IL DESTINO DI FINMECCANICA: una sora lisa ci seppellirà?

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Finmeccanica è una delle nostre imprese di punta. Rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo, non perché ce ne siamo convinti noi che solitamente ci esaltiamo per qualsiasi ferro vecchio della rust valley contrassegnato col made in Italy, ma perché sono gli altri a riconoscercelo, anelando a farci le scarpe. Anzi i missili.

Rivendichiamo l’italianità dell’anticaglia (auto, salotto, ecc. ecc.) e ci giriamo dall’altra parte quando la difesa della sovranità industriale è realmente un valore, strategico prima che economico, da preservare a tutti i costi.

Da qualche anno, Finmeccanica è sotto attacco incrociato di concorrenti e governi esteri che, purtroppo, trovano spesso una sponda interna, nella magistratura o nella politica. Non si capisce se sia più la stupidità o la connivenza delle nostre classi dirigenti a danneggiarci, comunque, nel secondo caso si chiamerebbe tradimento ai danni della nazione.  Ne prendano nota le alte coorti che un giorno, speriamo vicino, saranno chiamate a vendicare Roma da questa vergogna.

Gli ultimi due Presidenti di Finmeccanica, Guarguaglini ed Orsi, sono stati costretti a lasciare a causa d’indagini incaute ed arresti spesso ingiustificati (il primo è già stato prosciolto dalle accuse costategli il posto e siamo pronti a scommettere che anche per il secondo verrà tutto ridimensionato al più presto). Le toghe mettono il naso nei business che discendono da relazioni speciali tra “cordate istituzionali” e distruggono la nostra credibilità perchè non sono in grado di chiudere rapidamente i procedimenti e perchè le loro certezze iniziali si rivelano grandi abbagli. Ma nel frattempo tutto è stato compromesso. Trattandosi di best companies a trazione pubblica pare che lo Stato si diverta ad autocondannarsi per lasciare campo libero alla concorrenza straniera.

In tali settori estremamente delicati il mercato è allestito direttamente dagli apparati pubblici che tracciano le mappe e i confini degli affari affinché la logica anarchica dell’economia non nuoccia alla concezione complessiva, militare e diplomatica, di un Paese. Non siete convinti?  Esiste, tanto per fare un esempio, uno Special Security Agreement tra il Dipartimento della Difesa Usa e la Drs (che come si legge sul suo sito è fornitore leader di prodotti integrati, servizi e supporto alle forze militari, alle agenzie di intelligence e ai maggiori contractors in tutto il mondo), acquisita proprio da Finmeccanica nel 2008 per 5,2 mld di dollari. In sostanza, l’azienda di Piazza Monte Grappa non ha accesso alle “classified information” di una sua controllata perché così ha stabilito la Casa Bianca. Non c’è modo di cambiare la natura di queste acquisitions  quando si opera in comparti dove i soldi vengono dopo gli interessi nazionali.

Pure un bambino lo comprenderebbe ma evidentemente non lo comprende chi si mette sulle tracce di fondi neri o mazzette pagate all’estero convinto di poter ristabilire la giustizia e la moralità in patria mentre i competitors si fregano le mani alle nostre spalle.

Si intende, pertanto, che più è debole e cialtrona l’élite dominante di un paese e più si va incontro alla perdita di posizioni vantaggiose, soprattutto nei confronti internazionali.  In questo momento storico, nelle condizioni politiche accennate, rischiamo davvero di perdere tutto peggiorando la nostra situazione economica e affossando quella geopolitica.

I partiti, screditati sulla scena parlamentare ed elettorale, provano ad imporre i loro uomini laddove c’è da spartirsi il bottino. Poiché mancano di visione strategica e politica, sperano di fare cassa smembrando e vendendo i tesori di famiglia.

Finmeccanica è stata attenzionata per le sue potenzialità e si ricorre a qualsiasi espediente pur di non mollare l’osso, anche se c’è il pericolo concreto di mandare in fumo un gioiello tecnologico che tutti ci invidiano.

Infatti, intorno al gigante aerospaziale, si stanno concentrano oscure manovre che mirano a dismettere attività ritenute non “core” per attuare le quali occorre, innanzitutto, accedere ai vertici aziendali per piazzare persone fidate o fare scouting con quelli precedenti.

In un recente articolo apparso su Il Giornale, il vicedirettore Nicola Porro, ha scoperto una di queste strane iniziative. Il centro studi Nens, vicino alla sinistra, ha elaborato uno studio su Finmeccanica dal titolo “Finmeccanica tra sviluppo e crollo” firmato da una presunta esperta francese dell’Università di Sciences Po di Parigi, Lisa Jeanne.

Quest’ultima ritiene che  per salvare l’azienda italiana dal fallimento è necessario  “un rovesciamento copernicano di una strategia manageriale erronea, erratica, inconcludente». Secondo Porro l’esimia ricercatrice di Sciences Po “distrugge l’attuale gruppo dirigente di Finmeccanica…miele per le orecchie di chi sta pensando, in occasione della prossima assemblea del 4 luglio, al ribaltone nel gruppo”. Per la verità anche noi avremmo molto da ridere sulla gestione di Alessandro Pansa, figlio del più noto giornalista Giampaolo, che ha accumulato le cariche di direttore generale e amministratore delegato dopo l’arresto di Orsi. Costui vorrebbe cedere l’Ansaldo Energia e altre attività ritenute non “ consistenti e logiche dal punto di vista della complementarietà degli asset e della visione che gli investimenti hanno”. Alle dichiarazioni dell’Ad ha replicato il Ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, che dovrebbe essere più vicino a Nens, secondo il quale invece “non esiste solo la possibilità di dismissioni, ma anche la possibilità di trovare partner per sviluppare prodotti e mercati”. Insomma, molto meglio Zanonato di Pansa il “Liquidatore”, discendente del “Revisionatore”.

Ma torniamo a Lisa Jeanne, il genietto francese che si preoccupa tanto delle faccende italiane. Nicola Porro ha provato ad intervistarla ma nessuno la conosce. Non esiste per la rete (se si esclude il rapporto pubblicato da Nens sul suo sito) e nemmeno per Sciences Po.

Qui siamo intervenuti noi ed abbiamo dato una mano a Porro. Abbiamo scoperto che i files del rapporto erano stato creati da un certo Dario Salerni e non dalla presunta professoressa d’Oltralpe che sarebbe, a questo punto, soltanto un nom de plume associato però ad una Università reale (se Lisa non esistesse Sciences Po avrebbe tutto il diritto di chiederne ragione a chi ha usato impropriamente il suo prestigio). Abbiamo passato l’informazione al vicedirettore sapendo che lui avrebbe avuto più strumenti di noi per individuare il vero autore dello scritto. Bingo! Il giornalista ci ha ringraziati perché avevamo visto giusto!

La Jeanne sembrerebbe un fantasma: non esiste sulla rete e non è conosciuta all’università parigina. Oggi facciamo un passo in più (grazie ad un attento lettore di questa zuppa che ringraziamo). Abbiamo finalmente trovato un prezioso indizio sull’identità della misteriosa studiosa. È sufficiente scaricare il poderoso studio fatto dalla medesima e pubblicato da Nens. Una volta ottenuti i file (per i tecnici, trattasi di Pdf) si può agevolmente andare a vedere il cosiddetto creatore del documento elettronico. Mentre nella prima puntata compare come autrice il nostro fantasma Lisa Jeanne, nelle puntate numero due e tre inaspettatamente compare come autore un tale Dario Salerni. La ricerca sull’identità di Salerni è più fruttuosa di quella della Jeanne. Scopriamo intanto che esiste. E poi che è un signore con un fior di curriculum in consulenze industriali e aziendali. Rintracciamo alcune sue datate collaborazioni indovinate con chi? Finmeccanica. Lo vediamo associato ad un tal Stefano Zara, responsabile economico del Pd. Il quale Zara, proprio pochi giorni fa, ha vergato un articolo contenente proprio alcune delle tesi della Jeanne. Il cerchio si chiude. La Jeanne non sembra esistere. Due dei tre file della suddetta sono attribuibili elettronicamente ad un certo Salerni. Che non solo ha contatti con Finmecca, ma anche con ambienti Pd che scrivono cose simili alla Jeanne. Azzardiamo la Jeanne potrebbe essere Salerni”.

In questo clima mefitico c’è da essere preoccupati sul destino di Finmeccanica, troppi appetiti si stanno scatenando sulla partecipata dal Tesoro. Una voracità nostrana che si somma a quella di squali mondiali.  Ma le ultime bocche hanno dimensioni più larghe di quelle autoctone. Il pesce grosso spinge il pesce piccolo ad ingrassare e si prepara alla grande abbuffata?

 

  • Gianfranco La Grassa

    Napolitano: “Serve continuità di governo”. In serata vertice a Palazzo Chgi. Il Cav pronto a dare un ultimatum a Letta: “Se non fa quanto concordato ci saranno delle conseguenze”

    Tra queste dichiarazioni e propositi (fasulli) e la sentenza di ieri difficile dire che cos’è più irritante (eufemismo). Sarebbe ora di finirla con questa oscena commedia. Non si sa se gridare (come il noto Bracardi) “in galera” o invece “impeachment” o ancora “vaffanculo governo Letta!”
    glg

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.aldogiannuli.it/2013/06/berlusconi-ha-ordinato-la-morte-di-ghedda

    mi è stato fatto notare quest’altro vergognoso articolo; non così grave come quello che vorrebbe riaprire con menzogne il caso Moro, ma comunque facente parte della stessa campagna che si presenta come più interessata ad appurare “verità scomode”, mentre invece sparge veleni per rendere viepiù impraticabile la sua ricerca e reale “scoperta”. Fa schifo il “nano” per i motivi più volte messi in luce, ma questi finti “oggettivi” (che partono da un ormai organo di propalazione di menzogne come il Corriere e altri giornalacci dello stesso tenore) sono più disgustosi di lui. Tacete e non fate finta di cercare la verità; se voleste sapere se il Berlusca ha contattato i Servizi (che hanno lavorato anni e anni contro di lui), sono convintissimo che potreste informarvi direttamente e senza diaframmi.
    glg
    In definitiva, se questi individui vogliono avere informazioni dai Servizi, sono perfettamente convinto che non hanno bisogno di supposizioni, ma soltanto di rivolgersi a loro; e anzi ammetto di sospettare che quanto scrivono faccia parte di una campagna orchestrata da quelle parti e per conto di un ben preciso schieramento politico (quello al servizio dei “cotonieri” e, in ultima analisi, degli Usa di Obama). Sono i successori di quelli che imbastirono “mani pulite” e hanno intenti simili, naturalmente tenuto conto dei tempi diversi. Sperano in ogni caso di raggiungere infine quell’obiettivo (di pieno asservimento del paese) che allora non riuscì adeguatamente.

  • gemini24
  • ws

    Non si sa se gridare (come il noto Bracardi) “in galera”

    visto che ,seppur ( per noi )tragico ,questo loro teatro non e’ una “cosa seria”, dal lessico bracardiano io riterrei piu’ opportuno l’ uso un bell’ ” assaraffangala!” 👿

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/bisignani-sul-futuro-pdl-berlusconi-si-convinto-marina-suo-930396.html

    crescono le voci. Potrebbe forse avere un senso se stringesse un patto reale con un’altra Marine, che mi sembra sia andata a Mosca. In ogni caso, c’è un minimo di movimento, era un mortorio.
    glg

  • fv

    I processi “mediatici” in questo paese sembrano seguire uno schema piuttosto ricorrente. Primo grado di giudizio: condanna. Secondo grado di giudizio: assoluzione. Terzo grado di giudizio: sentenza ambigua. si finisce sempre con un “forse” che disorienta sia innocentisti che colpevolisti che i neutrali. Quello giudiziario mi sembra il più “malato” fra i poteri dello stato e, non a caso, è quello più “impestato” dalla “sinistra”. Non credo però che questo “processo al cadavere” avrà conseguenze politiche o creerà particolari problemi al governo Letta (che fra l’altro passa più tempo all’estero che in Italia, il che la dice lunga…). Già dalle dichiarazioni si notano dei distinguo all’interno degli schieramenti. C’è chi vorrebbe riproporre il solito berlusconismo/antiberlusconismo e chi si prepara già al “dopo”. Personalmente non ritengo la candidatura Marina Berlusconi “credibile”. Non perchè non la ritenga in grado, anzi mi sembra molto più “cazzuta” del padre, piuttosto perchè il suo nome è uscito troppo prematuramente, rischia di venire “bruciata”. Mi sembra sia stata tirata dentro un pò a forza da qualcuno della vecchia guardia berlusconiana, che teme per la propria “seggiola”. Non credo che le aziende dei Berlusconi siano in pericolo e non vedo perchè dovrebbero interessare a Obama e compagnia. Mediaset non è Finmeccanica.

  • ws

    io non credo ad una reale “discesa in politica” della figlia.A me questa storia sembra piu’ che altro una minaccia velata di una svolta ” populista” che pero’ non ci sara’. Come si e’ visto ieri sera’ l’ unica strategia di berlusconi resta ” affidarsi alla clemenza della corte” 😈
    E daltronde che altro potrebbe ? Dopo ventanni di chiacchiere culminate con una auto-badogliata si e’ visto che il suo appeal elettorale di ” venditore di tappeti” e’ ormai finito , e una qualche REALE scelta bonapartista gli e’ ormai preclusa ( questo bischero aveva il potere e nemme lo ha usato per difendersi..) In piu’ per una figura in tal senso per un nuovo soggetto a lui amico ( “la figlia”) non solo andava preparata per tempo ( cosa che ne lui ne la figlia hanno fatto) ma oggi sconterebbe pure il peso della sua zavorra come inetta figura politica.

  • Gianfranco La Grassa
  • roberto buffagni

    Bè, Gianfranco, commento io. Cari dirigenti PdL, andate a scopare il mare, la spiaggia, il bagnasciuga e la marina (dipinta a olio)…

  • fourfive19
  • Gianfranco La Grassa

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/berlusconi-colle-confermo-sostegno-governo-letta-930676.html

    per questo vile bisognerebbe trovare una sesta categoria dopo la quinta di Sciascia: quaquaraqua. Mai visto un mollusco simile. Se l’è proprio “fatta sotto”.
    glg
    PS http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/-58397.htm
    Ecco la grande ripresa per cui ormai Bernanke aveva annunciato che era inutile ogni altra immissione di liquidità a partire dal 2014. Sono tutti dei cialtroni; possibile che non se ne salvi uno? Non dico come personaggio di rilievo, ma almeno come un piccolo orsacchiotto spelacchiato. Niente, abbiamo solo scarafaggi e piattole.

  • ws

    Se l’è proprio “fatta sotto”.

    “storicizzando” la parabola di questo individuo ( perche’ costui rimarra’ una ” figura di spicco” della storia di italia a perfetta “icona” del paese “twisted: ) rimane incredibile la sua incomprensione del ” grande gioco” in cui si era trovato da vincente . In pratica non e’ mai riuscito a vedere oltre la difesa dei suoi affari personali causa prima e unica sia della sua ” discesa ” che dei suoi “infortuni” in politica
    Infatti anche l’ apparente “sovranismo energetico ” con cui si e’ ammantata per un po’ la sua politica estera aveva semplicemente lo scopo di ottenere ottimi affari per se e i suoi , spesso impresentabili, sodali. Comunque tutte mosse che non avrebbe fatto se avesse avuto sentore prima che ” a certi livelli” i metodi e i rischi sono ben diversi dal livello dei ” palazzinari” in cui lui si era affermato prima.
    Se costui avesse avuto minimamente cognizione di cosa sia la lotta geopolitica si sarebbe zerbinato molto prima , e comunque non avrebbe perso ventanni sulla scena politica ( con una diecina di anni di potere !) senza mettere al posto della sua ” corte dei miracol(at)i” un solido partito affidabilmente incistato nelle leve di comando , o quantomeno si sarebbe almeno dotato di un solido apparato di sicurezza personale.
    Comunque il soggetto per quanto ignorante non e’ un stupido e piu’ che da ” paura” le sue ultime “vigliaccate” potrebbero far parte di un accordo ( insomma un’ auto-badogliata.. ) e che alla fine una certa ” clemenza” gli verra’ usata ; magari una volta disperso completamente quel “riottoso” elettorato ” di destra” che lui aveva recuperato nel 1994.

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/lavoro-libera-agli-incentivi-800-milioni-assunzioni-930635.html

    questo è il “suo” giornale. Non sanno che pesci prendere. Guardate il titolo e poi leggete l’articolo: le dichiarazioni di quel buffone di Alfano, le altre di un Capezzone. Infine riguardatevi l’incontro tra il nano e Napolitano (diciamo pure la convocazione del primo per dirgli di non fare scherzi e magari dargli qualche altra “nocciolina” per tenerlo buono; il fatto che si siano premurati con tanta insistenza di dire che si è parlato solo di politica e non della sentenza dimostra il contrario). Non vi è dubbio che si accentuano le assicurazioni che, alla fine, sarà salvato, almeno dalle cose peggiori. Se manterranno le promesse o lo fregheranno del tutto lo darei al fifty-fifty; dipenderà da alcune variabili che sono ancora incerte. Comunque, quest’uomo è da considerarsi ormai un “prigioniero di guerra”; vedremo se osserveranno le Convenzioni di Ginevra a tal proposito. Lui si è arreso, ma anche i soldati italiani in Sicilia avevano fatto lo stesso; e si sa come sono stati trattati.
    glg
    PS http://www.ilgiornale.it/news/interni/marina-si-chiama-fuori-non-scendo-campo-pdl-cerca-jolly-930887.html
    Secondo me mostra dell’intelligenza. Non avrebbe mai potuto decidere autonomamente. Ormai il Pdl è una bolgia, speriamo si spappoli. I sondaggi lo danno nuovamente in caduta; e questi mi sembrano credibili perché era impossibile che un elettorato, pur grossolano come quello berlusconiano, non cominciasse a capire che il suo capo è un vile: traccheggia, appoggia il governo, poi finge di porre qualche condizione, poi grida alla vittoria quando semplicemente rinviano l’Iva (mettendo altre tasse che eguagliano il conto per i soli tre mesi di rinvio), poi rimugugna un po’. Insomma è una banderuola, coadiuvato da gentucola come Alfano, Schifani e tutti quelli che ormai smaniano per restare in zona governo e cominciano, ne sono sicurissimo, a prendere contatti con gli avversari per quando il povero Berlusca dovrà allontanarsi sbertucciato.

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/berlusconi-napolitano-avanti-queste-condizioni-930882.html

    questa volta consiglierei di leggere rigo per rigo e con attenzione. E così pure i commenti. Si perde tempo, lo so, ma ne vale almeno un po’ la pena. Ne emerge chiara la conclusione. Prendendola alla larga, non è stata una mossa stupida – volendo evitare la politica e mascherando il colpo di Stato dietro la manovra giudiziaria “mani pulite” – eleggere come Mostro un Berlusconi. Per vent’anni si è vissuto di rendita (parlo dei rinnegati e traditori della sedicente “sinistra” e del loro elettorato da pura cloaca) con un vile omuncolo da due soldi di personalità, anche se con tanti milioni “in tasca”. Una vera manna. Forse lo potevano eliminare anche prima, ma poi come avrebbero fatto? E anche adesso, chi trovare quale sostituto altrettanto molle da poter forgiare in tutte le forme necessarie? Fra poco, i rinnegati e il loro “ceto medio semicolto” si troveranno in difficoltà. Pensano ad un Renzi, che viene manovrato dalla “sinistra” (e dai poteri stranieri ben noti) e poi piace anche a quei decerebrati dell’altrettanto sedicente “destra”. Questo è un paese ormai andato, abitato da una massa di automi con il pus al posto del sangue. Urgerebbero barbari violenti e massacratori capaci di una enorme pulizia, di proporzioni mai viste prima, perfino superiori (e nettamente) a quelle dell’Olocausto. Ripulire questo paese dai suoi rifiuti è impresa da giganti. E dove sono mai?
    glg

  • Gianfranco La Grassa

    [Iva, il chiarimento di Letta:
    “Niente aumenti sulle tasse”
    Il premier nega le voci secondo cui il rinvio avrebbe portato a un aumento sulle altre imposte: “Copertura dentro il bilancio”]

    E’ solo un Pinocchietto. Ma c’è dentro il Pdl (e dunque anche dentro “Il Giornale”) chi vuole accreditarlo.
    glg

  • roberto buffagni

    Sotto il parrucchino, niente.

  • Gianfranco La Grassa

    http://economia.virgilio.it/foto/iva-irpef-e-cig-lavoro-novita-pacchetto-economico-governo.html

    avevo ragione a definirlo Pinocchietto. E’ un bugiardo e per di più stupido, perché va a fare dichiarazioni impegnative che vengono smentite in 12 ore. E ci raccontano che favoriscono la crescita con un miliardo e mezzo, “sparsi” senza un minimo di progetto reale, di spinta propulsiva a settori decisivi, ecc. ecc. Una massa di mentitori e per di più senza intelligenza alcuna: Monti, Letta, Berlusconi e “quell’altro” che è impedito nominare pena gravi sanzioni. Tuttavia, sanno di parlare ad un popolo che vive solo dell’ultima ora; tutto ciò che precede è passato remoto, remotissimo. Quanta voglia ho di qualche banda di assassini che venga a governarci!
    glg

  • F.

    Emma Bonino in una intervista a Radio-24 definisce “un errore” armare i ribelli in Siria perche’ il paese e’ gia’ una “polveriera”.

    Devo dire che un po’ e’ sorprendente. Si vede che un minimo di perplessita’ rimane fra i “dominanti” italiani, riguardo il macello che vogliono combinare gli Usa in Siria e Libano.

    Non sorprendente se si guarda agli interessi geopolitici italiani, ma sorprendente se si pensa al livello di vassallaggio in genere esibito da tali (sub)dominanti nostrani.

    Che ne pensate?

  • PiergiorgioRosso

    @F.: Bonino è un'”osservata speciale” sulla questione Siria. Per me prevale in lei l’allineamento con gli USA, che in realtà stanno procedendo a consegnare armi con mille caveat. Bonino supporta questa “indecisione”.

  • Gianfranco La Grassa

    le dichiarazioni della Bonino – per la quale la mia disistima è al massimo livello che io sappia raggiungere – mi fa sorgere qualche sospetto. Ho sentito che i russi starebbero per sbaraccare la base navale in Siria. A dir la verità non trovo conferme sicure, che invece sarebbero a questo punto indispensabili. Perché? Siamo sicuri che al G8, malgrado certe polemiche (non troppo esplicite, ma credo sicure) tra Putin e Obama, non ci siano anche stati degli accomodamenti? Per esempio, minore aiuto Usa ai ribelli, ma anche minor impegno russo per Assad. Tanto più che alcuni fatti, forse anche quello di Bengasi, hanno messo in luce come la “strategia del caos” statunitense, basata pure sul del mettere islamici contro islamici, ha funzionato (o almeno così sembra) per gli Usa non proprio bene; alcune operazioni sono sfuggite di mano. Per cui occorrono aggiustamenti. D’altra parte, è sicuro che il Kirghizistan (se non sbaglio adesso repubblica centro-asiatica, comunque ci siamo capiti) ha chiesto agli Usa di smontare la loro base entro il 2014, il che implica rassodamento delle aree intorno alla Russia (e del resto anche la fuoriuscita Usa dall’Afghanistan andrà seguita nel suo come e nei suoi effetti). Per il momento, siamo in pieno svolgimento di manovre di aggiustamento delle “sfere d’influenza” (e di suddivisione eventuale delle influenze nelle stesse aree). Sono manovre da “fine ‘800” e annunciano sempre più il multipolarismo, che è infatti epoca di accomodamenti (non sempre tranquilli, anzi quasi mai, sia chiaro) prima che si arrivi alla conclusione dell’impossibilità di una soluzione diversa da quella del policentrismo acuto. Magari, la Bonino ha qualche informazione nel senso di tutte queste manovrette in corso, di urti ma anche di abbandono di certe strade (mettiamo l’uso dei ribelli siriani) per trovare un’altra soluzione o investire un’altra area; o altro ancora. Chissà, siamo nella situazione di massima fluidità; ma altri atti “criminali” (della tipologia che un tempo definimmo imperialistica), e non da parte dei soli Usa, vanno messi in conto.
    glg

  • F.

    @glg – credo sia interessante mettere in relazione la questione della base navale russa in Siria con quella aeronautica americana in Kirghisistan, come suggerisci. In effetti, ai russi interessa soprattutto l’area ex sovietica e il Medio Oriente viene usato piu’ che altro per avere carte da negoziare con gli americani.

    C’e’ anche da dire che gli italiani devono stare attenti ad appoggiare i sunniti estremisti, perche’ Hezbollah non gradirebbe di certo e potrebbe farla pagare sia in loco, colpendo le truppe italiane dell’UNIFIL, sia magari in Europa…

    Quindi in effetti siamo giunti a un momento di riconsiderazione generale; gli Usa hanno sempre l’iniziativa e i russi sono gli unici “continentali” che possano far valere una certa influenza militare, ma anche gli stati vassalli dell’Europa occidentale stanno facendo due conti. Probabilmente il rimescolamento dara’ vita a una nuova fase di cui ancora non conosciamo bene i contorni, ma se l’ipotesi di partenza e’ giusta, Putin si sente piu’ libero di agire in Asia centrale, e presto attenuera’ il proprio sostegno al regime siriano.

    F.

  • ws

    la “strategia del caos” statunitense, basata pure sul del mettere islamici contro islamici, ha funzionato (o almeno così sembra) per gli Usa non proprio bene
    ma ha funzionato benissimo per israele ..Ancora un po di “caos” sugli ultimi “vicini” islamici e ” l’ unica democrazia del medio oriente” non avra’ piu ostacoli nel raggio di 2-3 mila km .. 😈

    PS: la russia non “abbandonera’” la siria ,in merito come dall’ inizio c’e la solita disinformacja “U$raeliana” . Si, certamente alla russia e’ stato fatto recentemente il solito mix di “minaccie&blandizie”, ma in una mosca dove ( giustamente) si riabilita il ” bonapartista” stalin ormai dovrebbe essere chiara anche la sua lezione geopolitica , che cioe’ la siria e’ come “la guerra di spagna”, l’ ultima tappa prima dell’ inevitabile” redde rationem” . una “tappa” quindi da far durare il piu’ possibile perche’ la russia assediata dall’ impero U$raeliano e’ guadagnato tutto che il tempo che passera’ prima dell’ “inevitabile” .
    E paradossalmente quel tempo e’ guadagnato anche per noi che di quell’ “inevitabile” saremo ( come al solito :evil:)il principale campo di battaglia.

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.liberoquotidiano.it/news/editoriali/1270781/Occhio-ai-conti–c-e-aria-di-prelievo-forzoso.html

    è l’unico che dice certe cose (ormai Il Giornale, almeno in preponderanza, appoggia la complicità del suo “padrone”), ma alla fine cade pure lui sulla questione dei conti pubblici da sanare. Basta con questa tiritera, è ormai acqua putrida perché mai ricambiata da anni e anni. Ne riparleremo.
    glg

  • Gianfranco La Grassa

    http://www.huffingtonpost.it/

    l’ho scorso per il momento. Sembra più interessante di altri “interventi”. Tuttavia, non è affatto chiaro perché alcuni ne parlano dopo così tanto tempo e con molti ormai morti (fra cui Cossiga, ma non solo). Inoltre, Signorile (se adesso ricordo bene la scorsa che vi ho dato finora) parla di una riunione in corso della direzione Dc dove si discuteva dello scambio uno ad uno. A parte che anni fa lessi di due brigatisti (o brigatiste); questo è però irrilevante, non invece il fatto che allora si parlò della riunione tenuta la sera prima e che qualcuno avvisò le Br dando una versione non di trattativa bensì di blitz poliziesco, così da far precipitare la soluzione finale.

    [“Il problema è che proprio in quei minuti è in corso la seduta della direzione Dc che sta accettando la proposta di scambio uno contro uno avanzata dai socialisti e sostenuta da Amintore Fanfani. “Andai dunque da Cossiga – ha detto Signorile nel ’93 – aspettando qualche novità e quali conseguenze potessero eventualmente scaturirne. Mentre ne stavamo parlando arrivò la telefonata del capo della Polizia che annunciò a Cossiga l’avvenuta uccisione di Moro. Lo vidi sbiancare.”]
    Dal pezzo che riguarda Signorile. Non quadra. Intanto perché gli altri dicono che Cossiga era già lì e secondo loro sapeva già tutto; come poteva “sbiancare” in volto? Inoltre, non era in corso in quei momenti la riunione indetta da Fanfani; era già avvenuta la sera prima. E sapevano già come contattare le Br per proporre lo scambio. Poi appunto ci fu la falsa notizia del blitz dato ai brigatisti, ecc. ecc. In ogni caso, ci si ricordi che cos’è l’Huffington Post e chi è Lucia Annunziata. La “voce del padrone” ed una passata dalla “rivoluzione proletaria” a servire i peggiori capitalisti esistenti.
    glg

  • Gianfranco La Grassa
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