Nella tepida sapidità della notte del referendum, di O.M. Schena

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“Accettiamo il voto popolare ma andremo avanti ”

Il primo commento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la vittoria del No al Referendum sulla Giustizia.

CARISSIMI AMICI – La notizia politica del giorno è la vittoria del NO al referendum . In democrazia si rispetta la volontà del popolo e anche in questo caso questo principio verrà rispettato. Nello stesso tempo prendo atto che la magistratura non risponde al parlamento eletto nel segreto delle urne. Dei comuni dipendenti dello stato mai eletti rimangono in carica a vita senza rispondere dei propri errori, Malgrado questo hanno avuto dalla maggioranza degli elettori il permesso di proteggere coloro che assaltano la polizia, tutelare l’immigrazione clandestina commettere una serie di errori premeditati, come condannare ministri del governo, poi risultati innocenti. A favorito l’opposizione, contraria a una politica di difesa militare del territorio, che oggi sarebbe indispensabile, senza risponderne a nessuno. Tutto questo con l’autorizzazione del popolo. Questo referendum nato come una scelta legata al buon senso, dove il centrodestra ha rispettato la trasversalità della scelta mentre la sinistra ha votato compatta a favore della magistratura che è il suo braccio armato Questo insieme alla CGIL la quale recentemente ha invitato alla rivolta sociale. I referendum sfuggono alla logica. Ricordo che la sinistra votò contro il nucleare, contro la nazionalizzazione degli acquedotti, accettò dall’Europa il cambio Euro – Lira a 1936 lire, fatti che ancora oggi paghiamo a caro prezzo. A queste perle di idiozia popolare abbiamo aggiunto il no alla riforma della giustizia. Attendo le solite risposte con slogan da terza elementare, prerogativa di chi non ha niente da dire. Buona serata

“Rispettiamo la decisione dei cittadini. Resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma andremo avanti con responsabilità, determinazione e rispetto verso l’Italia.”

Giorgia Meloni

Presidente del Consiglio

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Nella tepida sapidità della notte del referendum

Nella tepida sapidità della notte del referendum una domanda mi assale. Ma in quale paese pensava e pensa di vivere La Presidente Giorgia Meloni che ormai galleggia sulla morta gora della delusione! More solito, dall’alto della sua cultura costituzionale e non solo, non rinuncia a tenere la sua “lectio magistralis”! Il rispetto dovuto alla volontà del popolo è così rigonfio d’amarezza da apparire evidente, oltre ogni ragionevole dubbio, che questo rispetto viene concesso ma, esclusivamente, “ob torto collo”!

Dei comuni dipendenti dello stato mai eletti rimangono in carica a vita senza rispondere dei propri errori. Qui ci si chiede ma la Presidente non ha dei collaboratori che possano supportarla almeno nelle problematiche più semplici? Non trattasi certo del teorema di Godel! I comuni dipendenti dello stato hanno diritti e doveri, la violazione dei quali può comportare il licenziamento.

Così eccoci ad altre “perle”

Malgrado questo hanno avuto dalla maggioranza degli elettori il permesso di proteggere coloro che assaltano la polizia: tutelare l’immigrazione clandestina commettere una serie di errori premeditati, come condannare ministri del governo, poi risultati innocenti.

A questo punto, però, è molto meglio gettare la spugna e abbandonare il ring, il governo degli incapaci veraci ha vinto! Viva la guerra, viva gli incapaci! Viva il buon senso del non senso.

Lei è un carro armato e non si accorge di passare da una contraddizione a un’altra, chissà come chiama i suoi errori. Alluderà alla sua all’amicizia con Netanyahu e Trump? Se i crimini contro la vita possono definirsi errori, allora magari… chissà

Ha favorito l’opposizione, contraria a una politica di difesa militare del territorio, che oggi sarebbe indispensabile, senza risponderne a nessuno.

Evidentemente non bastano le bombe e i missili americani che ospitiamo SOLO da qualche minuto! E poi, fortunatamente possiamo contare sul braccio armato della nostra magistratura!

27/03/2026

ORONZO MARIO SCHENA

REFERENDUM GIUSTIZIA 2026: VINCE IL “NO”. Il verdetto è arrivato: gli italiani hanno detto NO alla riforma della giustizia. Con un consenso che sfiora il 54-55%, il referendum segna una svolta politica significativa e ridisegna gli equilibri del Paese. Alta l’affluenza, intorno al 59%, segno di un’Italia mobilitata su un tema centrale come quello della magistratura e dell’equilibrio dei poteri.

Una battuta d’arresto per il governo: la riforma puntava a cambiare profondamente il sistema giudiziario, dalla separazione delle carriere tra giudici e pm fino alla creazione di nuovi organi disciplinari.

Ma il voto popolare ha premiato la linea della prudenza, con molti elettori che hanno visto nel “No” una difesa dell’autonomia della magistratura.

Il risultato ha già acceso il dibattito politico: c’è chi parla di segnale forte contro il governo Meloni e chi di una nuova fase per l’opposizione, pronta a riorganizzarsi dopo questa vittoria.

Cosa succederà adesso? I risultati ufficiali nell’articolo completo

 

Nel romanzo Cecità di José Saramago, il “mal bianco” è un’epidemia improvvisa e misteriosa che causa una cecità totale, descritta come un candore luminoso e luminoso, una sorta di “mare di latte” che avvolge chi ne viene colpito. Non si tratta dell’oscurità classica, ma di una bianchezza accecante, simbolo dell’incapacità sociale e morale di “vedere” veramente la realtà

la sera dopo cena disse alla moglie. Mi si è presentato in ambulatorio uno strano caso, potrebbe trattarsi di una variante della cecità psichica o dell’amaurosi, ma non risulta che si sia mai verificata una cosa del genere