Grecia: resa totale. di A. Terrenzio

europa

Che Alexis Tsipras fosse un ciarlatano, che avrebbe tradito i greci, lo avevamo ampiamente previsto. Tuttavia, la recente riconferma di Siryza, con il 35,5% dei voti, benché alle urne si sia recato poco più del 50% degli aventi diritto, resta una piccola sorpresa. Il bluff è venuto a galla ma Tsipras l’ha spuntata nuovamente. Gli ingenui ci sono ricascati e hanno creduto ancora al clown travestito da salvatore della patria, alle bandiere rosse, ai cori partigiani cantati in piazza Sintagma, ai facili slogan contro l’euro e l’austerità, propalati dal sodale greco di B.B. ( Barbara Bilderberg) Spinelli. Siryza, infatti, e’ riuscita a riconfermarsi primo partito, presentando un programma esattamente opposto a quello che l’aveva vista vincitrice la penultima volta! Secondi i filoeuropeisti intransigenti di Nova Demokratia, con il 28%. Estinte oramai le altre formazioni centriste, Pasok e Potami. Importante affermazione dei nazionalisti di Alba Dorata, terzo partito. Tsipras, all’indomani del responso elettorale, è riuscito ad affermare che a vincere non fosse stato lui ma il popolo. Quasi un greco su due non e’ andato a votare, segno che nella maggioranza della popolazione regnano sentimenti di depressione e rassegnazione. Il popolo di Tsipras è un fantasma in un paese morto. Ora diventa probabile la formazione di un governo di coalizione “centrista” tra Siryza e Nova Demokratia. Il popolo greco non si aspetta più nulla dai suoi governanti, dopo essere stato gabbato sul referendum contro l’euro. Esso sa di avere davanti giorni bui di lacrime e sangue. Non sono bastati nemmeno i tagli alle pensioni, alla sanità’, ai servizi pubblici essenziali a capovolgere la sua sorte infausta. Con il piano di riforme firmato da Tsipras le cose non potranno che peggiorare: fine degli incentivi per gli agricoltori, ulteriori tagli alla pensioni e maggiorazioni dei carichi fiscali. Continua a piovere sul bagnato. Poi ci sono le liberalizzazioni imposte dalla Troika che comporteranno la svendita di autostrade, porti, aeroporti, edifici pubblici ecc. A complicare questo quadro disastroso si sono aggiunte altre emergenze come quelle di migranti e rifugiati, sbarcati numerosi nelle isole di Kos e Lesbo. La Grecia si trova, inoltre, nel mezzo di una serie di tensioni etniche e geopolitiche dai contorni molto insidiosi. Le minoranze etniche presenti sul territorio greco potrebbero essere manipolate all’occorrenza, come già successo altrove, nei Balcani e più ad est. Minoranze albanesi e macedoni potrebbero rappresentare strumenti di destabilizzazione, nelle mani di Soros e di altri, qualora i greci dovessero mettere in discussione l’Ue o la Nato. Inoltre, la Grecia non è così distante dal caos siriano. Dopo il tradimento di Tsipras, l’unica forza politica realmente anti-sistema resta Alba Dorata, la quale raccoglie il malcontento di giovani e disoccupati. La formazione nazionalista del leader Michaloliákos sarà l’unica spina nel fianco degli aguzzini della Troika e dei quisling capeggiati da Siryza. Ma Alba Dorata è ancora minoritaria all’interno e non gode di simpatie internazionali. Per molti si tratta della solita formazione settaria di origine “neonazista”. Così la pensa anche Giulietto Chiesa, un altro che proprio non riesce a liberarsi dal demone ideologico del sinistrismo. Ma Alba Dorata è una forza sovranista che ammira la Russia di Putin e intende portare la Grecia fuori dal giogo Atlantico. Concludiamo rilevando che lo scenario greco è un importante laboratorio per gli eventi a venire e ci sembra di particolare interesse per l’evoluzione politica di tutta l’UE. La situazione greca è da tenere d’occhio poiché potrebbe anticipare i segnali politici del prossimo futuro di tutta la zona europea.

  • ws

    Ma Alba Dorata è ancora minoritaria all’interno e non gode di simpatie internazionali
    DEve essere chiaro ( come si e’ gia’ visto in grecia con AD e in parte da noi con LN ) che qualunque forza “antisistema” sara’ facilmente messa fuori gioco sia per via ” politica” ( infiltrazioni , campgagne denigratorie) che per via ” giudiziaria”.
    E se cio’ non bastasse ci sono sempre le “vie spiccie” da parte degli ” apparati” che gia’ operano nell’ ambito ” politico” e ” giudiziario”
    Quindi il quadro chiaro e sconfortante e’ che la presa del sistema su di noi e’ ASSOLUTA.
    Cinondimeno questo sistema , ben plasticmente definibile come EURSS , come la defunta URSS e’ internamente corroso ed in inarrestabile declino per cui non ci resta che stringere i denti aspettando l’ evento geopolitico che lo atterrera’
    Purtroppo pero’ ( come ci insegna la fine dell’ URSS ) di questo evento noi ne saremo molto piu’ vittime che attori o spettatori 🙁

  • Arkadiy Z.

    La situazione greca è estremamente simile a quella italiana: Rentsipras regna ovunque a furor di popolo. D’altra parte l’esito delle “democrazie formali” non può essere che quello. Immagino infatti che in Grecia come in Italia la stampa e le istituzioni siano collocate preventivamente e saldamente nelle mani “giuste” tanto per evitare perniciose (per loro) sorprese. Quindi sulla “presa del sistema” sono assolutamente d’accordo con WS; mi pare tra l’altro che alcuni rappresentati di Alba Dorata siano già stati schiaffati in galera. Non condivido però la seconda considerazione di WS cioè che il sistema sia internamente corroso: a me pare più insediato, sotto controllo e potente che mai. Naturalmente ciò non esclude che ci non somministreranno qualche porcheria in grande stile (guerra, qualche spontanea rivoluzione, nuova grande crisi socio-economica ecc.) ma se accadrà è perchè l’hanno voluto e pianificato per averne un utile.
    Se ci deve essere un evento a scardinare questo stato di cose deve essere qualcosa al di fuori del loro controllo ma visto che detengono assolutamente tutte le leve che contano temo dovremmo sguinzagliare la fantasia a immaginare cosa dovrebbe capitare. Ma qui ci inoltreremmo negli insidiosi territori del wishful thinking. Comunque caro Ws mi auguro tu abbia ragione.

  • Pingback: Grecia: resa totale. | controinformazione.info | Quello che gli altri non dicono()

  • ws

    caro arkadiy due cose per me sono evidenti
    1) il sistema non ha ancora il controllo globale totale
    2) il sistema sta grippando , cioe’ in termini strategici perde ” risorse mobilitabili ”
    Da qui l’ accelerata frenetica che stiamo vedendo laddove , negli anni in cui la sua potenza cresceva il sistema aveva proceduto molto piu’ coperto e cauto
    Questo mi ricorda l’ ossessione del vecchio PCUS terminale ad “estendere il comunismo” ovunque nel globo , perche’ il loro ” comunismo” sarebbe stato sicuro solo quando tutto il mondo fosse stato ” comunista” . Questa ossessione , che non era mai stata del primo “comunismo” stalinista , derivava appunto dalla sensazione che la macchina stava grippando ( come infatti si e’ visto).

    Ma ammettiamo che l’attuale sistema “liberista” , come tento’ inutilmente il vecchio sistema “comunista”, raggiunga invece l’ agognato scopo del controllo globale; questo controllo sarebbe solo “coercitivo” e non potrebbe rimuovere le problematiche interne l sistema esattamente come una ingessatura non puo’ curare un’ infezione.
    E cosi’ pur sotto una efficentissima e iperteconologizzata rete di controllo, il sistema ,pur pienamente globale, continuerebbe a perdere risorse mobilitabili fino al giorno che ricevesse una sfida , anche solo di tipo “ambientale”, tale da mandarlo in pezzi.
    Quindi io sono perfettamente sicuro che, in un modo o nell’ altro questo ” sistema” collassera’ ; purtroppo pero’ sono altrettanto sicuro che in un modo o nell’ altro esso scomparira’ portando con se gran parte di tutti noi 🙁

  • Pingback: Grecia: resa totale. – Passione game Passione game()

  • sergio

    “Così la pensa anche Giulietto Chiesa, un altro che proprio non riesce a liberarsi dal demone ideologico del sinistrismo”. Lei invece si e’ liberato molto bene dal demone del marxismo. scegliendo l’angelo del nazismo. Complimenti!

  • F.

    L’autore di questo articolo non conosce bene la Grecia. Per farla breve, in ogni caso, non si è trattato di un tradimento, perlomeno non nel senso banale del termine. Si è trattato di una serie di errori e di impreparazione, il cui sbocco inevitabile è stata la capitolazione di fronte alla capacità di ricatto dei creditori. Il rapporto fra il partito SYRIZA e gli elettori greci è comunque molto diverso da quello virtuale o liquido che esiste in Italia fra PD o M5S e masse amorfe. In Grecia negli ultimi anni la crisi ha prodotto realtà conflittuali di vario tipo, anche interne ai partiti, anche interne a SYRIZA. Tsipras va criticato ferocemente per la sua inadeguatezza (farlo qui è impossibile per questioni di tempo e di spazio) ma la semplicistica retorica del tradimento (retorica peraltro tipicamente fascistoide) non aiuta a capire molto.