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Finalmente, anche i più ciechi iniziano a capire che la coda non muove il cane. E se il cane non sostiene la coda, questa semplicemente cade. La recente dimostrazione di forza dell’Iran nei confronti di Israele è la prova di quanto abbiamo sempre sostenuto. I cieli israeliani, ritenuti fino a ieri impenetrabili, sono stati violati. Le difese di Tel Aviv si sono rivelate vulnerabili. E tutto questo senza che Teheran possegga nemmeno un’arma nucleare. L’Iran è oggi una potenza regionale a pieno titolo. Al contrario, Israele che detiene oltre 200 testate nucleari non dichiarate, non può utilizzarle, è vincolato al volere del suo protettore, gli Stati Uniti. Ora che tutto ciò è chiaro al colto e all’inclita Israele è costretto a chiedere aiuto. E l’America risponde con minacce apocalittiche, ma forse solo per sedersi con più forza al tavolo di una trattativa che essa stessa ha provocato, agendo dietro la maschera israeliana. Sotto la superficie delle tensioni odierne, la logica è ancora quella di sempre, ogni nazione testa i limiti dell’altra, sonda il terreno, valuta il momento per reagire o per attendere. Non siamo sull’orlo di una guerra mondiale. Non ci sarà, almeno per ora, uso di armi di distruzione di massa.
Più che il pericolo militare, però, a pesare è l’ipocrisia. I nostri media ci propinano una narrazione manichea, dove il nemico è sempre malvagio, anche quando reagisce a una provocazione evidente. E ogni reazione di questo viene spacciata per aggressione. Per immunizzarsi da questa propaganda tossica, un testo resta insuperato, quello sulle menzogne di guerra di Lord Ponsonby. Un libro che insegna come i governi mentano durante i conflitti per giustificare l’ingiustificabile. Lo consiglio come antidoto a chi voglia davvero capire, non tifare.
Infine, un consiglio pratico, evitate come la peste gli opinionisti da salotto e i giornalisti travestiti da strateghi. Solo chi indossa l’uniforme sa cosa significhi davvero la guerra. E, proprio per questo, sono spesso i più saggi e prudenti. Loro vanno a morire e non ci tengono ad essere seppelliti anche dalle chiacchiere.