LA DATA (di GLG, 21 luglio ’11)

Ieri potrebbe essere stata forse una data cruciale (lo vedremo presto). Sicuramente è stata una giornata densa di insegnamenti. Il 90% della popolazione non li capirà affatto, come non capì nulla di “mani pulite”; e tuttora non ha preso atto di quanto accadde a quell’epoca, in cui iniziò quel processo di asservimento dell’Italia a dati ambienti statunitensi e ai parassiti industrial-finanziari italiani (sicari di quegli ambienti) che si tenta adesso di portare a termine, superando quell’“accidente storico” rappresentato dalla discesa in campo di Berlusconi. Il 90 % della “ggente” non riesce a prendere in considerazione più di una variabile per volta; il pensiero complesso, problematico, le è estraneo ed ostile. E naturalmente, questa variabile è quella che le viene fornita da certi furbacchioni che controllano la maggior parte dei mass media e dei canali di trasmissione degli ordini verso il basso, verso il “poppolo”.

D’altra parte, tutto è congegnato affinché la confusione sia tale da scoraggiare ogni considerazione complessa di una situazione, perché si deve perdere tempo e indubbiamente chi lavora duro, e ha diversi problemi che gli si presentano nel lavoro, non ha questo tempo a disposizione. Molto più che all’epoca di “mani pulite”, dovrebbe risultare chiaro che una parte è stata ieri salvata (nella figura del sen. Tedesco) mentre un’altra è stata bastonata (in quella del deputato Papa). Da una parte, sta chi era destinato, per volere estraneo, al governo nel ’92-’93; e si tratta dei rinnegati e venduti agli ambienti Usa di cui sopra. Dall’altra, sono collocati coloro che ancora bazzicano nei paraggi del “fu accidente storico”. La Lega dimostra di essere un’accozzaglia di ottusi e rozzi, priva di qualsiasi visione politica, legata a miti regionalistici e separatisti; con a capo alcuni furboni che si sono fatti le ossa in ambiente “romano”, flirtano con settori dei “poteri forti” e anche con certi ambienti stranieri, ma con modalità che li mettono talvolta in posizione più accettabile (almeno per chi la pensa come noi).

Adesso, ad es., manifestano l’intenzione di votare contro le missioni militari e, in particolare, sono ostili all’impresa di Libia (alle intenzioni seguiranno le decisioni?). I motivi appaiono tuttavia meschini e di piccolo cabotaggio: impedire l’immigrazione. Sia chiaro, non mi sognerò di sostenere i “buonisti” (cretini o manigoldi) che vogliono accogliere tutti; ma è ovvio che la guerra libica fa parte di un più vasto contesto strategico (degli Usa di Obama) ed è ridicolo ridurre tutto agli sbarchi di nordafricani sulle coste italiane. D’altra parte, non si può aver simpatia per una maggioranza (ormai sulla carta) che insiste nell’essere più realista del Re, mentre perfino Francia e Usa sono in trattative con il legittimo governo libico (pur pretendendo, con arroganza coloniale, che Gheddafi se ne vada). E poi questa “maggioranza”, sul punto in oggetto, ha tradito il suo premier, che continua a dichiarare lamentosamente la sua estraneità sostanziale alla scelta di partecipare alla guerra contro la Libia, accettata obtorto collo. Ma se l’hai accettata senza essere d’accordo, allora ti ritiri dal governo; altrimenti ti imponi e metti in riga gli altri.

La politica estera non è uno scherzetto, un accessorio – soprattutto quando si decide l’entrata in guerra, ipocritamente mascherata da operazione di pace, con l’atteggiamento di un “bravaccio” da trivio – a meno che non si sia d’accordo sul lasciare l’Italia in mani straniere, come fosse un Protettorato qualsiasi. Abbiamo perfettamente capito (noi, non so se il “poppolo”) che la guerra è stata voluta soprattutto da Napolitano; e sappiamo bene chi è costui, chi e che cosa rappresenta. Ma se tu hai il governo, e sei ufficialmente il leader del partito di maggioranza in questo governo, devi per forza piegarti a quello che formalmente non è capo dell’Esecutivo ma solo custode della Costituzione? Se sì, allora te ne vai o denunci “a reti unificate” il capovolgimento dei poteri in questo paese allo sbando. Qui siamo ormai in pieno sconquasso degli equilibri istituzionali stabiliti costituzionalmente, come dimostra il fatto che la magistratura riceve il permesso di mettere in galera un deputato prima di ogni processo e condanna; comportamento di una giustizia, che tale non è nemmeno quando agisce così contro un semplice cittadino.

La Lega ha però approvato lo stravolgimento totale di ogni ordine, foriero di drammi ben più gravi di quelli passati, perché “in alto” le sventolano l’acciughina del federalismo fiscale, utile a non perdere ulteriori voti presso un elettorato di rozzezza e ottusità oltre ogni limite umanamente credibile. E la sinistra dei rinnegati mostra in pieno il suo volto, già visibile vent’anni fa a chi aveva occhi per vedere e cervello per pensare: il volto di chi è demandato da Usa e poteri forti a governare un paese servo. Si vota, spudoratamente, per la galera a un pidiellino alla Camera e per la salvezza del proprio senatore. Più chiaro di così! Ma per un cervello pensante.

Una conclusione ormai s’impone di fronte a questo sfascio totale delle istituzioni, del tessuto politico, ma anche sociale, del paese; di fronte ad una masnada di intellettuali “di sinistra”, per il 90% di una indegnità che meriterebbe processi e condanne definitive. Non c’è più alcuna salvezza per questo paese, secondo le modalità normali, sedicenti “democratiche”. A suo modo, Asor Rosa aveva ragione; solo che il colpo di Stato dovrebbe essere diretto contro quelli come lui, contro tutta la ghenga che ormai rovina il paese. Se però, per quanto riguarda l’intellettualità, la “falce” dovrebbe mietere a “sinistra”, ben diverso è l’orientamento in politica e, soprattutto, verso i mandanti industrial-finanziari. Qui, non c’è sinistra o destra che tenga; occorrerebbe una radicale disinfestazione bipartisan, un repulisti generale e diretto ad asportare dal corpo sociale anche la minima cellula “malata”.

Lo dico solo per far capire che ormai è inutile sperare alcunché: siamo diretti all’affondamento. Non nel senso della Grecia. Al totale “default” italiano credo poco; può avvenire solo se si perde completamente ogni e qualsiasi controllo. Può accadere, ma non sembra molto probabile; in ogni caso, non è questa l’intenzione di chi ci sta spaventando, non è questa l’intenzione di chi ha ormai ridotto a burletta il premier, un fantasma che si aggira ancora tra le rovine. A questo punto, per quel che serve, prima se ne va e meglio è; ormai crea solo ulteriore confusione e ritarda la resa dei conti, in modo che gli stranieri (anche quelli “in patria”) riescano meglio, con maggior facilità e minori costi, a realizzare i loro obiettivi.

La scelta è tra un colpo di Stato nuovamente mascherato come quello di “mani pulite”; o uno aperto e diretto contro tutti i rinnegati e traditori che infestano il nostro suolo. Per il momento, aspettiamoci o il governicchio detto di “salvezza nazionale” (mentre è diretto al nostro totale asservimento) o qualche soluzione analoga, comunque studiata per ingannare i “semplici”, quelli che ragionano in base ad una sola “variabile”, portata direttamente sotto il loro naso dai farabutti, che li convincono di stare odorando un profumo, accettabile dati i tempi, mentre si tratta invece del puzzo orrendo della loro putredine di rinnegati e traditori. Prepariamoci alla resistenza, quella vera, attuale: non quella “antifascista”, bensì contro i roditori che stanno riducendo l’Italia a una gruviera.

 

Aggiunta per divertimento. Vi ricorderete, spero, che il 7 luglio riportai in commento due notizie di agenzia. Una – della cialtronesca e sgangherata Al Jazeera – sosteneva che i “ribelli” di Bengasi erano ormai a tiro di schioppo di Tripoli, la stavano accerchiando o qualcosa del genere. L’altra diceva che Sarkozy aveva ordinato la presa della capitale libica e la fine del regime del “Grande Dittatore” per il 14  luglio (primaria festa nazionale francese, che ricorda ben altri momenti di questa nazione divenuta anch’essa un “pauvre pays”, proprio come l’Italia fu definita da De Gaulle). Rilevai che era un bene ci dessero una data precisa, così si poteva giudicare meglio la serietà di questi sicofanti. Siamo ad una settimana oltre il termine stabilito e arriva la notizia che la Francia (ma anche gli Usa vi sono dietro) è perfino disposta a trattare con Gheddafi. Basta che accetti di andarsene; ma non necessariamente da Tripoli, dove magari può girare per giardini pubblici con i suoi nipotini. L’importante è che lasci il potere.

Nel frattempo si è svolta un’altra pantomima dei disgustosi scarafaggi, detti “ribelli” (incapaci di un solo passo senza “papà e mammà” della Nato), che hanno annunciato la presa di Brega (dopo non so quanti giorni di intensi bombardamenti aerei), poi l’hanno riannunciata il giorno successivo, poi c’è stata una smentita di Tripoli, poi si è detto che ancora erano rimasti residui di truppe “lealiste” (2-300 soldati) ma accerchiati, poi è calato il solito silenzio come dopo le “fosse comuni”, i bombardamenti aerei (di Gheddafi! Ahahahah!!) della piazza di Tripoli, la distribuzione di Viagra ai soldati (sempre di Gheddafi) affinchè, debolucci e un po’ impotenti come sono, fossero in grado di stuprare le “bengasine”, ecc. Veramente devo dirlo: vien quasi (solo quasi!) da considerare con vivo apprezzamento i vecchi colonialisti a cavallo tra otto e novecento. Questi sono dei vermiciattoli. Mai si poteva credere che gli “occidentali” fossero a simile livello di meschinità, di inettitudine, di faccia tosta da malandrini di centesimo ordine. Criminali e assassini come i loro nonni e bisnonni, ma autentiche merde, di quelle di vacca che, quando cadono, fanno “splash” e si sformano al suolo appiattendovisi. Resta loro solo la potenza militare degli Usa, paese del resto nato da un genocidio di popolazioni definite “pellerossa”. Mi tingerei volentieri tutto di rosso, ma non vorrei essere preso per “comunista”, mentre la mia intenzione, per il momento, è solo di “fare l’indiano”.