Gli eversori non sono quelli al governo (di GLG)

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Ieri abbiamo avuto altri due attacchi al governo per linee interne: dal Quirinale e dal governatore della Banca d’Italia. Naturalmente, attacchi con discorsi moderati, ammantati (cioè mascherati) di buon senso perché simili istituzioni, simili apparati, non possono certo agire “di punta” come le forze che si pongono apertamente all’opposizione. Nel contempo, la UE ha accentuato i toni di quelle che sono da considerarsi ingiunzioni e minacce ultimative. E’ evidente che ha giocato in parte la delusione per le posizioni troppo caute delle società (private) di rating, che sono costantemente presentate al “popolo” come giudici supremi, autentiche “divinità”, da cui discende il “Verbo”. Mentre sono le società, che hanno in passato sbagliato più della metà dei loro giudizi sia con riferimento a paesi sia a società private tipo la Lehman Brothers e la nostra Parmalat (fallite miseramente mentre erano giudicate da queste organizzazioni di bugiardi estremamente floride e affidabili). In realtà, tali società, prima di azzannare il governo italiano, hanno deciso di attendere l’andamento dello scontro in atto negli Usa tra i due establishment, la cui contrapposizione si è decisamente acutizzata a partire dall’elezione di Trump.
Gli organi “europeisti” (cioè della UE e degli ambienti italiani servi dell’establishment statunitense n. 1; diciamo, semplificando, obamian-clintoniano) hanno ormai la “fregola” di far fallire presto il nostro governo, assai prima che arrivino le elezioni europee. Hanno messo in fibrillazione, magari ancora cautamente, anche i settori “grillini” in continuo collegamento con gli ambienti del Pd; al momento contrastati dai settori renziani (e dalle “destre” berlusconiane in contatto costante con questi ultimi). Vi sono poi i ministri Tria e Maovero (economia ed esteri; alla faccia!), di cui non è chiarissimo il gioco. Sembrano degli accorti (e ben “coperti”) rappresentanti della “massima” istituzione di questa povera Repubblica; tuttavia va al momento sospeso il giudizio. La cosa più grave è che tutti polemizzano sempre su dati, numeri, manovre di politica economica, opere “infrastrutturali”, ecc. Di tutto insomma si parla salvo che della questione principale, che è POLITICA, di reali equilibri internazionali (mondiali ed europei). Quella politica che sembra solo interna dipende dall’estero, dallo scontro (durissimo) in atto negli Usa. Ogni tanto, qualcuno accenna all’esistenza della Russia, ma non credo lo faccia con effettiva convinzione di possibile alleanza; solo manovre di “avvertimento” agli Usa.
Per il momento non ci resta che seguire e denunciare. Troppa è la cautela, quasi l’opportunismo, di forze anche giovanili, che si rendono conto della situazione, ma si guardano bene dal voler seriamente cominciare a mettere in piedi una rete di effettiva opposizione a questo andazzo di reale servitù italiana.

Gli attacchi economici al Governo sono politici

bce

 

Degli allarmi di Draghi, sulla tenuta del sistema economico italiano, occorre disinteressarsi. Costui è stato tra i primi svenditori dell’Italia, dopo la famosa crociera sul Britannia, allorché la finanza angloamericana decise di uccidere il nostro Paese, in seguito al cambiamento del quadro di rapporti di forza, che da bipolare divenne unipolare, col crollo dell’Urss. Le parole di Cossiga, al proposito, furono inequivocabili (qui) ( https://m.youtube.com/watch?v=pb0lM-mAW6g). Il Presidente Bce, all’epoca al vertice della Banca d’Italia, non ha mai denunciato l’ex Capo di Stato sardo, il quale, da buon filo-americano, con agganci ad un certo livello internazionale, poté permettersi un simile affondo contro l’ex Goldman Sachs (peraltro da lui indicato a Berlusconi per la candidatura a governatore della massima istituzione bancaria nazionale), essendo custode di segreti che avrebbero interrotto all’istante la carriera dell’euroburocrate romano.
Mario Draghi, ricopre un ruolo tecnico ma, da sempre, è una pedina politica di quell’establishment mondiale, influenzato da Washington, il quale si trova adesso in grande difficoltà, dopo la vittoria di Trump (terminale di un diverso concetto di dominanza a stellestrisce). Tutti gli attacchi provenienti da Bruxelles verso l’Esecutivo nostrano sono pertanto politici, anche se ammantati di tecnicalità economico-finanziaria. Essi scaturiscono da una visione dell’Ue elaborata dagli apparati statunitensi in una precedente fase storica. Sin dagli albori, il progetto unitario europeo è stato sponsorizzato e condizionato da Oltreatlantico, come de-scritto in molti documenti dell’intelligence Usa, venuti alla luce solo recentemente. Oggi però, in virtù di mutamenti strategici nella nazione predominante, il disegno europeo, e chi l’ha gestito in questi lustri, vengono considerati inadatti agli sviluppi globali in atto. I “parvenus” alla Casa Bianca hanno idee differenti sugli assetti generali da adottare. Per Trump e i suoi uomini il formato attuale non garantisce le mutate esigenze statunitensi, in un clima irrimediabilmente multipolare. L’intento di sottomissione continentale non è cambiato, tuttavia, non si può fingere che il mondo sia sempre lo stesso. I predecessori, restii ad accettare il vento sfavorevole, si erano infilati in un cul de sac, procurando arretramenti sullo schacchiere globale, con la loro geopolitica del caos. Ciò richiede una calibratura oggettiva degli obiettivi strategici da sposare, anche “zigzagando”, tra una posizione e l’altra, per chiarirsi le idee. Lo spauracchio per Washington, comune a chi c’era e a chi c’è, resta immancabilmente quello di una superiorità regionale di Berlino (che non è quella solo economica di cui si blatera presentemente). Quest’ultima, in ipotetico avvicinamento a Mosca, produrrebbe una supremazia ultracontinentale di portata incontrollabile da parte di soggetti esterni. Sarebbe la fine dell’impero americano che avrebbe come unica possibilità di ristabilimento della propria preminenza l’invasione militare dell’Europa. Impensabile senza scatenare un conflitto mondiale. Di fronte a detti rischi, coltivare pretese unilaterali irrealistiche è, dunque, controproducente. Ecco allora che Trump e soci si trovano a dover rimescolare le carte, in attesa di scoprire geometrie storiche e geostrategiche più fattibili, adatte a rallentare il processo di erosione del potere americano sulla scena globale.
In quest’ottica va vista la benevolenza trumpiana verso il populismo italiano. Le cose devono cambiare perché il predominio statunitense si mantenga intatto ma sotto forme coercitive innovative, diverse da quelle abituali, a questo punto esauste e consumate dagli eventi. Come ha dichiarato Bannon, l’Italia è il laboratorio di questa svolta “neoamericana”, spacciata per originalità nostrana da estendere a tutta l’Ue, in sinergia con la riconfigurazione del potere Usa. Occorre accelerare questo trapasso, non per favorire i piani americani, ma per sbarazzarsi di una sudditanza atavica ancor più limitante che ci marginalizza come paese inserito nell’area atlantica e come membro Ue. Nelle contraddizioni tra gli yankee forse troveremo la nostra strada (triangolando, in un prossimo futuro, con Berlino e Mosca) e le energie per riappropriarci del nostro destino. Da laboratorio per gli esperimenti altrui a fucina di sovranità per noi stessi e per tutta l’Europa. Non possiamo sicuramente aspettarci che siano Lega e 5S a determinare una simile svolta ma ogni passo che ci allontana dall’orizzonte dei “democratici”, in tutte le salse euroamericane, è una speranza che si accende per il domani.

Il trappolone, di GLG

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<<<Salvini: «Con Di Maio non parlo più,
non passo per scemo» Le frasi della lite
Conte: le tensioni fanno perdere voti>>>

In effetti, qualcuno ha montato la trappola. E’ fin troppo ovvio che ai due sarebbe convenuto resistere e ingoiare rospetti fino alle europee. Se il Governo salta e per una questione abbastanza stupida in fondo, perdono sicuramente voti e un poco danneggiano anche altri movimenti con qualche affinità (anche se si è vista in questi giorni la loro scarsa compattezza e alleanza). Viene pure indebolita, almeno un po’, l’azione che sta conducendo Bannon in Europa. Sembrerebbe quindi più probabile che i “guastatori” siano i “soliti noti” tra le fila dei “5 stelle” in accordo (coperto) con settori del vecchio establishment Usa, con quello europeo e con una parte del Pd, che è coinvolta nello stesso senso e tramite le stesse forze che dirigono l’attacco. E anche con i verdi, in ascesa in alcuni paesi europei, gli “ambientalisti” pentastellati potrebbero avere contatti e complicità. Tuttavia, come subordinata, i sabotatori potrebbero anche essere ambienti della Lega, che hanno ricevuto assicurazioni di avere un buon posto nei gruppi dirigenti UE se aiutano a superare lo scoglio delle elezioni senza troppi arretramenti degli attuali vertici. Tuttavia, visto ormai il crollo dei vecchi e tradizionali partiti socialisti, l’accordo può sussistere solo con i “popolari” (spesso i vecchi diccì). In ogni caso, chi sta creando crisi all’interno dello schieramento governativo è tenuto ben informato delle mosse aggressive, ivi compreso l’atteggiamento dei “mercati”, delle società di rating, ecc. Sintomatico questo apparentemente demenziale dissidio venutosi a creare nel momento in cui era ormai deciso l’anticipo della mossa aggressiva della Moody’s; mossa della quale era già a conoscenza il “Sole24 ore”, giornale di una parte bene precisa della Confindustria italiana, quella più ostile al governo. In ogni caso, il vecchio establishment è deciso allo scontro frontale. E non ci si faccia ingannare dalle mosse apparentemente distensive che sono in continua contraddizione con quanto sostenuto un attimo prima. Infatti, ecco un altro esempio della doppiezza degli aggressori: Moscovici consegna una lettera durissima e senza mediazioni possibili, poi modera un po’ i toni nel mentre parte l’attacco ANTICIPATO della società di rating e dunque anche dello spread. Occorrerebbe ormai in Italia una forza che tagliasse netto e sapesse veramente portare un colpo decisivo ai vertici di questo Stato italiano, quello “stato profondo” che non risponde certamente al “popolo” (totalmente inconsapevole di come si gioca realmente la politica, quella vera e non i “contorcimenti da clown” dedicati al mercato elettorale). Adesso vediamo il CdM odierno, altro atto di una “commedia degli equivoci”. Do per scontato che non salterà nessun Governo. Tuttavia, con simili “cadute nelle trappole”, perderanno quota nel suddetto “mercato elettorale”

 

*****

 

il premio per la battuta più demenziale va oggi al “nano d’Arcore”, secondo il quale l’Italia, dopo lo scontro interno al governo, è alla vigilia della dittatura. Nessuno aveva mai pensato che i colpi di Stato (con cui si inaugurano i regimi cosiddetti dittatoriali) fossero preparati dal conflitto tra i protagonisti di simili rivolgimenti.
L’importante è però ben altro. Confermando quanto detto negli ultimi due giorni e anche nel video che qui si presenta, la principale fra le agenzie di rating ha emesso il suo giudizio assolutamente negativo; già deciso da un pezzo sotto la pressione dei vertici americo-europei che imperversano da ormai un quarto di secolo e che si sentono minacciati dagli eventi degli ultimi due anni (a partire dall’elezione di Trump). Il giudizio era previsto fra 10 giorni e invece è arrivato oggi a dimostrazione di quanto noi abbiamo ampiamente sostenuto: ormai è scontro frontale, bisogna ridurre alla ragione l’Italia prima che si arrivi alle elezioni europee. E si sta dimostrando che i sedicenti partiti populisti non sono adeguati a sostenere uno scontro del genere. Non ripeto le argomentazioni sviluppate (anche nel video del resto) con le quali noi rileviamo tale debolezza. Del resto, era stasera incredibile vedere “Linea notte”. Cosa serviva fare presidente Foa se non si affronta di petto la situazione di un giornalismo che ha raggiunto livelli di bassezza che personalmente non ricordo (e vivo da un bel po’ e mi interesso di politica dal 1953). E ricordo pure che i “populisti” sono talmente compatti che l’Italia è rimasta isolata di fronte all’attacco frontale dei vertici UE. Il mutamento di fase storica non si arresterà certamente poiché nasce dall’ormai ineliminabile multipolarismo in via di accentuazione con grande confusione dappertutto. Tuttavia, occorre la nascita di ben altri movimenti. Questo putridume ormai sempre più generale esige una decisione e misure drastiche di pulizia. Per il momento non ci siamo e l’Europa, e ovviamente l’Italia, sono al momento in via di grande decadenza. E non mi diffondo sull’impreparazione della popolazione; non gliene voglio fare un colpa eccessiva, ma certamente si merita quello che le capiterà.

AGGIUNTA DI NOTTE.
<<L’economista Nino Galloni individua in un’agenzia nazionale la soluzione a questi problemi di conflitto di interessi, come specificato in un’intervista a La Notizia: “Dobbiamo immediatamente attrezzarci con un’agenzia di rating nostra e con un accordo con le grandi banche. Se non si fanno queste due cose è come voler andare ad affrontare i carri armati a mani nude o con le fionde. Ci vogliono invece i bazooka. Il Governo deve immediatamente pensare a predisporre delle difese preventive affinché lo spread non influisca troppo sui tassi d’interessi delle nuove emissioni”. Parole sagge: che nell’immediato, purtroppo, difficilmente potranno trovare ascolto in un governo che rischia di subire una vera e propria tempesta perfetta.>>

Detto con la massima stima verso Galloni – sinceramente preoccupato per le sorti del paese e non piegato invece ad una falsa preoccupazione tutta piena di gioia per le nostre disgrazie – credo che si insista troppo nel prendere solo in considerazione le manovre inerenti alla sfera economica. Si faccia pure la nostra agenzia di rating e tentativi di accordo con le banche (che non so chi poi veramente sceglieranno). Tuttavia, quando avanza una fase storica nuova – e ci si deve infine piegare all’evidenza, nutrita anche di memoria appunto storica – è necessario che avanzino altre forze politiche attrezzate ad usare ben altri mezzi di convincimento verso quelli che diventeranno sempre più autentici nemici. Per il momento si tratta di scontro tra due fazioni dei vertici Usa con i loro “naturali” prolungamenti tra i subordinati della UE. Per superare la decadenza europea e italiana sono indispensabili nuove alleanze internazionali; bisogna allentare la “storica” dipendenza dagli Stati Uniti (di qualsivoglia vertice) e andare “verso est” come ho detto più volte. E tutto questo implica scontro anche con quei paesi già satelliti dell’Urss che saranno i più ferventi difensori della predominanza statunitense.

Chi vuol fottere chi? di GLG

gianfranco

Qui

 

non credo ci sia tanto da ridere. E nemmeno credo si tratti di una bufala. Qualcuno ha evidentemente cercato di danneggiare pesantemente il governo. Innanzitutto, diciamo che chi ha dato l’ordine di eseguire quelle variazioni di soppiatto sta “in alto” (nel senso di uomini d’un certo peso appartenenti ad uno dei due partiti di governo). Poi manualmente certe cose le fanno i “gradi bassi”, che si è pronti a sacrificare se qualcosa va storto e si scopre l’origine dell’inghippo. Difficile immaginare chi aveva interesse alla faccenda. Potrebbe essere qualche “ambiente leghista”. Di gente poco fidata Salvini ne ha a iosa e magari il “qualcuno” ha addentellati nell’entourage del leader (non penso proprio ad un Giorgetti, che avrebbe ben altre carte da calare in modo meno contorto). Francamente, mi sentirei tuttavia di optare per gli ambienti “5 stelle”, che sono in continua “contromarcia” (e non la nascondono in ogni occasione possibile) e che sono rimasti fottuti nella loro spinta ad allearsi con il Pd per il veto posto a suo tempo da Renzi e i suoi (non scordiamoci il chiaro rifiuto del “bullo fiorentino”, se non erro da Fazio). Poi è tutto poco chiaro. Qualcuno dei “congiurati” ha avvertito Di Maio del fatto che stava avvenendo? Sono stati gli stessi leader dei “contrari” pentastellati ad avvertirlo nel mentre non inoltravano il documento al Quirinale? E Di Maio intende con la denuncia far capire ai suoi oppositori che rischiano grosso ad intralciagli la marcia? Oppure vuole avvertire i “temporanei alleati” leghisti che lui è sincero e leale, ma deve (e dovrà sempre più) tener conto di gente del suo partito contraria alla loro linea? Il che significa che in definitiva avverte Salvini di non pretendere da lui troppi strappi a quelle che sono le preferenze “buoniste” dei “5 stelle”? Vedremo se la denuncia riuscirà a porre in luce qualcosa.
Intanto, è bene che i “due governativi” stiano ben attenti a quello che fanno fino alle elezioni europee. Dovranno sostenere pesantissimi attacchi (già su questa manovra, ma si andrà oltre) da un establishment in forte caduta. I due “alleati per forza” devono resistere se non vogliono perdere voti. D’altra parte, anche tra gli oppositori ai sedicenti populisti qualcuno dovrebbe riflettere con maggiore consapevolezza. Sembra siano in troppi a pensare superficialmente che il crollo degli storici partiti socialisti in tutta Europa possa essere sanato dal successo (in alcuni paesi) dei verdi, con assai meno storia e tradizioni e una notevole pochezza politica. Ci si accorgerà che non sarà affatto così con la demagogia ambientalista al posto di un autentico riformismo sociale, che sembra alla frutta. E anche i centristi “europeisti”, cioè i vecchi marpioni della UE e dei governi che l’appoggiano, sono in forte arretramento. Sperano in una boccata d’ossigeno dalle elezioni di midterm statunitensi. Anche andassero per loro bene, sarebbe solo proprio una boccata d’ossigeno, ma non cambierebbe la tendenza di fondo, di medio periodo. Non so ancora valutare bene l’efficacia dell’azione, ben coperta (salvo mirate esposizioni di breve momento), di Bannon qui in Europa. Ma non sarà senza effetto. Spero tuttavia che anche la Russia sappia approfittare delle crepe che lo scontro in atto, assai duro, sta aprendo. Già ieri Salvini a Mosca ne ha approfittato per dichiarazioni (“qui mi trovo a mio agio, tra amici, ecc. ecc.”) certo interessanti. Non ci si fidi della sincerità del leghista, le sue affermazioni servono solo a dire agli avversari: state attenti che le cose per voi potrebbero andare ancora peggio. Tuttavia, l’oggettività può spingere in nuove direzioni.
Seguiamo, seguiamo, una fase nuova va comunque aprendosi. Non ne sappiamo approfittare, purtroppo. Parlo di gente come me, che va ben oltre (nella mente soltanto però) i giocherellini di questi un po’ piatti politici. Vogliamo infine cominciar a fare qualcosa?

O UNA SVOLTA O L’IMMONDIZIA DILAGANTE, di GLG

gianfranco

Com’era ormai nelle cose, Foa è stato bocciato alla commissione vigilanza. Malgrado i “sottili” distinguo – nulla da dire sul nome, ma sul metodo e soprattutto sul fatto che Salvini avrebbe dovuto rispettare l’alleanza del centro-destra e chiedere il permesso al “vile nano” – i berluscones si sono allineati a pidioti e ellugalisti (smettiamola di indicarli come “sinistra”; quest’ultima storicamente era la corrente riformista della classe dominante “borghese”, questi sono non semplicemente reazionari ma ormai vere cellule cancerogene). Si dice che la cosa non è comunque del tutto decisa perché ci sono “cavilli” possibili. Non sto a seguire queste “quisquilie e pinzillacchere” (Totò); ritengo rilevante quali conclusioni politiche i governativi (ma in specie la Lega; e ben sapendo che dentro di essa ci sono i “serpenti” tipo Maroni, ma non solo) sapranno trarre dalla vicenda.

Pian piano si va chiarendo l’“oggettività” di nuove divisioni e schieramenti. Non è però detto che i “soggetti” implicati da questa “oggettività” sappiano seguirla e farne finalmente la leva per scardinare quegli equilibri che hanno consentito agli Usa, nell’ultimo quarto di secolo, di fare tutto quello che volevano in Europa, mille volte di più ancora di quanto potevano predominare nel “campo occidentale” nella fase del sistema bipolare (1945-91).E del resto, anche negli Usa si va accentuando la campagna per eliminare al più presto Trump (che, sia chiaro, persegue lo stesso fine di predominanza, ma con metodi che credo più adeguati all’ormai sempre più netto percorso multipolare). E se non lo fanno fuori entro un anno al massimo, vedremo degli sconvolgimenti assai più radicali di quelli visti finora; e questo non semplicemente negli Usa, anzi ancor più qui da noi. Siamo veramente “in marcia”, ma non nel senso indicato da un Macron.

Cerchiamo di capire che nei prossimi anni (ma pochi) si decide, a tutti i livelli della società, l’andamento di una poi ben più lunga epoca storica. Bisogna battere (ma intendendo tale termine nel senso più forte possibile) questi vermi che stanno mangiando tutta la “carne sana” delle nostre società. Ed è evidente che i compiti fondamentali spettano a quelle generazioni che hanno davanti a loro la fase storica ormai apertasi. La maggioranza, come in ogni altro periodo della lunga storia della società umana, può al massimo raggiungere livelli di malcontento, di mugugno, dando vita ad episodi disordinati e disorganizzati, che semplicemente creano la sensazione di disgregazione della società, di un suo imbarbarimento e massima involuzione. Occorre, come al solito, la nascita di forze relativamente ristrette, ben organizzate, assai drastiche negli obiettivi, ma capaci di raggiungerli con sapiente e sagace strategia.

Insomma, una apparente violenza che fa piazza pulita dei vermi, ma che è in realtà retta da una fredda e lucida razionalità. Questa èl’epoca che si è “oggettivamente” aperta; e se non nascono i “soggetti” in grado di servire questa “oggettività”, si vivrà una lunga epoca di oscurantismo. I superficiali, soltanto affascinatidalle meraviglie di una tecnologia in esponenziale continuo cambiamento, non capiscono che i mutamenti sociali e politici, legati a necessità oggettive, sono nella sostanza molto simili nella storia anche se le forme d’espressione mutano. E guai se vengono a mancare i “soggetti” in grado di realizzare tali “oggettività”. Si sveglino le nuove generazioni (parlo delle élites che potrebbero formarsi al loro interno) e inizino a ripensare bene il nostro passato (andando abbastanza indietro nel tempo; smettetela di pensare al “giorno prima” e soprattutto fate strame di vergognosi storici incensati per mentire), riunendosi sempre più e finalmente cercando di riprendere in mano un “destino”, ormai molto prossimo ma la cui comprensione è oscurata da politicanti e putrido culturame, di cui pullulano i nostri disgustosi mezzi di informazione.  

 

INTERNO, ESTERO: NON FINE MA PROSIEGUO DELLA MESSINSCENA INTANTO L’INTERNO, di GLG

gianfranco

 

Mi dispiace notare che veramente la gente non afferra la sostanza del “gioco” che sembra in svolgimento; con una certa abilità. Tralascio di ripetere la descrizione della sceneggiata di questi tre mesi, messa in atto e proseguita con tanta incoerenza poiché il risultato delle elezioni ha creato molte complicazioni. Non a caso, si approfitta adesso per insistere sul premio di maggioranza a chi avrà un voto in più. Vi è evidente invidia per quanto ottenuto in Francia, dove Macron, con il 24% dei voti, si è preso tutto.
Si è avuto un “poco divertente” vaudeville, con l’impeachment chiesto; addirittura per prima si è fatta avanti la Meloni, che comunque non ha avuto bisogno poi di fare le peggiori figuracce. E’ subito arrivato pure Di Maio (e anche Di Battista) con toni ultimativi; ha abbandonato l’idea accusando Salvini (l’ha ironicamente definito “cuor di leone”) di non accettarlo e di far saltare la possibile maggioranza. Infine, passate 24 ore, è andato a porgere le sue scuse a Mattarella, che le ha accettate senza battere ciglio e ha pure accettato di riprendere Conte come premier (povero Cottarelli, avantindré dal Colle, una figura da “tappabuchi”, applaudito poi dai giornalisti all’annuncio del ritiro; per stupidità di questi tirapiedi dei media o per doverosa pietà?). Infine, tentennamenti di Salvini mentre la Meloni annunciava la sua disponibilità a votare a favore del governo data la situazione. Mamma mia, i pentastellati hanno subito detto che i “fascisti” dovevano restare fuori dei giochi. Salvini ha capito che non poteva far saltare il governo e ha infine dato la sua disponibilità alla cessazione della farsa. Anche Savona fa parte del governo; e se non è all’economia è comunque ai rapporti con l’Europa (Mattarella non ha più paura che possa irritare gli ormai “sbandati” vertici di una accozzaglia di paesi, ognuno diffidente verso gli altri?).
Bene, adesso abbiamo il governo; attaccato in continuazione in ogni TG, in ogni talk show, ecc., senza prima vedere che cosa faranno. E i più “sensati” (ironico) hanno sostenuto che comunque questo governo vede la fine del centro-dx; la Lega, ovviamente, vota a favore, FdI si astiene (e dichiara di non credere ad una gran durata del governo) e FI vota contro e manifesta l’identico disprezzo degli oppositori di “sinistra”. In realtà, temo che i “tre Caballeros” si siano divisi i compiti; marciando separatamente e poi magari pronti, appena possibile, a colpire uniti. Mi sbaglierò (e spero sia così), ma ho il forte dubbio che il governo tirerà avanti, se tutto va bene, fino alla prossima primavera. In ogni caso, quando avremo nuove elezioni, il gruppo dirigente pentastellato (salvo Di Battista, tenutosi di riserva) non potrebbe presentarsi al voto avendo già due legislature alle spalle. Dovranno escogitare qualche scusa, che comunque potrebbe avere effetti di delusione sul loro elettorato, effettivamente “primitivo” e depoliticizzato al massimo, sempre pronto ad urlare al giustizialismo, al moralismo, all’assistenzialismo, ecc. Politica, in specie estera, non mi sembra brillare troppo nella testa di questi elettori “grillini”. Si può tranquillamente accettare la Nato, la UE, gli avvelenamenti fasulli dell’ex spia russa, i prepotenti bombardamenti anglo-franco-americani sulla Siria, accusata di aver usato i gas, ecc. ecc.
Alla fine, dopo aver usurato i “5 stelle” – sperando che una parte dei loro votanti torni pure a “sinistra”, indebolendoli comunque – ho la sensazione che il centro-dx “unito” tornerà ad elezioni anticipate, sperando di aver “conquistato” la legge maggioritaria o almeno di poter ottenere il 40%, e magari qualcosa in più, dei voti. Intanto, la Lega, giocando al populismo (e anche con qualche fasulla simpatia per la Russia), tiene i rapporti con Bannon, che solo i cretini del nostro giornalismo pensano non conti più nulla, mentre si è semplicemente “liberato le mani” per lavorare ad una nuova Europa lontana da Obama-Clinton (o chi per loro) e vicina al nuovo establishment. Nel contempo, per ogni evenienza, il “nano” (con Tajani e altri “grandi personaggi” simili) tiene i rapporti con l’attuale vertice UE e con il PPE (al momento il maggior partito del Parlamento europeo; dopo le prossime elezioni, ormai vicine, speriamo non sia più così). Si gioca su tanti tavoli, con le “tre carte” sempre pronte a girare vorticosamente su di essi. Certamente, se gli eventi volgeranno come temo, i pentastellati faranno il possibile per far ricadere sui leghisti la colpa del fallimento governativo e del nuovo ricorso alle urne. Si vedrà come condurranno il gioco. Per quanto abbastanza sprovveduto, sono convinto che il gruppo dirigente di tale partito sospetti quello che potrebbe combinare la Lega. Finge buona sintonia con quest’ultima, ma immagino (a meno che non sia proprio composto da sprovveduti) che si tenga pronto alle possibili (e a mio avviso probabili) evenienze.
Per il momento atteniamoci all’interno. Noto solo per ultimo che hanno “santificato” il presdelarep in tutti i media. E anche i nuovi governanti, alla fine, sono stati a questo squallido gioco. La massima autorità dello Stato mi sembra aver condotto i giochi seguendo indicazioni provenienti da “ambienti” ben diversi da quelli che rappresenta. Comunque, è tutto come sempre: siamo un paesello e lo constateremo assai presto. E’ sempre più chiaro che usciremo “alla grande” solo quando nascerà una forza capace di ripulire il paese dai veri ambienti purulenti che massimamente lo infettano: i “sinistri” e i “berlusconiani”. E non certo con il voto e ancor meno usando “i pannicelli caldi”, bensì il “bisturi”. Tempo al tempo, la storia sarà ancora lunga.

Spaesamento totale

SudItaliabordello

 

Ormai è difficile raccapezzarsi. Cottarelli potrebbe rinunciare, ma aspettiamo domani. È uscito dal Quirinale senza dare la lista dei ministri a Mattarella. Una balla perché semmai sarebbe stato il contrario. Il presdelrep la lista l’aveva già passata anzitempo al suo “tecnico” che ha ora stoppato perché preoccupato dal clima ostile. Il Pd che chiede elezioni anticipate con Lega e 5S. Si conferma che l’iniziativa di Mattarella è andata oltre le prerogative costituzionali (ma è l’aria che tira ad incidere sul valore delle norme), perché si tratta certamente di un suo passo indietro (timore per un impeachment?) Ciò spiegherebbe l’adesione del Pd alle elezioni anticipate. Un commissario europeo ha soffiato sul fuoco dichiarando che gli italiani devono imparare a votare. Ciò ha alzato il livello di rabbia popolare già straboccante contro questa Europa lontana dai bisogni generali. Qualora si votasse a Luglio Lega e 5S dovrebbero presentarsi insieme per sbancare. Sarebbe finalmente la fine del vecchio mondo. Senza credere comunque nei riti elettorali, laddove si concretizzasse l’ipotesi, votare questa volta assumerebbe un senso, non per la democrazia ma per accelerare il trapasso. Resta il dubbio che l’establishment abbia deciso di suicidarsi così. Si inventano un Macron in pochi mesi o travestono qualcuno già sulla piazza?

Salvini resterà con Berlusconi sperando di scalare ampiamente il cdx e accorciare sui 5S o, appunto, stringerà con quest’ultimi?

I 5S usciranno indeboliti a causa delle indecisioni di Di Maio che ha provato a dialogare prima col Pd e poi con la Lega?

Ormai grande è la confusione sotto il cielo e non è detto che la situazione sia favorevole.

Urgono vere avanguardie di GLG

gianfranco

E’ ancora presto, siamo appena all’inizio della giornata (e della settimana). Si può essere sicuri però che i “mercati” (e lo spread) daranno segnali positivi. Ormai non si finge più nemmeno per un’ora. Le entità economiche sono al puro servizio di poteri che stanno totalmente al di fuori di ogni controllo della povera popolazione, che ancora crede di determinare le situazioni politiche con la presa in giro del “voto democratico”. Intanto, le forze politiche esistenti (che ormai di veramente politico hanno ben poco) giocano le loro partite intorcolate delle quali non si capisce gran che, salvo che nessuno dice che cosa ha veramente in testa. E tutti manifestano l’intenzione di cambiare la legge elettorale in senso maggioritario in modo da arrivare a situazioni di tipo francese, dove Macron, con il favore (del tutto incosciente su che cosa si stava scegliendo) di un quarto dell’elettorato, si è preso la maggioranza in ogni dove di istituzioni ormai marce, di una indecenza unica.
La vera soluzione (cui non do alcuna definizione; democratica, dittatoriale, una definizione più ingannevole dell’altra) sarà nella formazione di gruppi fortemente determinati a compiere quello che ormai urge, e non da oggi: spazzare via il fango che si è ormai incrostato su tutte le forze che da settant’anni, in Europa, sono asservite a qualcuno di “altra provenienza”. Non si deve assolutamente “uscire dalla legalità”, cioè dall’ordine costituito sia pure da quelli che sono ormai un vero “ancien régime” in aperta marcescenza. Si deve chiarire sempre più il gioco sporco di quelli che lo difendono ancora a denti stretti, ma anche di quelli che lo vorrebbero sostituire, non certo per aprire finalmente una nuova epoca. Del resto, e la storia ce l’insegna, ci sono fasi storiche transitorie, purtroppo non brevi, in cui non è del tutto evidente che cosa di nuovo è realmente in formazione.
E’ però necessario mantenere la testa fredda e cercare di cogliere i caratteri delle diverse tappe di questa “transizione storica”. Vedrete quale confusione si andrà viepiù creando; si renderà sempre più complicata, e spesso errata, l’analisi delle situazioni. Non si tratta di vedere sempre giusto, ma di saper individuare gli errori in modo rapido. E purtroppo, si dovrà ricorrere al parlato (quindi anche ai video), perché scrivere esige un tempo enormemente più lungo ed estremamente faticoso. Infatti, rinvio la continuazione di questo discorso a nuove “incursioni parlate”. La “ghigliottina”, per i fottuti che ci stanno togliendo “la vita”, non è vicinissima. Tuttavia, la strada è segnata, l’infezione in accelerata diffusione esigerà anticorpi adatti. Adesso, però, lo ripeto: legalità e lavoro (urgente) per affrontare meglio la “transizione”. Poi, quando sarà il momento, nessuna pietà: non più carri, ma autocarri, grandi Tir, con decine di migliaia di ceste piene delle teste tagliate dei farabutti della politica servile, del giornalismo e “intellettualità”; individui corrotti fino al midollo (impressionante in questi giorni vederli sbavare in TV e sui giornali).
E poi il regolamento di conti con gli immondi nostri “cotonieri”. Non però per ricominciare con l’errore “reazionario”; nel senso non pessimo del termine, solo un rifugiarsi in “tempi antiqui”, quelli della solita piccola imprenditoria, dei volenterosi che da soli (o con il lavoro dei famigliari e poco più) si danno senz’altro da fare. Così si perisce, si fanno ancora vincere coloro che si dovranno infine “ghigliottinare”. Abbiamo bisogno di potenza, di settori strategici di avanzata tecnologia, ma destinata anche alle armi. E non ripetendo vecchi “motivetti” del tipo del “mare nostrum”, di “Roma caput mundi” e fregnacce varie. Alleanze con gruppi analoghi in altri paesi. Colloqui fitti e proficui. E già oggi spostamento di “vicinanze” (politiche) con paesi in crescita nell’attuale multipolarismo avanzante. Ripeto che diventa fondamentale il rapporto (NON DI NUOVO ASSERVIMENTO) con la Russia. E credo si debba gettare un occhio anche verso sud; ad es. l’Iran. Forse Turchia (ma molte perplessità). In ogni caso, nuove “visioni” e “aperture” in opposizione ai farabutti e delinquenti dell’“ancien régime”. Per il momento, lo ripeto, assoluta legalità e niente colpi di testa. Poi, arriverà infine la fase in cui si penserà alle loro, di teste, in “modo nuovo”.

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