SUL CAPITALE MONOPOLISTICO E SULLE COSIDDETTE RIFORME DI STRUTTURA (1969-70)

Scritto da: Gianni Petrosillo (04/07/2012)

Francesco Grassalà alias Gianfranco La Grassa SUL CAPITALE MONOPOLISTICO E SULLE COSIDDETTE RIFORME DI STRUTTURA (1969-70)

VERSIONE WORD






5 comments to “SUL CAPITALE MONOPOLISTICO E SULLE COSIDDETTE RIFORME DI STRUTTURA (1969-70)”

  1. Gianfranco La Grassa Says:
  2. Gianni Petrosillo Says:

    meraviglioso…

  3. Gianfranco La Grassa Says:

    il triste è che sia qui che in facebook (dove sono apparsi 3-4 “mi piace”) manca il senso dell’umorismo. Tempi grami quando quasi tutti sono “seriosi”. E’ come quando frequentavo gli m-l, di una malinconia infinita. Costoro erano costantemente sull’orlo del pianto per i diseredati, gli oppressi, gli sfruttati (che non erano mai loro). Oggi si lasciano di fatto perdere certe lagne, ma non vedo egualmente cambiamenti significativi. Mi sento come il Robinson naufrago nella sua isoletta. Quasi quasi, ci traggo qualche teoria generale come fecero i classici e neoclassici.
    glg

  4. F. Says:

    Si potrebbe aggiustare la grafica del blog?
    Ve lo dico in amicizia: è al momento un ammasso di pubblicità, scritte in inglese, immagini sproporzionate rispetto ai testi, ecc.
    Grazie,
    F.

  5. quota kubrick Says:

    mi aggiungo di nuovo anch’io alle considerazioni grafiche e non. Fra le “non ” quella della mancanza di linearità operativa o pratica, come coerenza a una parte delle cose che sostiene anche questo sito. Farsi base o piattaforma o veicolo o strumento di comunicazioni pubblicitarie di dubbio valore se non per certi centri capitale che mette sotto inchiesta anche questo sito, è in pratica riconfermare l’assenza di barriera integerrima, in ogni e dove, anche fra chi non vorrebbe fare il “loro” gioco ..la linea di confine deve esserci. A meno che siete ridotti così male che avete bisogno di finanziarvi tramite coloro che non meritano nemmeno un centimetro di “lavoro” come da vostre continue conclusioni teorico pratiche.
    …..

    C’è un altro aspetto , di cui è metafora il web, quando funziona di memoria e di capacità di essere ricollegata, custodita e alimentata, mentre quando non funziona , è l’oblio desiderato perché tutto sia cancellato. Mi riferisco al fatto che quando si procede a restyling, non è come per il mercato di certi prodotti, in cui i migliori vengono sostituiti ex novo dai piu scadenti. Il web, come una biblioteca, né più nè meno di una biblioteca, ha gli strumenti di catalogo ( tags et simili);inoltre cambiando scaffali o disposizioni, o ordinamenti testi nei diversi parametri ( per autori, argomenti, come pure postille= commenti) non devono essere smarrite le chiavi di recupero immediato, dal precedente all’attuale ordine.
    Tutto ciò ,in sintesi, è saltato con questo nuovo allestimento.

    Per l’allestimento da un punto di vista “estetico”(lingua compresa degli indice) è a discrezione vostra averne percezione di miglioramento; anche laddove fossimo in mille e più a dirvi che quello attuale è critico, potreste dirci che è quello piu bello per voi…ma da un punto di vista che esula da quello estetico ed entra in quello tecnico “dati”/bibliotecario/ relazionale, no , non è a discrezione vostra, ma frutto della necessaria “relazione” con chi vi leggeva, vi legge o vi leggerà.Capisco che su questa relazione vi sentite “forti” per le teorie a cui credete, però questa forza come tutto meglio sapete di me, diventa debolezza.

    un caro saluto

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.