NELL’ANNO DEL GIAGUARO

Scritto da: Gianni Petrosillo (26/02/2013)

 

Lo avevamo annunciato appena ieri quando abbiamo scritto: “Alla fine dovremo ringraziare il Movimento di Grillo per non averci fatto soffrire troppo ed averci dato il risolutivo colpo di grazia. Giacché, quando l’orda del comico entrerà alla Camera e al Senato, aule che saranno certamente afflitte da trasformismi e precarietà, sarà come un’onda anomala di dimensioni gigantesche che spazzerà via gli infingimenti e le sempiterne tresche altrui”.

Non è elegante autocitarsi ma in questo caso è doveroso perché il quadro degli sconvolgimenti parlamentari e delle sorprese elettorali era stato da noi tratteggiato alla perfezione.

Adesso cosa succederà? I partiti tradizionali non si arrenderanno, nonostante, come dice Grillo, siano circondati e non ci siano i numeri al Senato; si consulteranno e faranno i loro abboccamenti per formare un fantomatico governo di salvezza collettiva, per il bene del paese che però, “stranamente”, continua a coincidere col bene loro, con il ristretto interesse corporativo di cui sono depositari incrollabili. Temono di sparire e vogliono guadagnare ancora qualche mese che per loro, classe (non)dirigente al tramonto, può equivalere all’eternità. Sembra il Principe di Salina de Il Gattopardo invece è l’arco costituzionale al completo nell’anno del Giaguaro (smacchiato).

Il Pd si aprirà alle forze che immagina contigue senza capire che, in verità, proprio queste sono le più lontane dalle sue attuali posizioni mercatistiche, finanziaristiche, eurosuicide, supine alla Nato in politica estera e ripiegate sui soliti gruppi parassitari, industriali ed economici, all’interno del contesto nazionale. Non ci sono punti di contatto tra Bersani ed il comico genovese, nemmeno sulle battaglie ambientali, dopo che il Partito Democratico si è schierato a favore di alcune grandi opere.  Non basterà far leva sulla tradizione progressista del partito per accostarsi ai grillini perché quel patrimonio di antichi valori popolari (con i quali si può essere più o meno d’accordo) è stato liquidato per accreditarsi con i poteri forti atlantici e le cerchie della speculazione mondiale, tanto che sul sito del Pd si esultava per l’endorsement pre-voto di Goldman Sachs al centro-sinistra.

Poi, verificata l’impossibilità di qualsiasi intesa con il M5S, si cimenterà, tramite la lista cuscinetto di Mario Monti (la grande delusione con soddisfazione nostra ), anche col centro-destra, ponendo una pregiudiziale contro Berlusconi, al quale verrà chiesto di fare un passo indietro per permettere la formazione di un comitato di salute pubblica allargato alla “parte sana” del Pdl e degli altri muschietti sopravvissuti alla piaga dell’invasione degli ortotteri, adatto a fare almeno alcune riforme (comunque tutte inutili e senza respiro storico) per poi ritornare alle urne, dandosi il tempo necessario a neutralizzare i cinquestellati e la rabbia popolare che li ha puniti severamente. Ecco come non hanno imparato nulla dagli errori commessi e dalla lezione appena ricevuta.

Ma stanno facendo male i conti, perché la gente è stanca dei loro giochetti che hanno portato miseria e disperazione nelle case dei connazionali. Tutte le parole d’ordine che questi signori hanno impiegato in quattro lustri per incatenare lo Stato a logiche di soggezione internazionale, anche come conseguenza di una dipendenza culturale (sarebbe meglio dire sottoculturale), si sono sfatte come fichi al sole: dal bipolarismo, all’europeismo, all’irreversibilità dell’euro ecc. ecc. Sarebbe finalmente il caso, considerando la pesante affermazione di rappresentanze anti-Ue nel nuovo Parlamento, di preparare un bel referendum al fine lasciar decidere ai compatrioti se davvero vogliono restarci nella moneta unica e nella stessa architettura comunitaria. Finora, trattandoci come bambini, ci hanno imposto la loro visione che però, da quel che si può riscontrare, non ci ha evitato la devastante crisi; semmai quest’ultima si è pure aggravata per via delle ricette imposteci da Bruxelles e accettate pedissequamente dai nostri “quisling”.

Ça suffit! Nel nome del popolo italiano, della responsabilità pubblica, della stabilita economica, con le mani sempre tese ai mercati e ai mercanti del nostro futuro, avete fatto già troppo e sempre di peggio. E’ ora di cambiare registro o di sloggiare. Adesso al centro dell’agenda politica devono entrare altri temi e soluzioni per temperare i morsi della crisi sistemica globale e dare alla Repubblica una sua strada originale, nel multipolarismo geopolitico in dispiegamento. Difesa della sovranità nazionale, sostegno alle imprese di punta, una politica estera orientata ad accordi ed alleanze con gli Stati emergenti e riemergenti dello scacchiere planetario, un ventaglio di opzioni economiche non schiacciate sull’ideologia globalista e l’austerità finanziaria, la ricerca di una maggiore indipendenza energetica accompagnata da un uso razionale delle risorse, attivazione di un piano industriale basato sui settori all’avanguardia, imposizione della museruola alla speculazione creditizia e riconsiderazione del nostro ruolo nella Nato e nell’Ue. Questo è un piano diversificato e concreto per gettare il cuore oltre gli esiziali ostacoli della fase storica.  Tutto il resto, comprese le riforme costituzionali, sono chiacchiere senza nemmeno più il distintivo. Ieri, infatti, lo hanno perso tutti i vecchi leader di partito sotto i colpi dell’elettore italiano.

Qualcuno potrebbe farci notare che le nostre proposte non sono prese in considerazione da nessuno, nemmeno da Grillo. Infatti, quest’ultimo e i suoi ragazzi non sono il CLN. Costoro, con la loro sorprendente legittimazione nelle urne, hanno però segnalato la voglia dei cittadini di cambiare. Deve ancora giungere chi saprà raccogliere adeguatamente la portata delle sfide che ci stanno di fronte. Ma dopo il terremoto di ieri, senza montarci la testa, restiamo maggiormente fiduciosi.

 

 






30 comments to “NELL’ANNO DEL GIAGUARO”

  1. aldo Says:

    “Notiziola” che (apparentemente) non c’entra nulla, però fa pensare… periodo denso di eventi…

    http://www.asianews.it/notizie-it/Prima-del-Conclave,-Patriarca-cattolico-maronita-in-visita-alla-Chiesa-russo-ortodossa-27239.html

  2. F. Says:

    Gianni scrive
    Deve ancora giungere chi saprà raccogliere adeguatamente la portata delle sfide che ci stanno di fronte. Ma dopo il terremoto di ieri, senza montarci la testa, restiamo maggiormente fiduciosi.

    Tutto sommato sono d’accordo con il fatto che si apre un flusso (di idee, di azioni, di voti) che ancora aspetta chi lo sappia “cavalcare”. Sul maggiore o minore ottimismo dopo ieri, resto agnostico, per il momento. Deve sorgere in fretta un blocco con al suo interno degli “agenti strategici”. WS menzionava in un suo commento il ruolo dei “siloviki” russi, emananti dal settore energetico, da quello militare e dei servizi russi. Qui per ora si vedono solo frammentazione e smarrimento. Vediamo. Per fortuna la storia e’ imprevedibile, e occorre esaminare con attenzione come i potentati italiani si posizioneranno nei confronti di Grillo.

    Nel nostro piccolo dobbiamo agire per dare il colpo di grazia all’asse cancerogeno PD-SEL-Monti-Centristi.

  3. Giancarlo Says:

    Concordo con Gianni, sono anche io più fiducioso (moderatissimamente), ho votato il M5S perchè succedesse quello che è successo, addirittura è andata ancora meglio del previsto non essendoci nessuna maggioranza al senato e il PD al 25%. Meglio di così non poteva andare. Monti bastonato. Casini ridotto ad una ameba e Fini sparito. Ingroia e la sua banda di sfigati fuori dal parlamento. La sinistra terminale finalmente defunta (manca solo di essere seppellita, sennò puzza). Sarebbe il momento, finalmente, della nascita di un Polo nazionale, socialista, comunista( mi perdoni GLG), matteista. Il momento è adesso.

    da GLG: no, non ti perdono (scherzosamente, è chiaro) perché mettere nazionalisti, socialisti, comunisti, matteisti in un mucchio è assai peggio che raccogliere mute di cani e gatti randagi e dirigerli d’amore e d’accordo verso….dove? Controlliamo le parole, hanno ancora un loro significato, non sono un semplice suono evocativo di emozioni puramente fantastiche. Perfino da ragazzini, i nostri genitori, se sanno quel che fanno, cercano di farci associare i suoni a dati “oggetti”. Come si dice: “calma e gesso”.
    glg

  4. ws Says:

    stamattina guardando omnibus mi pare che non ci sia nessuna intenzione di cogliere il segnale . E’ invece evidente i vertici delll’ armata dei traditori ancora sperano che , raddoppiando le minaccie e le bastonate finanziarie , possa essere comunque messo su un LORO governo pescando tra i grillini eletti ( non a caso quasi tutti provenenti dalla ” sinistra” ) ed inciuciando con i soli ” responsabili” eletti nelle file del PDL

    Pero’ sara’ dura perche:
    1) il savoia, essendo nel semestre bianco non potra’ sciogliere il solo senato
    2) sara’ durissima eleggere un nuovo ” savoairdo” che possa garantire ANCHE berlusconi e grillo Non esiste in giro nessun soggetto adatto ( prodi si illude )

    quindi due soluzioni
    1) il pd fa spesa e mette su un governicchio com mantiani e gente d’ accato con cui fare la macelleria sociale prevista in” agenda” .Cosa ottima per cui ci sbarazzeremo di loro alla svelta
    2) il pd va a canossa da berlusconi ( sebbene non veda come ) per un altro ” governissimo” che faccia con piu agio la macelleria sociale di cui sopra . Cosa ancora meglio, ci vorra’ piu tempo ma ci sbrarazzeremo di tutti e per sempre

    Perche’ una cosa che costoro non hanno ancora capito e’ che i ” buoi sono scappati”per sempre . E’ finito il “conzenzo” (riferimento demitiano voluto :-)) perche’ con il saccheggio del paese non ” c’ e piu trippa ” NERMMENO per il LORO “gatti “.. e non ci saranno minaccie che riportera’ il ” parco buoi” nelle loro ” stalle” .

    Ma pero’ purtroppo questi stupidi delinquenti ci proveranno lo stesso . Prepariamoci, ritorneranno gli ” anni di piombo” … e anche peggio degli ” originali” :-(

  5. ws Says:

    @ aldo

    C’ entra eccome , queste ” notiziole” sono spesso sintomi superficiali dello spostamento delle grandi faglie profonde .
    Qui l’ avvicinamento dei cristiani di nazione araba a quelli di nazione “slava” puo’ essere un interessante sintomo della perdita della presa BAO sul MO in conseguenza di un sempre piu probabile ” fiasco” in siria

  6. aldo Says:

    Per il nuovo Polo propongo il nome di “PARTITO – COMUNISTA – ITALIANO” nel senso PIENO E LETTERALE dei 3 termini. Simbolo, una bandiera tricolore con SOTTO una rossa con falce e martello. Si scherza, ovviamente, a me andrebbe benissimo qualcosa tipo “NUOVO RISORGIMENTO” o “ITALIA UNITA” (Putin docet) :-) in ogni caso, berlusconi allarga le braccia al pd per il definitivo abbraccio mortale che trascinerà frankenstein e il mostro nella tomba. viva l’Italia!!

  7. Marga Says:

    Commento triste.
    Solo un grillo ci salverà?
    Dovremo allora cambiare titolo a quella definizione di popolo italiano che ci vuole santi, poeti, navigatori.
    Saremo allora un popolo di tanti “Pinocchio” (con tutto il rispetto per il godibilissimo romanzo per ragazzi), bugiardi, cialtroni, insofferenti alle regole che un Geppetto – padre senza spina dorsale, peraltro – non sa imporre e far rispettare?
    Marionette che credono che gli zecchini d’oro crescano sugli alberi, come sostengono il Gatto e la Volpe?
    O si infiacchiscono assieme ai vari “Lucignolo” che presentano la vita come se fosse soltanto “Paese dei Balocchi”, dove vince il più furbo?
    E, se non al grillo, dovremo cedere ai falsi moralismi della Fata Turchina che ci premia se siamo stati buoni (ovvero privati di ogni attributo aggressivo)?
    Ognuno dia ai personaggi citati il nome attuale che più gli si addice!

  8. Gianfranco La Grassa Says:

    poiché sembro (per chi non mi conosce) un istintivo incazzoso, ma invece il mio cervello è lento e non funziona mai “in tempo reale”, mi prenderò tutto il tempo pur sapendo fin d’ora che si possono fare solo ipotesi di una labilità simile a quella delle nubi quando tira un forte vento. Noto solo che siamo tutti critici della “democrazia elettoralistica” e poi ci innamoriamo delle percentuali, dei possibili schieramenti, della politica puramente nominalistica (i nomi attirerebbero la gente), ecc. ecc. Non diventiamo, per favore, come i tifosi che si immaginano tutti allenatori e fanno le pulci a chi allena la squadra del cuore. Soprattutto, abbiamo detto che – in senso lato, molto lato, per carità – l’Italia è una semicolonia; il che significa che è un sistema aperto, un vero colabrodo verso l’esterno. Ed è dal 1945 che viviamo una deriva atlantica e poi progressivamente “europeista” (sempre rivolti ad ovest dell’Europa, oltre il mare); ma sempre “in pace”, sempre “uana gana, cansas siti”. Ci siamo abituati male, ma dobbiamo capire finalmente che le nostre scelte non avvengono per “impulsi interni”; per avere questi occorre preparazione politica autoctona (e dunque apparati della forza che la corroborino) e noi siamo come ricottine non ancora sgrondate del siero. Non siamo una formazione sociale dei funzionari del capitale, ma nemmeno possiamo divenire un capitalismo cinese centralizzato come straparla Grillo, che non ha la più pallida idea di come si sia formata la Cina moderna (non che io ne sappia molto di più, ma straparlo di meno e qualche tassellino politico e storico lo possiedo). Comunque, tutto bene, sia chiaro, nell’insieme va tutto bene.
    glg

  9. ws Says:

    @ F
    in effetti e ‘ poco probabile che esitano in italia dei “funzionarii sovranisti “, ma se ci fossero ora si aprirebbe per loro un’ ultima grandissima finestra di opportunita’.
    Va infatti rimarcato che i siloviki seppero cogliere l’ occasione dello sconvolgimento popolare in russia causato dall’ umiliazione subita con l’ attacco BAO alla serbia , pure subito seguito da una offensiva cecena nella russia meridionale .

    Allora ( 1999) scrivevo su usenet dibattendo della questione serbia con i soliti scemenzotti amerikanpiddini cui facevo ( inutilmente come al solito :-)) notare che le bombe amerikane che loro salutavano festosamente quando esplodevano a belgrado in realta’ facevano saltare gli ” american boys” a mosca (… come infatti poi si vide :twisted:)

  10. fourfive19 Says:

    @- Ed è dal 1945 che viviamo una deriva atlantica e poi progressivamente “europeista” -

    ….quella “deriva” atlantica che si poteva evitare, eliminando fin dal 1946 ogni “residuo badogliano” e “neo-savoiardo”….e sappiamo come questi “residui” abbiano corrotto anche quella forza “sovranista” e “antimperialista”, ossia il PCI.

  11. aldo Says:

    In ogni caso cominciamo a divertirci alle spalle di questi imbecilli (era ora!!):

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/sono-delle-teste-di-cazzo-cacciari-asfalta-il-vertice-del-pd-sono-rimasti-a-51524.htm

    Per quanto riguarda il discorso dei “fuzionari sovranisti”: quelli ci sono di sicuro (da qualche parte); se le condizioni matureranno in una certa direzione potrebbero fare la loro apparizione. E terrei d’occhio con attenzione anche la situazione Oltretevere: lì menti politiche fini e sofisticate italiane ci sono da sempre. Se la Chiesa “universalistica” inizia a sfasciarsi sul serio, potrebbero scaturire possibilità inaspettate.

  12. Gianfranco La Grassa Says:

    Berlusca è tutto fuorché uno statista e un politico vero; è però un imprenditore furbacchione. Un imprenditore del genere sa che bisogna a volte potenziarsi, anche se alla bell’e meglio, entrando poi in trattative con il concorrente, ma non sempre con tutti – anzi a volte pretendendo che quello con cui si tratta si divida da un altro più debole – poiché nel mercato non c’è spazio per tutti. La sua dichiarazione, che ho letto stamattina, relativamente alla non opportunità di arrivare ad una nuova consultazione elettorale (questa invece la dichiarazione di qualche cretino del Pd), accompagnata dalla chiusura che sembra netta verso Monti, potrebbe voler dire: in due mesi di impegno ho quasi pareggiato i conti con voi emeriti imbecilli guidati da un “droghiere” di Bettola (non si offendano i droghieri, sono miei amici, ci discuto sempre di buoni prodotti alimentari, ma non cercano di fare i politici); adesso trattiamo, io voglio salvare il culo e le mie aziende per i miei bei figlietti. Nuove elezioni sono inutili, ma Monti resti fuori e ceda “lo passo” a noi due principali “concorrenti/accordanti”. Se andate ad elezioni, succede il “quarantotto” e Grillo ci ruba un’altra metà del mercato. Mi sbaglierò…
    glg

  13. Gianfranco La Grassa Says:

    “Sarebbe finalmente il caso, considerando la pesante affermazione di rappresentanze anti-Ue nel nuovo Parlamento, di preparare un bel referendum al fine lasciar decidere ai compatrioti se davvero vogliono restarci nella moneta unica e nella stessa architettura comunitaria”.

    In effetti, non credo esistano altre soluzioni. Il fatto è che nemmeno ampi settori grillini, temo, siano pronti a ciò. E poi insisto sull’Italia sistema aperto (detto meglio: colabrodo). Con la debolezza manifestata nei due ultimi anni dalla Russia (i motivi sono aperti all’analisi) e la “lontananza” della Cina, si devono comunque fare i conti con gli Stati Uniti. Rivolgersi ad est sarebbe fondamentale, ma non riuscì l’ostpolitik quando tutta l’Europa orientale faceva da cintura protettiva dell’Urss. Oggi quella parte d’Europa s’interpone addirittura tra noi ed una debole Russia. Al momento, non saprei cosa suggerire.
    glg

  14. aldo Says:

    “Quella parte d’Europa” è oggi in preda a convulsioni: proteste continuate in piazza in Slovenia e in Romania, dimissioni del governo in Bulgaria (sempre dopo manifestazioni di massa in piazza), deriva antieuropeista in Ungheria. E ovviamente, Grecia (e Cipro). Staremo a vedere.

  15. F. Says:

    Il mio timore e’ che nella debolezza generale (europea, russa, ecc.) gli Usa continuino a dominare per altri 50 anni, senza pero’ nemmeno avere interesse a un Piano Marshall, ma solo a controllare nodi strategici (basi militari e navali, apparati finanziari, vie commerciali), lasciandoci sprofondare verso scenari da centro-america anni 80. Mafie, delinquenza, poverta’, demagoghi, ecc. Un incubo.

  16. aldo Says:
  17. Gianfranco La Grassa Says:

    non dico che la Russia stia ferma (non lo rimase neanche con l’aggressione della Georgia, mossa d’assaggio e di disturbo). Però agisce abbastanza strettamente entro un’area vicina ai suoi confini e sfruttando una “monocultura” (anche se non è certo la canna da zucchero che furono costretti ad incrementare i cubani). Tuttavia, questa insistenza sul gas (che mi sembra abbia alla lunga una più acuta concorrenza da parte delle “alternative”; ma qui ci vuole la conoscenza di Piergiorgio) non è tipica di una vera potenza capace di allargare le sue sfere d’influenza e di mettere in sofferenza quelle dei competitori maggiori (con gli Usa che sono i più forti tra questi). Certo, buona la tenuta in Siria, ma anche lì la non risoluzione del problema, con rischi di una qualche “balcanizzazione” o “libanizzazione”, implica maggiore capacità manovriera degli Usa. Mica sempre la grande potenza deve attaccare e aggredire; può trovare convenienza a logorare, soprattutto se comincia a giocare sui contrasti tra arabi e tra musulmani, se comincia a diversificare i suoi “giannizzeri” in quella zona, che prima sembravano ridotti essenzialmente ad Israele. Temo non abbiamo ancora capito la “primavera araba” e la sostituzione di due regimi fedeli all’occidente come quelli egiziano e tunisino (e l’indebolimento di Al Fatah rispetto ad Hamas, non contrastato, anzi!, da sicari tipo quello del Qatar, ecc.). Fedeli ma ormai invisi a gran parte degli arabi e dei musulmani; erano sempre più controproducenti. E anche Gheddafi era odiato da settori come Hamas, i Fratelli musulmani egiziani e perfino l’Iran, che hanno salutato la sua eliminazione. Quindi, sono gli Usa che stanno fin troppo “menando la mastella”; la Russia gioca su settori utili ai propri interessi economici (di non lunga lena né di grandissima ampiezza d’orizzonti) e solo in minima parte strategici; non credo che il gas faccia crescere di molto la sua sfera di influenza. I francesi direbbero che la Russia “piètine sur place”.
    glg

  18. aldo Says:

    La Russia “gioca di rimessa” mentre gli Stati Uniti “fanno il gioco”. Sarebbe un po’ come una partita Italia-Brasile. Esito finale incerto, e nell’82…

  19. aldo Says:
  20. ws Says:

    quanta carne al fuoco oggi tra i commenti :-)

    qualche mia chiosa

    @fourfive

    purtroppo io condivido con klivees il giudizio sferzante sul PCI FIN DAL 1945, cioe’ fin da quando , preso atto della spartizione di YALTA , il PCI colloboro’ ” gentilmente” con l’ occupante fornendogli la monod’opera per le sue “squadre della morte” per eliminare cioe’ quei ” fascisti irriducibili” che non volendo collaborare con l’ occupante erano da essi lasciati stare senza protezione.
    perche’ se poi dopo il 1948 quelli delle ” Volanti rosse” riuscirono tutti a sfangansela pure molto meglio di quelle delle ” brigate rosse” mi sa che ci sia stato lo stesso ” perche’” :twisted:

    @ glg
    condivido il giudizio sulle mosse di berlusconi. tra l’atro pare ( con le necessarie 24 aggiuntive :-)) che ci stia arrivando anche gargamella . ergo ci sara da divertirsi

    @ aldo
    la russia gioca nel suo ridotto in rlazione alle sue limitate forze ,per quanto rigurda l’ europa sta alla germania ( se c’ e’ ed ha imparato qualcosa dai precedenti fallimenti ) battere un colpo .
    tra l’ atro l’ unica arma trategica non miltare della russia e’ il gas ed e’ purtroppo anche la sola monocultura con cui viene tenuto insieme lo stato russo . Quindi grande debolezza , ma coniugata ad una grande capacita’ politica

    conclusione , mi dispiace ragazzi ma ..gli USA non si disfarranno ” a giorni” . Come si puo’ gia evincere dai libri di storia gli ” imperi” sono ” to big to fall” cioe’ ci impiegano molto tempo a morire e anche quando stanno morendo sparano terribili colpi di coda in grado di massacrare tutti gli altri

    percio’ ne vedremo delle “belle” ( come ieri :twisted: ) ma purtroppo anche e soprattutto delle ” brutte” :-(

  21. Gianfranco La Grassa Says:

    ma voi avete sentito le dichiarazioni esultanti dopo gli exit polls di guitti, presentatori, scrittorucoli e giornalisti d’assalto antiberlusconiani, ecc.? Deficienti totali, potevano tacere un attimo prima di parlare. Ma no, non possono, sono coglioni e marciti dentro il cranio. Una delle piccole soddisfazioni del momento è vedere queste teste di cazzo smarrite. Non si può però parlare di nessun rinnovamento culturale finché si inveisce solo contro la Casta e si tace su questi che vanno mazziati, squartati, ridotti a polpette. Invece, mi dispiace, ma Grillo ha ricevuto con onore Fo, si è beato di Celentano. Andrà bene per tante cose la vittoria di 5 stelle , ma non per il rinnovamento culturale; abbiamo bisogno di un “Sweeny Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street”. Lo ricordate almeno? Quello è rinnovamento culturale! Vogliamo mangiare le sue polpette mentre rileggiamo Balzac, Dickens, Flaubert e Maupassant, Zola, “La morte di Ivan Ilic” e “Delitto e castigo”, “Lo zio Vania” e “La metamorfosi”, tutta “La Recherche”; e sto andando a casaccio è ovvio. A morte la “cul-tura” (meglio tura-cul) italiana di questi tempi.
    glg

  22. roberto buffagni Says:

    La conclusione politica, chiarissima e inevitabile, che si dovrebbe (dovrebbe) trarre dal responso elettorale, sarebbe (sarebbe) l’apertura di una serrata trattativa per modificare i trattati che regolano la UE, da Maastricht in poi; cercando alleanze internazionali in Europa e fuori (a est), stabilendo un percorso comune, etc.
    Questo sarebbe il compito a casa. Il problema è: chi lo sa fare?

  23. ws Says:

    un’ altro rerererererestart usa-russia…

    http://italian.ruvr.ru/2013_02_26/La-Russia-e-gli-USA-trovano-la-soluzione-per-lo-scudo-antimissile/

    ekkekazzo! In fondo bastava una “lettera di intenti ” :-)

  24. F. Says:

    rispondo a GLG: sì, solo i classici possono salvarci, impedirci di farci rincoglionire dalla “informazione”, dalla malattia dell’eterno presente, dalla sociologia senza storia, ecc. Insomma, dal brodo di coltura del ceto medio semicolto italiota che dobbiamo spazzare via (tu parli di polpette; va bene, ma anche cibo per pesci rossi, sminuzzandoli in pezzettini sempre più piccoli, insignificanti e puzzolenti come loro).

  25. Idea3online Says:

    L’esito del voto è un Governo Tecnico di secondo livello, hanno fatto posizionare le 3 pedine nel posto giusto ed ecco, come per magia tutto resta come prima per macellare l’Italia più di prima. E’ un gioco delle illusioni, si è convinti di avere votato, ma si è votato per un nuovo governo “tecnico”.
    Certo si è fatto il tifo per il Milan, per il Genova o per il Piacenza..ma il risultato era scontato, il voto doveva dividere disse l’Impero, affinchè io possa comandare meglio, uno Stato diviso è meglio di uno Stato unito. Ma è pur giusto e leale lasciare convinti i tifosi del Milan, del Genova e del Piacenza che la loro squadra ha lottato per vincere, senza strizzare l”Occhio” all’avversario.

  26. fourfive19 Says:

    @Aldo – Per il nuovo Polo propongo il nome di “PARTITO – COMUNISTA – ITALIANO” nel senso PIENO E LETTERALE dei 3 termini. Simbolo, una bandiera tricolore con SOTTO una rossa con falce e martello. Si scherza, ovviamente, a me andrebbe benissimo qualcosa tipo “NUOVO RISORGIMENTO” o “ITALIA UNITA” -

    Io proporrei qualcosa del tipo “Movimento Patria & Socialismo”, “Partito Socialista Nazionalitario”

  27. Gianfranco La Grassa Says:

    da piccolo, immagino come tutti, giocavo a “tana ciaparse” (prendersi). Ad un certo punto sfinito (e anche un po’ annoiato) gridavo: “fora me ciamo” (fuori mi chiamo). Detto scherzosamente, spero che queste elezioni non abbiano il risultato di far esplodere questo blog. La Patria non è il mio forte, del “nazionalsocialismo” apprezzo un po’ ultimamente i forni crematori e le camere a gas, ma non per ebrei, zingari, gay e via dicendo. E tanto meno per i comunisti: di allora, quelli di adesso, ma, non so, se sono di sinistra forse. Riprenderei soprattutto qualche sana idea gollista, rivista e corretta alla luce della storia intercorsa nell’ultimo mezzo secolo; e soprattutto tenendo conto della fine del mondo bipolare e di ogni illusione circa la “trasformazione sociale” in direzione della liberazione dall’oppressione e dallo sfruttamento, idea che al momento lascerei per una prossima fase storica ancora lontanuccia.
    glg

  28. fourfive19 Says:

    @ws ………..giudizio sferzante sul PCI FIN DAL 1945………

    Qui si trascura completamente il ruolo svolto dal PCI di Togliatti che fu, fin dal dopoguerra nettamente “anti-atlantico”, e dunque ‘Nazionale’:

    - Togliatti infatti, con l’inaugurazione della famosa “svolta di Salerno (applicando le direttive di Stalin) intralciò i piani di inglesi e americani che volevano spingere i comunisti ad un “insurrezione armata” come poi si verificò in Grecia nel 1946, repressa poi nel sangue dagli Inglesi.

    - Togliatti aveva ben compreso che la “Via Nazionale” era anche la via maestra per la ricostruzione del Paese massacrato dai “Liberatori”.
    Quindi era deciso a battere la “Via Nazionale”, e della riconciliazione tra italiani separati dalla “guerra fratricida” del 43-’45, mentre il disegno, degli inglesi (coadiuvati dalla “setta collaborazionista” e “terrorista” degli “azionisti” favorevoli all’epurazione totale dei fascisti) era di compiere quante più stragi a vendette proprio per attizzare l’odio fra gli italiani per dividerci, indebolirci e comandare (divide et impera).

    @ws ………..eliminare cioe’ quei ” fascisti irriducibili”…..

    Ti sbagli, la politica di Togliatti e del PCI, non fu quella di isolare e di “ghettizzare” gli ex-fascisti, in nome dell’Antifascismo, bensì quella di manifestare attenzione e disponibilità nei confronti degli ex combattenti della RSI. Così fu per i tanti “fascisti” convertiti al comunismo i Zangrandi, gli Ingrao, ed i numerosissimi, altri provenienti dai GUF.
    Come ho detto, l’Amnistia del 1945 che riguardava parimenti “repubblichini” e “partigiani”, aveva infatti, quale presupposto il riconoscere che ciò che aveva insanguinato l’Italia negli anni 1943-45′ era stata una vera e propria guerra civile “fratricida”. L’AMNISTIA voluta da Togliatti era lo strumento tecnico-politico per porvi fine.

    @ws ………… collaborare con l’ occupante……..

    Bisogna distinguere tra i fascisti in “buona fede” e quelli che si misero al servizio degli “Alleati”. La X MAS e Borghese, come i partigiani “osovani”, non combattevano per L’”Italia” ma per gli USA e gli inglesi.
    Erano tutto fuorché “patrioti”. Se l’Italia e piena di basi militari della NATO è merito degli pseudo-fascisti del MSI e dei “partigiani” loro alleati come Sogno e Pacciardi.

    Se Borghese e i suoi combattevano per l’Italia, perché il comandante scappò sulla jeep di J.J.Angleton e collaborò con i servizi segreti americani ed israeliani fino alla morte?
    I combattenti della RSI e i “garibaldini”, a modo loro e pur trovandosi in fronti contrapposti, erano dei “patrioti”, sottomessi a potenze straniere ma per la maggior parte in “buona fede”.
    Borghese e gli “osovani” erano i veri “collaborazionisti”, i veri venduti.

    E con questo ho detto tutto,…..

  29. Gianfranco La Grassa Says:

    molte considerazioni di fourfive sono di buon senso e mi sembrano storicamente corrette. Tuttavia, mantengo la mia prevenzione sulla “via italiana al socialismo”. Intanto, si è esagerato in tatticismo, si è dato (nel segreto della vita interna del partito che seguiva le solite vie oscure e, nel contempo, falsamente unitarie) un colpo duro alle speranze, magari a volte ingenue e “troppo spinte”, di rinnovamento sociale nutrite dalla parte migliore del partito. Evitare la sorte greca era corretto, ma a volte il “troppo stroppia” e deprime le proprie forze, sfiorando l’opportunismo. Del resto, la riconciliazione nazionale non implicava far restare tutto il personale fascista nei Ministeri, come ebbi modo di verificare durante le visite (con mio padre) ad alti dirigenti dei Ministeri dell’Industria e Commercio e dell’Agricoltura. Quando lo contestai al mio Maestro, mi disse molto onestamente che si trattava di personale in gamba e preparato (sensazione che, del resto, avevo avuto anch’io) e che, se lo si fosse sostituito con i “nostri”, sarebbe avvenuto un piccolo scatafascio. Però, questi si trasformarono subito in fedeli servitori dei democristiani. Niente di grave, era quasi inevitabile. Tuttavia, la via nazionale al socialismo fu soprattutto lanciata nel 1956 (famosa intervista di Togliatti a Nuovi Argomenti) con ulteriore opportunistico voltafaccia antistalinista in omaggio al nuovo vincitore al Kremlino, Krusciov. Troppe giravolte, imposte e mai spiegate se non con “pancianate” tipo le “riforme di struttura”, la “programmazione democratica” (per attenuare l’idolatria della pianificazione, ma senza che si capisse che cosa si volesse ottenere oltre all’uso di termini più accettabili per le orecchie occidentali), la superiorità dell’industria “pubblica” sulla “privata” solo in base al fatto della forma proprietaria; il “pubblico” sarebbe stato più vicino al popolo del “privato”. Ricordo in proposito un imbarazzante (per un comunista) dibattito all’Università di Pisa tra il mio Maestro e il da lui invitato Marcello Colitti, alto dirigente Eni e collaboratore stretto di Mattei. Il Colitti ne uscì molto bene, dimostrando che una grande impresa è una grande impresa e che ciò che conta è la strategia e la capacità del management, non la forma proprietaria. Tutto questo, e molto altro ancora, preparò il terreno a chi volle poi svoltare verso gli Usa, anche se ammetto che non era questa l’intenzione di Togliatti; e nemmeno di Amendola, il socialdemocratico del Pci, forse il vero successore di Togliatti. Comunque, si può concedere che la sorte era segnata per le debolezze e il fallimento dell’Urss che, modestia a parte (del resto seguendo il mio Maestro francese), iniziai a illustrare già alla fine anni ’60, inizio ’70, mentre gli altri ultrasinistri si accanivano con il “socialimperialismo” ormai più forte degli Usa e “nemico principale”. Comunque, queste sono solo poche battute insufficienti e buttate giù in disordine.
    glg

  30. ws Says:

    caro fourfive tu stesso mi dici che molti fascisti salvarono pelle e beni perche’ passati ben presto nel campo del padrone, ma cio’lascia il campo al mio ( e di kleeves)pensiero che molti che invece finirono fatti fuori dalle ” volanti rosse” ( non a caso soprattutto nel tringolo industriale ..) lo furono perche’ lasciati invece senza “protezione”.

    E anche i ” fascisti” recuperati da togliatti non lo furono certo nel nome della sovranita’ nazionale ma ( a me pare ..:-)) in quello dell’ opportunismo politico.

    Per il resto concordo con glg che furono le circostanze geostrategiche a spingere il PCI all’ ” appeacement” con il padrone. E in questo ci fu anche una certa abilita’dato che cosi il PCI si mangio’ il PSI cioe’ occupo’ lo spazio altrove occupato dal ” socialismo borghese” e senza perdere gli aiuti e l’ amicizia di mosca.

    Ma in questo noi italiani siamo bravissimi grazie a 2000 anni di ipocrisia insegnataci dai preti . Infatti gia’ molto prima del fatidico 1991 i pciisti erano nei fatti dei borghesi amerikanizzati , ma convinti di propugnare il “comunismo” che professavano con le parole .

    Esemplare di cio’ il bel film di benvenuti ” zitti e mosca”, che rivisto oggi suona ben piu’ sarcastico di quando fu girato ventanni fa.

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