CAPISCO ……   di GLG

gianfranco

 

 

Sì, capisco la rabbia di coloro che continuano a veder vincitori, o comunque ancora non seppelliti sotto mucchi di spazzatura, quelli che ci hanno ridotto, in specie nel mondo detto “occidentale”, ad una situazione di degrado non semplicemente morale, ma proprio per quanto riguarda l’evidente rammollimento della materia cerebrale. E uno dei sintomi di quest’ultimo è anche il successo di questo quaquaraqua che è Macron. Non è nemmeno furbastro, nel significato deteriore del termine, come Renzi; nemmeno è incolore ma determinato come la Merkel. E’ una nullità, tuttavia guidato con briglie tenute molto strette da chi è ormai in caduta libera quando si presenta direttamente “al popolo”. Purtroppo, però, la parte maggioritaria di una qualsiasi popolazione (i cui componenti sono magari preparati nel mestiere che esercitano) è del tutto inetta in politica, si entusiasma (o almeno si consola) con una facilità estrema appena sente delle vuote parole, che solleticano solo l’epidermide. Basta un po’ di sentimentalismo da soap opera (nemmeno quello almeno turgido d’un buon feuilleton) e questa maggioranza o urla dissennatamente per l’entusiasmo o quanto meno si dice che è il minor male. Andrà sempre peggio, si arriverà a vere situazioni disastrose, ma questa parte di popolazione resterà a brancolare imbambolata. I grandi cambiamenti richiedono la formazione di quote di masse (minoritarie) decise ad andare sino in fondo e senza più altra speranza che il repulisti generale; e sono poi necessari gruppi dirigenti in grado di interpretare questi sentimenti e orientarli verso nuovi orizzonti con la giusta violenza e una buona dose di iniziale distruttivismo, cui poi seguirà l’opera di ricostruzione e re-incanalamento verso un diverso “ordine”.

A me sembra del tutto sicuro che questa nullità diventerà oggi il presidente della Francia. E, lo ripeto, farà comunque “qualcosa” perché sarà indirizzato da precise forze che gli stanno alle spalle. L’unica cosa da vedere sarà la percentuale dei due candidati; la Le Pen sopra o sotto il 40%? E di quanto sarà l’astensione? Per il momento (ore 12) è più o meno la stessa del primo turno (28,23 contro 28,54 di due settimane fa); il che fa pensare che la “lei” resti sotto il 40. Tuttavia, sinceramente, pur comprendendo la rabbia di coloro verso i quali va tutto sommato la mia simpatia, non riesco a provare sentimenti forti in una simile contingenza. Faccio solo notare quanto sia in effetti superato parlare di “sinistra” e di “destra”. Adesso s’inventano che Macron è centrista; se uno ragionasse, riderebbe assai. E’ un personaggio inventato nell’ultimo anno di crisi delle forze tradizionali. Infatti, ha ricevuto l’appoggio sia dei socialisti in disfatta (aggressori a tutto campo per conto degli Stati Uniti di Obama), che sarebbero la “sinistra”; sia dei falsi “gollisti” (povero De Gaulle!) che sarebbero la “destra”. Poi ci sono i “veri sinistri”, quelli che vogliono il cambiamento sociale e lo confondono con una serie di “modernizzazioni” di costume tali da far solo allibire per la loro idiozia; nel “migliore” dei casi, vogliono che i poveri stiano meglio, che i migranti, confusi con i diseredati e miseri, siano accolti. Una simile massa di furfanti del vecchio orientamento “europeista” (cioè servo che striscia ai piedi del padrone) e di ebeti del “buonismo” è quella che porterà il “nuovo” (decrepito) alla presidenza. Quando poi ci saranno le elezioni politiche, vedremo che bella confusione nascerà.

Non è però nemmeno questo ciò che mi frulla per il capo. Stiamo entrando veramente in una nuova epoca storica e siamo tutti ancora attardati con le vecchie pantomime politiche, con le vecchie divisioni ideologiche ammantate spesso di scientismo. Basti pensare a quelli che si credevano vincitori con la globalizzazione in pieno rigoglio. Cianciano ancora della smithiana “mano invisibile” del mercato che fa il bene di tutti; la “Ricchezza delle nazioni” è del 1776, appena all’inizio della prima rivoluzione industriale (come sono moderni i “neo”-liberisti, non hanno solo un neo, ma mille sulla loro pelle ormai incartapecorita). E la loro globalizzazione fa ormai acqua da tutte le parti. Come ho detto ormai qualche milione di volte, è altrettanto vecchio il marxismo e la presunta rivoluzione che doveva condurre al socialismo. Non conduce a nulla – salvo appunto le idiozie buoniste dei novelli “frati scalzi” che pensano d’essere la “sinistra”, quella vera – perché non esiste la “classe” operaia; e perfino quelli che definiamo ancora operai sono cambiati totalmente rispetto alle situazioni ottocentesche (le uniche viste e studiate da Marx) come a quelle del taylorismo-fordismo.

Al posto dell’agognata globalizzazione è iniziato, e non si fermerà malgrado magari una serie di “sinuosità”, il multipolarismo. Gli Stati Uniti l’hanno in fondo capito da tempo e stanno seguendo una politica sempre meno “lineare” da Bill Clinton in poi (Bush jr. e Obama). Anche adesso con Trump nulla sembra cambiato sostanzialmente, pur se ci sono prove e riprove di strategie (e tattiche) più adeguate. A questo punto, penso che si possa forse avanzare l’ipotesi di un relativo declino statunitense. Gli Usa sono ancora, senza dubbio, la più forte potenza militare; e di gran lunga. Non è detto che il loro declino sia definitivo e irreversibile (come quello inglese iniziato negli ultimi decenni del XIX secolo). Comunque, si trovano in qualche difficoltà; e anche il loro sistema dell’Intelligence e dell’informazione mostra linee di frattura qua e là; da non sopravvalutare però. Bisogna ancora compiere molta strada per metterli in vera difficoltà e un po’ più sulla difensiva.

In questa situazione, mi sembra mostrare ancor più la corda l’establishment europeista. Ormai più o meno tutti dicono che così la UE non va. Solo che si attestano sulla posizione del “non dobbiamo fare le cose da soli, ma tutti insieme, in pieno accordo”; non sarà invece più possibile raggiungere alcun accordo, in specie dopo che è stato messo in moto il processo della migrazione selvaggia, in cui sguazzano fior di organizzazioni “benefiche” che appaiono sempre più con il loro vero volto di malfattori. Sbaglierò, ma credo proprio che siamo alla fine di questo europeismo. Ci sarà la vittoria di Macron, le altre elezioni che andranno in una certa direzione. Tuttavia, ciò avverrà proprio perché ancora non sono sorte organizzazioni politiche consapevoli della necessità di addivenire a ben altre prove di forza, di stampo null’affatto elettorale. La “crisi” – che non è solo economica, ma ormai di instabilità sociale, di falsa integrazione con i migranti che invece porteranno ad una vera disgregazione e impossibilità di conciliare l’inconciliabile – sta maturando e annuncia la fine dell’epoca voluta dai venduti “padri dell’Europa”, la genia ancora onorata ma che alla fine sarà consegnata alla storia come un insieme di manutengoli degli Usa.

Voi direte: ma quando avverrà la fine? Non si può sapere con precisione. Si può solo capire che ormai le forze della svendita della nostra civiltà, cultura e tradizioni, sono in difficoltà e devono inventarsi i “centristi” alla Macron, devono spaventare le popolazioni con le crisi bancarie, con i disordini vari nel mondo, con minacce di vario genere, ma anche con il continuo ripetere che si deve cambiare, che così non va bene, ma sarebbe necessario farlo tutti insieme e sotto la loro banditesca direzione dei processi. Qui casca l’asino. Basta con forze che predicano solo l’autonomia nazionale senza affrontare di petto e con risolutezza la questione dell’ostilità nei confronti degli Usa, chiedendo la revisione dei trattati con essi, un diverso riorganizzarsi delle forze militari (a partire intanto dal loro rafforzamento nazionale in piena autonomia), una bonifica dei servizi, uno smantellamento di false organizzazioni culturali (giusta la posizione del governo ungherese contro l’Università “sorosiana”), ecc.

Forze più giovani si liberino del “tarlo” della “democrazia” propugnata da falsi liberali, lascino perdere le elezioni e inizino (non illegalmente e clandestinamente, per carità) a diffondere presso le parti più consapevoli delle popolazioni una diversa concezione, chiarendo che siamo ormai a pericolo di totale tracollo e intorbidamento delle nostre tradizioni e cultura. Scontro deciso con gli europeisti, passando per una fase di formazione di forze politiche nazionali agguerrite e fortemente determinate, ma pronte alla collaborazione e aiuto di quelle similari negli altri paesi europei. Dichiarazione aperta che le “sinistre” e “destre” (ormai di fatto inesistenti), difensori di questa UE, sono i nostri nemici; non avversari, bensì nemici acerrimi, i più pericolosi e velenosi mai avutisi nei nostri paesi di plurisecolare civiltà. Dobbiamo distruggerli, annientarli, eliminarli. E lotta a fondo contro ogni ipocrita buonismo, che nasconde nei fatti la volontà di arruolare dei “mercenari” pronti a opprimere le popolazioni, che continuino a tergiversare con questi farabutti dell’“europeismo”.

Non abbiate tanta paura delle elezioni francesi; chi ne fa questione di “ultima spiaggia”, lo fa solo per poi giungere ad accordi con questi mascalzoni della UE, strappando qualche posizioncina di potere o di difesa di propri interessi personali (alla berluscona, per intendersi). Ricordatevi una buona volta che, quando si arriverà allo scontro decisivo tra chi vuol farla finita con questa UE di servi (e dei suoi governi nei vari paesi aderenti) e chi la difenderà in tutti i modi, le forze che si situeranno in mezzo, che faranno appello alla ragionevolezza, al tranquillo accordarsi, ecc., saranno esattamente i “bastioni avanzati” dei conservatori, serviranno da loro ultima speranza di disperdere chi avanza con l’intenzione di cambiare veramente le cose. Quindi, la gentaglia di questo tipo va guardata come parte dei propri nemici. In certi frangenti, si può anche “abbozzare”; ma con la consapevolezza che, nel momento supremo del conflitto, questi sono nemici da togliere di mezzo per arrivare direttamente al cuore delle forze nemiche, quelle “europeiste”. Avremo ancora molto tempo da discuterne.

 

Finito alle ore 16,10 di domenica 7 maggio

CHE PAESUCOLO! di GLG

gianfranco

 

http://www.huffingtonpost.it/2017/03/21/movimento-5-stelle-sondaggio_n_15508880.html?1490081232&utm_hp_ref=italy

 

Un altro sondaggio, commissionato da Mentana, dà invece fermi i “5 stelle” al 29,9% e invece pur sempre in caduta il Pd. Gli altri partiti restano a navigare nelle solite acque e, a parte Lega e FI, sono a percentuali risibili. Minimamente interessante è che per entrambi i sondaggi Lega e FI sono alla pari e con percentuali ben modeste rispetto a quanto aveva una volta il partito berlusconiano e a quanto sperava Salvini, un leader ormai sfiancato dopo un breve iniziale successo. Soprattutto, come già si è notato da tempo, l’incapacità di Salvini e Meloni di denunciare apertamente i continui tradimenti del loro falso alleato ha ricondotto in posizione decisiva quest’ultimo. Con la percentuale che gli è rimasta continuerà nel suo doppio gioco per poi finire in appoggio assai meno mascherato al Pd renziano. In effetti, da altri sondaggi risulta che l’ex premier piddino sarà appoggiato da almeno tre su quattro degli elettori del suo partito. Vincerà nettamente il congresso e al secondo posto risulterà Orlando, pronto a qualsiasi inghippo con lui, mentre Emiliano sembra confermarsi solo un trombone destinato a suonare da tromboncino, e per di più stonato.

Vi ricorderete come, dopo il referendum vinto nettamente dal NO, tutti i perdenti si siano messi a sostenere, con l’appoggio del presdelarep (e con Renzi che, per un po’, ha fatto finta di volersi sottomettere al giudizio del popolo contrario ai suoi intenti di riforma), l’impossibilità di andare a votare senza una seria riforma della legge elettorale, perché altrimenti si sarebbe ottenuta soltanto l’ingovernabilità del paese. Mentitori spudorati; una volta sfibrati i sostenitori del voto immediato e ottenuto che, se tutto va bene, si andrà alle urne fra un anno (e forse più), tutti hanno ormai messo da parte quella pantomima e accettano l’idea di andare ad elezioni con la proporzionale; anzi è evidente come proprio Renzi e Berlusconi (quest’ultimo in modo aperto mentre il primo è pur sempre furbescamente meno disponibile ad esporsi chiaramente in una precisa posizione) accettino simile prospettiva. Nessuno otterrà il 40% dei voti e quindi si straparla ormai della necessità di accordi fra partiti anche contendenti durante la campagna elettorale. I “5 stelle” non possono accordarsi con il PD; e sono così “incasinati” con la loro ormai ridicola “purezza” e “onestà” che non si rivolgeranno alla Lega. Resta l’opzione Renzi con un’accozzaglia di minimi gruppetti detti “centristi” e l’appoggio, magari “esterno” (ma non è detto) e pur sempre decisivo, di FI.

Lega e FDI possono essere pensati così sprovveduti da favorire di fatto un simile disegno? Perché inutile raccontarsela: lo stanno di fatto agevolando, non avendo condotto una netta campagna di denuncia degli innumerevoli voltafaccia e doppi giochi che il “viscido d’Arcore” sta conducendo dal 2011. Non credo siano così sciocchi; è evidente che pur essi avranno qualche vantaggio (di cosiddetto “sottogoverno” e di governi regionali) per mostrare tanta “ingenuità”. Poi magari grideranno al tradimento, cercheranno di rinsaldare le loro conventicole elettorali, ma sarà solo la recita di questi guitti in un paese di ceto politico assolutamente indecente, da “fiera rionale”. E questa popolazione si lascia ancora infinocchiare da una simile congrega di mille partiti e partitini in cerca di qualche voto per strappare sinecure a vantaggio di meschini pigmei quali sono i loro dirigenti. D’altra parte, questa è la “democrazia” elettorale. Negli Usa può ancora funzionare un po’ perché laggiù hanno una lunga e “gloriosa” tradizione di commistione tra politica e manifesta criminalità; sempre denunciata “con coraggio” (da pochi) perché un simile “impasto” è al sicuro da un’informazione che raggiunga veramente “le masse”. Qui da noi siamo dei miserabili perfino sul piano della delinquenza; quindi abbiamo i dirigentucoli di cui sopra. Il “povero Fini” ci è rimasto invischiato; ma quelli che l’hanno “sfangata” sono pari pari come lui. Nemmeno più furbi, solo le contingenze diverse li hanno per ora salvati. E va bene così: “questa è l’Italia, bellezza” (parafrasando Humphrey Bogart in un famoso film di quelli, sopra citati, della “verità”).

VOGLIONO UCCIDERE FINMECCANICA?

finmeccanicaOK

Matteo Renzi è vivo e vegeto e piazza i suoi uomini in alcune grandi imprese di punta a partecipazione statale. Gentiloni, attuale premier, si rivela (semmai ci fossero stati dubbi in merito) la sua testa di turco nel Governo e fa solo quello che il fiorentino gli ordina di fare. La nomina più importante, avvenuta nelle ore passate, è sicuramente quella del banchiere Alessandro Profumo alla testa di Leonardo, cioè di Finmeccanica, azienda strategica del settore aerospaziale. Profumo è uomo del Pd, almeno dai tempi in cui, con Passera ed altri “power brokers”, faceva la fila alle primarie del 2005, quelle vinte da Romano Prodi. Il guaio più grosso per la nazione è che il banchiere genovese è della cordata filo-americana, sponda democratica, benché per un periodo abbia lavorato pure nella banca russa Sberbank (della serie pecunia non olet). L’ex Presidente di MPS e AD di Unicredit è un estimatore di Clinton e di Tony Blair, il peggio che il liberalismo internazionale di sinistra abbia mai espresso. Parliamo della corrente più globalista ed ingerentista che ci sia, quella che ha portato le relazioni mondiali al disastro attuale, con speciale danneggiamento degli interessi italiani.

Infatti, si sussurra che Profumo sia stato mandato in Finmeccanica proprio per svenderla ai suoi referenti esteri. Si parla dei francesi ma vedrete che tutti gli altri squali reclameranno il loro boccone. E’ da qualche anno che il Pd prova a realizzare questo piano di spacchettamento della best company nostrana con il pretesto che la strategia manageriale di Finmeccanica sia “erronea, erratica, inconcludente” (rapporto Nens del 2013). Ma il colosso di Monte Grappa, con oltre 12 mld di fatturato e 40 mila dipendenti, rappresenta forse l’asset migliore del Paese. E’ questo che dà fastidio ai concorrenti stranieri, sia europei che americani. E’ per queste ragioni che la magistratura, eterodiretta da manine non autoctone, si accanisce contro il gigante industriale mettendo il popolo italiano di fronte al pessimo spettacolo di uno Stato che si autoprocessa e si scredita per favorire i competitors. Per impedire che i buoni risultati del Gruppo si protraggano la sinistra mondialista porta sullo scranno principale di Finmeccanica un banchiere che ha fallito nel risanare MPS ed è stato indagato per falso in bilancio e manipolazione del mercato. Mi pare che l’Ad uscente di Leonardo, Mauro Moretti, sia stato allontanato per qualcosa di simile, ovvero i suoi guai con la giustizia. E’ ovvio che sono tutti pretesti altrimenti la scelta non sarebbe ricaduta su di un sostituto con problemi giudiziari. Se quanto dicono alcuni commentatori è vero, ossia che Profumo in Finmeccanica abbia l’unico ruolo di liquidare le branche più redditizie della società, appoggiandosi ai suoi legami con la finanza internazionale, allora siamo all’ennesimo tradimento della nazione. Quando finalmente gli italiani si sveglieranno e cacceranno via tutti questi etnocrati che li depredano per conto di centrali mondiali assetate del loro sangue? Quando finirà questo scempio contro la sovranità nazionale? Mai, finché avremo al potere tali sicofanti che agiscono indisturbati.

AL VOTO AL VOTO (E PERCHE’?), di GLG

gianfranco

Voi già sapete cosa penso delle elezioni, che si possono senz’altro scegliere come metodo di consultazione della popolazione in condizioni di relativa tranquillità e benessere quasi generale. Non certo perché abbiano qualcosa a che fare con il “governo del popolo”. La massa dei cittadini è sempre esclusa dalla reale configurazione delle volontà decisionali, che reggono le sorti di ogni dato paese. Ripeto: in certe condizioni di tranquillità, è un metodo possibile per dare le sorti del governo a chi sa meglio imbrogliare le carte e convincere la cosiddetta “maggioranza” che si attiene alle volontà di quest’ultima, mentre invece attua le proprie.

Non mi sembra sinceramente che nell’attuale contingenza storica si sia in condizioni di tranquillità; e, detto per inciso, guardate che condizioni del genere esistevano proprio nel “nostro mondo” durante l’epoca bipolare Usa-Urss, malgrado certi imbroglioni cercassero sempre di far credere che la guerra poteva essere imminente. Era invece un’era di singolare pace per noi e di scaricamento dei conflitti, quelli sì atroci, nel “terzo mondo”. Noi si stava tra due guanciali, a parte i noti “anni di piombo”, ma anche qui con molte esagerazioni di chi si serviva degli “ultrarivoluzionari” per i propri fini di potere e di intrallazzo reciproco. Tipico esempio il caso Moro, contrabbandato per quello che non era, perché serviva solo a togliere di mezzo un intralcio al “compromesso storico” tra parte del Pci e parte della DC, agli accordi sottobanco tra quella parte del Pci e ambienti statunitensi, ecc.; insomma, serviva ad aprire la strada a tutto ciò che poi è venuto alla luce dopo il “crollo” del “socialismo reale” e che ci ha condotto al disastro attuale. Avete capito che imbroglio ci hanno propinato per decenni? E continuano tuttora, i furfantoni

Torniamo a bomba. Oggi come oggi, avremmo bisogno di metodi ben diversi dalle elezioni; necessario sarebbe l’entusiasmo di una parte decisiva della popolazione per qualche prospettiva di rinascita di un nuovo spirito. E chi se ne sbatte delle percentuali? Il 40% dei votanti, quindi al di sopra dei 18 anni? Ma va là, anche più giovani, ma soprattutto, giovani e meno giovani, incazzati di questi che ci s-governano e ben guidati da una nuova organizzazione determinata e con idee chiare sul da farsi. Malcontento ce n’è, soprattutto disistima di tutte le forze politiche, anche di opposizioni che badano solo ai voti per avere qualche posizione di potere in più e arrangiarsi con il cosiddetto sottogoverno. Tuttavia, è ancora un malcontento non indirizzato e non deciso a farla finita con i farabutti. E la prima cosa da fare sarebbe intanto cacciare a calci in culo gli intellettuali semicolti dalla TV. Per il momento, i peggiori hanno ancora in mano il bandolo della matassa.

Però proprio per questo, bisogna appoggiare chi vuole le elezioni subito; se c’è una possibilità di smascherare l’inetto e disonesto ceto politico odierno è proprio nel votarli (sperando per l’ultima volta) e nel mostrare alla popolazione tutta la loro insipienza e incapacità di andare oltre le alchimie parlamentari e simili. Per questo uno dei peggiori nemici che abbiamo è il nano d’Arcore; e chi ancora esita nel denunciarlo si rende suo complice. E’ quasi peggiore di Renzi, è il vero supporto dei governanti italiani dal 2011 in poi. Non ci si faccia ingannare dalla magistratura che ancora (appena un po’ del resto) lo tiene d’occhio; ma solo per dargli l’aureola sufficiente ad ingannare i suoi ottusi fan e a favorire gli altri politici imbroglioni di cui è circondato. Bisogna spazzare via i forzaitalioti, forse ancor più dei renziani; comunque non meno di questi.

E alle elezioni subito per mostrare infine, in tutta evidenza, come il voto non serva affatto in questa fase storica, che non è più di tranquillità; è seria, molto seria, al limite del nostro totale tracollo. Via con le elezioni e poi….. speriamo in un regolamento di conti che faccia più epoca ancora di quello dei primi decenni del ‘900. E non solo in Italia evidentemente. Occorrono anche Francia e Germania.

VOGLIAMO INFINE METTERE TERMINE A QUESTA FARSA? di GLG

gianfranco

 

 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/berlusconi-mi-candido-vincere-se-nessuno-ha-50-intesa-1351631.html

 

ecco ancora all’opera il superbadoglio, ormai un traditore senza maschera salvo che per i suoi incapaci “alleati” che continuano a brontolare senza mai liquidarlo definitivamente. Credono nel 10% dei voti che può avere. A che cosa servono, politicantelli che non siete altro! Solo ai giochi esclusivamente tesi ai suoi interessi personali. Ormai, il potere che gli concedono quei voti li porta in dote ai sinistri renziani (e se un giorno non dovesse essere più Renzi, sarà un altro dello stesso genere, cioè legato a quei poteri esteri che finora lo hanno adoperato). Nessuno dei tre schieramenti principali oggi esistenti in Italia può prendere il 50% + 1 dei voti. Per cui, il supertraditore sta ricordando con chiarezza che farà un nuovo patto (“asse”) con i renziani (cosa del resto affermata chiaramente pure sul “Giornale” di ieri, come ho ricordato in FB). E allora lo si denunci apertamente, elencando il suo strisciare ai piedi dei “potenti” (o ex tali) a partire dal maggio 2011 a Deauville (G8), quando fece la piccola farsa con Obama per mettersi pubblicamente al suo servizio (anche allora con i cretini dei “sinistri” che rimasero allibiti e lo irrisero come se stesse facendo una figuraccia da “rimbecillito”). Se i suoi deboli e incerti “alleati” lo denunciassero invece senza più remore, una parte dei suoi voti andrebbe a loro; per il resto si smaschererebbe del tutto e farebbe la fine di Alfano, Verdini, Parisi, le “sue” creature.

Inutile che la Lega cerchi i voti grillini che tanto non affluiranno in quella direzione, semmai verso i “sinistri” (e più probabilmente resteranno dove sono). Secondo sondaggi – di cui certo fidarsi quasi quanto di Berlusconi – i “5 stelle” vedrebbero perfino accresciuto il loro favore presso l’elettorato, malgrado la “comica” figura fatta cercando di diventare “europeisti”; inoltre sarebbe cresciuta la popolazione che preferirebbe non vi fossero troppo presto le elezioni (se fosse così, sarebbe un’ulteriore prova di quanto stupide sono le “masse popolari”). In ogni caso, 70 anni di “liberazione” e di predominio dei “resistenti” di quella ignobile parte politica asservita agli Usa (che poi è dilagata dopo la fine del mondo bipolare e l’indegna farsa giudiziaria del 1992-93) hanno ridotto questo paese e la sua popolazione ad una poltiglia maleodorante. Tremano i polsi al pensiero di quale tragedia, condita da inenarrabili crudeltà e ferocia, sarebbe necessaria per riportarci ad un minimo di dignità.

Le formazioni che si pretendono “sovraniste” la smettano di cercare voti: occorre ben altro, occorre terrorizzare il nemico. Però è necessaria intanto una lotta a morte contro questa Unione europea ed è indispensabile la nascita in alcuni decisivi paesi di quest’area (in primis la Germania) di nuove forze politiche, che ravvivino certi sentimenti non proprio “benigni”. In questa nuova epoca ormai apertasi – nel mentre le forze politiche esistenti sono tuttora largamente ancorate alla vecchia, solo mostrando maggiore stupidità e inconsistenza rispetto a quelle che le precedettero – è al momento impossibile comprendere se questa Europa è decisamente avviata alla decadenza “secolare” oppure se potrà conoscere una rinascita. Non certo però con simili rappresentanze politico-ideologiche (e nemmeno quelle imprenditoriali, salvo eccezioni). Occorrerebbe un vero terremoto che riporti in auge un ben più terribile (e terrorifico) spirito di annientamento della parte avversa. Non è piacevole prospettare una simile necessità. Sarebbe stato probabilmente possibile evitarla se, dopo il “crollo del muro”, si fossero messe in moto correnti autenticamente indipendenti in Europa. Invece, si sono rafforzati i servi. Allora, adesso quel che occorre è una violenza inaudita perché con queste manfrine partitico-elettorali delle forze che si vogliono sovraniste non si va da nessuna parte. Un po’ di sveglia, cari amici dell’autonomia nazionale.

 

QUANTO AVEVO VISTO GIUSTO?

gianfranco

 

 

“E il voto di Forza Italia alla Camera e poi al Senato a sostegno della mozione di maggioranza che autorizza il governo a intervenire a favore di MPS e delle banche è il segnale di un’evidente discontinuità rispetto al passato. Un ‘gesto di responsabilità’, lo definisce Silvio Berlusconi, che già nei giorni scorsi si era detto disponibile a sostenere eventuali provvedimenti che possano essere ‘positivi per il paese’. Un’apertura concreta, messa nero su bianco da un voto parlamentare che di fatto – visti anche i numeri risicati che ha l’esecutivo a Palazzo Madama – pone il leader di Forza Italia nella condizione di essere un interlocutore del nuovo governo guidato da Gentiloni. Ma il voto di ieri potrebbe avere un’altra conseguenza, soprattutto se non dovesse rivelarsi un caso isolato…….di fatto allontanerebbe l’ipotesi di elezioni anticipate come vorrebbe Renzi”. E siccome Mattarella “vuole un governo nel pieno delle sue funzioni…….in questo quadro un Berlusconi che privilegia quelle che lui stesso definisce ‘scelte responsabili’ non fa che allontanare un eventuale show down” (dall’editoriale odierno de “Il Giornale”).

Perfino incredibile quanto accade, perché quasi alla lettera conferma ciò che sto scrivendo da non so quanti giorni. Ci stanno prendendo per i fondelli Renzi e Berlusconi con la supervisione (guidata) del “supremo capo della Repubblica”. Renzi non vuole affatto le elezioni anticipate; vuol farlo credere al “popolo” per fare la bella figura di chi accetta la sconfitta nel voto referendario e accetta di mettersi finalmente in gioco tramite il voto. Mattarella deve ergersi a prudente uomo di Stato che tiene conto di urgenze istituzionali che il “popolo” deve capire. Berlusconi – ben aiutato contro l’attacco a presunti interessi nazionali da parte del francese Bollorè – recita la parte dell’uomo tutto preso dalle esigenze di stabilità e di evitare pericolosi contrasti tra ex premier e presdelarep. Una recita che nemmeno nel peggiore degli avanspettacoli dati in un cinema di Zagarolo dovrebbe avere successo. Tuttavia, voglio vedere adesso le reazioni dell’opposizione – e soprattutto di quegli “alleati” di Berlusconi che si sono fatti smerdare continuamente da quest’ultimo senza mai fare altro che bofonchiare in modo indegno – di fronte a questo chiaro gesto di “badoglismo”. Che fa seguito, del resto, alle dichiarazioni di stima di Brunetta nei confronti di Gentiloni (pur se F.I. votò contro la fiducia perché la recita lo richiedeva in quel momento), quando perfino i sostenitori della “sinistra” (basti pensare a “Repubblica” e “Corriere della sera”) erano rimasti costernati della pochezza di un governo, da tutti definito “fotocopia” (e sfocata).

Mi dispiace, ma adesso Salvini e Meloni non hanno la benché minima scusante; hanno finora insistito (anzi tuonato) per elezioni anticipate, perfino accettando il Mattarellum perché l’importante è comunque andare a votare. Bene; il loro “alleato” ha deciso il contrario e ormai – per rinsaldare viepiù l’appoggio dato alle sue aziende (che nulla hanno a che vedere con l’interesse dell’Italia, ma solo con l’interesse suo personale di autentico “pupazzo al servizio di”) contro i francesi – apre apertamente al governo fantoccio che “in qualche modo depotenzia Verdini che al Senato potrebbe non essere più determinante, non solo per sostenere il governo ma soprattutto per staccargli la spina. Senza contare che non ha alcuna fretta di tornare alle urne anche mezzo Pd” (sempre dall’editoriale del “Giornale”). Non ci sono più manovre involute per ingannare gli sprovveduti. Qui ormai il cambio di campo di Berlusconi e Forza Italia è netto e deciso. Il passo verso una nuova accozzaglia elettorale che tolga ogni speranza a questo paese è palese e finalmente scoperto. Chi non lo denuncia e continua ad intrallazzare vuole solo mantenersi a galla e nulla più. Voglio proprio vedere se gli “alleati” dell’odierno “Badoglio” s’inventeranno qualcosa di nuovo per ingannare i loro elettori e mantenere le loro comode “poltroncine”; oppure se manderanno un segnale forte di infamia nei confronti del tipico voltagabbana italiano. Adesso infine ci siamo.

 

 

ANCORA PIÙ PERICOLOSO

gianfranco

 

 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-perdente-e-gradasso-ammette-sconfitta-d-colpa-agli-1343901.html

 

E’ ancora più pericoloso di prima. Non per meriti suoi, non è “il grande dittatore”. Comanda per l’insipienza degli oppositori e perché al momento è sempre aiutato (e si fa aiutare come un buon servitore) dai centri di potere statunitensi convinti di vincere le elezioni presidenziali con la Clinton e per il momento in grossa difficoltà e forse disorientamento. Questi centri continuano comunque un gioco mai visto contro il presidente eletto (sia pure con metà popolazione a favore e metà contro), utilizzando fra l’altro i due principali Servizi Segreti con l’incredibile pubblicazione di notizie che dovrebbero essere del tutto riservate e che non sono minimamente provate. Renzi sicuramente opererà per restare pur sempre una pedina ossequiosa di chi avrà il potere oltreoceano; e tuttavia, come del resto la UE, non dovrebbe troncare i contatti con gli sconfitti che, nel caso fosse oggi eletto Trump (come penso), continueranno a operare pericolosamente quanto meno tentando di correggere l’impostazione fin qui dichiarata dal nuovo presidente. Entriamo sempre più nell’epoca multipolare, ricca di molteplici svolte e densa di incognite; e ciò avverrà pure se vi saranno “amichevoli” (e temporanei) accomodamenti tra i due principali avversari degli ultimi tempi: Usa e Russia.

In ogni caso, che Trump sia libero d’agire o invece ostacolato da potenti avversari, l’Italia non interessa più che tanto a Putin mentre sarà comunque considerata importante dagli Stati Uniti per certi “controlli d’area”. Se la Russia avesse ritenuto opportuno intrattenere rapporti stretti con noi, avrebbe risposto alla richiesta di aiuto fatta da Berlusconi quando corse, tutto solo, a Mosca nell’ottobre 2009. Invece, Putin evidentemente, pur rimanendo “amico” (ciò non costa nulla), chiarì che non poteva (o anche non gli interessava?) intervenire (con i suoi Servizi) per consentirci maggiore indipendenza dall’influenza americana. E così sappiamo bene come il “nano” si sia subito dopo “venduto” a Obama; da allora ha sempre funzionato come pedina complice dei governanti piddini fino al rapporto privilegiato, tenuto coperto ma senza nemmeno troppa cura, con Renzi. Quest’ultimo non è per nulla fatto fuori e tornerà presto; a meno che i centri di potere stranieri che lo controllano, al di là di tutte le sue “gradassate”, non trovino un sostituto migliore di lui (come servo intendo), cosa per il momento nemmeno all’orizzonte. Aspettiamoci il peggio del peggio.

 

 

PS Mi lascia quasi divertito vedere fior di oppositori che ragionano circa il miglior metodo elettorale per poter sviluppare la loro azione di irrisorio contrasto verso la maggioranza attuale; e poi, magari, come la Lega, si dichiarano favorevoli a quello preferito dal nemico n. 1, Renzi. Sembra non ci si ricordi che con il Mattarellum fu subito premiato uno dei peggiori personaggi della scena politica italiana; nel 1996 vinse le elezioni e divenne premier Prodi, quello che era fra l’altro stato presidente dell’IRI e aveva dato inizio al disfacimento del settore pubblico dell’economia. Poi nel ’98, sempre nella stessa legislatura, fu seguito da un altro “bel politico”, D’Alema, che si mise a disposizione di Clinton per aggredire la Serbia e realizzò successivamente l’“ottima” operazione di svendita della Telecom ai “capitani coraggiosi”, Gnutti e Colaninno, non certo ricopertisi di gloria come imprenditori. A parte tutto questo, l’unico mattarellum che dovrebbe piacere a certuni, se fossero oppositori interessati alle sorti d’Italia e non a qualche posticino ben remunerato, dovrebbe essere la mazza da baseball (per un uso magari un po’ diverso da quello sportivo).

Si fa finta di credere alla possibilità di liberarsi della dipendenza da altri “padroni”, molto lontani dall’Italia, scegliendo di depositare una scheda nell’urna, con quella scarsa conoscenza dei giochi politici in atto che è tipica del 95% almeno degli elettori. Se Renzi preferisce il mattarellum, non credo sia dovuto ad un improvviso attacco di masochismo. La si smetterà di giocare con ciò che non è nemmeno l’ombra lontana della “democrazia”? Almeno, il proporzionale consente un buon frazionamento dell’elettorato in base ai variabili umori di una popolazione ignara di quanto si sta svolgendo alle sue spalle per consentire a degli sfaticati e inetti di diventare deputati o senatori o consiglieri regionali o altro ancora al fine di godere di un buon stipendio. Il frazionamento dovuto al proporzionale assicura spesso quella “deliziosa” instabilità, che serve mirabilmente a mettere in luce quanto questa “democrazia” serva a porre ai vertici i più incapaci e i più interessati ai fatti propri e non a quelli del paese.

 

PROVE DI RITORNO (di RENZI)

gianfranco

 

 

http://www.ilgiornale.it/news/mediaset-confalonieri-scalata-ostile-anche-senso-politico-1343687.html

 

http://www.ilgiornale.it/news/prepariamoci-voto-noi-pronti-governare-1343695.html

 

Ecco qui colui che ha votato SI per Mediaset e coloro che sono pronti a governare, ma con i piddini renziani, che si stanno dimostrando “buoni” con le aziende del loro “capo”.

Vediamo un po’ gli ultimi avvenimenti. Sono state messe in condizioni pietose le amministrazioni dei Comuni delle due grandi città italiane. Lungi da me il sostenere che non ci siano reati, soprattutto in quel di Roma. Questo del resto si vedrà in seguito. Intanto, si vorrebbe capire perché non si procede con durezza nei confronti di chi ha provocato il disastro di Banca Etruria (con altre tre), nella quale sono cointeressati familiari di una “membra” (bisogna usare il femminile, no?) del vecchio governo. Tuttavia, sorvoliamo sul problema, che speriamo resti però ben fisso nella memoria della gente. Ancora una volta colpisce il tempismo degli attacchi portati a sindaco e “sindaca” (idem come sopra). Tutto avviene dopo il massiccio NO con dimissioni (di fatto a tempo) di Renzi e formazione di un governo tipicamente “fantoccio”; chiaramente ispirato dalla volontà di far inorridire gli italiani per la pochezza incredibile delle striminzite immissioni fatte in un governo fotocopia del precedente. Il messaggio al paese è: continuate a opporvi alle decisioni, di cui Renzi è l’esecutore più servile per ora trovato sul mercato, e vi troverete nella “palta” con governi simili a quello appena formato.

La situazione di degrado sarà tale che molti degli italiani del NO prenderanno paura e allora saranno pronti ad accettare chiunque porti un po’ di “stabilità”; una stabilità che implicherà ulteriore disfacimento della nazione, impoverimento soprattutto del ceto medio, con le solite misure strombazzate di mancette varie e magari un piccolo, irrisorio, aumento di qualche assegno (o pensione) di povertà nera, con aiuti a banche e a industriali “amici”, ecc. Adesso ormai mi sembra piuttosto chiara l’intenzione di questo pericoloso “bambolotto” assai cattivo e vendicativo. Nei prossimi mesi si chiarirà la stoffa degli oppositori. Se continuano a tenersi vicino il vile complice di Renzi – anche questo è ormai di rara evidenza – si renderanno esse stesse responsabili della situazione pressoché disperata in cui verrà a trovarsi il nostro paese. Non credo gran che in simili opposizioni; mi sembrano velleitarie o, peggio, interessate a prendersi quote di elettori sufficienti a contare qualcosa, pur se in opposizione a chi continuerà a fare e disfare a suo piacimento. In ogni modo, non dovremo aspettare molto. Il prossimo anno sarà molto lungo e tormentoso per gli italiani; e nel bene o nel male si chiariranno le intenzioni dei nostri pessimi governanti. Almeno così sembra (e si spera).

OHI CHE BEL CASINO, DIRON DIRON DIRONDINO, di GLG

gianfranco

 

Le opposizioni hanno mostrato tutta la loro debolezza sia alla Camera che al Senato, senza alcun coordinamento minimale; e per di più con discorsi di ben diversa incisività. Dire se questo governo durerà o meno è difficile. Sarà però deciso dall’establishment, da quello che poco appare, non certo da chi urla facendosi forte dell’indubbio malcontento che serpeggia in gran parte della popolazione, ivi compreso il ceto medio e quello piccolo-imprenditoriale, che non vivranno anni futuri facili. Sempre più appare chiaro che tale malcontento non sa bene dove indirizzarsi; e soprattutto che in effetti non sussiste nessun partito in grado di raccoglierlo veramente.

Nessuno poi dice una “verità”, che ammetto non essere del tutto chiara nei suoi contorni precisi, ma che comunque non può non essere tenuta in considerazione da chi capisce qualcosa di politica; e soprattutto si rende conto del livello di subordinazione agli Usa, a cui sono scesi negli ultimi anni il ceto grande industriale italiano (compreso quello dell’industria “pubblica”, che ha avuto qualche momento felice in questo paese) e quello politico. Quest’ultimo, dopo il ricambio seguito a “mani pulite”, è giunto all’asservimento più degradante che, tuttavia, si è ulteriormente accentuato negli ultimi cinque anni. Indubbiamente si dovrà meglio comprendere quale sarà la strada seguita dalla nuova Amministrazione americana dopo il 20 gennaio p.v.

La durata di questo governo dipende anche dalle vicende che si andranno sviluppando in politica estera se vi saranno rilevanti mutamenti nella strategia statunitense, che sembra al momento intenzionata a migliorare i rapporti con la Russia e ad inasprirli con la Cina. Tutto sommato, però, tale atteggiamento mira ad impedire una saldatura tra i due paesi, che non sono per nulla particolarmente amici (non lo furono nemmeno durante la presunta esistenza del “campo socialista”, figuriamoci ora); e tuttavia, sono stati costretti negli ultimi anni ad alcune mosse di riavvicinamento per la politica dei Bush e degli Obama (che sarebbe proseguita con la Clinton). Adesso, bisognerà aspettare come minimo l’andamento degli eventi nel prossimo anno. D’altronde, gli Usa (anche quelli di Trump) non vorranno affatto che si sviluppino in Europa rapporti troppo amichevoli con la Russia; e soprattutto saranno osteggiati quelli tra Berlino e Mosca. Da questo punto di vista, l’Italietta continua ad essere un “territorio” (poiché chiamarla nazione sarebbe un insulto all’intelligenza) del tutto fondamentale per creare caos in Europa, cercando di avvantaggiare quelle forze (l’ultima e la peggiore quella guidata da Renzi) che si battono affinché non si crei mai una politica di importanti paesi europei minimamente indipendente dagli Usa.

Quindi, il governo Gentiloni è a tempo; ma questo tempo verrà deciso anche in base agli sviluppi della politica estera americana, sulla quale dobbiamo mantenere una doverosa incertezza. Credo che invece sia un po’ più sicura la via, lungo la quale i manigoldi della politica italiana vorranno avviarsi. Il Pd è in fase di sfascio, e assomma brutte figure su brutte figure. Del tutto scombiccherato è pure il centrodestra, dove Berlusconi continua nella sua malefica ambigua condotta, mentre i suoi due “alleati” brontolano ma non sanno in definitiva che pesci prendere. Inoltre, si capisce bene che non c’è nemmeno un grande accordo tra Lega e FdI e la prima è inoltre abbastanza rotta pure al suo interno. Del partito (ma è un partito?) dei “grillini” è difficile dire qualcosa di sensato, dato che sono in grande confusione. L’unica considerazione possibile è che raccolgono i favori di quelli che non ne possono più dei politicanti di questo paesello da operetta. Benissimo, ma occorre che sorga qualche movimento in grado di capitalizzare tale rabbia inconsulta e di recuperare pure quella degli elettori degli altri schieramenti d’opposizione.

Non so vedere nulla di serio all’orizzonte. Quindi, la linea che verrà seguita il prossimo anno (e se non basta il 2017 si userà anche il successivo) sfocerà alla fine, dopo aver sfasciato il paese, nell’arrivo dei “salvatori”: quelli che hanno già parlato da tempo di “partito della nazione”. Ritornerà Renzi (o un suo successore ma chiaramente orientato da quanto accadrà negli Usa) e ad esso si uniranno i forzaitalioti (sostituendo quei brani di Pd e di “sinistra alternativa” in via di disgregazione) e forse perfino pezzi di Lega (tipo i “bossiani” e non solo). Dei seguaci dei “5 stelle” è difficile dire qualcosa poiché la confusione sarà ancora maggiore di adesso, così come l’incazzamento per l’ulteriore degrado del quadro politico italiano. I “salvatori” in questione ci butteranno definitivamente nel burrone dove dovremo stare …. non so quanto tempo; e si affretteranno ad allinearsi alla strategia che decideranno di seguire gli Stati Uniti, dove si profilano delle divisioni da seguire con tanta attenzione e con sempre maggiore difficoltà nell’afferrarle.

Insomma, un bel “periodino” in cui non ci divertiremo per nulla. Seguiamo gli eventi e prepariamoci al peggio. Si vorrà, “timidamente”, cominciare ad incontrarsi e a discutere sul da farsi?

Un governo “positivo”

gianfranco

 

 

Ha infatti il pregio di aver fatto incazzare quelli che hanno votato NO e ha lasciato costernati anche molti dei SI di fronte ad una apparente “provocazione”. Tuttavia, non lo è e si tratterà di capire che cosa vuole l’ex premier, buffoncello e tuttavia pericoloso, che ha messo tutti i suoi uomini ai vertici degli apparati amministrativi statali, della Guardia di Finanza, della RAI, delle industrie pubbliche. Il fatto è che gli oppositori sono inadeguati a raccogliere e alimentare un malcontento e un forte disagio che in queste ore si sono fatti abbastanza palesi. La minoranza piddina, quanto di peggio si possa immaginare, voleva un governo che durasse fino alla scadenza elettorale. Hanno detto di votare NO ma solo per disattendere il malcontento popolare. Sono dei cialtroni dai quali guardarsi. Solo che ormai sono patetici nei confronti dei renziani. Chi può prendere sul serio due sopravvalutati (in altri tempi) come D’Alema e Bersani? Oggi appare a quasi tutti quanto mediocri e solo intrallazzoni essi siano sempre stati. Nessun credito a simili personaggi da “vaudeville”. Vi ricordate “noio volevon savuar l’idris”? Quelli ci facevano ridere ed erano veri grandi comici. Questi fanno venire il famoso “latte ai cojoni”.

Tralascio Mattarella perché sappiamo che il presdelarep va rispettato per legge. Resta la cosiddetta opposizione: il movimento “5 stelle” e il sedicente centro-destra. Mediaset è sotto attacco di “Vivendi”, gruppo, se non erro, di Vincent Bolloré. Berlusconi non può che prendere ufficialmente le distanze dal governo dato che si tratta di un incredibile insulto rivolto agli italiani, la cui maggioranza è sicuramente incazzata. Tuttavia, il “nano” sarà in fermento e cercherà la via d’uscita per salvare lui e le sue aziende senza smerdarsi completamente. Gli altri oppositori avrebbero l’occasione di dichiarare una unità d’azione sia pure temporanea, cioè fino a quando durerà l’emergenza di una simile scelta catastrofica per il paese. Sono però personaggi privi di vero carisma, ognuno preso dalla sua ambizione di emergere per quanto è necessario a conquistarsi una fetta d’elettorato. Stiano attenti perché Renzi è consigliato dall’estero e non può non sapere quanto discredito si vada accumulando a causa di questo governo. E’ vero che negli Usa non ha vinto la Clinton. Tuttavia, se il “toscanello” compie una mossa così avventuristica, è per approfittare dell’insipienza dei suoi oppositori e dimostrare anche a Trump che lui è la sola carta da giocare per tenere l’Italia sotto il tallone statunitense.

Nel dibattito per la fiducia sono rimasti fuori dall’aula solo i grillini e i leghisti (di Verdini e soci non tengo conto perché si tratta solo di rabbia per non avere avuto nemmeno un posto al governo). FdI sembra quindi rimasto a sorbirsi “venti minuti di sussurri” (così titola perfino il “Corriere”). Non mi sembra un atteggiamento che faccia sperare in un minimo di forte opposizione. Tutti a calcolare convenienze partitiche. Manca un condottiero o, meglio ancora, un gruppo coeso, deciso e capace di convogliare il malcontento che si fa più palese, ma non può “concentrarsi” se la gente viene delusa e dunque si smonta. La situazione va maturando verso una forte disaffezione a questo quadro politico; manca però totalmente chi dovrebbe raccoglierla e scagliarla contro i ciarlatani al comando. L’opposizione non ha dirigenti capaci e chiari nei loro intenti; solo meschini chiacchieroni e opportunisti di vario genere. Una situazione senza via di uscita. Tuttavia, non è risolvibile in nessun modo pacifico e dunque, alla lunga, potrebbe maturare qualcosa di infine diverso dalla “poltiglia maleodorante” della politica odierna in questo paesello da operetta (almeno per il momento). Non resta che sperare; per il momento nulla di decente sembra esistere nemmeno in embrione.

 

 

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