Spaesamento totale

SudItaliabordello

 

Ormai è difficile raccapezzarsi. Cottarelli potrebbe rinunciare, ma aspettiamo domani. È uscito dal Quirinale senza dare la lista dei ministri a Mattarella. Una balla perché semmai sarebbe stato il contrario. Il presdelrep la lista l’aveva già passata anzitempo al suo “tecnico” che ha ora stoppato perché preoccupato dal clima ostile. Il Pd che chiede elezioni anticipate con Lega e 5S. Si conferma che l’iniziativa di Mattarella è andata oltre le prerogative costituzionali (ma è l’aria che tira ad incidere sul valore delle norme), perché si tratta certamente di un suo passo indietro (timore per un impeachment?) Ciò spiegherebbe l’adesione del Pd alle elezioni anticipate. Un commissario europeo ha soffiato sul fuoco dichiarando che gli italiani devono imparare a votare. Ciò ha alzato il livello di rabbia popolare già straboccante contro questa Europa lontana dai bisogni generali. Qualora si votasse a Luglio Lega e 5S dovrebbero presentarsi insieme per sbancare. Sarebbe finalmente la fine del vecchio mondo. Senza credere comunque nei riti elettorali, laddove si concretizzasse l’ipotesi, votare questa volta assumerebbe un senso, non per la democrazia ma per accelerare il trapasso. Resta il dubbio che l’establishment abbia deciso di suicidarsi così. Si inventano un Macron in pochi mesi o travestono qualcuno già sulla piazza?

Salvini resterà con Berlusconi sperando di scalare ampiamente il cdx e accorciare sui 5S o, appunto, stringerà con quest’ultimi?

I 5S usciranno indeboliti a causa delle indecisioni di Di Maio che ha provato a dialogare prima col Pd e poi con la Lega?

Ormai grande è la confusione sotto il cielo e non è detto che la situazione sia favorevole.

Urgono vere avanguardie di GLG

gianfranco

E’ ancora presto, siamo appena all’inizio della giornata (e della settimana). Si può essere sicuri però che i “mercati” (e lo spread) daranno segnali positivi. Ormai non si finge più nemmeno per un’ora. Le entità economiche sono al puro servizio di poteri che stanno totalmente al di fuori di ogni controllo della povera popolazione, che ancora crede di determinare le situazioni politiche con la presa in giro del “voto democratico”. Intanto, le forze politiche esistenti (che ormai di veramente politico hanno ben poco) giocano le loro partite intorcolate delle quali non si capisce gran che, salvo che nessuno dice che cosa ha veramente in testa. E tutti manifestano l’intenzione di cambiare la legge elettorale in senso maggioritario in modo da arrivare a situazioni di tipo francese, dove Macron, con il favore (del tutto incosciente su che cosa si stava scegliendo) di un quarto dell’elettorato, si è preso la maggioranza in ogni dove di istituzioni ormai marce, di una indecenza unica.
La vera soluzione (cui non do alcuna definizione; democratica, dittatoriale, una definizione più ingannevole dell’altra) sarà nella formazione di gruppi fortemente determinati a compiere quello che ormai urge, e non da oggi: spazzare via il fango che si è ormai incrostato su tutte le forze che da settant’anni, in Europa, sono asservite a qualcuno di “altra provenienza”. Non si deve assolutamente “uscire dalla legalità”, cioè dall’ordine costituito sia pure da quelli che sono ormai un vero “ancien régime” in aperta marcescenza. Si deve chiarire sempre più il gioco sporco di quelli che lo difendono ancora a denti stretti, ma anche di quelli che lo vorrebbero sostituire, non certo per aprire finalmente una nuova epoca. Del resto, e la storia ce l’insegna, ci sono fasi storiche transitorie, purtroppo non brevi, in cui non è del tutto evidente che cosa di nuovo è realmente in formazione.
E’ però necessario mantenere la testa fredda e cercare di cogliere i caratteri delle diverse tappe di questa “transizione storica”. Vedrete quale confusione si andrà viepiù creando; si renderà sempre più complicata, e spesso errata, l’analisi delle situazioni. Non si tratta di vedere sempre giusto, ma di saper individuare gli errori in modo rapido. E purtroppo, si dovrà ricorrere al parlato (quindi anche ai video), perché scrivere esige un tempo enormemente più lungo ed estremamente faticoso. Infatti, rinvio la continuazione di questo discorso a nuove “incursioni parlate”. La “ghigliottina”, per i fottuti che ci stanno togliendo “la vita”, non è vicinissima. Tuttavia, la strada è segnata, l’infezione in accelerata diffusione esigerà anticorpi adatti. Adesso, però, lo ripeto: legalità e lavoro (urgente) per affrontare meglio la “transizione”. Poi, quando sarà il momento, nessuna pietà: non più carri, ma autocarri, grandi Tir, con decine di migliaia di ceste piene delle teste tagliate dei farabutti della politica servile, del giornalismo e “intellettualità”; individui corrotti fino al midollo (impressionante in questi giorni vederli sbavare in TV e sui giornali).
E poi il regolamento di conti con gli immondi nostri “cotonieri”. Non però per ricominciare con l’errore “reazionario”; nel senso non pessimo del termine, solo un rifugiarsi in “tempi antiqui”, quelli della solita piccola imprenditoria, dei volenterosi che da soli (o con il lavoro dei famigliari e poco più) si danno senz’altro da fare. Così si perisce, si fanno ancora vincere coloro che si dovranno infine “ghigliottinare”. Abbiamo bisogno di potenza, di settori strategici di avanzata tecnologia, ma destinata anche alle armi. E non ripetendo vecchi “motivetti” del tipo del “mare nostrum”, di “Roma caput mundi” e fregnacce varie. Alleanze con gruppi analoghi in altri paesi. Colloqui fitti e proficui. E già oggi spostamento di “vicinanze” (politiche) con paesi in crescita nell’attuale multipolarismo avanzante. Ripeto che diventa fondamentale il rapporto (NON DI NUOVO ASSERVIMENTO) con la Russia. E credo si debba gettare un occhio anche verso sud; ad es. l’Iran. Forse Turchia (ma molte perplessità). In ogni caso, nuove “visioni” e “aperture” in opposizione ai farabutti e delinquenti dell’“ancien régime”. Per il momento, lo ripeto, assoluta legalità e niente colpi di testa. Poi, arriverà infine la fase in cui si penserà alle loro, di teste, in “modo nuovo”.

LI SOPRANI DER MONNO VECCHIO

gianfranco

LI SOPRANI DER MONNO VECCHIO [quelli dei paesi europei e UE; note mie tra parentesi]

C’era una volta un Re [in Italia] cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
<<Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto!

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto;
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo;
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
O dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore [o di presdelarep]
quello nun po’ avé mmai vosce in capitolo>>.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e risposero tutti: E’ VVERO, E’ VVERO.

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A questo punto, si può dire che l’Italia è arrivata quasi al livello di vergogna della Repubblica di Weimar. Per fortuna – in questo caso bisogna considerarla una fortuna – la popolazione italiana è una massa di “affastellati” senza grande dignità, molto ben rappresentati dalle maschere di Pulcinella e Arlecchino. Se non fosse così si rischierebbero avvenimenti molto gravi come nel 1933 in Germania. Quegli immondi detti ancora “di sinistra” hanno il coraggio di affermare – in tutti i luoghi della politica e dell’informazione – che ci sono “indebite pressioni” dei due partiti (che sembravano vicini al governo) sul presidente della repubblichetta Italia. Mentre un qualsiasi cervello con neuroni funzionanti capisce che si tratta dell’esatto contrario. Tuttavia, continuo a ritenere che c’è qualcosa di non detto, di “coperto”, per consentire simile atteggiamento di totale subordinazione ai poteri centrali europei.
D’altronde, alla “sinistra” va associata – sia pure con differenti manifestazioni della stessa subordinazione – quella che altrettanto ridicolmente viene denominata “destra”, quella degli “alleati” di Salvini. Costui è “arrabbiato” (solo?) e Di Maio mette un like alla sua dichiarazione (non una dichiarazione di pieno e totale appoggio contro le indebite pressioni altrui?). Ci vuole ben altro. Preoccupante anche il fatto che Spadafora – personaggio che ha percorso svariati cammini politici e che è uomo molto vicino a Di Maio – si sia sfilato dalla compagine governativa. Intendiamoci bene: Savona è nettamente filo-atlantico (anche se appartiene all’atlantismo della prima Repubblica, che aveva qualche minima dignità d’autonomia) e fortemente antitedesco; in ogni caso, nell’attuale contesto internazionale, essere contro la Germania significa mettere in crisi dati assetti dell’atlantismo degli ultimi decenni, quelli legati all’establishment americano in conflitto con Trump.
In ogni caso, non credo proprio che un governo capace di dare autonomia e rispetto all’Italia possa nascere senza ampi movimenti di malcontento popolare e molto ben diretti da gruppi organizzati in grado di affrontare uno scontro di estrema durezza (ma proprio estrema, senza quartiere). Nulla di tutto questo è sul tappeto. Quindi, o il governo non nasce o ne nascerà uno amputato di gambe e braccia, che galleggerà, annaspando, per poco tempo. Questa popolazione è fottuta per l’ennesima volta e continuerà a brontolare, di fatto sonnecchiando e andando sempre più verso la completa servitù a poteri esteri.

 

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Qui

sospetti non forse eguali ai miei, ma non troppo dissimili. I “5 stelle” sono in fondo morbidi con il Quirinale, cioè con i poteri europei, cioè con la Nato e gli Stati Uniti (anche se adesso bisogna barcamenarsi tra i due establishment in conflitto laggiù). Il problema centrale non è Savona; semmai questo è sintomo di un grave asservimento della “regione Italia” ai poteri centrali della UE, quelli franco-tedeschi, a loro volta in sordo conflitto “intestino”, con Macron che è più “possibilista” della Merkel verso la nuova presidenza statunitense (pur restando indeciso non sapendo come andrà a finire il conflitto interno agli Usa). Salvini minaccia di rompere tutto se non si accetta Savona. Si accanisce sull’effetto di una causa ben più grave; esattamente come fa con l’immigrazione che è anch’essa effetto di ben altra causa da combattere con vera determinazione. Quindi, si sta barando.
Salvini vuol arrivare eventualmente alla rottura per portare avanti l’altro programma, che è influenzato dal “vile nano”. Di Maio, pure, spera di rigettare la colpa del fallimento sulla Lega e di riprendere a sondare “l’altro forno”. E tutti e due grideranno al non rispetto del voto della popolazione, che nelle elezioni si era spostata decisamente a favore dei due partiti ora vicini all’abbandono del tentativo governativo. Ognuno dei due partiti darà la colpa all’establishment (e in subordine all’altro partito, visto come concorrente elettorale). Fregata in toto la popolazione che ha votato secondo la sua insoddisfazione nei confronti del Pd e di FI, che erano già pronti all’inciucio (bastava che il primo risultasse appena un po’ sopra il 20% e la seconda in vantaggio rispetto alla Lega). D’altra parte, questa popolazione un po’ si merita questo raggiro poiché dovrebbe dare chiara indicazione che ormai non ne può più ed è decisa a seguire un’autentica organizzazione politica di netta rottura con tutto il vecchio mondo; sia europeista sia statunitense.
Il governo è ancora in alto mare e comunque non sarà mai fatto per restare a lungo né guiderà minimamente il paese verso gli obiettivi indicati nella campagna elettorale; e non per motivi economici (la mancanza di risorse) come vogliono venduti e idioti del giornalismo e sedicenti e inetti “esperti universitari”. Qui manca ben altro. Si avvicinano tempi in cui solo chi sarà capace di spazzare via la politica degli ultimi 70 anni, sterminando i suoi “cultori”, potrà far rivivere il proprio paese. Bisogna prendere a calci chi canta “bella ciao” e intonare finalmente il vero, grande, motivo: “pietà l’è morta”.

 

 

E’ CADUTA LA MASCHERA DI PURI SERVI E VENDUTI! di GLG

gianfranco

La vergogna e infamia di questi politicanti e di questi giornalisti e intellettuali in svendita ha finalmente raggiunto vertici impensati. La maschera è caduta di brutto. Debbo apprezzare, negli ultimi giorni, quasi solo un Belpietro, giornalista di “destra” (diverso però da quelli berlusconiani, puri fantocci pieni di m….). Non parliamo degli sporcaccioni di “sinistra” (e “antifascisti”, tipo Repubblica, Corriere, ecc.), una cloaca a cielo aperto. Da quando sembrava esserci la prospettiva di governo, vomitano continuamente gli art. 92 e 95 della Costituzione (nessuno disse nulla quando venne rieletto un presdelarep contro ogni norma costituzionale); e vogliono farci passare questa Repubblica da operetta come fosse presidenziale sul tipo di quella Usa e diFrancia.

Il vero fatto è che, come già detto nei giorni scorsi, noi non siamo una Repubblica, bensì una regione (e nemmeno a statuto speciale) della Ue, i cui poteri centrali ci stanno riducendo ad area da sfruttare per cercare di mettere a posto la situazione in Germania e Francia. Invece di chiudere l’Ilva (una acciaieria fra le maggiori), bisognava non farla cadere nelle mani di un’impresa straniera. Egualmente, la CDP, con soldi pubblici, invece di tentare il ri-controllo della Telecom, ha semplicemente favorito un fondo americano, puramente interessato ai giochi sui pacchetti azionari, contro unaltra straniera, la Vivendi. Non siamo certo come il Texas, l’Arkansas, la California e via dicendo nell’ambito degli Stati Uniti d’America. Lo ripeto: siamo una regione ormai devastata da poteri “altri”.

Si pretenda Savona all’economia e qualche altro vero sovranista agli Esteri. Agli Interni qualcuno che la smetta di insistere solo sull’immigrazione. Non è il problema centrale; l’eccesso di arrivati certo non “integrabili” in pochi anni; e accolti con guadagni abietti da vermi ipocriti che fingono la “carità cristiana” è effetto della vera causa: il predominio degli Usa con i loro sicari nella UE, che hanno messo a soqquadro intere aree dell’Africa e del Medioriente.

Non si combina niente con due movimenti come quelli messi in gioco per fare un governo; e con uno dei due che non si capisce che gioco fa, facendosi insultare dai “nanetti berlusconiani” e da “patrioti” che mostrano la giustezza della famosa frase di Samuel Johnson (pronunciata nel 1775; buona come “predizione”) sull’ “ultimo rifugio delle canaglie”. In effetti, questo è il problema:troppe canaglie in questo paese. Occorrono strumenti adeguati a sfoltirne il numero. Ma prima di tutto occorrerebbe una popolazione meno frastornata, che “invocasse” l’arrivo di veri “giustizieri”. Se ci si preparasse all’arrivo, può essere che qualcuno si incoraggi.

 

Sempre più schifo di GLG

gianfranco

Avevo ragione ad usare sempre un se (tra parentesi magari) quando accennavo al nuovo governo. Mai visto nulla di più scatenato contro “i due”. Schifosi in particolare gli “alleati”: sfrenati i forzaitalidioti e i “fradici d’Italia” con affermazioni di idiozia e malafede oltre ogni limite. Il Pd non desta sorpresa. I mezzi di informazione e i loro rappresentanti votati ad un disprezzo, ostilità, disgusto mai visti finora. Perfino TGcom24, che qualche volta avevo apprezzato (in specie in politica estera per la verità) ha tirato fuori dei giornalisti e commentatori mai visti prima, di una faziosità incredibile. Credo che i “5 stelle” siano stati bellamente “incartati”. Se lo meritano, sia chiaro, per il loro opportunismo atlantico e quant’altro. Chissà se Di Battista non sia stato un po’ defilato per vedere come andavano le cose. Mi sembra evidente che, se Salvini e i suoi continuano ad essere morbidi verso “alleati” ultraoffensivi, vuol dire che c’è qualche piano in gestazione. Difficile capire fino in fondo qual è. Comunque, Mattarella ha sempre agito ben sapendo cosa andava maturando e sempre in contatto con ambienti europei. Adesso i casi sono due: se si farà un governo, sarà destinato ad ingripparsi in un tempo relativamente rapido. Oppure il governo potrebbe non farsi, i 5 stelle prenderebbero una bella legnata (i sondaggi e anche la Val d’Aosta hanno detto quanto stanno pagando) mentre la Lega, rinforzatasi, tornerebbe all’ovile e si metterebbe di nuovo d’accordo con gli altri due. O per tornare al voto (in autunno) o per farsi dare il nuovo incarico di fare il governo, che si presenterà in minoranza ma con la certezza di recuperare vari voltagabbana. Tuttavia, è facile che un aiutino arrivi anche dai renziani (la stragrande maggioranza dei parlamentari piddini; basta dare ordine a qualche decina di loro di votare per reggere il governo, naturalmente per mettere in moto nuovi processi di “inciucio”). Ovviamente, tutte le soluzioni sono abbastanza complicate nell’attuazione e produrranno varie ripercussioni. Si può stare comuque certi che si sta lavorando per la peggior sorte possibile del nostro paese in termini di subordinazione allo straniero. E chi più parla d’Italia sarà il peggiore dei nostri affossatori.

Uomini e caporali

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Un’alleanza di rottura, come si preannunciava quella tra Lega e 5Stelle, avrebbe dovuto indicare un Premier forte, non uno sconosciuto dal lungo curriculum professionale. Ora viene pure fuori che il prof. Giuseppe Conte, questo il nome del futuro Primo Ministro (ormai quasi bruciato, ma vedremo) indicato al Quirinale da Salvini e Di Maio, ha “esagerato” con i titoli, inserendo specializzazioni estere non risultanti alle Università interessate che, invece, parlano di eventuali corsi brevi, di cui non resta traccia nei loro archivi. Ma non è questo il punto, gli attacchi sono pretestuosi ma ciò non toglie che sia da dilettanti scoprirsi il fianco in tale maniera. La competenza in politica è la capacità, non la portata di riconoscimenti accademici e lavorativi. Non è un percorso di studi che fa il politico. La politica è strategia nei conflitti. Servono le idee, la personalità, le proposte prorompenti, la voglia di cambiamento estrema e senza compromessi, in una fase in cui non vi è più nulla da salvare del passato, perché è tutto da rifare. Questo è un breve indice delle proprietà occorrenti ad un leader. A chi sarebbe mai venuto in mente di chiedere il curriculum a Mussolini e a Hitler o a Stalin e Mao? Un giornalista, un pittore e due contadini (grandissimi cervelli tutti e quattro, ognuno a modo proprio, che non avevano bisogno dei timbri universitari per veder riconosciute certe qualità). Occorre rompere gli schemi. Basta con queste sciocchezze. Urgono condottieri e non commercialisti o giuristi. La Storia è sensibile solo all’intelligenza e al coraggio, non alle lauree e ai master. Ci vogliono uomini convinti e forse anche qualche “caporale” per salvare l’Italia.

In ogni caso, abbiamo finalmente ben presente tutta la feccia che vuol fermare il cambiamento, anche se blando. F.i., Pd e ora anche Fratelli d’Italia rappresentano un unico fronte reazionario a sostegno dei soliti poteri marci nazionali e internazionali. Questi partiti vogliono che continui il pantano italiano degli anni precedenti e stanno utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione per ripristinare la vecchia merda. Sono loro il vero pericolo, non l’intesa tra populisti che, peraltro, manca della giusta assertività. Se non si spazzano via i traditori nessun nuova prospettiva può stagliarsi all’orizzonte.

Fuoco incrociato di GLG

gianfranco

La più demente e smemorata dichiarazione di stasera è stata quella della Gelmini: “Conte è un tecnico come Monti e noi ci opporremo”. Alla fine del 2011, il vile nano, in accordo con Napolitano malgrado qualche brontolio, se ne andò lasciando appunto il posto a Monti, per il cui governo Forza Italia (null’altro che un gruppo di suoi camerieri) votò; ivi compresa la legge Fornero, l’inasprimento fiscale, ecc. Adesso questi cialtroni si oppongono a Conte, che viene indicato quale premier (con ostilità appunto del presdelarep) di un governo che ha propositi esattamente contrari. Quindi è logico che dei semplici complici del Pd renziano (malgrado fingano di essergli contro) siano del tutto ostili ad un governo Conte mentre erano favorevoli a quello Monti (e subito dopo a Letta). Ed è ancora più incredibile che pretesi “fratelli d’Italia” si schierino sulla stessa linea di quelli che mostrano forsennata ostilità a chi almeno a parole rimanda al mittente le minacce della UE, del PPE, dei vari organismi finanziari e del “Dio Mercato”, che ci considerano da sempre solo degli sguatteri di poteri stranieri.
Ho sentito anche qualcuno che, alla certo risibile asserzione di Di Maio su Conte quale “amico del popolo”, ha sentenziato: come Marat, uno della Rivoluzione francese. A parte l’imbecillità di simile accostamento, fatto senza alcun tono ironico, affermo che purtroppo i futuri (non ancora sicuri) governanti non hanno a disposizione alcun Robespierre; non si farà nulla in questo paese fin quando qualcuno non avrà il coraggio di far funzionare la ghigliottina. Ed è inutile che la Le Pen manifesti soddisfazione perché in Italia va al governo l’“amico” Salvini (che mi sembra si sia un po’ allontanato da lei negli ultimi tempi). Nemmeno la leader del FN riesce a combinare alcunché di positivo nel paese che di quell’ammirevole arnese fu l’inventore.
In ogni caso, non mi sembra che questo Governo nasca bene; non ha la decisione sufficiente a risolvere la situazione nell’unico modo in cui potrebbe essere risolta. E del resto nemmeno la popolazione italiana (perfino quella che ha votato i due partiti governativi) ha il coraggio necessario per affrontare un vero tornante del tipo necessario a risorgere. Incredibile che, dopo quanto affermato dal “nano” e dai suoi servi (dichiarazioni offensive al massimo grado, piene di totale disprezzo), Salvini ancora non rompa senza alcuna esitazione. Se nascerà questo governo – il presdelrep è evidentemente contrario e tutti si appellano a lui perché agisca andando ben oltre le sue prerogative, venendo a raccontarci che l’art tal dei tali (ora citano il 92 ora il 95) gli attribuisce poteri che esistono solo nelle repubbliche presidenziali – durerà assai poco. Per durare sarebbe necessario uno scontro frontale capace di spazzare via gli altri partiti e i loro gruppi dirigenti. Deve essere risanato al 95% pure il fronte dell’informazione mediatica. E nello stesso senso vanno trattati gli abietti ambienti imprenditoriali che designo sempre come “cotonieri”.
In ultima analisi, è indispensabile che declini ben di più l’arrogante “paese padrone” d’oltreatlantico e che veramente si affermi un mondo multipolare con soprattutto la Russia in posizione sempre più forte e in grado di stabilire azioni ancora più incisive (e in aree più estese) rispetto a quelle condotte in Siria. Ci vorranno anni (non moltissimi, ma pur sempre troppi) prima che si creino le condizioni di un conflitto di ampiezza tale da consentire l’autentica disinfestazione del nostro paese, che non può essere limitata solo ad esso. Siamo “in cammino verso una nuova epoca” (questo è certo), ma è un cammino ancora lungo poiché risente di oltre settant’anni di perdita d’ogni dignità da parte di quest’area detta Europa; con in testa il nostro paese, uno dei peggiori soprattutto nell’ultimo quarto di secolo. No

PREVISIONE DI MASSIMA, di GLG

gianfranco

A parte che le questioni più rilevanti sono quelle internazionali:dalla temporanea “distensione” sul fronte asiatico (coreano) e all’inasprimento verso l’Iran e, nei fatti, contro la Russia. E poi le drammatiche vicende israelo-palestinesi, che tuttavia meno comportano sul piano dei conflitti inerenti al multipolarismo crescente. Parlando delle miserie italiane, mi permetto una previsione, che certo non si avvererà nei suoi termini precisi, ma temo si rivelerà abbastanza vicina a ciò che accadrà. Dubito assai che nascerà il governo “5 stelle”-Lega e ciò avrà riflessi pesanti soprattutto sul primo partito, che si è fatto menare per il naso – ma certo anche per lincoerenza e opportunismo dei suoi attuali massimi dirigenti – da colui che vedevano come nemico irriducibile (esatto), combattendolo però sul piano (inesatto, balordo) del giustizialismo e moralismo; mentre la vera infamità del “nano” è nell’essersi svenduto nel 2011 a Obama e poi a tutti i poteri europei e italiani (i “cotonieri”) subordinati a UE e Usa. I due “alleati” del traditore hanno mostrato adesso con chiarezza di essere suoi complici; ecco perché hanno sempre accettato le sue vili manovre (ad es. alle comunali di Roma quando costui favorì il piddino Giachetti contro la Meloni). Di Maio, con la sua stupida alternativa dei “due forni”, pur avendo consapevolezza della continuazione del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, si è fatto fregare e perderà assai probabilmente la segreteria delpartito; se lo terranno ancora, sarà comunque dimezzato e sotto tutela.

Si andrà allora ad elezioni? Non credo, verrà fatto un governo di transizione, votato da una masnada di doppiogiochisti e squallidi personaggi fatti eleggere sia nel centro-dx che tra i pentastellati. I piddini mostreranno sostanzialmente benevolenza verso questo governo poiché sarebbe quello della loro possibile rinascita (almeno parziale). Il governo transitorio cercherà probabilmente di tener duro fino alle europee del prossimo anno, dove diverrà manifesta la crisi dei grillini (se non corrono con energia ai ripari; ma hanno questa energia? Chi possono mettere al posto di Di Maio? Non certo uno che continui la stessa solfa). Anche la Lega si vedrà almeno un po’ ridimensionata e saliranno invece le quotazioni del “vile nano” e del Pd renziano. A quel punto si farà un governo con premier rigorosamente fedele al berlusca (un suo mero scherano) appoggiato dall’intero centro-dx e da una parte(renziana) del Pd in ripresa. Già ben prima della fine dellalegislatura si arriverà alla piena realizzazione del “renzusconi”. Tutto questo, però, prescindendo dalle vicende internazionali, che invece avranno – e lo si spera vivamente – notevoli influssi anche sulle nostre vicende interne.

Tuttavia, mi sembra d’essere in mano a dei manutengoli senza alcuna dignità né minimo spessore politico. Tutta gente che appare più adatta a raccogliere pomodori, frutta, pelare patate, ecc. Purtroppo, prima che questa popolazione si svegli rischia di accadere qualche vicenda poco piacevole. Si potrebbe se nonevitare, almeno attenuarne gli effetti; però prendendo nettamente le distanze dai politicanti attuali, tutti nessuno escluso! Altrimenti…..

 

PUR NELL’INCERTEZZA IL GIOCO SI FA PIU’ CHIARO, di GLG

gianfranco

Si continua a fare politica tramite la magistratura. Si era iniziato con “mani pulite” (rifaremo semmai la cronistoria), ancora un mese fa con la sentenza di Palermo si è tenuto “sotto schiaffo” il “nano” per presunti contatti con la mafia, adesso lo si “riabilita” (termine del tutto improprio perché la condanna resta e la pena è stata scontata) per consentirgli di rientrare al Senato (c’è sovraffollamento tra i suoi fan, magari a pagamento, per lasciargli uno scranno nell’“alta camera”) e mettere meglio i paletti (comunque già lo sta facendo da tempo) alle mosse di Salvini. Ho sentito ieri sera anche la “ragazzotta bionda” di FdI, che stimavo un po’ e che ha dimenticato (ha voluto dimenticare) come il “leale alleato” l’abbia fottuta alle Comunali di Roma presentando Marchini e facendole perdere il ballottaggio a favore del piddino Giachetti. Il “basso” politicante, recatosi nel 2011 a piegarsi davanti a Obama, non ha mai abbandonato veramente il patto del Nazareno. Questo è saltato proprio per poter continuare sotto traccia, senza aperti connubi Pd-FI, in modo da essere ancora più efficace.
Il vile gioco del “neobadoglio” (con il “bel tipino” Renzi) è stato messo i crisi dall’inaspettato sorpasso della Lega su FI il 4 marzo. Si sono messi di buzzo buono; per un certo periodo l’“argine al populismo” e la garanzia di assoluta “fedeltà” della “regione” Italia al potere centrale europeista (in sottile contrasto tra Macron e Merkel) è stata assunta dal “governatore” di detta regione. Adesso con il rientro del “nano” si potrà più apertamente giocare almeno in due a quest’“argine”, nel mentre Renzi ha scongiurato fin da subito ogni possibile contatto con “altri” (tipo ad es. i 5 stelle). Ieri sera, appunto, dall’Annunziata la Meloni ha fatto chiaramente capire che, con l’entrata ormai aperta del berlusca in campo, è poco utile che Salvini continui a giocare con Di Maio. Era del tutto evidente il consiglio di non proseguire nella trattativa e di far fallire il governo. E dopo che questi ipocriti di Lega e Fdi avevano tuonato contro i voltagabbana – e proponevano perfino un cambio di Costituzione in modo che chi fosse stato eletto parlamentare in un partito, se cambiava idea, fosse obbligato a dimettersi – ieri sera la Meloni diceva che è ancora possibile tornare ad un governo di centro-dx (mancante di almeno una cinquantina di senatori e anche deputati) in grado di trovare i voti in Parlamento, cioè appunto quelli di chi viene eletto da una parte e si sposta dall’altra.
Sono tutti sommamente disgustosi e marci opportunisti, solo interessati a basse operazioni di potere. Adesso vedremo gli effetti della “riablitazione” sulla nascita o meno di questo già “affannato” governo. Ma se anche nasce, lo sarà per poco. Già è intervenuto Maroni a sostenere di tornare a giocare apertamente con il “nano”. E il “leale” Salvini (altro personaggio la cui ambiguità è ormai manifesta a tutte lettere) farà durare assai poco questo governo, anche nascesse. Tornerà l’“inciucio” se questa popolazione continua a non capire nulla delle manovre di questi furfantelli da trivio. Si conferma che siamo servi. Qualcuno, come Salvini, manifesta idee un po’ diverse (molto poco) in fatto di UE e di rapporti (solo commerciali) con la Russia, ma garantisce tutte le alleanze con la UE, con la Nato, con gli Usa (chiunque vincerà in tale paese “padrone”). Tutto è di una chiarezza smagliante; anche l’incapacità della popolazione di afferrare che tutti questi sono materiale di scarto, rifiuti accoccolati in discariche a pieno controllo di poteri stranieri. E c’è chi finge patriottismo, rispolvera ideali di una insopportabile vecchiezza ultrasecolare, mostrando solo d’essere un ipocrita e un falso. Che epoca! Di una bassezza mai riscontrata dalla nascita di questa nazione.

PS Sento adesso la voce del possibile premier: Giulio Sapelli o Conte. A dir la verità, se ben ricordo le ultime cose sentite, il primo non sarebbe niente male. Quindi dico magari; Conte meglio di no. Tuttavia, mi auguro che non brucino subito il proposto. I “garanti” della fedeltà dell’Italia alla UE sono sempre pronti ad utilizzare quella grossa “inesattezza” su Einaudi che nomina Pella. Ricordo bene il fallimento nel 1953 della “legge truffa” (così è passata alla storia; e il premio di maggioranza scattava al 50% +1 non al 40% come propongono questi “democratici” che vogliono il “bene del popolo”, cioè di un 40% di votanti, non di elettori, che comanderebbero così sulla maggioranza della popolazione). E da quel fallimento, nacque (dopo un primo incarico a De Gasperi o qualcosa di simile) la nomina di Pella, che era comunque del partito di maggioranza. Allora adesso, il “garante delle Istituzioni” dovrebbe semmai nominare un premier del partito di maggioranza; magari non Di Maio ma uno di quel partito. Così fece Einaudi! Non dico altro perché sapete cosa può accadermi se rivelo quello che penso. Ripeto che l’Italia è ridotta a semplice regione (e non a statuto speciale) dell’Europa, il cui potere centrale (oggi contestato ad est, Patto di Visegrad, e a nord, Svezia, Norvegia, Danimarca, ecc.) vede il sordo conflitto tra Francia e Germania. Entrambe per garantire la genuflessione agli Usa; la Francia blandisce un po’ Trump (con moderazione per vedere come andrà a finire), la Germania sta ancora dalle parti del precedente establishment. Una meraviglia, un’epoca di disfacimento di un’antica area di civilizzazione.

 

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