Grande e’ la confusione sotto il cielo di GLG

gianfranco

Di questi periodi, mi sembra diventare piuttosto corretta la vecchia frase attribuita a Mao e che diceva all’incirca: “grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. Lo scontro tra visioni molto diverse si sta accentuando nel mondo come nel cosiddetto “occidente” e in Italia. In Siria, Russia e Iran hanno del tutto sensatamente affermato che non si arresta lo scontro a Idlib a meno che gli antisiriani (perché Assad è la Siria, piaccia o non piaccia agli aggressori statunitensi ed “europeisti”) non si arrendano. I disgustosi mentitori Usa e UE urlano che si rischia una catastrofe “umanitaria” perché c’è tanta popolazione civile. Infami e falsi. Quando i “liberatori” statunitensi, criminali almeno tanto quanto i loro avversari, hanno bombardato Dresda e buttato le atomiche in Giappone, che c’era in quelle zone: SOLO popolazione civile. Russia e Iran hanno concesso una possibilità: che gli islamici radicali, finanziati dagli Usa per rovesciare Assad (obiettivo fallito!), cessino le ostilità; allora sono perfino disposti a consentire un corridoio per andarsene. La Turchia, com’era prevedibile, si differenzia (perché non è destinata ad un accordo permanente con la subpotenza concorrente, l’Iran), ma anche lei è incerta poiché negli Usa c’è scontro tra due fazioni e una, l’obamiana, potrebbe essere quella che ha tentato il colpo di Stato contro Erdogan. Adesso vedremo gli sviluppi.
In Italia pure esiste una “buona” situazione di tensione crescente. I “5 stelle” finalmente si smascherano per essere coloro che vorrebbero sostituirsi al Pd come sedicente “sinistra”. Il loro comportamento è esattamente quello dei postpiciisti (e “sinistri diccì”) all’epoca di “mani pulite”, operazione giudiziaria EVERSIVA che voleva creare un nuovo regime ancora più servo degli Usa rispetto al “centrosinistra” della prima Repubblica. Questo spiega perché i renziani – e anche altri settori del Pd (ma non tutti) – urlino al “mai con i pentastellati”; sono appunto quelli che vorrebbero prendere il loro posto. La Lega sta accentuando la tensione perché è evidente che deve tentare di arrivare a elezioni anticipate; e con una crescita di consensi, che le mosse degli avversari facilitano. Tuttavia, sia chiaro che vi sono due elementi deboli: la pura smania elettoralistica e il ritardo nella crescita di settori politici in forte accentuazione “antieuropeista” in paesi chiave come Germania e Francia, alleati di altri settori simili non ancora esistenti in Italia. Non è positivo guardare a Orban, che fra l’altro è di quel settore europeo “orientale”, fortemente anti-russo e nettamente filoamericano (sia con Obama che con Trump). Per fortuna, c’è scontro sempre più acceso proprio nel paese “padrone” di tutti questi paesi europei (sia nei vertici “europeisti” che in quelli sedicenti “populisti”). Detta situazione crea tensioni sempre più acute anche nella UE, ma siamo ancora lontani da quanto necessario: la nascita nei suddetti paesi chiave di movimenti immunizzati dalla degenerazione elettoralistica e pronti a dare una scossa di violenza inaudita almeno in Italia e Germania, eliminando senza mezzi termini la Dc tedesca e il Pd italiano (nel contempo neutralizzando i “5 stelle”). E tuttavia con chiaro schieramento assieme alla Russia per un autentico confronto, da pari a pari, con qualsiasi establishment prevalga negli Stati Uniti. Manca tale elemento decisivo; comunque “grande è la confusione sotto il cielo”.

Continuiamo…ma che fatica riunire le forze (di GLG)

gianfranco

Qui

bisogna partire dal disfacimento Urss provocato da Gorbaciov e proseguito da Eltsin (ricordo che si usano i nomi di persone ufficialmente al vertice di gruppi politici dominanti nei vari paesi per indicare tali gruppi). La Russia perse molti territori rispetto all’Urss, ma con l’inizio di questo secolo si è pian piano rimessa in carreggiata conseguendo successi insperati. Si può dire che, tutto sommato inaspettatamente, si è messo in moto un processo di multipolarismo, assai differente dal sistema bipolare (1945/89-91), sia pure “imperfetto” per la crescita della Cina (soprattutto dagli anni ’80). Sia Bush jr. che Obama hanno posto in essere per gli Usa strategie parzialmente diverse al fine di frenare e possibilmente impantanare tale accentuarsi del multipolarismo. L’errore è forse consistito nella sottovalutazione dei processi in corso in Russia sotto Putin (sempre un nome per un gruppo di vertice). E si è probabilmente, con Obama, utilizzata una politica del caos, anche utilizzando (marginalmente) brandelli del vecchio antimperialismo terzomondista, ma soprattutto certi fanatismi religiosi  (sostituendo di fatto l’Isis e il Califfato ad Al Qaeda e utilizzando pure i “Fratelli musulmani”, ecc.). Contro la Libia di Gheddafi si sono messi in moto dati sicari tipo Inghilterra e soprattutto Francia, di cui si sfruttò la volontà di prendersi varie posizioni che vi aveva conquistato l’Italia  in un momento di positiva collaborazione tra Putin e Berlusconi (con Gazprom ed Eni in primo piano, ma non solo). Nel 2011 i settori berlusconiani furono neutralizzati piegando il “nano”, resosi prono davanti ad Obama. Probabilmente lo si minacciò nei suoi più diretti interessi (e forse persino di più), ma non ci interessa ormai saperlo.

Quella impostazione della politica statunitense, in effetti, sembra aver infine manifestato la corda. Tuttavia, la vittoria di Trump e di un diverso gruppo dirigente – vedremo se temporanea oppure no – non sembra soltanto legata alle necessità di mutamento strategico. Ci sono fattori interni non ancora sondati a fondo; e proprio per la difficoltà di comprensione di un’epoca di transizione come quella che stiamo vivendo. La sensazione è che gli Usa siano in declino; potentissimi militarmente, con ancora una influenza ideologica – soprattutto in merito alla colossale balla della loro democrazia, propagandata come superba soprattutto dopo la seconda guerra mondiale – che tuttavia sembra tutto sommato in discesa; anche perché ha prevalso nettamente una enfatizzata “modernizzazione dei costumi” e l’allargamento dei sedicenti “diritti civili”, che tuttavia mostrano un sempre più irritante senso di prepotenza e spesso di prevaricazione da parte di gruppi ad alto livello di reddito e quindi isolati dal resto della popolazione, gruppi che tentano di affermare la preminenza di un nuovo “conformismo sociale”. Ciò che in altre condizioni sarebbe stato senz’altro positivo – combattere l’ingiustificata messa in condizioni di inferiorità delle donne, dei gay, delle minoranze etniche, ecc. – viene portato all’esagerazione in senso opposto con conseguente crescita di conflitti e malcontento sociali. Da qui, dalla non soluzione di contrasti a volte molto “scioccanti”, tende a generarsi la decadenza di una società, la cui cultura è pregna di sfaccettature di ormai difficile composizione; anzi spesso non vi è più un qualsiasi dialogo fra loro, prevale l’inimicizia quando non addirittura l’odio reciproco.

Negativa è in effetti l’influenza eccessiva di tale tipo di conflitto interno, che ha ormai sostituito le attardate, e un po’ penose, sopravvivenze della vecchia “lotta di classe”, mai del resto portata nei paesi a capitalismo avanzato oltre il livello sindacale, cioè di tipo distributivo e non certo trasformativo dei rapporti capitalistici in via di differenzazione in successive fasi storiche. Nell’attuale epoca di transizione dovrebbe invece prendere il netto sopravvento il conflitto tra diversi paesi (a differente potenzialità quanto a sfera di influenza nell’agone mondiale); se quest’ultimo tipo di conflitto non riuscisse, prima o poi, a rendere subalterno quello interno (del tipo appena descritto, pur sommariamente), si verificherà la progressiva decadenza generale dell’intera società. Non lo credo, tuttavia, mi sembra più probabile che siamo nell’incerta fase di passaggio caratterizzata da un multipolarismo non propriamente accentuato e ancora lontano dalla sua trasformazione in policentrismo antagonistico acuto, le cui forme di svolgimento restano avvolte nella nebbia (non assomiglieranno quasi sicuramente alle grandi guerre novecentesche, ma difficile dire adesso come si configureranno).

Da qualche anno (pochi ancora) il multipolarismo ha iniziato a produrre un contrasto interno a quel mondo “occidentale” (a supremazia Usa), che sembrava aver ormai preso il sopravvento nel mondo intero con il dissolvimento di quello che è stato erroneamente considerato, per quasi un secolo, “il socialismo (reale)”. Apparentemente quest’ultimo è stato sconfitto dal capitalismo, che si è dichiarato trionfalmente vincitore e ormai unica civiltà globale. In realtà, non vi era alcun “socialismo”, solo tentativi di affermare una diversa formazione sociale condotti con modalità – ancora da studiare con nuovo tipo di orientamento, non più influenzato dal “comunismo” quale semplice spinta ideologica – che alla fine hanno condotto ad un gigantesco flop. Per questa fase “di passaggio d’epoca” dobbiamo concentrarci principalmente sullo scontro tra diversi paesi con differente potenzialità: potenze vere, subpotenze, alcuni paesi che stanno crescendo (non parlo solo della crescita economica, l’unica che sembra attrarre l’attenzione di politici e studiosi assai limitati) e altri in situazione di crisi, più o meno definitiva o invece transitoria. Il mondo è in completo subbuglio e non sarà per nulla facile individuare le sue effettive linee di tendenza caratterizzate da scontri tra forze contrastanti, che diverranno via via più “vivaci” e che sempre più si “condenseranno” assumendo l’aspetto del conflitto insanabile tra differenti gruppi di paesi “alleati”.

Posso sbagliare poiché non sono certo un profeta, né mi atteggio in tal senso, comunque oggi come oggi penso che si andranno “coagulando” – ma non credo prima di un 15-20 anni – due sostanziali “alleanze”, che vedranno alla loro testa (non necessariamente in modo nettamente predominante) Stati Uniti e Russia. Molti pensano che il vero conflitto sarà tra il primo paese e la Cina, considerata nettamente superiore (o almeno in via di diventarlo) rispetto al secondo. Continuo a pensare il contrario. E’ ovvio che la Cina sarà una pedina importante del conflitto e non si situerà in una posizione subordinata ad una delle due maggiori potenze in conflitto. Tuttavia, quando dovrà avvenire la suddetta “coagulazione” di due fondamentali “alleanze” (al cui interno gli “alleati” si guardano sempre con sospetto e non nutrono fra loro una sincera amicizia) – perché si abbia infine un confronto diretto e quindi in grado di affermare nuove supremazie, è assolutamente indispensabile che gli antagonisti siano fondamentalmente due – credo che i paesi “guida” (anche se non “padroni” delle “alleanze”) saranno Stati Uniti e Russia.

Oggi quest’ultimo paese, pur essendosi mosso bene ultimamente, sconta ancora la dissoluzione dell’Urss e l’inimicizia dei paesi europei (orientali), cosiddetti suoi satelliti dopo la seconda guerra mondiale e fino al 1989/91. Tuttavia, forse con una progressione piuttosto lenta, la Russia diventerà il vero antagonista degli Stati Uniti. Nell’attuale periodo storico si sta producendo un apparentemente più decisivo scontro interno al cosiddetto “campo occidentale”, cioè interno a Usa ed UE (e ai paesi ad essa aderenti). La frattura, che non appare di facile composizione e si va acutizzando, si è prodotta tra l’establishment dominante negli Usa fino a pochi anni fa (con minimali divergenze tra settori democratici e repubblicani) e quello che al momento denominiamo trumpiano. E tale frattura ha avuto immediati riflessi anche in Europa (e ovviamente nel nostro paese). Importante è che tale antagonismo duri più a lungo possibile – e se si accentuasse, sarebbe tutto “oro colato” – perché favorirà il consolidamento dell’altro polo di un conflitto più globale e che, lo ripeto, diverrà l’aspetto dominante della politica mondiale entro non più di un ventennio (almeno così mi sembra proprio).  

Tuttavia, oggi, chi non ragiona sempre in termini temporali non superiori a qualche mese o, al massimo, qualche anno dovrà cominciare a pensare all’alternativa rispetto all’attuale conflitto interno all’“occidente”: diciamo, semplificando, tra obamian-clintoniani e trumpiani negli Usa che provoca anche quello tra “popolari” e “socialisti” (oggi con il rincalzo dei “macroniani”), da una parte, e i sedicenti “populisti”, dall’altra. Per il momento, che non credo durerà al massimo più di alcuni anni, si può anche mostrare un minimo di favore – comunque un minore disfavore – nei confronti del cosiddetto “populismo” affinché si indebolisca quello che dovrà essere trattato come avversario principale. Non credo però che noi europei (e italiani in particolare, poiché noi siamo qui situati) dobbiamo semplicemente lavorare all’indebolimento del cosiddetto “campo occidentale” (quello a lungo dominato, perfino schiacciato, dagli Stati Uniti). Se così facessimo, semplicemente ci sposteremmo da un dato predominio (Usa) ad un altro (Russia). Vogliamo qualcosa di diverso, una maggiore autonomia e una più alta considerazione – quali autentici “alleati” – da parte di una delle due superpotenze che alla fine si affronteranno.

Giacché oggi, nel multipolarismo che dobbiamo far crescere, gli stati Uniti sono ancora il paese più forte, è indubbio che dobbiamo volgere il nostro sguardo con maggiore frequenza “verso est”, cioè appunto verso la Russia. E questo non potrà farlo la UE nel suo complesso. Ecco perché, senza fissarsi sulla uscita o meno da questa esiziale organizzazione e dalla sua moneta, si deve comunque lavorare alla creazione di una nuova organizzazione politica che abbia caratteristiche nazionali e, nel contempo, guardi ad altre forze analoghe che possano crescere in alcuni altri paesi a noi vicini (e non vi è dubbio che sarebbe cruciale se questa forza analoga si andasse formando in Germania). L’alleanza tra queste forze – ove nascessero e non si perdessero dietro alla “raccolta di voti” ma fossero in grado di organizzare ben bene un repulisti totale della putredine da cui sono attanagliati attualmente i nostri paesi, Italia in testa – dovrebbe guardare appunto ad est (Russia) senza però alcuna forma di dipendenza da essa. Lo ripeto: il problema è accentuare il processo in direzione di una acutizzazione dello scontro policentrico, senza volersi più mettere in vile e meschina posizione subordinata come fatto da tutte le forze politiche di questa miserabile Europa detta unita nei confronti del paese d’oltreatlantico.

Ovviamente, per ottenere il risultato desiderato a livello di scontro globale e per spazzare via la suddetta putredine “interna”, questa forza dovrà dedicare anche attenzione ai conflitti interni al proprio paese. E qui, la situazione è certo ben confusa. Dovremo tornare spesso sui bisogni che ormai premono, senza che per il momento sia chiaro fino in fondo quali schieramenti si andranno costituendo nel breve periodo. E’ un discorso che continueremo a fare. Siamo solo all’inizio. Insisto nel constatare una difficoltà di contatti tra gruppi che pure sembrano su posizioni sufficientemente vicine.      

 

VARIE E (NON) EVENTUALI di GLG

gianfranco

 

Dalla TV (sempre in mano ai soliti mestatori del falso buonismo e della spocchiosa accoglienza) sento ieri sera che sono arrivati a Porto Palo 110 (circa) migranti via Turchia, che hanno pagato 5000 euro a testa per farsi trasportare in Italia (terra evidentemente abitata da una popolazione squinternata; soprattutto di testa, se accetta simili ignominie). Sono dei poveri miseri e diseredati, che morivano di fame nei loro paesi? Poi c’è la solita ONG (con l’Aquarius) che avrebbe raccolto circa 140 altri migranti verso la Libia; la maggioranza di questi – dice la nostra TV per impietosire – sono “minori non accompagnati” (non ci si dice quanto hanno pagato questi altri migranti). Sono profughi di guerra? Sono perseguitati politici? Non si faccia ridere, sono illusi e trasbordati da autentici criminali, che ci guadagnano fior di soldi. Ricordo per l’ennesima volta che sette ONG su nove sono state create (da personaggi non proprio credibili per umanità) a partire dal 2014, quando eravamo nel pieno del flusso disordinato promosso da farabutti, molti dei quali con ottimi addentellati anche in ambienti ecclesiastici. Sarebbe ora di arrivare alla resa dei conti. Anche perché i veri artefici di queste migrazioni – senza dubbio favorite dal disordine e sfacelo creato in quei luoghi dalla politica obamiana, che ha trovato un suo vertice nel 2011 con le aggressioni a Libia e Siria, mediante sicari tipo Francia e Inghilterra nonché l’Isis (abbondantemente finanziata da molte parti) – sono ambienti legati ai peggiori vertici UE (e a governi in questa preminenti), che sentono minacciata l’ormai lunga supremazia inizialmente consolidatasi (apparentemente) con il crollo del mondo bipolare e invece entrata in profonda crisi degenerativa con l’incombente rischio di una vera catastrofe epocale per tutto il nostro continente.

Intanto almeno ci si decida a cambiare nel nostro “pauvre pays” i direttori delle tre reti RAI. Sarebbe anche da espropriare il “nano” delle reti Mediaset; si inizi comunque a sbattere fuori dalle reti pubbliche i nemici del paese. Ieri sera, ho sentito dare grande risalto a un cretino (non ricordo il nome, comunque un “sinistro” nel peggior senso di questo termine) che continuava a “vomitare” contro Foa, affermando la necessità di nominare un “presidente di garanzia”, cioè…… Michele Santoro. Forse adesso mi prenderete per uno che si è perso di testa; no, vi assicuro che è stato detto proprio così. E chi lo ha detto non si era perso di testa, è uno che non dovrebbe nemmeno essere nominato in TV, ma invece preso a calci nei denti. Bisogna insomma togliere la RAI dalle mani di questa schifosa marmaglia che da anni e anni si è impadronita di tutta l’informazione.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/8/12/RETROSCENA-Alla-Leopolda-nasce-Forza-RB-il-nuovo-partito-di-Renzi-e-Berlusconi/834324/
Era ora. Finalmente comincia a venire allo scoperto quanto è evidente da ben prima del voto del 4 marzo. Il patto del Nazareno era saltato perché il berlusca voleva un presdelarep peggiore, quell’Amato che anni fa, di notte, ci sottrasse una certa quota dei nostri depositi in c/c. Non che quello attuale sembri mostrare “meraviglie” (soprattutto in occasione della nomina del nuovo governo; e ancor meno per le tirate sul “razzismo”, dimenticando una serie di questioncelle tipo quella di Macerata e anche decine di altre); tuttavia, Amato era proprio una trovata da “nanetto”, una dello stesso livello di quella di rendere Tajani suo successore e di dare cariche importanti ad una serie di sprovvedute “ragazzotte”. Comunque, lo ripeto, è da un pezzo che i contatti R-B erano ripresi alla grande, ma sempre ben coperti. Alle ultime elezioni tutto era già pronto, ma il loro risultato non è andato secondo le speranze; in particolare c’è stato lo choc inatteso della Lega primo partito del centro-destra. Resta incredibile che Salvini abbia impiegato tanto tempo a diffidare seriamente del “nano”; e nemmeno l’ha ancora fatto in modo netto (comunque, certamente, esiste il grosso problema delle giunte regionali in comune). Forse più sorprendente è la Meloni, che ancora mi sembra troppo “leale” verso un “Gano di Maganza (o Magonza)” qual è il “traditore d’Arcore”. D’altra parte, ho molti dubbi che un “contratto” tra due organizzazioni assai dissimili possa consentire un governo in grado di ottenere veri successi. Ci vorrebbe qualcuno capace di tagliare netto con il passato di questa Italietta, prendendo a calci quelli di “Forza RB”, a partire dai due promotori di questa “infezione”. E poi incombe anche il pericolo del “partito dei competenti” per cui spingono Calenda (povero nonno Luigi Comencini) e Bonino (che orrore!), cui parteciperebbero altri “incubi” tipo Boeri, Burioni, Cottarelli e vari personaggi, tutti da fare accapponare la pelle.

La terribile involuzione – molte volte l’ho detto, ma mancano ancora tanti tasselli “storici” con i furfanti di “sinistra” che hanno invaso la storia “contemporanea”, ivi compreso il suo insegnamento universitario – inizia con gli “accomodamenti opportunistici” del Pci togliattiano; certamente obbligati, per molti versi, dai “patti di Yalta”. L’involuzione si accelera però dopo la morte del leader comunista nel 1964 e giunge ad una vera svolta a fine anni ’60 e soprattutto nei ’70. Gli “anni di piombo” vengono tinti di “rosso rivoluzionario” per i clamorosi errori di settori sessantottardi, in testa le BR. Furono soltanto errori? Di alcuni personaggi certamente, ma forse non di tutti. In ogni caso, chi cercava di manovrare democristianamente per impedire l’avvicinamento del Pci al campo “atlantico” fu accoppato nel ’78; e ancora una volta se ne presero la responsabilità (e stavolta non ci sono attenuanti in merito) i settori ormai falsamente tinti di “rosso”. Il decennio ’70 è stato in realtà quello di manovre e contromanovre di varie forze (di molti paesi) con la sempre più incisiva svolta “filooccidentale” dell’eurocomunismo e il cambio di campo dei piciisti, con la fine delle illusioni sulla “lotta operaia” (la marcia dei 40.000 alla Fiat nell’80) e la preparazione di ciò che poi avverrà al crollo del sistema bipolare e dell’Urss. I piciisti, finalmente mutati di nome e unitisi a settori dei diccì detti “di sinistra”, diventano il vero comparto di sempre più spinto asservimento dell’Italia agli Usa dei Clinton e Bush. Da “mani pulite” inizia una nuova storia. E questa non è solo italiana, ad essa si unisce quella di una Europa “occidentale” conglobata agli Usa con la Nato e poi diventata UE (1992-93) con l’assorbimento dei paesi del “fu campo socialista”.

Nel XXI secolo vi è la ripresa della Russia, cresce la Cina, ecc. ecc.; si va verso un nuovo multipolarismo del tipo di quello che caratterizzò il declino inglese di fine XIX secolo e sfociò nei conflitti acuti policentrici della prima metà di quello XX. La crisi mondiale è evidente, si nota un qualche declino Usa (malgrado l’ancora grandissimo potenziale bellico). L’Europa “(dis)unita” mostra crepe evidenti. Tuttavia, occorre un vero grande sussulto che spazzi via i vecchi partiti della “servitù” (socialisti e democristiani; e ovviamente i postpiciisti). In Francia si è costituito un “movimento” (denominiamolo temporaneamente Attali-Macron), che vorrebbe sostituire su scala più generale l’indebolito PPE e lo sfasciato PS. A questo movimento mi sembra riferirsi il tentativo italiano di costituire il “partito dei competenti”; il mascherato “Forza R-B” sembra invece voler rilanciare i vecchi dominanti della UE. Entrambi fanno riferimento ai settori statunitensi dell’establishment momentaneamente battuto da Trump. In Europa “si aggira” Bannon che tenta, in apparente solitudine (mentre è sicuramente collegato con settori dell’establishment trumpiano), di collegare fra loro nuove forze, che si ritengono più adeguate e vigorose per potersi alla fine opporre al crescente multipolarismo e ai due paesi che ne sono i maggiori portatori. Credo che una serie di movimenti chiamati “populisti” (talvolta anche “sovranisti”) si ricolleghino soprattutto a questo nuovo disegno. Invece la “libertà” d’Europa (non tutta insieme, ma intanto con la nascita di movimenti realmente autonomisti in alcuni suoi principali paesi) esiga l’almeno iniziale nascita di reali movimenti autonomisti, che si preparino (ma senza perdere ancora tanto tempo) ad affrontare una ben diversa stagione di lotte con metodi piuttosto “energici”, che spazzino via tutta la putredine accumulatasi in così tanti anni (decenni). E bisogna con decisione e senza tante esitazioni collegarsi con i paesi che fanno crescere il multipolarismo. Anche questi, però, debbono essere meno “timidi” e mettersi di più in gioco. Nella nostra area mi riferisco evidentemente soprattutto alla Russia. Cari giovani, cui sempre faccio appello, volete uscire un po’ più allo scoperto?

I troll russi? Di GLG

gianfranco

La storiella dei troll russi che avrebbero invaso internet con richieste di dimissioni di Mattarella (quando questi si rifiutò di nominare Savona ministro dell’economia) è caduta nel ridicolo. Non erano agenti russi, gli stessi che hanno fatto eleggere Trump presidente quale agente segreto di Putin (ahahah). Adesso si sa che erano semplicemente italiani indignati per l’assunzione di prerogative presidenziali, che non spettano al presidente della Repubblica italiana così come spettano invece a quelli di repubbliche presidenziali quali Stati Uniti, Francia, Russia, ecc. Si è considerata offensiva semplicemente quell’indignazione. In TV hanno mostrato alcuni inserti di questi presunti “troll”, ma vi si leggeva semplicemente il forte malcontento e certamente, in alcuni, l’invito al presidente di farsi da parte se non era d’accordo. Poi, però, nei commenti i servili giornalistucoli televisivi aggiungevano che il presidente era stato insultato, offeso pesantemente, ecc. Tuttavia, solo nei commenti erano citate simili offese, in quel che si era mostrato non figuravano. Questo lo stato della nostra “deformante” informazione.
Dirò di più: il presidente, nel rifiutare la nomina di Savona, ha affermato esplicitamente che questo ministro sarebbe stato contro la UE, contro l’euro, ecc. Ora, è del tutto evidente che non esistono gli Stati Uniti d’Europa (sulla falsariga di quelli d’America). Laggiù il presidente rappresenta in effetti l’insieme degli Stati; qui nel nostro continente, ogni presidente lo è solo di quel determinato paese, dai cui cittadini (direttamente o tramite Parlamento) è stato eletto. Quindi era perfettamente giustificata l’ira di coloro che hanno invitato il nostro presidente a dimettersi, visto che non si sentiva più di rappresentare l’Italia, bensì altri organismi (della UE o addirittura di alcuni governi, tipo il tedesco e il francese), che spesso ci hanno fortemente danneggiato (e senz’altro osteggiato).
Tutto questo rende particolarmente grave il blocco che l’opposizione ha determinato nella nomina dei nuovi dirigenti alla Rai. Per un quarto di secolo, pidioti e forzaitalioti hanno governato il paese; alternativamente, ma determinando insieme la disgustosa degenerazione del sistema informativo pubblico. Ora, sarebbe indispensabile avere dirigenti del tutto nuovi e poco consenzienti verso questa degenerata opposizione, fortemente anti-italiana e prona ai voleri della UE. Già non mi sembra il massimo l’amministratore delegato eletto di recente; ma almeno il presidente e poi i futuri direttori delle tre reti devono essere di segno opposto a quello finora rappresentato in questa nostra disastrata TV. E per quanto mi riguarda, credo che sarebbe bene trovare il modo di neutralizzare le tre reti di Mediaset; è massimamente negativo che siano solo cassa di risonanza del loro “padrone”. Basta già avere una 7 che si finge neutrale e oggettiva e ospita invece quell’“in onda”, il massimo di una faziosità insopportabile; e anche i telegiornali si fingono al di sopra delle parti, ma in modo ancor più sottile e subdolo cercano di danneggiare ogni possibile svolta in questo paese. D’altra parte, il vero cambiamento, secondo la mia opinione, non lo possono assicurare nemmeno i due partiti governativi, con idee fra l’altro abbastanza distanti fra loro. Sono un primo incerto nuovo orientamento, rispetto quello che promanava da pidioti e da forzaitalioti: rispetto all’orrore ispirato da quest’ultimo, è ovvio che almeno di respira una “boccata d’ossigeno”. C’è però bisogno di ben altro entro non più di un quinquennio.

SI RIACQUISTI UN PO’ DI MEMORIA, di GLG

gianfranco

Mi sembra che si stia realizzando un’altra delle supposizioni da me fatte da tanto tempo. Quel tipo che risponde al nome di Saviano – non facendo altro che esplicitare quanto tanti altri “sinistri” progettano – ha invitato poco tempo fa alla “resistenza” utilizzando immigrati e rom. Ho già detto in un video chi sono gli antifascisti attuali, cui non dovrebbe essere consentito di nominare la Resistenza, che fu combattuta da comunisti, non certo da “partigiani” in massima parte dell’ultima ora (assai spesso fascisti fino a quel momento) e che inneggiavano all’occupazione Usa definendola “liberazione”. Gli “antifascisti” odierni sono gli eredi di quei voltagabbana. D’altra parte, non si può non constatare chechi si oppone (malamente) al cancro “di sinistra” è, salvo qualche eccezione, un anticomunista senza sapere nemmeno di che cosa stia parlando. I berluscones (si veda in particolare “Il Giornale” e il suo direttore) hanno addirittura definito “nuovi comunisti” i “5 stelle” per il decreto cosiddetto “dignità”; ignoranti o in perfetta malafede? In ogni caso, bisogna ammettere che attualmente una parte degli “anti-antifascisti” ha udienza presso ceti popolari mentre i “sinistri” si situano in grande maggioranza nei “quartieri alti”.

I “padri” di questi “sinistri” odierni hanno appoggiato i peggiori settori imprenditoriali (privati) italiani, subordinati agli Usa (e a paesi stranieri), coadiuvando il duro attacco di questi ultimiall’industria strategica italiana fin dall’“incidente” con cui fu fatto fuori Mattei (1962); e dalla fine degli anni ’60-inizio‘70 questi fottuti ebbero il supporto di un Pci in spostamento verso l’atlantismo e la Nato. Dopo la fine della prima Repubblica – ottenuta per via giudiziaria perché politicamente non ci si riusciva – la subordinazione dei nostri “cotonieri” è andata accentuandosi e così pure il servilismo dei “sinistri” (postpiciisti) verso l’establishment americano; “sinistri” che si sono strettamente legati ai settori “europeisti” (pur essi “zerbino” della dirigenza statunitense), raggiunti dopo il 2011 anche dalla cosiddetta “destra moderata” di tipo berlusconiano. Non dimentichiamo come siano stati i postpiciisti, assieme agli ex sinistri diccì (poi insieme nel Pd), a indebolire progressivamente la nostra industria (pubblica) dei settori avanzati; come esempio, ma è solo un esempio, ricordiamo il ’99 quando fu svenduta la Telecom ai “capitani coraggiosi” bresciani, con la complicità dell’allora direttore generale del Tesoro, oggi alla BCE. E magari, per essere un po’ maliziosi, riandiamo pure al ’78, quando le stesse forze politiche – salvate all’inizio degli anni ‘90 da “mani pulite” con l’intento, non ben riuscito, di creare un nuovo regime assai più servile verso gli Usa, ormai unica potenza mondiale dopo il crollo dell’Urss – furono quelle che più si opposero al salvataggio di Moro (ci si chieda qualche volta il perché; e cosa contenevano probabilmente i documenti del dirigente democristiano assassinato non più trovati).

L’infezione, che ormai dilaga sempre più apertamente, ha un’origine abbastanza lontana, come ben si capisce. Risale ad uno spostamento di campo (dall’Urss agli Usa), graduale e tenuto ben coperto, attendendo che infine fosse completamente indebolita e resa innocua la partecipazione della “base operaia” (e popolare in ogni caso) alla politica del Pci, ormai diretta da opportunisti (che facevano sfoggio imponente di dirittura morale e davano lezioni a tutti in questo campo), autentici venduti e che hanno così pure svenduto totalmente gli interessi di questo nostro paese. Il tutto con il pieno appoggio di quelli che chiamo “cotonieri”, i sedicenti “grandi imprenditori” totalmente interessati alla piena subordinazione agli Stati Uniti; appunto come i cotonieri del sud degli Usa lo erano (per interessi propri, sia chiaro) nei confronti dell’Inghilterra. Con una guerra terribile (1.200.000 morti) furono schiacciati e da lì prese avvio la futura supremazia mondiale di quel paese. Noi non potevamo aspirare a tanto, ma se si fossero schiacciati i nostri “cotonieri” (senza bisogno di un così alto numero di morti; solo qualche “punizione” esemplare e soprattutto l’eliminazione dei traditori piciisti, loro supporto fondamentale), oggi non ci troveremmo in questa UE, che ci porterà allo sfacelo se si continua a dormire. Ma sia chiaro che non è con il “piccolo è bello”, con il made in Italy (culinario o della moda), con il turismo, che si può risorgere. Svegliamoci un po’, se ce la si fa.

Il BENALTRISMO MALATTIA SENILE DEL SINISTRISMO di R.Di Giuseppe 

Previsione del futuro (2)

Qualsiasi cosa va bene pur di evitare di fare i conti con ciò che la realtà ci impone di vedere. Un personaggio che in effetti la Rivoluzione l’ha fatta davvero, un certo Vladimir Ilic Lenin, parlava di “Prassi – Teoria – Prassi”, ovvero partire dal dato di realtà, esplorarlo, capirlo, senza fingere di non vedere ciò che non ci piace, elaborare una necessaria riflessione teorica adatta ad intraprendere un percorso di trasformazione ed infine misurare il pensiero sul campo reale per verificarne gli effetti. Tanto per esemplificare, allo scoppio della Prima guerra mondiale, mentre i socialisti europei (la Sinistra sinistrata di quei tempi) predicando la pace senza se e senza ma, finivano per votare i crediti di guerra delle rispettive nazioni (ad eccezione di quelli italiani che si erano rifugiati nella formula ancora più ipocrita del “nè aderire, nè sabotare”), Lenin parlava di trasformare la guerra da imperialista in guerra civile. Da rivoluzionario, non si poneva, nè poteva porsi, il tema dei lutti e delle sofferenze terribili che la guerra avrebbe inevitabilmente comportato, ma quello del potenziale di radicale rivolgimento che quel drammatico evento portava con sèMa in effetti Lenin non era di “sinistra”, era un comunista bolscevico… una bella differenza! Un benaltrista oggi lo definirebbe certamente un cinico senza cuore nè umanità. D’altra parte Lenin quando parlò di pace separata con la Germania, non lo fece certo per spirito pacifista, ma per poter combattere su un solo fronte contro i bianchi controrivoluzionari. Un benaltrista dei nostri direbbe che prima di combattere i “bianchi” c’era BEN ALTRO! C’era prima da combattere contro i tedeschi (in solidarietà coi liberi alleati delle democrazie europee e americana) e poi pensare alla “giusta e sacrosanta” rivoluzione (cose che appunto dicevano i sinistri russi nel 1917 e avevano detto quelli europei nel 1914). Nel frattempo vai con le belle canzoni e con le infinite citazioni… quelle si son cose che cambiano il mondo… Nel suo mirabile film del 1966, “La Battaglia di Algeri”, il regista Gillo Pontecorvo, mostra chiaramente che l’FNL, il Fronte Nazionale di Liberazione algerino, prima di cominciare lo scontro con i francesi in città, si preoccupò di eliminare tutta una serie di figure presenti nella Casbah, il quartiere arabo di Algeri. Erano, spacciatori, sfruttatori di prostitute ed anche mendicanti. Tutti dovevano sparire, cambiare attività e sottomettersi all’autorità del Fronte, oppure morire. Si trattava in fondo di piccole entità, parti anch’esse del popolo algerino, ma erano l’arma con cui le autorità francesi controllavano la Casbah. Spie e veicoli, magari involontari, di corruzione e disorganizzazione. In sostanza un coltello puntato alla schiena di chi si preparava ad uno scontro mortale contro un nemico potente e ferocemente determinato a prevalere. Un benaltrista contemporaneo cosa direbbe? Direbbe: “Mentre il saggio indica col dito l’imperialismo francese, lo stolto abbaia ai diseredati ed ai piccoli delinquenti della Casbah!” Un vero Progressista, Democratico, Obamiano, Canzonettista, Citazionista, Vignettista! Trasposto all’oggi la musichetta resta sempre la stessa: “Invece che ai migranti guarda alle multinazionali… invece che ai rom che rubano guarda a quanto ti rubano le banche…” e via cantando. I benaltristi sinistrati non vedono, ma io comincio a pensare che soprattutto NON VOGLIONO VEDERE che i copertoni bruciati che intossicano un intero quartiere senza che nessuna autorità muova un dito, la ladruncola che ti fotte il portafoglio in metropolitana e che non può essere arrestata perchè minorenne, gli spacciatori bianchi o neri che occupano impuniti parchi e piazze, i ladri che ti entrano in casa e ti fanno sentire come stuprato, magari due o tre volte a distanza ravvicinata, i senza tetto che bivaccano nei giardini pubblici o che lordano di feci e urina un parco giochi per bambini (tutte cose comuni che conosciamo benissimo), sono ferite sanguinose nel corpo sociale, lo spezzano e lo disgregano, lo respingono verso il degrado ed IMPEDISCONO DI FATTO la possibilità di aggregare attenzione ed azione contro i veri dominanti. Sono sabbia negli occhi che non uccide ma acceca ed impedisce di vedere le minacce più grandi. Senza bisogno di scomodare concetti rivoluzionari, basta vedere che quei paesi, anche extra europei, in cui l’attenzione dell’opinione pubblica ai propri diritti nei confronti dei dominanti è più alta ed efficace, sono proprio quelli dove queste continue microfratture sociali sono mal tollerate e ridotte al minimo. Una sinistra che non fosse stata sinistrata, meno arrogante e parolaia, meno inutilmente innamorata di se stessa e delle proprie canzonette, avrebbe affrontato per tempo questi temi proprio perchè cosciente della loro decisività nella lotta contro i dominanti. Ma la sinistra è vecchia, è muffa, è anchilosata e residuale. Era già morente nel 1914 e nel ‘17, ma ha finto di ringiovanirsi sull’onda lunga delle rivoluzioni comuniste ed ora che quell’immane lotta ha avuto il suo epilogo, ecco che riemerge il cattivo odore. Ai voglia a tentare di coprirlo con le vignette e le citazioni pescate qua e là. E’ il Benaltrismo, malattia senile del Sinistrismo.

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