Urgono vere avanguardie di GLG

gianfranco

E’ ancora presto, siamo appena all’inizio della giornata (e della settimana). Si può essere sicuri però che i “mercati” (e lo spread) daranno segnali positivi. Ormai non si finge più nemmeno per un’ora. Le entità economiche sono al puro servizio di poteri che stanno totalmente al di fuori di ogni controllo della povera popolazione, che ancora crede di determinare le situazioni politiche con la presa in giro del “voto democratico”. Intanto, le forze politiche esistenti (che ormai di veramente politico hanno ben poco) giocano le loro partite intorcolate delle quali non si capisce gran che, salvo che nessuno dice che cosa ha veramente in testa. E tutti manifestano l’intenzione di cambiare la legge elettorale in senso maggioritario in modo da arrivare a situazioni di tipo francese, dove Macron, con il favore (del tutto incosciente su che cosa si stava scegliendo) di un quarto dell’elettorato, si è preso la maggioranza in ogni dove di istituzioni ormai marce, di una indecenza unica.
La vera soluzione (cui non do alcuna definizione; democratica, dittatoriale, una definizione più ingannevole dell’altra) sarà nella formazione di gruppi fortemente determinati a compiere quello che ormai urge, e non da oggi: spazzare via il fango che si è ormai incrostato su tutte le forze che da settant’anni, in Europa, sono asservite a qualcuno di “altra provenienza”. Non si deve assolutamente “uscire dalla legalità”, cioè dall’ordine costituito sia pure da quelli che sono ormai un vero “ancien régime” in aperta marcescenza. Si deve chiarire sempre più il gioco sporco di quelli che lo difendono ancora a denti stretti, ma anche di quelli che lo vorrebbero sostituire, non certo per aprire finalmente una nuova epoca. Del resto, e la storia ce l’insegna, ci sono fasi storiche transitorie, purtroppo non brevi, in cui non è del tutto evidente che cosa di nuovo è realmente in formazione.
E’ però necessario mantenere la testa fredda e cercare di cogliere i caratteri delle diverse tappe di questa “transizione storica”. Vedrete quale confusione si andrà viepiù creando; si renderà sempre più complicata, e spesso errata, l’analisi delle situazioni. Non si tratta di vedere sempre giusto, ma di saper individuare gli errori in modo rapido. E purtroppo, si dovrà ricorrere al parlato (quindi anche ai video), perché scrivere esige un tempo enormemente più lungo ed estremamente faticoso. Infatti, rinvio la continuazione di questo discorso a nuove “incursioni parlate”. La “ghigliottina”, per i fottuti che ci stanno togliendo “la vita”, non è vicinissima. Tuttavia, la strada è segnata, l’infezione in accelerata diffusione esigerà anticorpi adatti. Adesso, però, lo ripeto: legalità e lavoro (urgente) per affrontare meglio la “transizione”. Poi, quando sarà il momento, nessuna pietà: non più carri, ma autocarri, grandi Tir, con decine di migliaia di ceste piene delle teste tagliate dei farabutti della politica servile, del giornalismo e “intellettualità”; individui corrotti fino al midollo (impressionante in questi giorni vederli sbavare in TV e sui giornali).
E poi il regolamento di conti con gli immondi nostri “cotonieri”. Non però per ricominciare con l’errore “reazionario”; nel senso non pessimo del termine, solo un rifugiarsi in “tempi antiqui”, quelli della solita piccola imprenditoria, dei volenterosi che da soli (o con il lavoro dei famigliari e poco più) si danno senz’altro da fare. Così si perisce, si fanno ancora vincere coloro che si dovranno infine “ghigliottinare”. Abbiamo bisogno di potenza, di settori strategici di avanzata tecnologia, ma destinata anche alle armi. E non ripetendo vecchi “motivetti” del tipo del “mare nostrum”, di “Roma caput mundi” e fregnacce varie. Alleanze con gruppi analoghi in altri paesi. Colloqui fitti e proficui. E già oggi spostamento di “vicinanze” (politiche) con paesi in crescita nell’attuale multipolarismo avanzante. Ripeto che diventa fondamentale il rapporto (NON DI NUOVO ASSERVIMENTO) con la Russia. E credo si debba gettare un occhio anche verso sud; ad es. l’Iran. Forse Turchia (ma molte perplessità). In ogni caso, nuove “visioni” e “aperture” in opposizione ai farabutti e delinquenti dell’“ancien régime”. Per il momento, lo ripeto, assoluta legalità e niente colpi di testa. Poi, arriverà infine la fase in cui si penserà alle loro, di teste, in “modo nuovo”.

LI AVETE VOTATI? VI HANNO GABBATI.

SudItaliabordello

LI AVETE VOTATI? VI HANNO GABBATI.

La pantomima dei partiti in Italia è ormai acclarata. Tutti contro tutti ed ognuno pronto a piegarsi ad un governo del Presidente, per il bene del Paese, ça va sans dire, che si incammini sulla strada dei precedenti esecutivi. Il pretesto, in mancanza di intese tra le parti, sarà la riforma della legge elettorale. Ma stabilita l’impossibilità di trovare un accordo per modificare il sistema di voto s’individuerà qualche altra urgenza che impedirà di sciogliere le camere e tornare al voto, scippando nuovamente i cittadini dei loro diritti.
Una consonanza sul modello elettorale da adottare è però l’unica questione realmente irrisolvibile della fase politica. I 5 Stelle, primi per consensi, pretenderanno una legge che premi il partito con più preferenze. Il Centro-destra, invece, una favorevole alle coalizioni e non ai movimenti che corrono in solitaria. Il Pd qualsiasi altro sistema che impedisca agli avversari di governare (il rosatellum è stato il frutto avvelenato di questa logica) o, almeno, qualcosa che resusciti una specie di patto del nazareno tra i soliti lazzaroni. Insomma, non arriveranno a nulla ma, nel frattempo, sarà riuscito ad insediarsi un gabinetto di salute pubblica che la salute la toglierà al popolo italiano, come già accaduto negli ultimi anni. Dalle voci che trapelano si sa che Mattarella non ha intenzione di dare l’incarico a Salvini che sarebbe, ovviamente, inadatto allo scopo prefissato. Di Maio idem. “Traghettatori” di F.I. sarebbero invisi a Salvini e Di Maio. Uno del Pd non potrebbe nemmeno affacciarsi alla soglia di Palazzo Chigi senza scatenare una guerra civile.
In queste ore circola l’ipotesi di Giorgetti (n.2 della Lega) sostenuto da centro-destra e Pd. Un Renzusconi mascherato con l’appoggio di Lega e FdI (ma non erano pericolosi populisti e razzisti?). L’obiettivo del Colle è, in ogni caso, quello di identificare qualcuno che duri abbastanza a lungo perché tanto non si farà nessuna legge elettorale. Si vuole soltanto ricominciare a gabbare gli italiani che, in un certo senso, se lo sono meritati perchè hanno creduto di poter svoltare recandosi alle urne, il 4 marzo scorso. Ma è proprio questa finta democrazia che si deve buttare a mare. Come dice giustamente La Grassa: “nel 1953, la DC tentò con il premio di maggioranza, ma che scattava al 50% + 1. Si fece gran can can contro la ‘Legge truffa’ (così è passata alla storia); e non ebbe successo per un pelo (49 e rotti %) con grande festeggiamento dell’opposizione (allora sia Pci che Psi). E una volta fallito l’obiettivo, da molte parti (non solo appartenenti all’opposizione) si ammise che era una legge “antidemocratica”; sempre nel senso della “democrazia” del voto, cioè del sondaggio d’opinione su com’è andata – cioè quale successo ha avuto – la pubblicità di quel “prodotto” (partito) presso i “consumatori” (elettori). Adesso si pensa a premi di maggioranza ben prima del 50% dei voti validi. In Francia, con circa un quarto degli elettori, Macron si è preso una maggioranza assoluta. Qui non so come si potrebbe fare. Se il premio è per il partito, lo prendono i “5 stelle”. Se è per schieramento, lo prende quello di tre sciamannati che non la pensano affatto nello stesso modo sull’Europa, sui rapporti internazionali, sul “populismo” di personaggi alla Orban, ecc. Non sanno come meglio fregare il “poppolo” dichiarato “sovrano”. Tuttavia, anche questa popolazione (che non è un popolo, bensì un insieme di strati e comparti sociali assai diversi) non riesce ancora a capire che deve liberarsi di tutti questi cialtroni”.
Questa è la situazione. Tuttavia, faccio una previsione da prendere molto con le pinze. Se i diabolici disegni di cui sopra non dovessero funzionare ci sarebbe un’altra carta da piazzare. Forse l’ultima di questa classe dirigente vergognosa giunta ad un pensoso stallo istituzionale (oltre che economico, politico e sociale). Potrebbe essere la volta buona per Mario Draghi o per uno che gli somigli molto. Ma sarebbe l’ultima spiaggia di un naufragio iniziato dalla fine della I Repubblica. Molto pericoloso nelle attuali circostanze in cui nessuno ha predisposto un vero piano di riserva perché si sono giocati tutte le risorse a disposizione. Allora, o intervengono direttamente i poteri esteri che da tempo ci tengono sotto il loro tallone (come in Grecia) o iniziamo a liberarci da dentro travolgendo per sempre i loro scherani.

Si rafforza Putin di GLG

gianfranco

Vladimir Putin
Russia Unita
45.513.001 63,64
Gennadij Zjuganov
Partito Comunista della Federazione Russa
12.288.624 17,18
Michail Prochorov
Indipendente 5.680.558 7,94
Vladimir Žirinovskij
Partito Liberal-Democratico di Russia
4.448.959 6,22
Sergeij Mironov
Russia Giusta
2.755.642 3,85
Totale 70.686.784
Voti non validi 833.191 1,16
Totale 71.519.975
Aventi diritto/Affluenza 109.610.812 65,25

Questi i dati delle elezioni del 2012. Adesso tutti i vari giornalisti felloni insistono sul fatto che nelle elezioni attuali Putin contava sul 70% di votanti. “Il Giornale” (il cui padrone è il “grande amico” del presidente russo) parla di grande successo come voti, ma di flop della partecipazione. Aspettiamo certo i dati definitivi; comunque ci si attende circa il 75% di voti a Putin con un 63% di partecipazione elettorale. Lasciamo perdere le presunte aspettative del rieletto (plebiscitariamente); se i dati sono vicini al vero, con il 2% in meno di votanti, Putin avrebbe avuto il 12% in più di voti, il partito comunista 5-6 in meno e il terzo – che oggi è Žirinovskij (nazionalista estremo) – più o meno lo stesso risultato. Gli altri microscopici partitini (alcuni forse filo-occidentali) sono a risultati da “barboni”. La Russia è il punto di riferimento ormai solido dell’opposizione ai vertici politici delle nostre zone, tutti asserviti a quello statunitense (attraversato da uno scontro più forte di altre volte) e in pieno disfacimento, anche mentale (l’ultimo episodio della spia russa verrà alla fine ripreso in una pochade francese).

Quanto all’Italia, come era evidente da tempo infinito, si precisa che il disegno era l’inciucio Renzusconi, con il sostegno dell’infido e subdolo Maroni nella Lega. I risultati elettorali hanno indubbiamente scompaginato tali progetti; ma fin dal giorno dopo il voto, ci si ricorderà che affermai non essere stati abbandonati quei disegni. Ed infatti, di fronte alle mosse di Salvini, il “nano” (con il nanetto detto Brunetta) non fa che lanciare sassate contro ogni possibile contatto tra Salvini e Di Maio con la scusa che il primo è solo il rappresentante della coalizione “unita” di centro-dx (ma quando mai è stata unita!); nel contempo, però, egli insiste che si può aprire al Pd. E Maroni ha rimesso fuori la testa per portare di fatto sostegno al “nano” sempre con la scusa della coalizione. A Salvini converrebbe lasciarli scoprire sempre più in modo da poter affibbiare a loro la rottura dell’“alleanza”; e ancor più dell’impossibilità di dare all’Italia un governo per poi rendere necessarie nuove elezioni assegnando un bel colpo definitivo al “vile maneggione” e al suo corrispondente toscan-piddino (nel contempo si libererebbe di Maroni e della fronda interna). Tuttavia, bisognerebbe avere molta determinazione; e poi sarebbe necessario avere piena fiducia in un Di Maio, che è andato negli Usa, in Inghilterra a “conversare” con ambienti economici, ha dichiarato fedeltà alla Nato, alla UE (pur dicendo che si aspetta maggiori aiuti e benevolenza), ecc. ecc.
Comunque un bel casino, tutto sommato positivo. E intanto, tornando a prima, si consolida la Russia e diventa fondamentale la nascita in Europa di forze decise a spostare le alleanze internazionali “ad est” (senza sottomissione alcuna ad altri padroni). Semplicemente addosso agli Usa, progressiva liberazione dalla loro dominazione e disfacimento dell’attuale organizzazione europea, da ripensare completamente a partire da nuovi rapporti, soprattutto tra Germania, Italia e magari Francia (ma con tutt’altre forze politiche al comando in questi paesi, proprio l’opposto di quelle attuali).

 

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Putin, il migliore di G.P.

Putin ha vinto ancora, i sedicenti esperti nostrani rosicano, livorosi e succubi del loro approccio ideologico, descrivono scenari che non esistono. Non sono in grado di vedere la realtà, non sono capaci di capirla e di andare oltre i suoi fenomeni estemporanei. Sono inutili e profferiscono mere banalità. Persino Il Giornale di Berlusconi oggi è contro Putin. È evidente che il capo è ormai pienamente all’allineato all’Ue dalla quale ha ricevuto appoggio prima delle elezioni. Diciamo allora qualcosa di ancor più chiaro. La Russia è l’unico antagonista dell’Occidente, lo è “geopoliticamente”, lo è militarmente, lo è psicologicamente e lo è storicamente. Chi tira fuori la “questione economica”, sostenendo che su questa base sia la Cina la vera sfidante dell’ordine americano, non ha compreso le dinamiche globali. L’economia russa, anche se apparentemente più debole di altre, è tesa ad alcuni scopi imprescindibili della fase: il multipolarismo, il recupero delle sfere d’influenza, il ripristino dell’egemonia regionale e l’intento di proiezione mondiale. L’economia non è mai il fine ma uno strumento al servizio della potenza. La Russia, sotto questi aspetti, è davanti a tutti, altro che Cina.

Ora godetevi questa intervista su Il Giornale a Parsi.

Costui si spaccia per un esperto di geopolitica ma non avevo mai sentito prima una tale sequela di banalità e luoghi comuni.
Vittorio Emanuele Parsi: “«Putin è l’uomo forte di un Paese debole.La Russia ha un’economia più piccola della Corea del Sud, una composizione economica come quella dell’Arabia saudita, con gli orsi invece dei cammelli. Un sistema in cui chi governa il Paese possiede le risorse del Paese».
Il leader di un’oligarchia? «Peggio di un’oligarchia, la Russia oggi non è diversa dalla Cina o dai Paesi del Golfo…ha vinto contro un’opposizione che non esiste. Che è stata squalificata, mandata in Siberia, eliminata col plutonio o col gas nervino. Si dice che Putin non abbia rivali, ma così è facile…sta schiantando la Russia. Putin non ha fatto bene alla Russia, è la Russia che ha fatto bene a lui, che oggi è l’uomo più ricco del Paese mentre prima di essere primo ministro era con le pezze al sedere…chi si oppone, muore. Facciamoci qualche domanda: nel mondo quali altri interessi potevano desiderare la morte di questa persona? Chi aveva la disponibilità di gas nervino? Chi poteva permettersi uno scandalo di questo tipo? È difficile che tre indizi non facciano una prova. La risposta è che non c’è un colpevole assoluto ma che il più probabile si chiama Vladimir Putin»…«Gran Bretagna, Francia e Germania hanno dato una risposta importantissima affermando che anche se il Regno Unito è uscito dalla Ue con la Brexit resta concettualmente in sintonia con l’Europa. Siamo i Paesi dell’Occidente e dell’Occidente europeo. Non puoi usare un gas illegale a casa di un altro membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Su questo Putin ha perso la sua scommessa».

Tradimento continuo di GLG

gianfranco

QUI

Ormai il “nano” è scatenato in tutti i sensi. Non mette in dubbio di essere il leader della coalizione (e ha certo ragione vista l’inconsistenza dei suoi “alleati”) poiché F.I. straccerà le altre formazioni; quindi dice apertamente che il premier lo sceglierà il suo partito cioè lui (fra se stesso e qualche suo servitorello). Afferma che non è stato lui a volere il nome di Berlusconi nel simbolo (in caratteri più grandi di tutto il resto), ma il suo partito poiché lui è il leader carismatico e incontrastato (e allora se nessuno lo contrasta con quale libertà è stato scelto? Questi omuncoli nemmeno sanno il senso delle parole che pronunciano). Poi ha assicurato che con Maroni non c’è nessun rapporto. Figuriamoci! Maroni ha rinunciato alla cadrega, abbastanza sicura, perché verrà eletto in Parlamento e poi aspirerà ad un buon posto (ad es. ministrucolo dell’Interno) in un governo che, se sarà necessario, nascerà dall’inciucio tra “destri” e “sinistri”, cui Maroni ha buone possibilità di convincere una parte dei leghisti. Ed infatti subito Salvini, che certamente ha colto l’inghippo, ha affermato che Maroni, rinunciando alla poltrona regionale, non può aspirare a fare ancora politica. Come ha fatto finora, alla fine il “capoleghista” accetterà la scelta, nata da un accordo celato tra il “nano” e il presidente lombardo, perché egli non sa pensare ad altro che ad un pacchetto di voti e di eletti. Pur di ottenere questo “meraviglioso” risultato chinerà la testa come ha sempre fatto dopo qualche fuoriuscita “di facciata” (tipo il patto dal notaio; e dov’ è finito caro Salvini? E avrebbe garantito qualcosa con un uomo infido e traditore di tutto e di tutti, che non hai avuto il coraggio di denunciare apertamente?).
Altra notazione. Che il “nano” sia pronto ad ogni tradimento lo dimostra il fatto che ha dichiarato, già qualche settimana fa, che dopo il voto, se i numeri non consentiranno alcun governo – cioè non lo consentiranno se gli schieramenti restassero fedeli ai loro programmi in contrasto – può tranquillamente restare Gentiloni, che dovrà però preparare nuove elezioni entro tre mesi. Mentitore sfrontato! I parlamentari eletti – per molti dei quali sarà la prima volta – rinuncerebbero a 5 anni di quel po’ po’ di stipendi e con pensione in via di formazione? Se i numeri saranno quelli che ci si aspetta – senza credere alla balle del “nanetto” che punta al 45% e sa perfettamente di dire una cazzata; ma la dice proprio per i cazzoni dei suoi seguaci e per tutti coloro che si fanno scientemente prendere per fondelli, tipo i suoi “alleati”, per portare a casa un po’ di eletti con il cui voto poter poi contrattare qualche buon posto nelle varie istituzioni – assisteremo al più immondo mercato di tutta la storia di questo paesello ormai ridotto ad una cloaca a cielo aperto. Vedremo svendite e passaggi di campo di tutti i generi, alchimie nauseabonde, tutto il peggio del peggio per non andare a casa e restare a devastare questo paese per il vantaggio di un manipolo di veri furfanti quali mai si sono visti finora. Sarà uno spettacolo interessante. E ancora più interessante sarà accertare quanto è grande la pazienza e la sopportazione di questo popolo che rischia di superare ogni limite dell’abiezione umana.
In definitiva. Ci sono poche probabilità che il risultato elettorale consenta ad una delle coalizioni presentatesi in gara di assumere coerentemente il governo del paese. Quindi l’inciucio tra Pd e F.I. resta comunque la soluzione più probabile; e altrettanto probabilmente con una serie di cambi di campo di una parte dei cialtroni eletti o magari con appoggi di alcuni settori “a sinistra” o invece “a destra” dei due partiti “felloni” principali (o perfino da entrambe le parti). Se invece, per una sorta di miracolo (e solo se i pentastellati avranno un tracollo), una delle due coalizioni (“centrodestra” più facilmente, almeno allo stato attuale delle previsioni) avesse la possibilità di nominare il governo, il “nano” sta mettendocela tutta fin d’ora per essere la carta decisiva. E’ aiutato da molte parti, anche un tempo nemiche, in Italia e in sede europea. Per inciso, onde fargli capire che avrà molti favori se obbedisce, lo hanno pure premiato con la trasmissione dei mondiali di calcio assegnata a Mediaset. Egli deve però garantire che, se del caso, dovrà tenere bene sotto controllo ogni lamentela o puntata troppo polemica verso gli organismi europei e i governi (oggi in prima fila il francese con attivismo sfrenato di Macron, viste le attuali difficoltà della Merkel) che li controllano: questo è importante soprattutto in questo momento di contrasto fortissimo negli Usa tra il vecchio establishment – cui finora gli “europei” sono stati fedelmente asserviti – e quello nuovo che potrebbe riservare sorprese (anche se sembra che Trump snaturi un bel po’ le sue iniziali venature programmatiche, ma potrebbe essere una tattica del momento, che si presenta per lui complicato). Le manovre dell’infido (e perfido) con elementi come Maroni vanno viste secondo questa prospettiva. Arrivati a questo punto, non mi sembra che i due suoi “alleati” abbiano possibilità di tirarsi fuori da questa fogna. Altre forze dovrebbero nascere e forse, visto lo schifo che avremo dopo le elezioni, nasceranno, ma temo con lentezza e ritardi ormai pericolosi per il paese.
Quello che comunque è interessante notare è che in Italia – a differenza della Francia – tutte le operazioni di inganno e raggiro della popolazione vengono operate da settori che si sono affidati prima ad un novantenne, ora ad un ottantenne. Sono chiaramente settori popolati da zombi; non esiste in Italia un effettivo establishment con un minimo di credibilità. Il fatto grave è che questi furfanti hanno occupato ogni spazio nei media, dove imperversano i loro tirapiedi di una bassezza e mediocrità assolute. Bisogna spazzarli via. E non certo con il voto; per il momento ci si lamenta e tuttavia si dormicchia. Speriamo che, senza sembrare, qualcuno ci prepari una bella sorpresa, accettabile pure tra due-tre anni; non esageriamo però nei ritardi

LA NOSTRA ITALIETTA, TRALLARALLA’ TRALLARALLERO, di GLG

gianfranco

 

Finalmente è terminata questa indecente legislatura e se ne è andato un governo fra i più insipidi e inutili di tutti i tempi. Sintomatico però che anche la parte infida dell’opposizione, quella berlusconiana, stia sostenendo che il premier è stato bravo, equilibrato (nel senso, appunto, di inconsistente), addirittura il migliore di questi anni così grigi per il nostro povero paesello. E non a caso – come del resto previsto da alcuni commentatori non stupidi né mascalzoni come altri – si è mantenuto in carica il governo con la scusa dell’ordinaria amministrazione. Bugia disgustosa. Se fosse stato così, doveva essere indicato che, subito dopo il voto, il governo si sarebbe dimesso procedendo poi alle consultazioni di rito. Invece, è stato chiaramente affermato che resterà pienamente in carica anche dopo il voto e probabilmente darà corso alla “manovra aggiuntiva”. E non sia mai che metta anche mano allo ius soli.

Il “vile nano” – che in questo momento di crisi del Pd rappresenta il sostegno delle forze dette “democratiche”, composte dagli attuali fetenti dirigenti europei e oppositrici di quelle definite populiste, anti-UE e magari perfino nazifasciste – ha espressamente dichiarato la disponibilità a mantenere in piedi questo governo per tre mesi se non ci fosse la possibilità di trovare una coalizione in grado di governare. Questa è una colossale presa in giro come pure la sua dichiarazione d’essere convinto di prendere il 30% dei voti. Secondo sondaggi di alcuni mesi fa, un quarto degli italiani vorrebbe un uomo solo al comando (e non certo fra i politicanti in lizza alle elezioni) per almeno 4-5 anni. Lascio perdere l’ingenuità di simili opinioni (ne parleremo un’altra volta); resta il fatto che una parte consistente della popolazione (e ben oltre quel quarto) non ne può più dell’attuale politica da mentecatti. Se dopo le elezioni non si formasse un governo, andare dopo tre mesi a indirne di nuove porterebbe ad un buon aumento del numero di coloro che desiderano l’uomo nuovo, dotato di pieni poteri, al comando. Il minimo che accadrebbe sarebbe una considerevole crescita dell’astensione per totale disaffezione verso questa sedicente politica praticata da autentici sciagurati.

Di conseguenza, è del tutto evidente che il “vile nano” racconta balle come quelle dei suoi programmi per far vivere meglio gli italiani e soprattutto i più bisognosi. Tutto questo serve a non rompere con gli “alleati di coalizione” (puramente elettorale per contare di più nelle trattative di tradimento successive al voto); i quali, se non sono deficienti totali (e non lo penso), sanno bene tutto questo e digrignano i denti. Uno dei due (Salvini) fa il possibile per non essere surclassato da F.I., ma secondo me ha ormai perso il treno per l’incapacità di andare oltre il miraggio dei voti da raccogliere. Brontola, dice sciocchezze come quella del patto firmato dal notaio. L’altra, la Meloni, è simpatica, è una ragazza intelligente, ma anche lei non sa fare politica oltre l’arrangiarsi per aumentare un po’ i voti. Oltre settant’anni di intossicazione da “democrazia all’americana” hanno creato la più completa incapacità di capire che ormai da tempo la situazione è mutata; si sta entrando in un’epoca in cui solo chi saprà mettere mano ad altri metodi di conquista del potere avrà possibilità di sopravvivenza.

Gli Usa possono reggere questa “democrazia”, perché è nata fin da subito (e senza affatto negare la presenza di gruppi dirigenti capaci e di alcuni presidenti carismatici) con una forte tendenza alla criminalità (senza troppe mascherature intralcianti), tendenza che si è poi tradotta in forti legami tra politica senza scrupoli e la criminalità divenuta apertamente “organizzata”. La borghesia europea aveva altre tradizioni (non particolarmente democratiche), ma più “timide” verso la criminalità aperta. Oggi non esiste più quella borghesia, ma nemmeno siamo stati capaci di “americanizzarci” nel profondo; abbiamo classi dirigenti prive del “savoir faire” borghese e impacciate nell’essere criminali. Lo sono, ma si comportano più da ladruncoli che da abili in ogni forma di delinquenza anche estrema. Non a caso, quando c’è stato bisogno di uccidere (metti Mattei e non faccio altri nomi, in specie di magistrati), si è ricorso alla mafia, adusa ai metodi americani, visto che ha dato un buon apporto al gangsterismo di quel paese.

In ogni modo, per il momento non si vede come uscirne. Evidente è il bisogno di disintossicarsi per affrontare in modo diverso la nuova epoca che – accanto al multipolarismo crescente – non potrà non conoscere conflitti interni ai vari paesi, tuttavia molto diversi da quelli caratteristici della precedente epoca a questa relativamente simile: dagli ultimi decenni dell’800 alla seconda guerra mondiale, con la lunga crisi di “stagnazione” (1873-96) e poi tutto quanto avvenuto nella prima metà del secolo XX. Allora ci fu, quale asse centrale del conflitto interno ai paesi più avanzati, la lotta di classe (tra quella capitalistica e la classe operaia), presunta rivoluzionaria in modo errato, ma che comunque diede vita, quale “riflesso”, ai movimenti di profondo ribaltamento dei rapporti sociali in molti paese a “base” contadina.

L’attuale crisi di stagnazione – che non esclude la crescita né tanto meno la veloce innovazione tecnologica, ma nell’ambito di forti disagi sociali con sommovimenti vari – sta accompagnando il nuovo avvio di un’epoca di crescenti conflitti multipolari (nulla a che vedere con quelli del sistema bipolare e dei “tre mondi”). Nel più lungo periodo (non credo meno di vent’anni) constateremo che nuovi conflitti sociali seguiranno all’accentuarsi di quello (anche bellico) tra i diversi “poli” che infine si aggregheranno per uno scontro di carattere mondiale. Per il momento, siamo però costretti a seguire le più avvilenti vicende di questi confronti tra miserabili organizzazioni dedite alla raccolta di voti tra menzogne, raggiri da bambini ritardati, proposte che nulla hanno di veramente politico e conducono ormai il nostro paese, assieme a quelli dell’area cui appartiene, verso una storica débacle.

Siamo in mezzo a degli svergognati, privi della minima decenza. E’ ovvio che anche noi ne risentiamo. Frammischiati a simili omuncoli, credo che già stiamo analizzando e argomentando in modo non completamente ottuso. Non possiamo però elevarci a chissà quali altezze. Ci arrabattiamo come possiamo. E per il prossimo futuro (proprio di mesi o pochissimi anni), nell’italietta da pochade, lanciamo la previsione di una inesistente ripresa degna di questo nome, di uno sprofondamento economico (e industriale in particolare) notevole – e non per il Pil (spesso inventato da statistici prezzolati) bensì per la smobilitazione dei settori portanti di un sistema robusto e strategicamente attrezzato – e di una accentuazione della divisione sociale. Per il momento si nota che il tanto decantato modello “a botte” (della distribuzione del reddito) si sta modificando in una più tradizionale forma piramidale (o conica). Non credo sarà però questo il risultato peggiore dei prossimi anni, con speciale riguardo all’Italia. In ogni caso all’erta: “tempesta in arrivo, marinaio in piè”.

ER MEJO C’HA LA ROGNA di GLG

gianfranco

Ne “Il Giornale”, da perfetti cretini e ignoranti, definiscono comunisti quelli di “Liberi ed eguali”. Si tratta dei piciisti che dagli anni ’70 trattarono con ambienti statunitensi per passare di campo. Una volta crollati il polo “socialista” e l’Urss, si affrettarono anche a cambiare di nome passando per Pds, DS, Pd in una corsa forsennata a cancellare perfino la denominazione “socialista” (altro che comunista). Ancora nell’altro secolo, con D’Alema premier, aggredirono la Serbia accodandosi supinamente agli Usa. Il vero fatto è che questi “destri” ignoranti – tali e quali al loro leader, il “nano d’Arcore” – sono preoccupati di non potersi vendere bene ai piddini. In effetti, se il Pd arretrasse troppo e la “sinistra” traditor-expiciista prendesse un buon risultato, c’è il rischio che Renzi (o chi per esso) tenti l’alleanza con costoro. Avrebbe comunque bisogno anche del “nano”; tuttavia, essendo coperto a “sinistra”, farebbe minori concessioni al “neobadoglio”.
In questo momento, quindi, i “destri moderati” e “antipopulisti” – allisciati da ogni parte, anche in sede europea – sparano a zero contro i sedicenti “comunisti”, sostenendo la possibilità di una loro alleanza con i “grillini”; così vorrebbero ottenere il risultato di sputtanarli insieme. I pentastellati sono certo dei pasticcioni e si prestano ad ogni diceria sul loro conto. Tuttavia, credo proprio che non ci sia grande probabilità di alleanza fra essi e “Liberi ed eguali”. Se la tentassero, significherebbe che sono disposti a dare una mano pure al Pd; perché è sicuro che, dopo le elezioni, gli ex-piciisti tenteranno il pateracchio con i piddini (soprattutto se avranno un risultato non inferiore al 7-8%).
Nel frattempo, chissà con quali promesse, i forzaitalioti sembrano ormai sicuri dell’alleanza con il piccolo nucleo dei vecchi diccì seguaci di Cesa. Con questo, cercano di far sì che la suddetta “destra antipopulista” superi con abbastanza distacco gli alleati “troppo a destra”; magari ottenendo a quel punto l’appoggio di una parte della Lega (Maroni e forse Zaia) onde invogliare il Pd a pendere dalla loro parte e a non andare verso “sinistra”. Come vedete, l’insieme di questi autentici cialtroni, che impestano il campo politico in Italia, sono interessati a tutto fuorché a dei seri programmi per il paese. Per imbrogliare la popolazione, bastano intanto le balle sfornate dall’attuale governo sulla crescita e la presunta uscita dalla crisi con la complicità di vergognosi apparati di statistica, completamente venduti al potere. Tutti questi partiti e personaggi infami dovrebbero essere spazzati via al gran completo. Qui si dorme invece; si mugugna, ma si continua ad offrire il culo.
L’infezione è gravissima; niente farmaci inutili, bisturi e asportazione totale delle parti malate. Non sono per nulla vitali come vorrebbero farci credere questi bugiardi; togliendo queste parti, l’organismo esploderà in tutta la sua forza ritrovata.

CHE ESALTANTI ELEZIONI! di GLG

gianfranco

Se non sbaglio, nella maggior parte dei referendum, in cui si chiede un parere agli elettori, quando non si supera il 50% dei voti espressi la consultazione viene considerata nulla, perché evidentemente il disinteresse per essa è decisamente maggioritario. E in questo tipo di “democrazia” si contano appunto le teste (raramente pensanti) che esprimono la loro convinzione. Sembrerebbe quindi atteggiamento serio e responsabile non tenere conto delle elezioni in Sicilia (46% degli elettori al voto) e ad Ostia (due terzi di astenuti). Invece, pur manifestando qualche preoccupazione per questo fatto, si sta assistendo da due giorni (e si continuerà ancora, siamone sicuri) a intense e “dotte” disquisizioni sui vincitori e i perdenti. Tra l’altro, ormai da tempo immemorabile non vengono riportati i voti bianchi e nulli. Credo si tratti di cifre molto modeste, comunque era bene fornirle.
In ogni caso, la disaffezione degli elettori è manifesta. Tuttavia, osservando (in Sicilia) la discrepanza tra voti per il candidato presidente e la somma delle liste che lo appoggiavano (i “5 stelle” ne avevano una sola, la loro), si constaterebbe che una somma ragguardevole di voti espressi sulle liste di “centro-sinistra” si sarebbe riversata sul pur perdente candidato “grillino”. Nel “centro-destra”, invece, liste e candidato (vincente) andrebbero di pari passo. Molti giornalisti e commentatori ne hanno concluso che probabilmente anche gran parte della enorme massa di astenuti sono “sinistri” del tutto malcontenti dei loro rappresentanti ufficiali. Può certo essere. Tuttavia, la questione centrale è la disaffezione crescente verso questo ceto politico, scadente come mai si è verificato nel nostro paese; e del resto sembra di poco migliore (cioè meno peggiore) in tutta Europa, sintomo di una decadenza veramente preoccupante e che non si sa se sia rimediabile o meno, comunque non in tempi brevi.
Non starei a trarne indicazioni di breve momento, soprattutto relative alle prossime elezioni. Poche considerazioni, tanto per dire qualcosa. Le difficoltà di Renzi sembrano accresciute, ma starei attento a considerarlo ormai fuori gioco o quasi. L’aver incontrato pochi giorni fa Obama (notiziola ritenuta di poco conto) mostra che il leader piddino gioca sulla possibilità che il vecchio establishment americano riesca a far fuori infine Trump; e lui allora apparirà come un “fedele nei secoli”. Si continua a far finta che siamo indipendenti e invece, come ha detto Bannon con sincerità legata ad una nuova strategia, noi (e non solo noi) siamo un “protettorato” del paese ancora predominante. Chi vincerà alla fine nel contrasto acuto che laggiù si è aperto riconoscerà quali dovranno essere i migliori governanti nei “protettorati”. D’accordo: Bannon ha anche affermato che gli Usa non hanno più vero interesse a questi protettorati; ma qui ha detto una piccola bugia, volendo in realtà significare che una eventuale vittoria e permanenza del neopresidente richiederà buoni rimaneggiamenti nel personale politico europeo (e italiano in specie). Mentre si affrancheranno probabilmente in tempi medi Giappone e Corea del Sud, andando in tal caso ad accrescere il multipolarismo nel sistema delle relazioni internazionali.
Tornando a noi, ci saranno forse maggiori difficoltà per le possibili soluzioni governative in Italia se le prossime elezioni si faranno presto e andranno a finire come indicato dalle attuali previsioni, che potrebbero però cambiare, anche se non in senso diametralmente opposto. Al Pd non sembra conveniente restare attaccato a coloro che stanno alla sua “sinistra”, malgrado questa speri in un minimo di rinascita se avrà tra le sue fila Grasso. Non è escluso che a Renzi si prospetti la necessità di non porsi quale premier per favorire un qualche accordo al fine di varare il famoso governo raffazzonato “per il bene del paese”. Anche Pd e F.I., da soli, dubito però che ce la faranno a costituire una maggioranza. E del resto Toti (figura rilevante nel secondo partito) non sembra favorevole a liquidare la Lega, che del resto, dati i numeri dei parlamentari, sarà probabilmente necessaria alla costituzione del suddetto governo. Nemmeno Berlusconi, immagino, sarebbe credibile come premier; dovranno trovare un compromesso. Forse qualche “tecnico” (tipo Draghi), ma non necessariamente.
Sia chiaro che, per quanto mi riguarda, penso male di tutte le attuali formazioni politiche. Tuttavia, spero fallisca l’attuale campagna concentrica – e veramente esasperata perché si avverte che il suo fallimento renderebbe più deboli Pd e “centro-destra”, rendendo quindi più complicato e comunque precario un loro accordo – condotta da F.I. e “centro-sinistra” contro i “5 stelle”. In questa situazione – finché non si capisce che le elezioni non risolvono i nostri problemi – è allora bene che questi ultimi, pur limitati e piuttosto inetti (e anche un po’ ridicoli), restino in sella e rendano numericamente difficile il cosiddetto “inciucio”. Anche perché – dopo tutte le chiacchiere sul “nano” quale argine al populismo e destra “estrema”, ecc. – vedere che Pd e F.I. non bastano e che bisogna trascinarsi dietro Lega (e quindi anche FdI) creerebbe un forte malumore in settori non indifferenti del partito di Renzi; e anche dall’altra parte, molti elettori leghisti e fratellitalioti non sarebbero molto soddisfatti. Insomma, si creerebbe una situazione interessante; soltanto, però, se i pentastellati resisteranno all’attacco concentrico. Oltre che pasticcioni, sono pur essi fondamentalmente legati alla politica estera di sottomissione sostanziale agli Stati Uniti (chiunque comanderà in questo paese); ma l’importante, nel breve periodo, è che non vada in porto il disgustoso e pestilenziale “mercanteggiamento” tra sedicenti “sinistri” e “destri”.
L’Italia deve restare in questa situazione di disagio dovuto al malgoverno con crescente disaffezione della popolazione verso gli attuali politicanti. Non ci sarà la stessa astensione delle elezioni siciliane e ostiensi, ma l’importante è che questa si attesti alle elezioni politiche intorno al 40% almeno. Sarà soprattutto dovuta a elettori “di sinistra”? Questo lo vedremo. Certamente, non mi convince chi si illude su formazioni come “Casa Pound”. Non c’entra nulla il populismo o il fascismo, accuse di puro comodo e solo irritanti per la loro malafede. Il problema è che occorrono nuove idee trascinanti e poi la nascita di organizzazioni politiche, che sappiano cavalcare il malcontento senza manovrine e ideuzze per raccogliere un po’ di voti e inviare qualche loro caporione a prendersi quel bel gruzzolo con cui sono retribuiti i parlamentari. Occorre ben altro “orientamento”. Per il momento, però, non si constata la nascita di vere nuove organizzazioni “di sfondamento”. Quindi, speriamo semplicemente che continui ad aggrovigliarsi la situazione politica, rendendo vani i tentativi di una tranquilla governabilità da parte dei maneggioni attuali ai danni della popolazione italiana. Deve crearsi una crescente ingovernabilità; questa la speranza per gli anni a noi più prossimi. E poi speriamo…..

PS Ho sentito da poco in TV le dichiarazioni di Berlusconi secondo cui “hanno vinto i moderati”. Lega e FdI si sentono tali? Il “nano” vuol mettere il cappello sulla vittoria e precostituirsi la posizione di decisivo intrallazzatore per garantire il prossimo governo italiano, dandosi da fare anche in sede europea per rendersi sempre più ben accetto all’interno del “partito popolare” del continente quale argine nei confronti del populismo e delle “destre estreme”.

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Il BISOGNO REALE di GLG

gianfranco

 

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l’articolo berlusconiano trasuda un vero gongolare per aver allontanato la pur pallida prospettiva di un accordo, successivo alle elezioni, tra “5 stelle” e Lega, l’unico che avrebbe rappresentato una effettiva “zeppa” tra i piedi dell’ormai svelato (e da tutti finalmente “chiacchierato”) inciucio tra Pd e F.I. La Lega ha scelto di partecipare a quest’ultimo e punta a mantenere i suoi voti verso il 15%, in modo da poter poi reclamare il suo gruzzoletto di posticini nelle varie amministrazioni pubbliche. Ulteriore dimostrazione che chi “gioca” solo sul piano elettorale alla fine getta la maschera e si svende. La Lega tornerà ad essere un partito “ancella” (del “vile nano”) nell’accozzaglia detta “centro-destra”; e resterà di fatto nordico. Per il momento, temo lunghetto, ha vinto Berlusconi che ha i suoi migliori referenti leghisti in Maroni e, appena un po’ in sordina, in Zaia. Salvini aveva del resto mostrato il suo trasformismo con il mutato atteggiamento sulla UE e sull’euro. Sia chiaro che non ritengo essenziale il semplice “rumoreggiare” su questi temi. Ci vuole ben altro; ed infatti anche queste posizioni si mostrano per quello che sono, semplici mascherature e agitazione scomposta per avere un po’ di voti. Una volta ottenuto (nei sondaggi intanto) questo risultato, si passa subito all’incasso, mostrando chiaramente la propria miserabilità e inconsistenza politica.
Tuttavia, farsi vedere ancora patrioti e per la Nazione, magari organizzare marcette su Roma che sono semplici “caricature” di comportamenti di epoche definitivamente passate, serve soltanto ai farabutti che si gonfiano il petto con il vuoto e declamatorio antifascismo; e non solo di “sinistra” perché anche le “destre” sedicenti moderate urlano pur esse contro il fascismo (e contro il comunismo) e vomitano in modo inconsulto e perfettamente ignorante il loro mal inteso liberalismo, autentico sfregio di quello reale d’altra epoca e semplice finzione atta a nascondere un atteggiamento depredatorio verso la popolazione sempre più smarrita. Non ci si libererà di simile immane vergogna che attanaglia il paese (e del resto anche il resto dell’“Occidente”, sia pure in forme meno eclatanti) fino a quando non si afferrerà un’idea tale da unire quote decisive di popolo “incazzato”. Occorrerà però nel contempo la formazione di un autentico gruppo dirigente che – trattando adeguatamente anche con settori, credo per nulla soddisfatti, degli apparati di sicurezza – vada veramente a Roma assai poco pacificamente, entri a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama, ne tiri fuori tutti gli occupanti che lì si troveranno (molti saranno già scappati e altri dichiareranno d’essere sempre stati dalla parte dei “nuovi arrivati”; l’Italia è il paese di Pulcinella), facendoli sfilare in diretta TV sotto le ben note “forche caudine”. E poi a casa a curarsi le sculacciate e pedate prese dalla folla osannante.
Purtroppo quel momento non è vicino; buona parte della popolazione brontola ma è senza direzione alcuna. Tuttavia, tutto sta marcendo; chi capisce qualcosa lo avverte, ne sente la puzza. Nella storia è però impossibile dire quando la misura sarà colma. Si colmerà e si avrà la “rigenerazione”; il quando non si riesce al momento a predire.

IL GRANDE IMBROGLIO, di GLG

gianfranco

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superato il primo ostacolo (molto facilmente) – e convinti (come lo sono pure io) che supererà anche quello del Senato, magari con l’appoggio di Verdini (semplice “sezione staccata” dell’infame berlusconismo, la peggiore infezione italiana) – questi sicofanti cominciano a non più nascondere le loro reali intenzioni di accordo fra banditi per disfare il paese, raggiungendo l’obiettivo di piegarlo al conseguimento dei loro interessi, del tutto opposti a quelli della gran massa dei nostri connazionali (compresi i coglioni ignari, che ancora li votano).
Dal 2011 sto denunciando (ovviamente senza alcun risalto, questo è logico) il “vile nano”, il peggiore “badoglio” della storia italiana. Ha tradito Gheddafi, pienamente consenziente con la sua liquidazione (voluta, in ultima analisi, da Obama e realizzata mediante i sicari inglesi e francesi; e anche italiani) pur dichiarando, ad anni di distanza da quel tradimento, che non era d’accordo; ma nulla ha fatto per impedirlo e nemmeno si è dimesso dal governo per almeno mostrarsi contrario a quella decisione. Poi ha continuato a compiere azioni da me sempre puntualmente colte e denunciate immediatamente. Ha di fatto appoggiato Napolitano nella nomina di Monti, favorendolo con le proprie dimissioni e facendo finta di credere alle difficoltà create dallo “spread”, creato ad arte ed infatti denunciato, ma dopo due anni, come operazione mirata a sostituirlo. Ha appoggiato anche Letta, la rielezione di Napolitano a presdelarep (un vulnus alla tanto strombazzata Costituzione), ha stilato il Patto del Nazareno con Renzi (anche lui appoggiato nelle sue varie operazioni d’imbroglio) per poi staccarsene per meglio restare nel “centrodestra”, di cui danneggiare continuamente ogni unità di effettiva opposizione.
Oggi, nemmeno si aspettano le elezioni è già si fa capire che l’“inciucio” è pronto e si è ormai convinti di riuscire a farlo. Infatti, si spera (realisticamente) che una buona quota di elettori di “opposizione” siano ingannati anche dal sottile gioco di Toti, che sembra differenziarsi da Berlusconi per meglio tenere agganciati i leghisti; e questi si differenziano opportunamente fra loro, con Salvini in pieno gioco di rappresentanza nazionale mentre altri (Maroni e Zaia, però con sfumature a loro volta differenti; più netto il primo e più “moderato” il secondo) rappresenterebbero gli umori “nordisti” della maggior parte del loro elettorato. Siamo insomma in presenza di una grande truffa portata avanti con il solito metodo delle “tre carte”. Gli elettori, scontenti della terribile situazione in cui questi banditi hanno cacciato l’Italia, si dedicheranno inutilmente alla ricerca di dov’è la “carta giusta”. E non si accorgeranno che in realtà tale “carta” non esiste da nessuna parte poiché ormai, dopo la liquidazione della prima Repubblica, si è venuto formando un ceto, balordamente definito politico, di truffatori da rifiutare nel loro insieme. Gentaglia infame, sordida, un vero letamaio. Ma imperversano in TV e in tutti i media che fanno opinione (altro che internet!). E per meglio ingannare gli sprovveduti si accapigliano fra loro. Tuttavia, indubitabilmente, anche con una certa convinzione perché ognuno vuol prendere più voti; così arrafferà una più elevata quota di quel bottino di cui viene “derubata” la popolazione italiana.
Lo schifo rappresentato da questa gentaccia – e da un’accolita di pseudointellettuali, alcuni addirittura recitanti la parte degli “antisistema”: anti-capitalismo, anti-gruppi finanziari, ma solo meschini mentitori e con gruppetti di violenti al seguito, in modo da provocare il rigetto della popolazione verso ogni idea di mutamento di questo disgustoso ammasso di banditelli, che non vengono così mai gettati tra i rifiuti e “sotterrati” per impedire ulteriori epidemie – è abbastanza afferrato dalla gente comune, che però si fa ancora ingannare da alcuni e crede all’esistenza di una possibile opposizione radicale. Niente da fare; è solo una recita per mantenere in piedi questa laida “democrazia” del voto, in cui tutti gli individui sono dichiarati eguali e devono esprimere su carta straccia le loro preferenze per ignoti (salvo che per le balle raccontate in campagna elettorale e per le loro faccione di merda sempre sorridenti o reciprocamente incazzate ai fini della loro recita); poi, però, ci si appella alla “governabilità” e si rinnega bellamente ogni eguaglianza (del resto inesistente) onde perseguire i propri interessi di imbroglioni e ingannatori di professione, intenzionati a vivere lautamente alla faccia di chi sgobba.
Sarebbe ora di finirla con questa pantomima e di dedicarsi invece ad un certo “lavoretto di fino” nei confronti di questi autentici maiali (mi scusino le povere bestie, che già massacriamo per mangiarcele). Bisogna trovare altre vie; e infliggere un bel giorno una lezione definitiva a costoro. Mi sembra che per il momento, anche tra i più giovani, prevalga l’ambizione di poter entrare a far parte dell’infame gioco. Alla fine pagheremo tutti; e sarà una soluzione veramente giusta, ma non scoperta da noi, invece imposta dal fallimento di questi “molluschi”, tanto inetti quanto disgustosi.
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