La coda non muove il cane

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Israele ha bombardato i siti del nucleare civile iraniano, causando almeno 78 morti e oltre trecento feriti, secondo dati che appaiono chiaramente sottostimati. Nessuno, però, sembra commuoversi per questa strage. Anzi, si esalta quella che viene definita una grande operazione di Tel Aviv. Tecnicamente lo sarà ma costoro dovrebbero sprofondare con la faccia nel water per quanto sono ipocriti e versipelle. Gli stessi che si stracciano le vesti per ogni missile russo deviato malamente dalla contraerea ucraina che finisce su abitazioni civili causando tre vittime, ora applaudono compiaciuti per questa strage. Nessuna lacrima per gli iraniani perché, hanno anche l’impudicizia di dire, se la sono cercata. D’altronde, chi gliel’ha fatto fare di tentare di costruire l’atomica? Come osano pensare di poter disporre dello stesso diritto degli americani o degli israeliani?
Israele, che di testate nucleari ne possiede da decenni, pur senza dichiararle, non consente ad alcun osservatore internazionale di accedere ai propri siti militari e non fornisce alcuna informazione sui suoi programmi atomici. L’Iran invece lo fa perché costretta dalle circostanze ancora non del tutto favorevoli. Ma questo, evidentemente, non scandalizza nessuno. I nostri grandi analisti non si fanno scrupolo nel minimizzare lo scandalo per un vile attacco e massimizzare la portata, sanno che quei siti iraniani erano destinati alla produzione di energia e non di armi ma il sospetto e le menzogne diventano verità quando occorre. Come sempre, agli amici si perdona tutto, mentre ai nemici non si perdona nulla. Nemmeno ciò che non fanno.
Questa doppia morale è ormai insopportabile. E chi continua a blaterare di russi assassini, cinesi aggressivi o iraniani cattivi non merita alcuna considerazione. Non ho mai visto un delinquente dichiararsi colpevole. A costoro dovrebbero cadergli tutti i denti mentre la storia sputa loro in faccia. Inoltre, è tempo di dirlo chiaramente, anche agli antisemiti della stupidità, non si è mai vista una coda che muove il cane. L’attacco israeliano non solo è stato coordinato, ma organizzato dagli Stati Uniti, esattamente come gli attacchi ucraini in territorio russo.
Israele rappresenta, in Medio Oriente, il cuneo americano, ha la funzione di presidio militare e politico statunitense, utile a impedire che qualche potenza regionale non allineata possa egemonizzare l’area, promuoverne l’unione o condurla fuori dall’influenza di Washington. La reazione iraniana delle ultime ore mira proprio a dimostrare che questo sgherro americano pagherà un prezzo sempre più alto per il suo ruolo di servo degli interessi statunitensi. E arriverà il giorno, come oggi sta accadendo con l’Ucraina, in cui gli Stati Uniti combatteranno fino all’ultimo israeliano pur di difendere i propri interessi. I tempi stanno cambiando. Le cose non andranno secondo il tifo e le opinioni degli imbecilli, ma una cosa è certa: il vecchio ordine mondiale, ormai in decadenza, non sopravvivrà nella forma attuale. Ci vorrà tempo, ma il cambiamento è in corso. E accadrà inevitabilmente.