Addà passà a nuttata?, di O.M. Schena
Ora possiamo dirlo, ci hanno gabbato!
Addà passà a nuttata?
Quasi tutti i giorni può capitare di dirsi: basta, siamo abbondantemente fuori dai gangheri, fuori di testa. La spazzatura infilata dal “nostro” governo sotto il tappeto è ormai troppa, tanta, tanto che il tappeto s’è decisamente ingobbito, mentre fuori la strada è un budello illividito dove voci querule sembrano voler spazzare via le moltitudini di parassiti intriganti pronti a sbeffeggiare le nostre quotidiane decisioni e indecisioni. Passerà mai la nottata, dopo una riaffermazione del “libero arbitrio”, che comincia spesso col coonestare delle bassezze?
“È vero, però, che tutte le situazioni storiche sono obbligate solo in una certa misura. Ciò non significa abbandono o annacquamento del determinismo, ma riconoscimento che l’azione di una personalità o di un gruppo politico è determinata non solo dalla situazione oggettiva in cui essi devono operare, ma anche da tutta la loro precedente formazione psicologica, sociale e culturale: perciò uomini o gruppi di formazione diversa agiscono diversamente in una stessa situazione, sebbene ciascuno di essi, data la sua formazione, non possa agire diversamente da come agisce. L’errore del giustificazionismo storico non consiste nel negare il “libero arbitrio”, ma nel non tener conto di quelle diversità di formazione e nel postulare, quindi, che tutte le azioni siano state sempre “imposte dalla situazione”. In tal modo anche l’azione più dannosa appare sempre come “il male minore” in quelle date circostanze, come un prezzo necessario per far progredire l’umanità, e l’intero corso storico assume una coloritura provvidenzialistica che il materialista rifiuta nettamente.” (Sebastiano Timpanaro, 1966-2000, Odradek)
Intanto la pianificazione degli istupidimenti di massa procede indisturbata, mentre un profumo stordente di immagini e parole sembra assalirci da ogni dove. Mentre la lampada fumiga o puzza, pazienza, la sostituiremo con un’altra, prima o poi, e bisogna ricordarsi d’essere pronti a rischiare la perdita della propria identità e pure della ghirba. Un branco d’incapaci tiene le redini del mondo e prima o poi, giocando, scherzando, ci fracasseremo in qualche burrone!
ORONZO MARIO SCHENA
09/05/2025