Se di preci o di vittime neglette il Dio n’incolpa

Scritto da: Gianni Petrosillo (10/07/2012)

Il senatore a vita, cioè fino alla morte, Mario Monti porterà a termine il suo mandato da Presidente del Consiglio come gli dèi hanno comandato, il governo da lui guidato morirà di morte soprannaturale (essendo nato su un Colle con poteri extrademocratici) nel 2013. Il Capo della Repubblica impose. L’Italia giungerà, invece, alla fine dello stesso anno essendo stata mandata in rovina. I professori posero, i poteri finanziari in loro riposero. Amen-ochè non si prolunghi il servizio funebre alla nazione oltre quel periodo, morte innatural durante, come qualche leader mummificato “dipartito” che non riflette negli specchi, figurarsi nella testa, comincia a paventare, per paura di scomparire dalla faccia politica del Belpaese, bende e prebende incluse.

Una prece, “se di preci o di vittime neglette Il Dio n’incolpa. Vincenzo Monti, nella traduzione dell’Iliade, è stato profetico prim’ancora che il suo omonimo impenitente ci conducesse in quest’odissea tragica di sobrietà da Paese montificato e mortificato.

Questi sepolcri imbiancati verranno a raccontarci che l’operazione è riuscita perfettamente ma il paziente è deceduto subitamente. La sepoltura è a carico dei cittadini, le esequie si terranno a Bruxelles. Non fiori ma opere di rating. Onoranze Funebri F.lli D’Italia, figli e figliastri.

Non sentiranno nessuna resipiscenza per quello che stanno facendo e si lasceranno fotografare accanto al cadavere dello Stivale per avere il loro manifesto, la loro copertina del Time o di chissà quale altro giornalaccio di grido internazionale, poiché una figurina formato tomba su una rivista di tiratura eccezionale val bene una grande figura di merda di fronte alla storia mondiale.  Conti a posto con l’aldilà internazionale ed ecatombe collettiva nell’aldiquà nazionale. E’ questo il testamento che la nostra classe dirigente catatonica e catacombale lascia al capezzale della patria. Cos’altro c’era da aspettarsi da un beccamorto del Bilderberg, chiamato ad eseguire un’operazione chirurgica su un malato che prima del suo soccorso aveva la polmonite e dopo la sua cura è diventato inguaribile? La festa dei becchini si chiama funerale e sarebbe stato contro gli stessi interessi dei necrofori laureati, masterizzati in autopsie, salvare il popolo agonizzante, al quale si danno tante piccole sofferenze prima del colpo finale. Questo sta facendo il Governo Montimer, l’esecutivo eutanasico della Bella Turrita attorniata dagli sciacalli planetari che si era addormentata nel bel mezzo di una crisi epocale e non si risveglierà mai più dal collasso causato dal salasso. Anziché resuscitare l’Italia ai suoi compiti storici e politici i ministri del culto Trilaterale ne stanno accompagnando il trapasso con l’estrema unzione gabellare e la mania di tagliuzzare il cadavere in modo lineare. Monti mani di forbice se la prende quasi con tutti, eccetto che con le banche e con le panche parlamentari dove siedono deputati e senatori zombies i quali lo tengono in vita non avendo alcuna vitalità politica da opporgli. Ogni volta che questi necrofili cinerei parlano lapidari dei problemi del Paese lo fanno con la forza evocativa dell’epitaffio, con la vivacità del sarcofago e il dinamismo dell’ossario e se qualcuno prova a sottrarsi al rito “montifero” gli vengono immediatamente agitati dinanzi i fantasmi dello spread e gli spettri del mercato. Ai politici infantili questa maniera di terrorizzare fa molto effetto, anche più del babau per i bambini. L’uomo grigio ha già sostituito l’uomo nero nell’immaginario collettivo dello spaventacchio generale.

Ci ha provato il Presidente della Confinindustria Squinzi, sostituendosi ai sindacati narcotizzati e necrotizzati, a dire che così non va bene, che è una macelleria sociale e una boiata colossale ma si è ritrovato giustiziato dagli anatemi del Premier, il quale non accetta di essere messo in discussione mentre spoglia le spoglie dello Stato. Agli italiani che non ci stanno a prendersi la morte a rate ed il veleno a piccole dosi si dice: o questa minestra o tutti giù dalla finestra, non quelle pensionistiche che sono ormai serrate come i loculi al cimitero.  Persino le elezioni, per i cattedratici che danno lezioni, diventano uno spauracchio da esorcizzare. Secondo costoro la demonocrazia è meglio di sua zia la democrazia, la quale pur essendo soltanto l’involucro di una montatura a partecipazione pubblica (Ditta Tura, produzione di manichini governamentali e ornamenti per messinscena parlamentari, chiamare durante il sonno della ragione), rischia con i suoi pesi, contrappesi e contrappassi elettorali di rallentare il processo di decomposizione organica dello Stato invocato dalle Prepotenze mondiali. Questi signori si erano fatti avanti affermando di voler prendere sulle spalle l’Italia e di riportarla nel posto che meritava. A nostre spese abbiamo capito a cosa si riferivano, la loro intenzione non era quella di risollevarci dal destino cinico e baro ma di sollevare la bara per portarci direttamente al camposanto.






6 comments to “Se di preci o di vittime neglette il Dio n’incolpa”

  1. Giancarlo Says:

    Divertente ma tragicamente vero.

  2. Giorgio Andretta Says:

    Sig. Gianni,
    lei si taglia l’erba sotto i piedi?
    Conosce qualcuno che lo faccia? Io no!
    Monti lo considero come un concentrato di tutti i mali che si possono compulsare nel dizionario della lingua italiana, ma essendo presidente del consiglio di una repubblica parlamentare-ritengo ridondante se non superflua quest’affermazione-per governare ha bisogno del sostegno, manco a dirlo, del parlamento.
    Perciò ritengo scontata se non obbligata la sua conduzione politica/amministrativa.
    Significativo ed emblematico dello scollamento dalla praticità è che nel governo insista un ministro mancante di un arto superiore, come a dire: non necessitano le braccia per essere produttivi.
    Quindi come risorto Sai Baba (leggi Severino) è sufficiente l’attività cerebrale per produrre la viburti.
    Concludendo, con l’incarico a Monti della conduzione del governo, il presidente della repubblica ha inteso parteciparci che a partire da quel momento ci nutriremo solo di prana.

  3. Gianni Petrosillo Says:

    Sig. Andretta, lo scrivo perchè pur se noto non è scontato. Senta in giro e mi darà ragione.

  4. Giorgio Andretta Says:

    Lei ha ragione, sig.Gianni, almeno per quanto sostengono i sondaggi “napoletani”. A giusta ragione Silvio dichiarava-smentendosi nei fatti come da sua abitudine-che bisognava essere coglioni per votare…..

  5. italiano Says:

    E adesso come la mettiamo con il differenziale,come avete letto in mattinata il padrone del servo che abbiamo al governo a portato i nostri titoli di stato a livello spazzatura, mi riferisco alla solita agenzia di giudizio americana moody’s e che se non sbaglio il nostro professore era un modello di servo eccezzionale,e continua a servire il suo padrone a scapito del nostro paese. Come sappiamo queste agenzie sono tre e che sono americane, che tutte le banche versono una quota annua per farsi bacchettare. Vi ricordate qualche mese addietro come santificavano il servo aveva salvato l’italia da morte sicura il differenziale diminuiva avemu salvato l’italia!!!!!!!!!!!!!!!!!! e oggi cosa dobbiamo dire……..

  6. Giancarlo Says:

    @ italiano,

    dico che è un gran casino, ma si sapeva. Il rating si abbassa e i rendimenti dei BTP a tre anni calano. Una incongruenza a prima vista, non sarei sorpreso nemmeno se, dopo questo declassamento, calasse lo spread e si alzasse la borsa. Seguire e capire le lotte interne tra dominanti e subdominanti non è una impresa facile. Certo è molto facile pensare ad un “complotto” di una agenzia di rating che a mezzo il suo “servo italiota” abbassi il rating complessivo del “sistema italia” per poter meglio svendere il tutto. E’ anche così, ma non è solo così. La faccenda, almeno per me, è ancora più ingarbugliata, districarsi e venirne fuori non è facile (eufemismo). Non ci resta, come suggerisce sempre il Prof. La Grassa, che stare a vedere.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.