In Europa, visioni contrastanti sui problemi di Cipro

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[traduzione di Piergiorgio Rosso da: In Europe, Conflicting Views Over Cypriot Woes | Stratfor]

Sommario

Nella Unione Europea le tensioni stanno crescendo a proposito del possibile salvataggio di Cipro. La Banca Centrale Europea sta cercando di evitare una nuova fiammata della crisi dell’eurozona e di dimostrare che i paesi che ne avranno bisogno saranno salvati responsabilmente. Ma la Germania, la più grande economia dell’Europa ed il principale contributore dei salvataggi della UE, sta passando un anno elettorale ed è restia a salvare un sistema che è stato essenzialmente un centro di riciclaggio di soldi russi. Berlino non distribuirà soldi senza condizioni stringenti, che probabilmente Cipro rigetterà. D’altra parte la Russia, nonostante abbia sovvenzionato con miliardi di euro Cipro nel 2011, ha perso l’interesse a salvare l’isola da sola, soprattutto da quando l’Unione Europea ha cominciato ad indagare più pesantemente le banche cipriote.

Con la Russia che riduce il suo coinvolgimento nell’isola, la Germania e Cipro dovranno raggiungere un compromesso che dissipi le preoccupazioni dei gruppi dominanti di entrambi i paesi. La crescente attenzione internazionale sulla crisi di Cipro potrebbe portare al ritorno dell’instabilità di mercato che ha colpito l’Europa nei cinque anni passati, rendendo per la UE essenziale una soluzione veloce della questione.

Analisi

Cipro è profondamente connessa con l’economia greca che rimane dipendente da successive porzioni del salvataggio UE. Le banche cipriote sono state particolarmente colpite dalla crisi finanziaria europea a causa della loro grande partecipazione nel debito greco (all’inizio della crisi circa il 20% del patrimonio cipriota era costituito da titoli greci). Il governo cipriota a Nicosia ha inseguito per più di un anno l’assistenza internazionale per il suo settore bancario, stimando che per ricapitalizzare le sue sofferenti istituzioni finanziarie, fossero necessari fra 9 e 11 miliardi di euro. Se pure tale cifra fa barcollare una piccola nazione come Cipro, non è nulla a confronto dei 250 miliardi che la BCE ha impegnato in Grecia o ai 40 miliardi di euro ricevuti dalla Spagna alla fine del 2012. Ciononostante la piccola dimensione del salvataggio non ha evitato che la questione diventasse un contenzioso interno alla UE.

L’interesse russo diminuisce

Per decenni l’isola è servita come paradiso fiscale e centro di riciclaggio per aziende ed individui russi e dell’Europa orientale. L’entrata di Cipro nella UE nel 2004 ridusse un po’ l’attrazione del paese come destinazione di capitali, a causa dei controlli eseguiti dalle istituzioni europee, ma l’interpretazione lasca delle regole UE da parte di Nicosia, permise al settore bancario dell’isola di rimanere intimamente legato alla Russia. Nel 2011, con le istituzioni europee impegnate dalle crescente crisi della Grecia, Portogallo ed Irlanda, Mosca riconobbe che Cipro era diventata essenzialmente un’estensione del sistema bancario russo e imprestò 2,5 miliardi di euro. Ma Mosca è diventata molto meno desiderosa di sostenere da sola i problemi finanziari di Cipro, dichiarando a più riprese che avrebbe partecipato solamente ad un piano di recupero congiunto con la UE (mentre estende la data di scadenza del precedente prestito). Il cambiamento russo sulla questione può essere attribuito in parte al riorientamento di Cipro verso la UE. Il crescente controllo europeo eliminerà probabilmente gran parte dell’opacità e della segretezza che rendevano Cipro così attraente per i capitali russi in nero. I ricchi russi hanno già progressivamente trasferito i loro fondi esteri in altri centri bancari.

Le preoccupazioni tedesche

Negli ultimi due anni le istituzioni europee hanno manovrato in modo da porre almeno temporaneamente in sicurezza le maggiori emergenze che minacciavano i paesi della periferia dell’eurozona, e sono stati messi a punto degli strumenti per intervenire rapidamente nella maggior parte delle crisi, in particolare per quelle presenti in nazioni piccole come Cipro.

Il ruolo preponderante della Germania in questi salvataggi ha dato a Berlino un considerevole peso politico nelle negoziazioni sugli aiuti. Verso la fine del 2013 in Germania ci saranno le elezioni generale che il Cancelliere Angela Merkel ed il suo partito ritengono porre loro sfide significative anche se non insormontabili. Gli elettori tedeschi si sono stancati di fornire aiuto finanziario a quelle che percepiscono come nazioni immeritevoli. L’opaco settore bancario cipriota ed i legami con l’Europa orientale sono diventati oggetto di campagne in Germania, con gli elettori che chiedono perché mai le loro tasse dovrebbero essere usate per proteggere capitali connessi con gli oligarchi russi ed il crimine organizzato. Tali sospetti si sono ingigantiti nel 2012 per un rapporto dei servizi tedeschi trapelato in pubblico, che dettagliava il sistema attraverso il quale i soldi russi erano ripuliti a Cipro. Non potendo respingere il salvataggio di Cipro, l’unica soluzione per Berlino è stata richiedere a Nicosia di dimostrare che sta osservando le stringenti regole UE sulla trasparenza e solidità bancaria. La Germania sta anche insistendo affinché il governo metta in campo programmi di austerità e privatizzazioni. Di solito queste condizioni sono state richieste a quelle nazioni che ricevevano un completo salvataggio sovrano. Ma Berlino spera che tale severità serva da esempio per altri membri periferici dell’eurozona che potrebbero anche loro aver bisogno di assistenza finanziaria. Ad oggi le condizioni di Berlino sono state rigettate con veemenza dal governo cipriota, che è anch’esso messo sotto pesante pressione dai sindacati nazionali che sarebbero fortemente colpiti da provvedimenti di austerità e privatizzazione. A febbraio ci saranno le elezioni presidenziali[il nuovo Presidente è filo-tedesco – NdT], il che paralizzerà i processi decisionali per almeno un mese.

Nel frattempo ci sono stati segnali di disaccordo nell’ambito della UE. Mario Draghi, il presidente della BCE, ha criticato la strategia della Germania che dimentica l’importanza di Cipro per la salute finanziaria dell’Europa, mentre ha anche premuto su Nicosia affinché accetti condizioni severe. Bruxelles è preoccupata che la linea dura potrebbe di nuovo aggravare la crisi cipriota, rischiando di far imbizzarrire i mercati e riaccendendo la crisi finanziaria in tutto il continente.

Le opzioni di Cipro

Cipro stessa ha poche opzioni. Mentre periodiche emissioni di debito su piccola scala hanno finora mantenuto il paese solvente, tale approccio non è una soluzione permanente. Piuttosto, un piano di salvataggio del settore bancario dell’isola sembra inevitabile nel breve-medio termine. Cercando di evitare le condizioni della Germania, Cipro nel 2012 ha chiesto un altro prestito unilaterale alla Russia, ma la sua richiesta è stata respinta. Ciò è dovuto in parte all’indebolimento dei legami bancari della Russia con Cipro. Ma Mosca è anche restia dal minare la campagna di Berlino per fare pressione su Cipro per riforme economiche, dato che la Russia sta cercando di rafforzare i suoi già rilevanti legami economici ed energetici con la Germania.

Eppure, la Russia continua a mantenere certi interessi a Cipro. Il paese occupa una posizione strategicamente importante nel Mediterraneo orientale, facendo essenzialmente da ponte fra l’Europa e il Levante, e l’isola è preziosa per la Russia come centro regionale di intelligence. Cipro potrebbe anche diventare un produttore di idrocarburi significativo in futuro. Così, Mosca si accontenta di sostenere un piano di salvataggio UE, che, a differenza di un prestito unilaterale, non sconvolgerebbe i piani di Berlino per risanare il settore bancario di Cipro e contribuirebbe a costruire una zona euro più sostenibile. La Russia si guadagnerebbe anche il favore delle istituzioni della UE, intenzionate a ridurre al minimo il costo di un piano di salvataggio – in particolare in un momento in cui le relazioni tra Mosca e Bruxelles si sono inasprite a causa dell’accusa da parte della Commissione Europea di comportamento monopolistico alla società di Stato russa del gas naturale, Gazprom.

Ma nel complesso, il futuro dell’isola sarà determinato da Berlino e Nicosia. Man mano che l’attenzione internazionale finanziaria sarà attratta da ciò che è stato un problema relativamente minore, la pressione aumenterà sia sulla Germania che su Cipro per evitare di creare la prima conflagrazione europea finanziaria del 2013. Un compromesso sarà probabilmente raggiunto con l’aumentare della pressione, con Cipro che adotterà misure per aumentare la trasparenza del suo settore bancario e la Germania che ridurrà la sua pressione su Nicosia per mettere in atto grandi tagli nel settore pubblico.