Il composito fronte antinazionale – tra pseudo-antagonisti, poteri costituiti, padano-indipendentisti, meridionalisti borboneggianti, politici e tecnici garanti di subalternità e predonomia esterna e parassitismo interno – si arricchisce di una nuova categoria trasversale. Eccoli, ci mancavano gli antiolimpici, ultimo ritrovato del “tecnicismo” saggio e consapevole nonché della montante mentalità anti-Stato che pervade la logica protestataria di una massa succube di parole d’ordine, slogan e concettualizzazioni artatamente inoculati per aizzare gli animi e blandire razionalità e realismo. Monti e qualunquisti salgono insieme sul podio. Oro, argento e facce di bronzo. Ma senza inno nazionale e tricolore, una volta di più calpestati e irrisi. Gli antiolimpici tecno-qualunquisti sono la doppia faccia della stessa medaglia alla decadenza del Paese. Possono appuntarsela con merito sul petto o infilarla al collo. Il populismo ormai è enciclopedia a portata di tutti. Tutti esperti di tutto. E’ il sapere fondato sulla recriminazione e la contestazione per giusta causa.
Una serie di motivazioni addotte pregne di demagogia accademica e buon senso cavernicolo hanno fatto carta straccia della candidatura italiana alle Olimpiadi del 2020. Poche le argomentazione fondate. Per il resto solo una grottesca sequela all’insegna del solito italico vezzo auto-denigratorio per il quale tutto ciò che facciamo noi è in partenza inferiore, disorganizzato, corrotto. Non solo, bisogna risparmiare, non possiamo permetterci spese mentre il Paese fa sacrifici per non sprofondare nel baratro, sanzionano gli illuminati. E continuano: c’è l’esempio della Grecia…ci sono le cricche, le incompetenze, le opere incompiute ecc. ecc. L’elenco delle fandonie, delle semplificazioni e delle verità storpiate con disinvoltura è ben assortito. Dunque? L’immobilismo, la rinuncia, l’incapacità di uno slancio organizzativo, di una prospettiva da coltivare, di uno sforzo per migliorarsi. Esattamente il miglior modo per continuare nell’auto-castrazione, per porsi alla dissennata mercé di qualsiasi forza che miri al parassitismo, all’impoverimento sociale, al nanismo formato Paese. Una miopia strategica che è perfettamente nelle corde di un governissimo come questo, agente antinazionale su mandato straniero, la cui millantata portata internazionale risiede solo nel metodico asservimento ai desiderata esterni. Non poteva che risentirne anche il fattore sportivo. E la consueta stampa facilona, per convinzione o per “servizio”, ha fatto ancora una volta da cassa di risonanza del “luogocomunismo” da bar e dell’economicismo anti-economico (che è azione comunque politica). I Giochi Olimpici vengono derubricati a diversivo, a moina, a poco di più di un giochino da passatempo o al massimo ad una astratta chimera che “non possiamo permetterci” perché sono altri i problemi del Paese, come recita il vangelo del “benaltrismo”. E già, sono quegli stessi problemi che una mentalità così farloccona non sarà mai in grado di affrontare oltre che di leggere.
Ci sono almeno due ordini di considerazioni – sociale e politico-economico – inerenti all’organizzazione di un evento sportivo di portata internazionale. Entrambi si legano a vicenda su di un’unica piattaforma di sviluppo che sappia coniugare esigenze di intervento strutturale e opportunità contingenti. Quindi, un progetto a medio-lungo termine che non rivoluziona certo ogni ambito, ma incide notevolmente in termini di immagine, di partecipazione sociale e di vantaggi economici. Una millenaria competizione sportiva come le Olimpiadi ha di per sé una valenza storica che non ha bisogno qui di essere rimarcata. Il valore ed il significato dello sport sono lampanti, al netto di aspetti negativi che del resto attengono alla vita sociale e degli individui.
Dal punto di vista sociale, l’organizzazione di un evento nel corso degli anni permetterebbe di investire nelle varie discipline sia in termini di risorse umane che di strutture. Una miriade di opportunità e di esperienze dalle scuole alle palestre, ai campi, ai trasporti, agli scambi culturali ecc. Dal punto di vista politico-economico, il risvolto risulta anche più netto. I grandi eventi, in specie quelli sportivi, nell’attuale dimensione globale sempre più inter-connessa sono significativi e talvolta emblematici del corso intrapreso da questo o quel Paese. Lo sport è anche un fattore geopolitico e geoeconomico (la celebre rivalità USA-URSS n’è plastica rappresentazione). L’immagine nazionale sul proscenio globale non è fittizia rappresentazione o surrogato d’identità. Nel gioco di potenze, quella sportiva ha ragion d’essere anche in virtù di quella politica. L’una e l’altra presuppongono una progettualità ed un’assertività che non sono mai fini a se stesse, ma serbano caratteri identitari e progresso socio-economico. Si pensi all’esperienza olimpica cinese, ai Paesi in lizza nelle varie candidature. Si pensi al Brasile, altro attore internazionale indiscutibilmente in ascesa. Non è una nota di colore o per ludico trastullo che esso si sia aggiudicato i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016. Questi eventi sono al tempo stesso effetto dei progressi maturati e occasione di investimento e di cambiamento. Le città cambiano volto o si rimettono a nuovo. Si costruisce, si investe, si crea lavoro, si determinano opportunità sociali anche puntando sul fenomeno sportivo. Sono tutte componenti di un’unica svolta politica del Paese.
Noi invece possiamo menar vanto di un’autentica miseria strategica, dalla politica all’energia, all’industria e dunque allo sport. Al di là dell’opinabilità delle decisioni, sono nero su bianco i progetti per Roma (e non solo) e gli introiti ai quali a questo punto dovremo rinunciare. Anche il “banale” concetto, anzi strumento dell’investimento non è più contemplato. Altro che ricerca, innovazione, tecnologia. Ci stiamo relegando alla periferia dei centri nevralgici, retrocedendo a “cotoniera” terra di commercio in procinto di “liberalizzazione”, come recita il copione riservato ai Paesi destinati alla subalternità politico-economica. Ne sono complici i trinariciuti giustizialisti con velleità moralistiche. Quelli per i quali progetti od opere, pubbliche o private che siano, sono forieri innanzitutto e ovunque di ruberie e arricchimenti a danno della collettività. Inutile ribadire che il fenomeno sussiste, ma va inquadrato in maniera non ideologica e non affatto come un’esclusiva italiana. Ladrocinii e corruzione vanno da un lato combattuti e dall’altro ponderati all’interno di una realistica visione d’insieme. La loro assolutizzazione è solo funzionale alle strumentali rabbie popolari che fanno il gioco di determinati interessi. Se negli anni ‘50-’60 fosse prevalsa una siffatta mentalità e un giustizialismo armato in stile Mani Pulite, in realtà strumento politico, questo Paese non avrebbe mai avuto sviluppo industriale e progresso. I moral-giustizialisti sono pedine della strategia di indebolimento dell’impulso statale e della cacciata del Paese sotto la soglia di sovranità e potenza. E saranno di nuovo complici, anzi “utili idioti”, nei rinnovati attacchi alle nostre aziende strategiche. Non potevano mancare loro, in prima fila contro le Olimpiadi, nell’ennesima battaglia di retroguardia di questo Paese. l qualunquisti sono l’altra faccia del presunto tecnicismo alla Monti, che è cristallina manovra politica e non ragioneria bancaria come professano i faciloni. E non a caso, insieme vestono pure la casacca degli antiolimpici. Medaglia d’oro antinazionale.




Ecco sì, i Giochi lasciamoli ai Paesi in ascesa come il Brasile, non pretenderemo mica di fingere di essere in ascesa pure noi, che siamo in agonia da un pezzo.
La scuola di mio figlio fa acqua, mi piacerebbe che 8 miliardi fossero spesi meglio che per le Olimpiadi. Questo è patriottismo, a mio vedere.
Non si tratta, Barbara, di patriottismo. Ma di un’opportunità tra le altre da agganciare ad una prospettiva. Credi forse che il Brsile e gli altri Paesi non abbiano qualche problema con le scuole ecc.?
No Tav, no nucleare, no Olimpiadi…Da qualche altra parte non funziona così, da qualche altra parte va meglio.
No, non me la sento proprio di fare il paragone Olimpiadi 2020-patriottismo. E nemmeno paragonare le Olimpiadi 2020 al nucleare.
Monti ha fatto una cosa giusta. Si può, anzi si deve discutere su cosa c’è realmente dietro il NO del governo, e mi sembra di averlo già sottolineato (fumo negli occhi al popolino tartassato), ma non per questo dobbiamo prendere le parti dei palazzinari mancati e delle spese faraoniche. No, io non ci sto!
premesso l’uso del populismo da stadio con cui governano le masse, lanciadogli l’osso,
premesso che l’osso di volta in volta assume aspetti di divisioni molteplici, alcune delle quali di vera e propria truffa in nome dell’ammmmore,e adesso in nome del riggggore…
premesso che l’osso viene lanciato in nome di altro come il caso dei cerchietti in questione, che viene venduto come tutto il resto , in qualita di SALVAytalya, per dimostrare però , come le operazioni a cortina o a milano, di quanto e come questo governo sia dalla parte del “popolo”, in questo caso vendendosi molto bene per controbilanciare lacrime e sangue di altro tipo
non condivido nulla di questo articolo, a meno che mi si dimostri che:
1 abbiamo cambiato la classe dirigenti
2 abbiamo cambiato le regole degli appalti e dei lavori pubblici
3 abbiamo una legge non all’ammericana , nè allammmatriciana sulla corruzione
4 vi sia stata una volonta occulta , massonica, a trasferire tramite l’osso di cui sopra, l’arricchimento in infrastrutture, turismo, patrimonio in senso stretto e lato, da uno stato/nazione/ suolo/popolazione di serie Zeta come il nostro , ad uno stato di serie A come quello dei soliti noti guardiani del mondo e fedeli emergenti in questo o quel momento, a cui si dà o si toglie la coperta come fu in un modo e ora in un altro , per l’ytalya
l’articolo , almeno per me , è pertanto alla stregua del momento in cui vale ogni populismo, aderente /coerente a un paese in cui o stai da una parte dello spalto o sta dall’altra, importante è odiare, odiare e solo odiare.
Vi chiedo scusa per la mia ingnoranza: Per quale motivo ogni qualvolta si fanno i gioghi bisogna rifare tutto, ma le strutture esistono già, perchè bisogna farne delle altre, al massimo dove e da ristrutturare si fa visto che sono state spese fior di quattrini nelle passate edizioni
nel merito posto anche qui quello che ho scritto su CDS
“prima di tutto i dati di fatto:
1) non c’ e’ nessuna relazione tra “turismo” e l’ organizzazione di manifestazioni sportive
2) l’ organizzazione della manifestazioni sportive e’ un costo ” pubblicitario”, cioe’ solo un investimento di immagine di una societa’ in espansione Noi non siamo in espansione… e nemmeno con questi ” investimenti ” l’ italia compensera’ mai tutte le negative “schettinate” che facciamo in continuazione
3) qualunque investimento pubblico in italia e ‘ sempre(e sempre sara’
) una gigantesca abbuffata per mafie e consorterie varie.
Ed e’ questo il punto chiave della scelta di monti , monti e’ il garante degli interessi delle mafie “internazionali ” e non di quelle ” nazionali” e ha semplicemente detto che non c’ e piu’ abbastanza”trippa” per tutte e due . L’ italia e’ ” in liquidazione” e come sempre in queste cose il ” curatore fallimentare ” si preoccupa di garantire per primi i ” creditori” grossi .”
mi sa tanto che ha ragione ws! la scelta del vampiro in loden è dovuta al fatto di favorire altri pesci grossi!
http://notizie.virgilio.it/esteri/incidente-a-mezzo-italiano-in-afghanistan-tre-militari-morti_163411.html
mi permetto una battutaccia. Risparmiando i soldi per le missioni, si risparmierebbero anche vite umane (e i morti non sono solo i nostri, non credo che gli italiani non abbiano ammazzato nessuno). Sinceramente non penso che in manifestazioni sportive ci siano molti morti. Inoltre, sia chiaro che io non seguo, a differenza di altri, nemmeno una sola partita dei mondiali o europei, ecc. Figuratevi se sto a vedermi maratone, salti in alto o all’asta, cento metri o lanci del disco e del peso o insomma tutto l’ambaradan. Venire però a dire che non c’è alcun rientro in incassi è una balla colossale. E non si tratta di semplice turismo. Con le missioni all’estero o acquisto di jet da combattimento non credo rientrino molti soldi; finora nemmeno si è riusciti – come vorrebbe ad es. un Giacalone – a scalare qualche posto nella gerarchia dei servi degli Usa. Infine, è sbagliato dire che Monti fa solo gli interessi di mafie internazionali. Credo non si capisca cosa sono i “cotonieri” italiani. E nemmeno si è capito cosa significa essere “nazionali” e “antinazionali”. I cotonieri del sud degli Usa – che si opponevano ad una politica di difesa dei (futuri) interessi della nazione americana, divenuta con la seconda guerra mondiale (quindi a 80 anni dalla guerra di secessione) la prima del mondo – hanno condotto una sanguinosa guerra di 4 anni con l’appoggio della gran parte della popolazione degli (mi sembra) 11 Stati della Confederazione. Evidentemente c’erano parti di popolazione che si avvantaggiavano della politica antinazionale dei cotonieri. Si rifletta su certi problemi. Magari avessimo un governo che difende solo gli interessi di mafie internazionali. Difende gli interessi statunitensi perché collimano con quelli dei cotonieri italiani, che alimentano e arricchiscono almeno un quinto o quarto della nostra popolazione. Questa la realtà. E le Olimpiadi sono solo il segnale, nulla più che questo, della spinta all’integrazione e complementarietà del sistema italiano con quello degli Usa in quanto centro di una data “sfera di influenza”. Sono una cartina tornasole; e come tale vanno trattate. Cosa si pensa, che questo blog voglia far rimangiare la decisione al governo italiano? Non saremmo nemmeno mosche cocchiere ma semplici dementi. Però, certe decisioni danno indicazioni di qual è la deriva italiana verso la semicolonizzazione. E una semicolonia ha sempre “borghesie compradore” (con un loro blocco sociale al seguito) che se ne avvantaggiano. E’ questo che io definisco politica “antinazionale”, il diventare semplice rotella di un dato ingranaggio, che trasmette il movimento impartito da un centro motore. Però certamente la rotella deve essere ben ingrassata e oliata per funzionare; a ciò servono i “cotonieri” con quote di popolazione al seguito. E chi è lieto del rifiuto di Monti alle Olimpiadi, e guarda solo ai palazzinari romani che non “magnano” più, lo considero in appoggio agli antinazionali. Perché l’interesse nazionale, per me, è l’appoggio agli industriali degli Stati dell’Unione che schiacciano i confederati (guidati dagli interessi dei cotonieri); non sono mica uno che si fa incantare dalla Patria o dalla “liberazione degli schiavi”. Questa è la lezione da trarre dal rifiuto pretestuoso delle spese per le Olimpiadi nel mentre si fanno ben altre spese. Qualcuno non si è fatto ingannare dal terrorismo su Borse e spread; ma è caduto come un pero sulla soddisfazione di non fare mangiare i corrotti immobiliaristi e altri del genere. Ha visto l’albero, non la foresta. Ripeto: la scelta sulle Olimpiadi è solo cartina tornasole, ci mancherebbe che venissimo a piangere perché non avremo il casino a Roma e dintorni. Ma tra questo e dire: Monti ne ha indovinata una, almeno in questo ha fatto bene, ce ne corre. E mi auguro che il blog non ceda a posizioni simili, perché altrimenti me ne andrei di corsa inorridito. Ma sono certo che la stragrande maggioranza dei suoi membri rifiuta simili posizioni.
glg
“E chi è lieto del rifiuto di Monti alle Olimpiadi, e guarda solo ai palazzinari romani che non “magnano” più, lo considero in appoggio agli antinazionali.”
sono ” antinazionali” anche tutti i ” magnoni” nazionali. Ad esempio nello specifico io trovo difficile distinguere il solito ” generone” romano dai “cotonieri”… padani
I VERO “nazionalismo” e’ un’ altra cosa.
hanno una ben diversa influenza nei loro legami con il centro predominante. Il problema non è lo schifo che fanno: il parvenu rozzo e incolto, alla Fabrizi in “C’eravamo tanto amati”, suscita sentimenti peggiori del fu Agnelli o di Tronchetti Provera (con la sua mogliettina) o anche di Marchionne, ecc. Tuttavia, hanno ben altro peso, per favore; ed è questo che dobbiamo valutare. L’odiosità e il disprezzo sono dovuti a chi di dovere; la pericolosità per la posizione italiana – nell’ambito della ristrutturazione dei rapporti di forza internazionali che durerà lungo l’intera fase storica, probabilmente di “depressione”, che è iniziata in fondo da qualche anno appena – è cosa diversa ed esige altra analisi. Tutto lì. Poi ovviamente l’Italia non è gli Usa, non ha possibilità di diventare una vera potenza. Deve però entrare a far parte integralmente della sfera d’influenza statunitense? Probabilmente, sarà risultato ineludibile, cui non possiamo gran che opporci; tuttavia, direi di non cedere a tale posizione, come, lo ripeto, un Giacalone che chiede solo un qualche premio per la nostra grande fedeltà all’”alleanza atlantica”; cioè, in effetti, all’essere nettamente subordinati, usando delle risorse del paese – distratte da impieghi quanto meno non così servili (tipo appunto le Olimpiadi, pietra dello scandalo per chi fa il moralista contro la corruzione immobiliare) – per rispondere agli interessi geostrategici statunitensi. Da cui deriva sempre un vantaggio per una parte delle “classi” economiche, per i loro tirapiedi politici e per alcuni strati sociali nel paese subordinato e integrato nel sistema della predominanza Usa. Semmai, bisogna chiedersi: come mai certi Stati Uniti, repubblicani e conservatori e aggressivi (direttamente con il loro esercito), lasciavano al “coniglio”, pur brontolando magari, qualche margine per “amicizie” con Putin o Gheddafi, ecc.? Mentre Obama ha “chiuso ogni pertugio” e pretende totale ossequio che, speriamo almeno in questo risultato (non ancora sicuro), ha liquidato politicamente il suddetto “coniglio”? Per il momento, potrei arrampicarmi sugli specchi in cerca di ipotesi plausibili (e ce ne sono, credo), ma è meglio attendere qualche tempo.
glg
tra i nostri ” cotonieri ” capisco la distinzione ” politica” tra un caltagirone e un marchionne , ma non vedo niente di “sovranista” nel doverci accollare, noi sudditi-contruibuenti, ANCHE l’ ennesima abbuffata romana…
…anche perche’ per queste “dazioni” le scuse non mancheranno mai
http://www.ilgiornale.it/interni/dopo_no_olimpiadialemanno_torna_caricaora_affrontare_giubileo/mario_monti-gianni_alemanno-infrastrutture-giubileo-giochi_olimpici/20-02-2012/articolo-id=573184-page=0-comments=1
ho forse attribuito a qualcuno o a qualche scelta la qualifica di “sovranista”? Mi sembra di avere fatto un discorso del tutto diverso, circa l’influenza negativa ai fini della totale dipendenza e integrazione nella sfera d’influenza di un dato Stato; influenza comunque di differente portata tra un tipo di comportamento e un altro. Per il sovranismo, bisogna allora fare un discorso completamente altro, che nemmeno facevano quelli della “prima Repubblica”; e tuttavia qualcosina di diverso dai loro “successori” si consentivano in politica estera. Però, si vuol sostenere che è più negativo spendere per lo sport (ed entro il 2020) che per acquistare subito aerei americani, restare fedeli “atlantici” nelle aggressioni a vari paesi, ecc. ecc.? Il problema è qui. E poi: è tutto sommato meno negativo costruire una strada, un ponte, un edificio, ecc. che restino magari inutilizzati (ed è una balla che tutto sia stato così alle Olimpiadi del 1960 o a quelle invernali a Cortina nel 1956, ecc.) che “scavare buche e poi ricoprirle”, come suggeriva Keynes, per paradosso ma per fare capire quel che intendeva dire circa la necessità del “deficit spending”, della spesa pubblica in deficit di bilancio (rigorosamente in deficit, altrimenti si dava con una mano e si toglieva, fiscalmente, con l’altra per tornare in pareggio). Quindi ribadisco che o si è liberisti classici o altrimenti il favore concesso a Monti per la riduzione di spesa (fra l’altro la sola) è comunque un errore, spero una svista.
glg
non so per quale tipo di sindrome ma a volte persone anche molto intelligenti finiscono col portare acqua al mulino del proprio nemico. E’ forse il caso di Ws il quale sebbene abbia intuito che le ragioni della decisione del vampiro monti (da qualche tempo non usa più il loden per mimetizzarsi meglio) vanno ricercate nella voglia di favorire altri pesci grossi internazionali (malamente identificati, però, con le “mafie internazionali”) poi si perde per strada e finisce, credo inconsapevolmente, per fare un piccolo favore alla serpe Usa e al vampiro nostrano quando, tuttosommato, ne approva la decisione perché così non fa mangiare le mafie nostrane.
Il vampiro ha fatto la sua scelta esclusivamente per i motivi indicati da glg e, forse, anche per favorire la bambolona tedesca (se è vera la notizia riportata anche qui sul blog che quella gli avrebbe chiesto di appoggiare la candidatura della turchia che, in questa fase di danze di guerra contro l’Iran, sicuramente fa molto comodo sia alla bambolona che al suo diretto padrone Usa)
Naturalmente c’è ancora che non coglie il significato degli investimenti, chi ancora spiattella con semplicismo che “si fa la fine della Grecia”, senza quindi aver capito nulla nè della Grecia nè della situazione lagata all’euro e di rimando al conflitto strategico in atto.
Si considerino solo le opere previste per Roma come se esulassero dal progetto olimpico o qualsiasi altra: con l’approccio qualunquista di cui parlo nell’articolo e che diversi commenti di questi giorni confermano, non si farebbe nulla. Neanche se si trattasse di realizzare 100 scuole e 100 ospedali eventualmente necessari, come pare molti credono. O forse qualcuno pensa che quando l’opera è bella e utile, le cricche (viste in ogni dove) svaniscono per la bella faccia di qualcuno? Qui non si vuol negare, l’ho scritto, la presenza di “intrallazzi” nè che vadano combattuti, ma vorrei si capisse che l’assolutizzazione mediatica del fenomeno (così come quello della casta) è funzionale ad altri peggiori interessi e obiettivi (come indebolire il Paese) posti gerarchicamente più in alto. L’esperienza di Mani Pulite non ha insegnato nulla? Nel mondo, non solo in Italia, la morale negli affari, come in politica estera, è pretesa vana. Si ha una minima cognizione della realtà o si è al mito del “buon selvaggio”?
E’ chiaro che la ventata “rigorista”, veicolata abilmente dai media ma scientemente perpetuata “dall’alto”, ha una precisa essenza politica (cui richiama una volta di più glg), a meno che non si voglia cadere in una logica “economicistica” con un manuale di macroeconomia sotto al braccio.
Se non si vuol credere neanche all’utilità del “deficit spending”, è probabile stia riuscendo per bene l’intento politico-mediatico di far passare come salvifica l’impostazione della “finanza classica/ortodossa/neutrale” all’insegna del rigore di bilancio.
Detto ciò, mi sembra appropriato un accenno specifico, un riferimento concreto alle opere che il progetto olimpico prevedeva, date per note nell’articolo. Senza voler per forza immaginare la realizzazione di tutte, vi sembrano inutili o vacue?
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-15/addio-miliardi-crescita-063841.shtml?uuid=AavEK1rE&fromSearch
Per quel che mi concerne, ho giusto rimarcato, nel mio intervento “Meno ideologia (e retorica) e più concretezza”, che se le opere infrastrutturali pur programmate per le Olimpiadi di Roma 2020 servissero davvero alla città indipendentemente dalle Olimpiadi, come sostiene Alemanno, allora le si realizzi; e con le medesime celerità ed efficienza che si è assicurato sarebbero state profuse in caso di svolgimento delle Olimpiadi a Roma. Avvalendocisi, se del caso, come ho aggiunto in qualche mio commento sempre in tema, anche dei fondi speciali previsti nella parte di legge delega relativa allo statuto speciale di Roma Capitale, i quali ben potrebbero essere inseriti nel testo del secondo decreto legislativo attuativo della legge stessa, attualmente in corso di emanazione (tant’è che Alemanno ha citato proprio tale imminente decreto quale occasione ed al contempo strumento per ottenere i soldi).
Pertanto, almeno per quanto mi riguarda, bastava leggere il suddetto mio intervento, ed altri miei commenti sul tema, “sine ira et studio”, per constatare come la mia contrarietà allo svolgimento delle Olimpiadi a Roma sia motivata dal verosimile rischio di naufragio dell’intrapresa e, a ciò connessa, dall’inutilità di buona parte delle opere all’uopo previste, e ciò certamente con riferimento al periodo post olimpico, ma forse anche per le stesse Olimpiadi. Come, ad es., la c.d. Città dello Sport a Tor Vergata; la quale, tra l’altro, già avrebbe dovuto essere realizzata per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma, mentre fu solamente iniziata, con una spesa credo intorno ai 250 milioni. Che ha prodotto nient’altro che un ammasso di calcestruzzo inutile. Eppure i mondiali di nuoto si sono svolti comunque: il che dimostra, allora, che trattavasi di opera davvero inutile. Analogamente, ci si prenda la briga di verificare il, per così dire, bilancio infrastrutturale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 e si potrà rilevare la totale inutilità delle strutture realizzate così come gli sperperi compiuti. E non mi pare che l’Italia, dopo lo svolgimento di siffatte due manifestazioni (sugli aspetti economicamente fallimentari delle quali si veda, fra i tanti, questo articolo:http://www.ilgiornale.it/interni/sprechi_ritardi_e_progetti_mai_finiti_torino_e_roma_flop_dimenticare/15-02-2012/articolo-id=572143-page=0-comments=1), sia diventata, o abbia almeno gettato le premesse per divenire, una grande potenza.
Altro che (quelle che giudico) le rodomontate propagandistiche sullo sport come fattore geopolitico, propalate dai patrioti olimpici. Pronti, allo stesso tempo, da un lato, a gonfiarsi il petto con nozioni quali potenza, geopolitica, interesse nazionale, e, dall’altro, a cancellare disinvoltamente dal loro – ideologico – orizzonte d’analisi le prove fallimentari offerte da precedenti analoghe manifestazioni; e senza porsi il problema cruciale dell’inefficienza dello Stato in ordine alla fornitura di servizi e all’approntamento di infrastrutture decenti ed utili. Ed è comico che proprio costoro, spregiatori del principio di realtà, si facciano poi vanto del realismo politico quale stella polare delle loro analisi. Tipico esempio, credo potrebbe annotare uno psicoanalista, di formazione reattiva.
E dunque, poiché – ricordavo più sopra – motivavo la mia contrarietà unicamente con il verosimile rischio di naufragio e dunque l’inutilità dell’intrapresa, senza quindi fare il menomo accenno alla questione della corruzione, ritengo che, in una discussione come quella che si è andata sviluppando su questo blog (anche) sul tema in esame, ci si dovrebbe far carico degli argomenti dei propri contraddittori, invece di attribuirgliene altri mai usati, poiché funzionali alle loro strategie discorsive. Così, i patrioti olimpici, ma anche i patrioti neokeynesiani (keynesiani in mancanza di meglio, sul mercato delle teorie economiche), ritengono di avere buon gioco nel tacciare di moralismo (o moral-giustizialismo) i c.d. antiolimpici, asseritamente ossessionati dalla corruzione, mentre i primi si, che sanno come va il mondo. Ebbene, per quanto mi riguarda, si rischia di fare del nominalismo. Io non so se sono moralista; so, però, che i precedenti empirici mi insegnano che, per stare agli ultimi grandi investimenti per eventi sportivi svoltisi in Italia ed oramai conchiusi, essi sono risultati del tutto inutili, sin dal momento della loro realizzazione. Poi ci si può anche entusiasmare di fronte ad una colossale infrastruttura inutile, e che ha assorbito risorse che avrebbero potuto avere destinazioni ben migliori, citando magari brillanti paradossi keynesiani. Ognuno ha le proprie perversioni. Io, di converso, sostengo che, laddove si possa evitare il rischio di un siffatto esito, sarebbe bene evitarlo. Poi sarò forse moralista (ma non m’interessa granché la questione; la lascio ad altri, sottili “immoralisti”), ma non (almeno credo) idiota. E, secondo me, soltanto un idiota potrebbe rilasciare garanzie finanziarie illimitate a fronte di costi e deficit indeterminabili, e con il concreto rischio, stanti – lo ripeto – i precedenti, di una loro esponenziale lievitazione. Ed il Governo ha svolto precisamente questo ragionamento, non altri.
Ora, in generale, io sono dell’idea che occorra conoscere gli argomenti (anche) dei propri nemici politici per essere credibili nel tentativo di una loro confutazione. Se invece si sostiene che il Governo sarebbe caduto in contraddizione perché, da una parte, ha giustificato il no alle Olimpiadi di Roma con la necessità di risparmiare soldi, e, dall’altra, però, ha deciso di spendere soldi per gli F-35, e dunque distraendo da un lato per poter spendere dall’altro, il che sarebbe indice del suo servilismo filoUSA, si incorre, a mio avviso, in una duplice inesattezza. In primo luogo, il problema del Governo atteneva essenzialmente – come già accennato – ad una questione di indeterminatezza dei costi, talché non se la sentiva di rilasciare garanzie “in bianco”. Dunque, una questione non tanto e solo di mancanza di risorse, ma, il che è cosa diversa, eminentemente di indeterminatezza dei costi. Detto in altri termini, credo che anche i summenzionati patrioti non rilascerebbero mai a chicchessia, ma tanto più a chi ha dato mostra di non saperne fare un uso che non sia fallimentare, garanzie “omnibus” ed illimitate, per un periodo di 8 anni. Se invece così non fosse, allora io – personalissima opinione, beninteso – non affiderei loro nemmeno la gestione di una porcilaia. In secondo luogo, a parte che non è corretto dire che il presunto denaro risparmiato sarebbe stato convogliato per l’acquisto degli F-35, e ciò proprio perché, e sempreché ci si voglia attenere alle argomentazioni di Monti e non sfarfallare, essendo consistito il punto dirimente nella prestazione di garanzie a copertura di costi incerti, la questione del risparmio di esborsi effettivi non viene minimamente in rilievo. Ma, soprattutto, ritengo che, anche sul piano delle priorità governative, non vi sia alcuna correlazione tra (presunto) risparmio per le Olimpiadi e spese per l’acquisto degli F-35, e ciò per il semplice fatto che, proprio considerata la funzione nettamente filoUSA di questo Governo, è assai verosimile che la decisione di acquistare gli F-35 sarebbe stata operata e mantenuta anche qualora fosse stato dato l’assenso alla candidatura olimpica di Roma. Oppure si vuol (far) credere, con logica biecamente ragionieristica, che una scelta così strategica, da tutti i punti di vista, come quella dell’acquisto degli F-35 si sarebbe fatta dipendere dal si o dal no a tale candidatura? E si noti che, secondo me, qui non si tratta affatto di denunciare le presunte contraddizioni del Governo, perché è chiaro come il sole che esso ha sempre rivendicato, con Di Paola, la necessità strategica dell’attuazione del “progetto F-35” (semmai si può rilevare, ed io l’ho fatto nel mio soprarichiamato intervento, il mascheramento di detta attuazione con l’invocazione, ideologica appunto, dell’interesse nazionale e dell’amor di patria, ossia dell’opposto al reale). Pertanto, continuo a non vedere, tra le altre cose, alcun specifico indice rivelatore di asservimento governativo agli USA nel diniego olimpico in discussione. Da ultimo, avendo un abituale commentatore affermato di ritenere, quella per le Olimpiadi, una spesa inutile, “mentre evidentemente il blog no”, desidero precisare che, poiché – allo stato – faccio parte del blog, almeno io, nell’ambito del blog, la ritengo, invece, come credo si sia compreso, una spesa inutile. Tema, peraltro, questo dell’inutilità o meno di una spesa, di cui, contriaramente a quanto da altri ritenuto, il blog parla eccome, come il tenore della presente discussione attesta ampiamente, e ciò, del resto, già a partire dal post che qui commento, in quanto tutto proteso a dimostrare (a mio parere non riuscendoci), appunto, proprio la fondatezza della tesi dell’utilità, sotto vari riguardi, delle spese per le Olimpiadi romane del 2020.
Emilio
bene, allora dovremmo dire “bravo monti!”.
Molto nobile ma poco furbo perché, anche ammesso che siano giusti gli argomenti del commentatore Emilio, non c’è dubbio che sono argomenti che portano acqua al mulino del “sobrio” monti!
Già sento strombazzare, un giorno si e l’altro pure, mille fanfare a favore di quel vampiro parassita e mi mancava che alle fanfare si aggiungessero anche alcune del blog!
In certe occasioni, specialmente quando si è in guerra, credo che sarebbe un pò più da furbi almeno tacere anche se il nemico “forse”, “in via ipotetica” ha fatto qualche scelta non del tutto spregevole.
Naturalmente io ritengo che la scelta di monti sia stata sommamente “spregevole” anche perché se gli americani dovevano comunque essere accontentati – dal loro ministro della guerra italiano – sugli aerei che volevano rifilarci, a maggior ragione avevano diritto di essere accontentati,ad es., i milioni di sportivi italiani … detto per inciso chissà perché , poi, appena si muove una foglia subito si vedono dappertutto mafia e mafiosi o, nel migliore dei casi, si parla di “inutilità”! E aggiungerei, sempre per inciso, che se è da stolti fare la guerra alla mafia semplicemente “non facendo” qualcosa che altrimenti si vorrebbe fare, è almeno tutto da dimostrare che i precedenti eventi sportivi siano stati tutti del tutto inutili come si afferma nel commento di Emilio.
Peraltro, a quanto mi risulta, in questo paese, di cose inutili se ne sono fatte a bizzeffe e molte di più che in occasione di eventi sportivi (basti pensare alle così dette “cattedrali nel deserto”)
e, quindi, si poteva aspettare qualche altra occasione per gridare all’”inutilità”.
Naturalmente, a parte queste mie brevi e parziali note, penso che resti pienamente valida l’affermazione di chi (in particolare, mi sembra, glg )
ha messo in evidenza l’ipocrisia del vampiro il quale mentre da un lato parla di ripresa dall’altro evita di prestare una semplice garanzia (che, in teoria, non è neppure detto debba diventare operativa) per un evento che si deve addirittura svolgere tra 9 anni, cioè quando, stando alle stesse rassicurazioni del vampiro dovremmo essere già in ripresa economica…naturalmente grazie alle sue virtù salvifiche!
Di fronte a tutto questo schifo mi domando come sia possibile che qualcuno senta il bisogno di fare il “puro” e spargere lodi (o semplicemente farsi sfuggire lodi) per il governo più infame e gangsteristico che l’italia abbia mai avuto! Forse sarebbe meglio “meno ideologia e più concretezza”….appunto!
Noto che si persevera nel voler argomentare sulla base di un costante travisamento ed di un’erronea valutazione di concetti e assunti,recepiti, illustrati e addebitati a proprio comodo. Non solo, ma pare permanga pure una percezione autoreferenziale, quasi egocentrica, di ogni considerazine che si svolga sul blog, a partire dall’articolo. Un personalismo che non si capisce a cosa serva.
Sinceramente e con tutta la buona volontà non riesco ancora a capire di quale orrendo crimine risulti essersi macchiato chi, come me, continua a ritenere che il NO alle Olimpiadi sia stato un bene. Mi sembra che i “montiani” (come qualcuno tende a farci passare) abbiano detto chiaramente che il NO alle Olimpiadi non inficia minimamente il giudizio “nostro” su Monti, sul suo governo e su chi lo ha mandato a Palazzo Chigi. Anzi mi sembra di aver sottolineato (non so se in questa discussione o in un’altra) che il NO di Monti è puramente strumentale e che è stato sopratutto fumo negli occhi dei gonzi. Questo non toglie che ribadisco i mio profondo convincimento che si è trattato di un risparmio di cifre colossali e uno stop ai pericolosi appetiti di soliti profittatori.
Farci addirittura passare per “antinazionali” per questa nostra presa di posizione o addirittura, neppure troppo velatamente, invitarci a non intervenire più sull’argomento, lo ritengo esagerato, troppo esagerato.
Ribadire il SI al NO alle Olimpiadi non vuol assolutamente voler tacere sulle altre spese INUTILI E DANNOSE che il governo Monti-Napolitano sta facendo e farà per compiacere chi sappiamo bene.
Siamo su due piani diversi. A un certo punto, se piove, non possiamo dire che c’è il sole solo perchè Monti ha preso atto che piove.
Prendo atto del carattere apodittico di affermazioni con cui mi (perché credo che tali affermazioni si riferiscano al mio commento) si attribuiscono travisamento ed erronee valutazioni. Prendo altresì atto dell’estrema genericità delle “accuse” (sempre a me rivolte, presumo) di autoreferenzialità, egocentrismo e “personalismo” (ma che suono antico in siffatte aggettivazioni; mancava soltanto l’accusa di atteggiamento piccolo-borghese; queste “giovani” leve rappresentano davvero l’avanguardia del pensiero nuovo), limitandomi a rilevare che, se certuno lancia anatemi da inquisizione, decretando che il nuovo discrimine tra nazionali/anti-montiani ed antinazionali/filomontiani si traccia sulla base di chi sarebbe stato favorevole alle Olimpiadi romane e chi no, con aggiunta di una sequela d’epiteti vomitati senza discernimento, allora è del tutto legittimo, e per certi versi doveroso, formulare repliche e contestazioni. Si provi a meditare su questo, invece di persistere nell’atteggiamento da sacerdote dell’ortodossia.
Emilio