi è una vera montatura per raccontarci che si può vincere con l’amore e lo spirito pacifico (balle che nemmeno il leader indiano avrebbe sottoscritto). Rispettiamo il nemico che ci combatte sul serio; questi pacifisti del cazzo, veri corifei dei predominanti, disprezziamoli. In futuro, capiterà a chi è oggi giovane l’occasione di eliminare qualche loro simile, qualche “erede” di quelli odierni. Lo faccia senza pietà. Per il momento ci si limiti a sputare loro in faccia e li si odi come non si deve odiare un nemico coraggioso e coerente. Nel 1943-45 si è forse ammazzato qualche fascista in più e si sono lasciati in vita troppi badogliani e monarchici. Uno, due tre……cento Porzus. Questo il bilancio verso la fine del mio percorso iniziato il 1953. Però, certamente, non si possono trarre lezioni generali ed univoche. Ci saranno sempre distinzioni da fare. Quelli di Assisi, comunque, sono tutti da gasificare, questa è l’unica cosa sicura e assodata. In altri casi, si deve discutere.
glg
Dieci cento mille Porzus!
Sono d’accordo e dieci cento comandanti Moranino!
Non sono d’accordo sulla gasificazione di quelli di Assisi, lì si spedisca a quella gente seria di Pyongyang previo accordo sullo smaltimento dei rifiuti.
la gasificazione era puramente metaforica, non per bontà d’animo ma perché ci troviamo immersi nella melma di questa gentaglia. Occorrerebbe un mutamento d’epoca come fu quello precipitato nel 1914, con il seguito di un bel 1917. Allora, non si spedirebbero da nessuna parte, si eliminerebbero in modo strettamente casalingo, alla buona. L’importante è che si senta intanto schifo per questi esseri striscianti e bavosi. Poi, dato che sono certo che la storia non è finita ed entro una-due generazioni saremo al “dunque”, bisogna che i più giovani, mal abituati da quasi settant’anni di “pace”, non si facciano fregare dalla pietà. Bisogna conoscere un po’ d’anatomia e dunque sapere che chi striscia non ha colonna vertebrale; e chi non ce l’ha non appartiene alle specie degli “animali superiori”, di cui si dice faccia parte anche l’uomo. Vi fa tanto senso schiacciare un bruco? Beh, un poco si, per lo schifo che si prova già nel vederli, ma è una sensazione che si supera subito, soprattutto quando si tratti di specie dannose per le piante. Non è un problema, si deve solo aspettare la fase storica della “resa dei conti”. Verrà, verrà, i giovani si preparino, li può fregare solo la pietà. La difficoltà è sempre quella di distinguere tra bruchi e uomini. A volte, anche questi ultimi stanno fra i nemici, ma meriterebbero altro trattamento. Invece, poiché i bruchi allignano da tutte le parti, ci sono momenti in cui si deve ingoiare amaro perché questi ti si fingono alleati ed eliminano, da vigliacchi, alcuni nemici uomini. Ero piccolino, ma ricordo egualmente quanti bruchi si misero in mezzo ai reali “resistenti” e fecero emerite porcherie. E come potevi eliminarli con i “liberatori” (“Alleati”) in casa? E oggi questi bruchi brulicano tra i sedicenti “antifascisti”, quelli sempre traditori e vigliacchi, fin da 1943. Lo si tenga presente, ma non si commetta l’errore dei sedicenti “terroristi” degli anni ’70. In fondo, molti di loro volevano solo riprendere l’eliminazione dei bruchi, ma sbagliarono fase storica; oggi nessuno deve commettere lo stesso errore
glg
@glg
Chi lo decide chi è uomo e chi bruco? Lei? Possiamo pure trovarci d’accordo sul fatto che ci siano ingannatori che mal rappresentano istanze di cui si vorrebbero fare portatori ben sapendo che rappresentano ben altro. Ma è così in ogni anfratto dell’organizzazione sociale attuale e non a caso. Ad ogni modo qua mi sa di pura istigazione alla violenza un po’ come da altre parti si istighi all’introduzione della pena di morte sulla scia della sete di giustizia di vittime di svariati crimini efferati. Chi ha queste velleità proprio perché si considera Uomo dovrebbe piuttosto che istigare mettersi lui in prima linea altrimenti a mio avviso è peggio di essere bruchi o presunti tali che comunque aizzano ad altre forme anch’esse di violenza o di mero odio verso personaggi, servi e vassali vari, che comunque sono una parte integrante di un’organizzazione che ove analizzata nelle sue viscere mostrerebbe ben più che scheletri negli armadi ma un marciume che le è endogeno e non esogeno un po’ come per le mafie varie in un sistema a civiltà avanzata (se così si può dire). Quindi si scade in una retorica pericolosa e deresponsabilizzante a partire da chi la fa al di là di meditate motivazioni e delle buone intenzioni. Reputo molto grave che si possa parlare così in una sedicente democrazia per quanto sappiamo entrambi che non sia altro che sedicente e tutt’altro che democrazia. Cordiali saluti
Finchè lo decidiamo noi chi è bruco non accade nulla perchè siamo buoni…ma se arriva il divoratore di bruchi sai che fine fanno questi qui?
@gp
Certo, capisco ciò che vuoi dire; che ci stiamo arrivando e molto presto è chiaro e chi sta gestendo le fila sono serpi, bruchi di livello superiore, e non uomini. Comprendo pure le buone intenzioni di glg che nei limiti di quanto sia possibile comprendere, così attraverso una interazione scritta e a singhiozzo, sono frutto di un percorso di vita vissuto non solo con la mente ma anche con la pancia come è giusto che sia per chi è “così”. Tuttavia ho espresso il mio dissenso verso queste forme di linguaggio che sono ormai molto in voga anche proprio tra gli pseudo-sinistri (spesso più a destra della destra) e che preannunciano anche forme di reazione a giustificazione di un percorso che è già definito, e sperimentato in “progetti pilota”, come voi stessi dalle vostre analisi dovreste avere cognizione e non solo nelle mere apparenze fenomenologiche di secondo livello, ovvero non di realizzazione immediata secondo una osservazione basata sui sensi-emozioni da spettatore televisivo, delle movenze di conflitto strategico che come voi stessi sottolineate talvolta sono anche fumo negli occhi.
in merito a ghandi l’ uomo sicuramente era “vero” e non certo un collaborazionista.G vide il punto debole dell’ imperialismo inglese proprio nei “principi” in cui esso si ammantava e scelse per suo carattere di amplificare quelle contraddizioni. Ovviamente se lo avesse fatto in URSS sarebbe stato spedito a kolima insieme a tanti altri “nonviolenti” e non sarebbe certo emerso dalla storia.
)
Gli inglesi non fecero lo stesso a G perche’ gli inglesi hanno altri metodi imperiali e di sicuro preferivano gestire una opposizione ” non violenta” piuttosto che reprimere una violenta. Cionondimeno il sangue indiano fu versato quando l’ amministrazione inglese lo ritenne necessario. In india negli anni tra le due guerre morirono migliaia di opponenti anche se cosa assai meno eclatante dei milioni scomparsi in URSS.
Comunque non va sottovalutata la forza corrosiva del ghandismo perche’ esso corrose dall’ interno le strutture imperiali inglesi sotto forma di “secessione psicologica ” delle elite indiane all’ impero inglese che le aveva selezionate ed assimilate . Fu cioe’ il gandismo a rendere l’india una pera matura in attesa del primo vento, e i venti arrivano sempre.
E quelle sono le vittorie migliori perche’ segnano una “rottura psicologica senza sangue ” esattamente come la vittoria presa dagli USA sull’ URSS attraverso la forza corrosiva dell ideologica borghese nell’ elite “paracomunista” al potere in URSS ( e mi pare sia successo la stessa cosa in italia o no?
intanto io sono uomo e non Uomo; già questo denota la differenza tra me e un “giovanni” qualsiasi! Inoltre è certo che non sono buonista e pacifista a tempo perso. Ho però detto che stimo anche dei nemici acerrimi se sono valorosi e di vere convinzioni, mentre invece mi fanno schifo i buonisti (che non sono buoni, ma solo vermi ipocriti) e i pacifisti che non dicono nulla sulle aggressioni tipo quelle alla Libia (ma è solo un esempio). Ho anche detto che nessuno deve commettere l’errore di comportarsi come i pretesi “terroristi” dei ’70, che sbagliarono analisi e quindi fase storica. Se però ci si trovasse nel 1917, o anche solo nel 1943-45 (non nelle stesse situazioni ovviamente, ma simili), allora dico che probabilmente sarei uno che non rifiuterebbe la violenza, cosa del tutto diversa dall’incitare ad essa, il che significherebbe aizzare masse puramente cieche e sfasciatrici tanto per sfasciare (questo lo sanno fare anche i bruchi, che vestono in “double face”). Io credo ad una violenza in momenti e congiunture ben precise; e non al “linciaggio”, ma ad un ferreo rigore, alla lucidità di analisi e ad una “ottima mira” (senza colpire a casaccio). Certo, se incontrassi in un’epoca del genere un “giovanni” qualsiasi, sarei tentato; però non cederei alla tentazione prima di aver ben soppesato se vale la pena di sprecare per lui tempo prezioso (in quei momenti). In ogni caso, affermare che io incito adesso, in questo periodo storico, alla violenza, significa essere al di sotto della minima comprensione di ciò che uno scrive (e scrivo in italiano!). Quindi, a giovanni dico semplicemente che è uno spudorato mentitore, afferma cose false di me e di ciò che sostengo.
glg
gli Usa non hanno vinto l’Urss per merito di una ideologia corrosiva (tanto meno borghese, visto che la classe dominante americana non è stata nel XX secolo la borghesia). I motivi sono sempre molto più strutturali, legati a quel sistema di rapporti sociali in Urss su cui alcune ottime analisi condusse Bettelheim, certo non conclusive. Su tali debolezze si innestano poi strategie dei vari centri conduttori delle stesse. E anche in tal caso, l’Unione sovietica era molto più “ingessata” (nel periodo di Breznev) degli Usa. Stiamo attenti a non guardare sempre la superficie dei fenomeni; questa sì la vera ideologia che i dominanti spargono come inchiostro di seppia. Basta vedere le spiegazioni finanziarie della crisi, che ha motivazioni assai più profonde e che non a caso rinviano a situazioni con qualche somiglianza con la crisi di fine ’800.
glg
dire che la classe dirigente (paracomunista, dizione un po’ approssimativa) in Urss era influenzata dall’ideologia borghese significa dire proprio il contrario di ciò che era. Esisteva un blocco sociale tra dirigenza di partito/Stato e classe dei lavoratori esecutivi, lasciati a bassi salari (superiori però perfino a molti quadri qualificati, perché la remunerazione avveniva spesso in base alla “quantità” di lavoro) senza pretendere nulla in termini di produttività. Bisognava sentire quel che dicevano i “compagni” operai che andavano in delegazione nel “socialismo reale”; ovviamente sempre a “mezza bocca” e invitando a tacere i compagni di partito. La vera corrosione è nata dal crescere dei ceti medi – prodotto di ogni processo di industrializzazione – sempre più insoddisfatti, nel mentre il sistema restava a bassa produttività; quindi, fra l’altro, anche con scarso aumento dei beni di consumo, ma non solo. Comunque, un discorso non da commento.
glg
Personalmente ho nostalgia del tempo in cui la Chiesa bruciava gli eretici sui roghi, altro che di quella dei bonzi pacifisti delle marce nostrane! Almeno allora il cristianesimo dimostrava di essere creativo e non un vomito tiepido come quello di oggi! In quanto a Gandhi, in India ho acquistato un libretto veramente carino: “Why I killed Gandhi” scritto dal suo assassino in carcere. Vale proprio la pena di leggerlo! E comunque nonostante la personalità di Gandhi sia appunto così controversa, paragonarlo ai pacifisti di Assisi a me suona ancora come una bestemmia. Gandhi non è un pacifista, non nel senso cristiano e radicale in cui siamo abituati noi almeno. E chiamarlo non-violento è un inganno delle lingue neolatine (tradurre ahimsa con non-violenza è fuorviante come tradurre jihad con guerra santa, e comunque è il contrario della codardia di questi pacifisti mollaccioni, significa essenzialmente una forza che dà vita, ed ha un significato eminentemente positivo). Gandhi è stato uno dei più tremendi combattenti mai esistiti, un vero lottatore. Diverso il contesto, diverso l’humus religioso (di quello occidentale). Ricordiamoci che il suo testo sacro (e quello di tutti gli induisti) è la Bhagavad Gita, che è ambientato durante una feroce guerra fra due eserciti. E Dio là incita alla guerra! L’atmosfera è lontana dai “Beati i miti di cuore… ecc”, insomma. Certo Gandhi poi coi missionari cristiani s’imbastardì anche lui, e, infatti, fu ucciso da un vero hindu… E’un prodotto del suo tempo, della sua religione e della sua cultura. Un Santone? Forse… Ma allora Petrosillo dovrebbe interrogarsi su cosa significhi veramente essere un santone in India (saremmo mai in grado di guardare le cose da altri orizzonti, con paradigmi diversi da quelli occidentali)?
Onestamente ho tanto da fare qui che il tempo non mi basta.non posso mettermi nei panni di tutti. Ho il mio orizzonte che già percorro a fatica. uomini migliori di me si confronteranno con paradigmi diversi, forse li ascolterò, forse no. Dipende da quel che mi serve.
[...] i colori dell’arcobelano i sono tra i primi sicari dell’Occidente e della reazione permanente. Conflitti e Strategie 27 settembre [...]
@gp
Già, scusa GP per aver innescato la miccia di questo acceso chiacchiericcio gerontoiatrico
io volevo semplicemente dire che il sistema di potere in URSS e’ crollato dall’ interno perche’ molti dei “quadri” erano gia’ psicologicamente passati nell’ ottica “borghese “. Qualcuno i vari gorbaciov ed eltsin li ha avra’ pure “eletti” o no ?Non e’ forse vero che tutti gli oligarchi che si sono impadroniti dei beni venivano dalla nomenclatura comunista ?
E non e’ pure vero che le attuali convulsioni geopolitiche della russia derivano dal fatto che costoro , questa nuova elite “postcomunista “, ambiscono soprattutto a vivere “in sintonia ” con i loro colleghi supercapitalisti in occidente ?
Certamente si puo’ attribure il tutto alla stagnazione di breznev, ma solo perche’l’ URSS ha perso la sfida psicologica con il modello “borghese ” cioe’ non ha saputo “mobilitare ” il paese con un modello psicologicamente vincente.
L’ america di regan muoveva l’ economia a debito ( come poi si e’ visto ),e con i ” paghero” riempiva i magazzini. Che cosa impediva all’ URSS di fare altrettanto se non che avendo abolito l’ interesse personale nessuno in URSS aveva interesse a darsi da fare?
La vittoria imperiale degli USA e’ conseguenza del fatto che gli usa sanno conquistare le menti ben prima degli spazi e delle risorse.
ci sono giovani in gamba, altri sono arroganti e presuntuosi e credono che i dibattiti degli anni ’60 e ’70, di uno spessore oggi dimenticato, siano cose da vecchi. Sono loro a fare chiacchiericcio inconcludente e solo rumoroso, di una superficialità sconfortante. Per fortuna stanno arrivando tempi che metteranno tutti alla frusta. Andranno avanti quelli che sanno far fruttare tutta l’esperienza dei decenni passati filtrata da nuovi approfondimenti, senza sclerotizzazioni ma nemmeno con la mancanza di memoria dei presuntuosi saputelli.
glg
Povero Breznev. Come se fosse tutta colpa sua. Intanto, quando mandava i carri armati a Praga faceva quel che Putin non ha fatto in Ucraina nel 2004 o in Kirghizistan nel 2005, quando la CSTO e la SCO erano alleanze militari-economiche che avrebbero potuto “giustificare” l’intervento, senz’altro pieno di contestazioni, come del resto fu quello praghese, anche da parte albanese e maoista.
I confronti si perdono anche per “stagnazione”, ma il periodo di Breznev non fu tutto uguale. C’è un interessante testo di un autore statunitense (non ricordo ora il nome) che tratta proprio della revisione operata in Russia su quei diciotto anni, riconsiderandoli in maniera postiva, a partire dalle condizioni di vita e dall’incremento dei beni di consumo, anche tecnologici. Si dice che quella di Breznev fu l’era della televisione del frigorifero diffusi su larga scala, e non solo l’era della muscolare esibizione militare (in realtà forzata dalla situazione di effettivo “accerchiamento”).
Credo che, come dice GLG, inscatolare le epoche e i personaggi nelle proprie categorie “semplificatorie” sia riduttivo. C’è molto da imparare dal passato, a partire da una lezione fondamentale: mai cristallizzare i giudizi e le valutazioni d’insieme.
AF
@glg
Qualcuno dalla parte dei bruchi, almeno secondo il mio giudizio, la pensa un po’ come lei.
Si legga questo oltre a censurare un commento da parte di chi lei ha definito in modo non proprio gentile ma non gliene faccio colpa in quanto come io non conosco lei vale anche il viceversa.
Ecco il link:
http://alter.spinoza.it/ilprofessormorte/2011/06/07/unesondazione-di-voltagabbana/
Cordiali saluti