Mario Monti annega in un fiume di parole facendo affogare l’Italia in un mare di lacrime e sangue. Dall’ultimo vertice europeo non è emersa alcuna novità, come del resto era prevedibile. Il nostro Premier cerca di mescolare l’acqua fresca con l’aria fritta ma sotto il suo loden non c’è assolutamente nulla di concreto. Afferma con la sicumera dei bluffatori che con gli eurobond si mette un freno allo spread, ovvero che con l’inutile si può limitare l’inessenziale. E’ la sua maniera per dare rilevanza a quel fattore che lo ha portato in sella all’Esecutivo e che ora potrebbe ritorcerglisi contro. Ma la sua mano invisibile è debole ed i suoi trucchi da professore preso dal mazzo non ci evitano di alzarci dal tavolo dei big europei in braghe di tela. Noi tutti sappiamo che fino a qualche mese fa, Berlusconi governando, il differenziale tra titoli di stato tedeschi e italiani era materia confinata nei cunicoli dell’economica e non della politica la quale ancora tentava di occuparsi di questioni molto più importanti e strategiche. Con l’avvento dei tecnici, e c’era d’aspettarselo, si è alzato lo stile ma sono cadute le braccia, la Politica con la maiuscola è finita dietro alla lavagna e la classe dirigente si è riempita di saccenti cervellotici che prendono lezioni dai mercati per bacchettare sulle mani i connazionali. L’Italia ha un serio problema di differenziale ma questo non riguarda la forbice tra titoli di Stato quanto piuttosto l’incapacità di ripartire uniformemente la velocità, come nella meccanica delle auto, tra potenzialità economiche e prospettive politiche del paese (i dati rilasciati ieri da Confindustria sono un vero bollettino di guerra che conta morti e feriti soprattutto tra i ceti deboli dello Stivale). Poiché questo anello di congiunzione tra il motore e le ruote non funziona più siamo incapaci di cambiare marcia e di svoltare dal tracciato che ci ha condotti in un vicolo economicamente cieco e politicamente muto. La segnaletica della Storia, al contrario di quella finanziaria, non viene riportata dalle mappe abituali, perché i suoi percorsi sono spesso da costruire e nei momenti di difficoltà e di perdita di punti di riferimento ti invoglia a lanciarti sulla strada meno battuta. Certo, ci vuole coraggio per avventurarsi su vie sconosciute ed insidiose ma non c’è alternativa se si vuole provare a smettere di girare a vuoto sull’orlo di un abisso, mentre i bassi giri del propulsore e i forti giri di testa potrebbero condurti a saltare di sotto. Come abbiamo ripetuto tante volte, questa crisi è sistemica nel senso che dipende innanzitutto dall’esaurimento di un equilibrio monopolare, sullo scacchiere internazionale, consolidatosi a partire dal ‘89. Gli Usa, all’indomani della caduta dell’Urss, hanno esteso il loro raggio egemonico sui Paesi dell’ex rivale sovietico e sono entrati di prepotenza in tutti gli altri scenari regionali per stabilizzare il proprio dominio geopolitico. La situazione è però mutata piuttosto rapidamente ed ora quegli assetti sono nuovamente in discussione, in virtù dell’emergere e del riemergere di nazioni ed aree che si affacciano sullo scenario globale con i propri interessi e le proprie strategie d’azione. Con queste trasformazioni anche i meccanismi economici che reggevano il precedente ordine mondiale si stanno riconfigurando facendo saltare regole consolidate ed appartenenze acquisite all’interno di sfere d’influenza che si sfilacciano o si riallacciano per riconformarsi drasticamente. Tali processi di aggregazione o disaggregazione geostrategica sono segnalati sul davanti della scena sociale dalla débâcle finanziaria ma non si esauriscono in essa. Come ha scritto recentemente Gianfranco La Grassa: “La finanza è la maschera dell’azione da compiersi contro il “nemico”; è il guantone che copre il pugno usato per stenderlo al tappeto. Solo un inesperto crederebbe che, in un incontro di pugilato, vince chi ha il guantone più efficace; di un ottimo pugile non si dice che possiede il guantone che picchia duro, cha ha il guantone da KO, bensì che ha il pugno a tal uopo adatto. Così come la finanza, pure il governo Monti è una maschera per coprire lo sfacelo cui deve essere sottoposta la (non) politica italiana – in realtà assente dall’inizio degli anni ’90, dalla truffaldina operazione denominata “mani pulite”, del resto anch’essa solo strumento di ben altre bande in azione da oltreatlantico con l’appoggio dei “cotonieri” confindustriali italiani guidati dalla Fiat – al fine di fare tabula rasa di una poltiglia maleodorante che ha impestato e distrutto il cervello degli italiani in vent’anni”.
Se il massimo che il Governo italiano riesce a produrre in questa drammatica fase è una manovra anti-spread ci ritroveremo faccia a faccia col tappeto in men che non si dica. Per restare alla metafora della boxe utilizzata precedentemente, immaginate che l’Italia sia un pugilatore il quale finge di mettersi in guardia proprio mentre gli arriva sul volto un dritto micidiale. La fisica politica non risponde alle stesse leggi fallaci dell’economia. Così’ mentre gli Stati Uniti costruiscono un vero scudo stellare in Europa, col quale ci domineranno per decenni, noi ci rallegriamo per un misero ombrellino anti-spread che non serve a nulla. E’ il caso di dirlo: a loro le stelle a noi lo stallo.
18 comments to “DALLE STELLE ALLO STALLO”
Aldilà di quanto hanno titolato i giornali italiani questa mattina, facendo un mix di quanto successo a Bruxelles e di quanto successo a Varsavia, ed in mancanza di altro che non siano pure chiacchiere (su quanto successo a Bruxelles), mi sembra di aver colto un punto importante. Rimarco il MI SEMBRA perchè leggendo qua e là sul WEB nessuno sembra avere le idee chiare. Monti con toni trionfalistici ha cercato di spiegare che la sua linea salva-spread sia passata e che sarebbe riuscito a piegare la Cancelliera d’acciaio. La Merkel invece, in una successiva intervista, ha fatto chiaramente intendere che il “fondo-salva stati” si sarebbe fatto carico di calmierare lo spread attraverso l’acquisti dei TDS di quei paesi che ne faranno richiesta, MA SOLAMENTE dietro controllo da parte di una autorità “terza” del fatto che i paesi richiedenti abbiano i requisiti atti allo scopo. Requisiti che consistono in politiche di bilancio rigorose e virtuose e in riforme, secondo i dettati in vogo, serie. Di primo acchitto mi sembra che si tratta di puro e semplice commissariamento del paese richiedente. Capisco che Monti esulti, ma se fosse così, si capirebbe perchè la Merkel abbia accettato di apire i cordoni della borsa.
Avete visto i paragoni disgustosi che stanno facendo tra la nazionale di calcio e l’Italia di Monti? Sono allibito e sconfortato…ancora più disgustoso l’articolo di Veneziani sul Giornale di oggi dove si parla di una rinascita dell’orgoglio nazionale?!? Ma qua si danno i numeri! Roba da matti… e la gente ancora non si rende conto che stiamo colando a picco, si accontenta di una vittoria a una partitella di calcio (non che mi aspetti molto dal cosiddetto popolo per carità, incapace da sempre di capire alcunchè, ma qui si stanno raggiungendo dei livelli di abbrutimento, rozzezza, ignoranza e direi anche masochismo inauditi). Oramai le speranze di un risveglio dell’Italia in senso sovranista (parlo almeno personalmente) sono pari a sottozero. Ci vorrebbe solo una forza politica spazzi via l’immondizia e applichi per tutti i responsabili dello sfascio dell’Italia il trattamento che si riserva agli alti traditori.
non e’ successo niente, sia nel senso che non e’ certo una partita di calcio che definisce la potenza ( e la politica ) di un paese, sia perche’da questo ennesimo vertice e’ uscita la solita posizione interlocutoria in cui la germania scucira’ un po di altri soldi ( sempre pochi rispetto alle pretese altrui ) ma solo a condizioni molto vincolanti che non permetteranno nessun trucco finanziario ( tipo G&S per intendersi ..
)
Nella sostanza il solito tatticismo in una guerra economica che presto o tardi sfocera’ in una guerra ” vera” perche’ i trucchi finanziari del padrone hanno sempre piu’ il fiato corto.
Si sta comunque evidenziando sempre piu’ che monti e’un agente amerikano ( sfascia l’ economia del paese e ricatta la germania ) e che la germania continua nella sua strategia dilatoria di non scegliere tra la ” scilla” di doversi accollare PER SEMPRE i debiti U$urai dei ” maiali”e il ” cariddi” di prendersi al colpa dell’ euro-default.
E cosa attende la germania ? un bel maremoto che faccia sparire i due “scogli” , e nel frattempo rappezza la SUA barca per galleggiarci sopra.
Ma che bella ammucchiata: http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL6E8HTIJV20120629
Vendola: sì alleanza con Casini, ma dentro anche Di Pietro e coppie di fatto
Insomma, ancora una volta la “sinistra” si dimostra pronta ad allearsi col peggior alfiere del “centrismo”, a sua volta a caccia del consenso della GFeID italiana.
http://www.ilgiornale.it/economia/le_borse_ue_rallymilano_mette_turbospread_420_punti/vertice_ue-spread-rialzo-piazza_affari/29-06-2012/articolo-id=594734-page=0-comments=1
allegher, la crisi è finita. Balotelli e Monti hanno segnato goal alla lurida Merkel. Il risveglio sarà fra pochissimo tempo. E la crisi reale si impennerà dall’autunno e travolgerà anche il popolo campione d’Europa (perché i coglioni si considerano tutti grandi giocatori e vincitori). Io invece, per mia fortuna, mi ero già risvegliato da molto tempo dall’infatuazione per la plebaglia (che non sono solo i “popolani”, sia chiaro, molti sono plebe). Merita tutto quello che ha sempre avuto in sorte, compreso l’andare a morire in guerra quando è in gioco “l’onore della Patria”. Mi dispiace solo che la crisi tocchi anche me e alcuni amici cui tengo. Per il resto, che crepino. Certo che fanno schifo giornalisti e intellettuali (Veneziani docet)! Ma loro sono ben coscienti di quel che fanno e ben pagati. La plebaglia invece no. E questo non me la fa né compiangere né scusare; la considero peggiore dei giornalisti e intellettuali. Ultima notazione, già fatta ma che ripeto. I comunisti erano considerati trogloditi perché appoggiavano le squadre dei paesi sedicenti socialisti. Leggete oggi tutti i giornali, altro che selvaggi. Comunque, resta l’ulteriore bella lezione di che cosa sono le borse, lo spread; oltre al “dalli al tudesc”. E poi tutto quello che abbiamo sempre detto, predicando nel deserto. Va bene così, ho appetito e vado a prepararmi pasta con pesto e due uova con pancetta.
io parmigiana di zucchine, fatta con le mie manine. e vaffanculo a tutti questi stolti. però balotelli è forte, si chiama mario solo per sbaglio o perchè tedesco!!!
ahi, nasce una contraddizione interna. Gli zucchini, quelli del tipo lungo e simili a “qualcosa” (ma non neri), mi piacciono tagliati a rondelle (di un cm. o poco più di spessore), poi fritte e messe negli spaghetti(ni), conditi con lo stesso olio di frittura; e sopra parmigiano di non meno di 3 anni di stagionatura (ormai impossibile da trovare in quest’epoca di “deviati” e di….Balotelli). Mentre la parmigiana, la voglio rigorosamente di melanzane; e fritte perché, se me le fanno ai ferri, sparo anche se non so sparare. E condite con tanta salsa di pomodoro (non a pezzi) e, ovviamente, il solito parmigiano.
glg
Avete cambiato il vostro giornale,mi aspettavo che sarebbe stato più facile per poter entrare, o avuto delle difficoltà nel tradure il vostro inglese, sono stato aiutato da un conoscitore dell’inglese (tenendo presente che io non amo l’inglese e gli inglesi, e gli americani)per intenterci. Morale della favola parlate male degli oppressori americani e voi cosa fate scrivete una lingua straniera che dite voi di non amare e neanche io,cosa volete che io e altri dobbiamo pensare, nulla di nuovo sotto questo sole.
carmelo la traduzione era gia’ sotto
chiedo scusa non lo vista, sarei stato più felice se non vedevo tutte quelle scritte in inglese, e sarebbe auspicabile che voi non li scrivete in futuro.Non me ne vogliate ma sono uno dei pochi italiani che non si vergognano di amare il proprio paese, libero dai lupi mannari che da noi sono tanti purttroppo. Auguro a tutti voi un buon fine settimana
capisco “italiano”, tuttavia è bene tener conto che articoli in inglese possono dire cose molto interessanti e che non si trovano da altre parti; meno che meno in questo nostro paese di giornalismo da pezzenti. Fra l’altro, i maggiori centri (di studi e non solo studi) strategici sono americani. Si potrebbe tradurli direttamente in italiano, ma mi sembra più utile ed efficace metterli sia in originale che tradotti. Comunque, noi restiamo pur sempre quello che abbiamo detto di essere, non si abbiano preoccupazioni su questo nostro impegno.
glg
dedicato ai cialtroni del picco: http://www.petrolioegas.it/in-evidenza/petrolio-la-prossima-rivoluzione/
dopo che mi hanno rotto i coglioni fino all’atto finale, non vorranno mica perdere quando ormai, in ogni caso, quest’oggi si chiude la “kermesse héroique” e si spengono i clamori delle plebi. Perché sia chiaro che io ce l’ho con i tifosi selvaggi e vandali, verso i quali rivolgerei la mitraglia o una bella serie di batterie di lanciafiamme. Ma non sono così matto da pensare, come questi farabutti di giornalisti e politici, che una qualche coppa di campioni muterebbe i destini di questo paese di merdosi. Se va bene, gli imbecilloni che urlano a squarciagola passeranno relativamente tranquilli le ferie. Dall’autunno non mi aspetto scatafasci improvvisi, ma comunque una sofferenza non lieve. E da domani attenderemo, ironici, l’andamento della borsa e dello spread.
glg
Altro che stallo. Lasciatemi essere contento. Primo: quel coglione del portiere (che si meritava 8 goal) ha osato affermare ieri che Napolitano è un gigante. D’accordo, era detto anche in paragone con gli altri politici, che in effetti sono pura e semplice merda, tutti quanti sono. Tuttavia, uno che erige a gigante Napolitano merita in ogni caso torture efferate. Poi secondo: noi “trinariciuti” (i “compagni”) eravamo meno che selvaggi perché nel ’54 urlammo contro lo scippo effettuato ai danni della “socialista” Ungheria da parte dei dopati tedeschi. Adesso, c’è stato tutto un fiorire di “orgoglio patrio” solo sulla base della vittoria di una squadra di balordi. E adesso, teste di cazzo, merde memorabili, fracidi cervelli che nemmeno i maiali mangerebbero, avete ancora da urlare: Vaffamerkel, Vamos a matar l’Espana, ecc.? Stronzi, ve l’hanno messa nel culo. E fra poco vi ritroverete, senza più rotture di Balotelli, con la borsa giù, lo spread su, ma soprattutto oltre un milione di disoccupati in più, il Pil in caduta libera, migliaia di piccole imprese in sofferenza, banche sull’orlo del baratro. Se non avessi paura anch’io del crack, e soprattutto se non mi stesse morendo una gatta cui voglio bene come ad una figlia (perché animali simili mostrano una dignità che i tifosi e i calciatori, bianchi o neri, non sanno cosa sia), sarei stasera al settimo cielo. Ma il calcio fa in realtà ridere; adesso pensiamo alle cose veramente serie, che iniziano da domani. Teste da “militari italiani”!
glg
PS http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=la%20ricotta%20l'uomo%20medio&source=web&cd=3&ved=0CE4QtwIwAg&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DHtuxqgfcMCc&ei=GbrwT8q6L7PS4QShwfXFDQ&usg=AFQjCNH2962ehPNqM__oihkD2avXIwnsZA
dedicato a giornalisti e politici di merda che confondono sport e politica e speravano di galvanizzare masse di “uomini medi” per continuare con l’immondo governo attuale, con i partiti che lo sostengono a costo di suicidarsi e con il “Trio infernale” (Obama-Napolitano-Berlusconi) che di fatto ne è il supporto.
Ho sperato che l’italia perdesse con la spagna perché non sopporto le gazzarre di quei facinorosi e rumorosi imbecilli che si riversano per le strade.
Certe manifestazioni di “giubilo” non le ho mai considerate “tifo” ma solo manifestazioni, di cervelli bacati e drogati, ben tollerate dal “potere” e, anzi, incoraggiate da un personale politico che cerca in questo modo di accattivarsi le simpatie della peggiore plebe.
E poi questi giocatori guadagnano troppo e la cosa è offensiva per chi deve sudarsi 4 soldi al mese per cercare di campare.
Affanculo i tifosi drogati di qualsiasi grado e classe. Viva gli italiani seri.
http://www.ilgiornale.it/interni/monti_kiev_non_canta_innopoteva_pure_restare_casa/monti_non_canta_inno-azzurri-italia-europei/02-07-2012/articolo-id=595173-page=0-comments=1
Tentano di renderci simpatico Monti? Fatica sprecata. Sia chiaro che non abbiamo alcuna prevenzione per chi canta l’Inno di Mameli (che per me resta un bruttissimo inno, come musica e ancor più come parole, al limite del ridicolo); non siamo nazionalisti esasperati ma nemmeno antinazionalisti (perché “internazionalisti”, ormai un’altra ridicolaggine di tempi molto andati). Tuttavia, ci fa schifo chi continua a valutare le prospettive dell’Italia a seconda delle imprese sportive, alla capacità di galleggiare in base a battute più o meno felici o alla conoscenza di questioni irrisorie per la conduzione di una sociatà “complessa” in un mondo sempre più nel caos. Monti ha il difetto di eseguire, con discreto successo, il compito della provocazione, dell’impaurimento del “poppolo” e, infine, dello sfascio “programmatico” per cui il “Trio Infernale” (Obama-Napolitano-Berlusconi) lo ha scelto. Solo degli infami giornalisti, intellettualini, politicanti (questi di “centro-destra” si dimostrano perfino più coglioni e furfanti degli altri) possono porre al centro la conoscenza o meno dell’Inno o la questione se porti o meno sfiga alla nazionale di calcio. Certamente uno con quella faccia da menagramo produce solo scarogna; ma non è questo a renderlo un nemico acerrimo, che dovrebbe essere eliminato al più presto (ma è proprio questo su cui invece si esita fin quando non si trova la “benedetta quadra” per fregarci ancora meglio).
glg
Mi associo al prof La Grassa in ogni punto. L’Italia si merita tutto lo schifo possibile e immaginabile, non abbiamo un briciolo di dignità…in quanto a Monti è indubbio che porti iella, come tutti i membri del suo governo di merda, con quelle facce da schiaffi che si ritrovano! Ma dove li hanno pescati? Mi convinco sempre di più della grandezza del Lombroso.
P.S. Si, abbiamo l’inno più brutto del mondo, che esprime benissimo tutta la nostra cialtroneria, fa veramente schifo
Scusatemi per lo sfogo, ma ormai la rabbia è tanta, e cresce sempre di più insieme alla consapevolezza della estrema difficoltà di cambiare le cose. Non si pretende tantissimo , almeno che si ritorni a livelli accettabili, almeno il cosiddetto “meno peggio” o “male minore”.
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