MI FA MALE IL MONDO di Giorgio Gaber

22 febbraio 2012
di

Mi fa male che l’Italia, cioè voi, cioè io, siamo riusciti ad avere, non si sa bene come, due milioni di miliardi di debito [ora quasi due mld di euro].
Si sa, un vestitino oggi, un orologino domani… basta distrarsi un attimo e si va sotto di due milioni di miliardi!
Questo lo sappiamo tutti. Ce lo sentiamo ripetere continuamente. Sta cambiando la nostra vita per questo debito che abbiamo.
Ma con chi ce l’abbiamo? A chi li dobbiamo questi soldi?
Questo non si sa. Questo non ce lo vogliono dire. No, perché se li dobbiamo a qualcuno che non conta… va be’, gli abbiamo tirato un pacco ed è finita lì. Ma se li dobbiamo a qualcuno che conta… due milioni di miliardi! Prepariamoci a pagare in natura. (1995)

7 Risposte a MI FA MALE IL MONDO di Giorgio Gaber

  1. quota mondo il 22 febbraio 2012 alle 21:46

    GP ..grazie, grazie di questo angolino in un giorno dove è stato stomachevole vedere il sobrio sul cibo e il mondo, nelle solite arrampicate pubbliche di mille discorsi da super climbing ipocrita criminale, Dostoevskij docet, Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più criminali di chi ha assassinato sei persone.

    …poi non so se noti, ma da quando c’è stato il cambio da un mausoleo all’altro, questi qua stanno ogni giorno in cento e piu visite e conferenze pubbliche, col re san giorgio di napoli in testa alla staffetta delle olimpiadi quotidiane del medagliere dell’inganno… e per giunta, solo per dire come stanno le cose, rischiamo di essere presi per sovversivi:mi scriveva un amico in comune, poco fa , e mi diceva che in una delle tante uscite di oggi, Baffetto velista ha fatto capire all’eroe dei loden, che il problema in italia è il traffico…tradotto meno ermetico , il problema non sono i traditori come loro, ma quelli che hanno capito che loro sono quello che sono: vampiri cannibali…the hole, buco dove vanno a finire tutti i miliardi delle colonie

    ultima cosa a proposito di Fiat..Formigli mi ha sempre fatto ridere, uno dei tanti eredi santoristi,fuffagiochisti, peraltro scaricabilissimi dal boss zero che guarda caso infatti dimostrò che non poteva rispondere di quel servizio.. giornalisti del menga, che appena si muovono credendo di mettersi dalla parte degli schiavi,invece per il truman show e la loro gloria gli fanno ancor piu danno, senza dirittura alcuna a garanzia dei reali interessi di casa italia… però però hai visto che milioni di “terrorismo” gli sono capitati? rapporto da 1 a 7 del danno reale, rispetto a tutto il resto da danno reputazionale..soliti “terroristi” all’opera

    ciao.. un abbraccio a te fino ai seviziati del lager di Melfi.

  2. Gianni Petrosillo il 23 febbraio 2012 alle 07:40

    grazie a te vò

  3. giellegi il 23 febbraio 2012 alle 09:35

    http://www.ilgiornale.it/interni/il_pd_prepara_rivolta_abbandonare_bersani_non_lasciare_monti/23-02-2012/articolo-id=573573-page=0-comments=1

    http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_vede_montiora_unica_strada_restail_governo_tecnico_pd/vertice_palazzo_chigi-governo_monti-pdl/23-02-2012/articolo-id=573720-page=0-comments=1

    ecco la piena complicità. Finite ufficialmente destra e sinistra. Finalmente si va realizzando lo scopo perseguito da Obama-Napolitano (padrone e maggiordomo) nel 2011: un unico pateracchio nell’Italia completamente asservita agli Usa. Il Governo finto-tecnico è di transizione (che duri o meno oltre il 2013). Elezione a presdelarep di un uomo del pateracchio (Monti o altro) e governo – si passerà prima da elezioni? A seconda se gli elettori daranno dimostrazione di rassegnarsi al disegno – guidato da un uomo appoggiato dal pateracchio. Si procederà adesso velocemente all’annientamento dei punti forti di una possibile nostra autonomia, si indeboliranno i rapporti (in campo internazionale) con chiunque non si pieghi alla nuova strategia americana. Chi ancora voglia credere che non c’è un profondo cambiamento in questa, che tutto sia come prima, deve essere lasciato indietro. Si apre un’epoca profondamente diversa; per adesso di totale asservimento italiano. I sovranisti, evidentemente ambigui e deboli, sono scompaginati al momento. Prendere atto dell’enorme sconvolgimento in corso. Se poi fallirà, ne saremo tutti contenti, ma al momento non si intravede questo fallimento. Sperare in quest’ultimo è lecito, ignorare e far finta di nulla, no!

  4. ws il 23 febbraio 2012 alle 16:47

    il momento chiave della nostra schiavitu’ e’ stato quando nel 1992-1994 ciampi ha ” internazionalizzato ” il debito pubblico. Finche’ il debito dello stato italiano era in mano ” nazionali” , il paese avrebbe di certo passato brutti momenti ma non avrebbe perso la propria autonomia e capacita’ di gestione della propria economia.

    Ma a voler ben guardare il nostro ” certificato di morte ” risale al 1981 quando ( guardacaso ancora con Ciampi :-) ) la banca d’ italia ha smesso di creare credito per conto dello stato e lo stato ha incominciato massicciamente ad indebitarsi con i ” privati”
    Naturalmente ” stampare” moneta invece di indebitarsi non e’ una soluzione ( il puro “keynesismo” non basta :-) ) ma presenta indubbi vantaggi ” sovranisti “.
    ” Stampare ” infatti generava inflazione, ma con l’ inevitabile crollo del cambi gli italiani smettevano di comprare roba straniera ed andare all’ estero in vacanza . Tutti a rimini e tutti a darsi da fare , si guadagnava di meno( cioe’ lo stipendio “comprava meno ” ) ma si lavorava tutti.

  5. giellegi il 23 febbraio 2012 alle 16:54

    suggerisco di leggere un vecchio libro di Dillard, Guida all’economia keynesiana (Etas Kompass, molto chiaro e ben fatto), così di vedrà che il povero Keynes non era un banalone monetarista, che invitava a stampare moneta a tutto spiano.

  6. ws il 23 febbraio 2012 alle 19:23

    ovviamente glg ha ragione e la sua nota doverosa. Facendo brevi commenti per necessita’ di sintesi mi riferivo all’ uso corrente del termine “keynesismo” fatto dai suoi avversari..

    Tra l’ altro anche il quadro delle idee di smith era ben diverso dal schema mercantilistico di cui questo oscuro prete scozzese e’ stato poi fatto diventare un’ icona.

    In effetti e’ debolezza dialettica usare il “linguaggio” di un altro , ma non si puo fare altrimenti se costui e’ cosi forte da poterlo dettare.

    Comunque prima di attivare nuove inutili polemiche sara’ bene precisare che io sono tuttaltro che ” antikeynesiano “, sebbene , tanto per restare ai soliti stereotipi, non creda alle virtu del SOLO ” scavare le fosse “.

  7. ws il 27 febbraio 2012 alle 13:05

    ecco qua un buon testimone della congiura che ci ha travolto e che abbastanza luce chi fossero gli ” agenti “( carli e ciampi ) chi i “disponibili” (pomicino e berlinguer ) chi provo’ a resistere ( andreotti…da cui poi il noto ” processo “)
    … e chi i “cuccioli” che hanno ” fatto carriera ”

    notare alla fine l’ aneddoto di ciampi che “avverte” berlinguer che..

    TUTTI I FIGLI DELLA NOMENKLATURA COMUNISTA ect ect.. :-)

    da
    partitoviola.wordpress.com/2012/02/27/nino-galloni-chi-era-costui-intervento-shock-al-mmt-di-rimini-un-oscuro-funzionario-aveva-previsto-il-crack-del-debito-pubblico-italiano-426/

    “Nino Galloni, ex funzionario al bilancio vuota il sacco. In un intervento a sorpresa durante il summit di Rimini sulla Crisi Economica spiega com’è nato il debito pubblico in Italia, e come ha fatto la Germania a diventare di fatto “padrona” dell’Italia, e non solo!

    “Da funzionari dello stato a funzionari del Governo”

    Alcuni passaggi del suo discorso:

    Fino agli anni ’80 si studiavano le teorie keynesiane, poi l’argomento è diventato ‘forbidden’ – ha detto Galloni -. Ho iniziato la mia esperienza come funzionario dello Stato al ministero del Bilancio e della Programmazione economica, oggi un ‘pezzo’ del ministero dell’Economia. Iniziarono ad arrivare dei funzionari del Fondo Monetario Internazionale, che sostituirono alcuni di noi, con paghe ben diverse, ma non ne sapevano più di noi che avevamo studiato. Ci furono i primi attriti, io feci un’elaborazione di quello che sarebbe successo con il famoso ‘divorzio’ fra Tesoro e Banca d’Italia, cioè lo Stato che non chiede moneta, o si basa sui vincoli di portafoglio delle banche che devono assorbire i suoi titoli a bassissimi tassi d’interesse, che è come battere moneta, non c’è grande differenza.

    L’Italia ha rinunciato a questa facoltà – ha aggiunto – quindi si rivolgeva direttamente al mercato, anzi, a quelle cinque o sei banche di interesse nazionale che stavano per essere privatizzate e che ovviamente utilizzavano un metodo ancora più drastico di quello successivo per far crescere i tassi d’interesse. Se lo Stato chiedeva 5 mila miliardi delle vecchie lire, ne venivano comperate 4 mila e 500 al tasso del giorno e poi per far assorbire quelli rimasti si facevano schizzare i tassi d’interesse a livelli insostenibili

    Dissi che con quel sistema – ha spiegato Galloni – nel giro di sei o sette anni il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il prodotto interno lordo. Inoltre, la disoccupazione sarebbe salita al 50 per cento, le imprese non avrebbero più assunto. Mi presero per pazzo, alla fine lasciai i miei incarichi nella pubblica amministrazione

    Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, Galloni torna a discutere e a lavorare in Italia dopo alcune esperienze, tra cui una negli Usa.

    Giulio Andreotti mi chiamò per chiedermi se volessi contribuire a cambiare l’economia italiana – il racconto dell’ex funzionario – poi si fece vivo Cirino Pomicino, che mi mise a capo della struttura tecnica del ministero del Bilancio. Io volevo rallentare il processo che avrebbe portato all’Euro. Volevo un percorso diverso per entrare nell’Europa Unita, serviva una condizione di sviluppo economico, non depressive per non perdere posti di lavoro, ma per crearli. Successe il cataclisma, la Fondazione Agnelli e Confindustria si schierarono contro.

    L’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl chiamò al telefono l’ex ministro del Tesoro Guido Carli. Pomicino mi fece capire che non c’era più spazio per quel mio tentativo. Dovetti scrivergli su un pezzettino di carta, c’erano i microfoni, mi intimò di non parlare. Gli chiesi in quel modo se la telefonata fosse arrivata oppure no, Pomicino fece segno di sì con la testa

    In qualche modo, Galloni fu richiamato, ma il suo lavoro non andò comunque avanti.

    Una parte della Democrazia cristiana mi incaricò, negli anni ’80, di prendere contatti con una parte del Partito Comunista – ha detto ancora Galloni – per vedere se era possibile una linea di politica economica e monetaria differente da quella accettata dall’establishemt della stessa sinistra democristriana e capire se nel Pci se qualcuno fosse d’accordo. Feci dei seminari, venivano persone molto modeste come Mario Draghi e Giulio Tremonti, gente che poi ha fatto carriera. Cosa successe? Un certo Carlo Azeglio Ciampi chiamò Berlinguer e gli disse che se si fosse andati avanti con il discorso sulla moneta, tutti i figli della nomenklatura comunista che stavano negli uffici e negli studi delle banche sarebbero andati a casa”

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