Luigi Ditella: Il prezzo della libertà

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Un titolo semplice, ma carico di significato: “Partigiano”. È questo il nome della poesia di Luigi Ditella, poeta e sindacalista lucano, che ha conquistato il premio speciale del concorso letterario internazionale “Innanzitutto” e il premio di poesia del concorso “Universum Basilicata”.

Una lirica intensa, capace di attraversare il tempo e la memoria, in cui l’autore ripercorre la propria esistenza alla luce di un’eredità preziosa: quella della democrazia e della libertà. Valori che oggi appaiono quasi scontati, ma che sono stati conquistati grazie al sacrificio di chi ha donato la propria vita per le generazioni future.

In questo percorso emotivo, l’autore accarezza quasi, come a rivederlo, il partigiano: ne raccoglie i sogni, le sofferenze, la disperazione, ma anche la sua caparbia e incrollabile voglia di libertà. Una presenza viva, che non appartiene solo alla storia, ma continua a parlare al presente e a interrogare le coscienze.

Ditella non si limita a celebrare il passato. La sua poesia è anche un monito forte e attuale: nessuna conquista è definitiva. La libertà non è un bene acquisito una volta per tutte, ma una responsabilità da difendere ogni giorno. Il rischio di nuove ingiustizie è sempre presente, spesso nascosto nelle pieghe della quotidianità.

Attraverso versi profondi, emerge una riflessione lucida sulla tirannia moderna, che non sempre si manifesta in forme evidenti, ma si insinua anche nella limitazione del diritto di esprimere le proprie idee. Un pericolo sottile, che può provenire proprio da chi dovrebbe garantire e tutelare quei diritti, ma che invece li ostacola per difendere la propria posizione di potere.

Il messaggio dell’autore è universale: queste dinamiche possono verificarsi ovunque, nel mondo del lavoro, nello sport, nella politica, così come nell’associazionismo. Per questo, diventa fondamentale sviluppare una coscienza critica e una capacità di resistenza, opponendosi a ogni forma di abuso e sopraffazione.

“Partigiano” si configura così come un vero e proprio inno alla dignità umana, al coraggio e alla perseveranza. Un invito a non avere paura di esprimere le proprie idee, a difenderle con forza e a non cedere mai di fronte a chi tenta di limitarle.

Perché la libertà, come ricorda Ditella, non è mai gratuita: ha un prezzo. E spetta a ciascuno di noi scegliere ogni giorno se essere disposto a pagarlo, custodendola e proteggendola con responsabilità e determinazione.

PARTIGIANO

 

 

RIVIVE NELLE MIE PUPILLE

IL TUO VOLTO TRASANDATO,

NEI GEMITI DIPINTI DI PRIMAVERA

E NEI SUOI LUNGHI CREPUSCOLI.

 

STAGNA NELLE MIE SEGRETE

LO SPASIMO DELLA LOTTA,

OCCHI SECCATI AL VENTO

NEL SUO SGUARDO INFINITO.

 

SOSTA NELLE MIE ORECCHIE

LACERI DI CONTESA

E STREPITI DI TERRORE

DI DORSI SCOTTATI AL SOLE.

 

TORNA NELLA MIA MEMORIA

ARDENTE SIBILO DI BELLA CIAO,

E NELLE NOTTATE INSONNI

TENERE GHIRLANDE DI CATENE.

 

PREMENTE NELLA TUA ASSENZA

RISORGONO I TUO PALPITI,

FATTEZZE AFFINI DI GIOVINEZZA

DELLA MIA SPURIA ESISTENZA.

 

HO VISSUTO LIBERO NELLE ALBE,

URLATO RITTO NELLE PIAZZE,

BACIATO LABBRA AL TRAMONTO

SUI LEMBI DEL TUO MARTIRIO.

 

IN OGNI SILENZIO BATTE IL TUO ANSIMO,

OGNI BRIVIDO SULLA CARNE,

NELLA TERRA COLMA DI SANGUE

ARROSSITA DALLA TUA RESISTENZA.

 

OGGI SCAMPA LA TUA MEMORIA,

ACRI RIMANDI D’ INQUIETUDINE.

MA NELL’ OSCURO SFIORIRE DEL TEMPO

RISORGERA’ IL TUO PUGNO SERRATO.