Un ringraziamento a Veneziani e Buttafuoco

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Alcuni intellettuali di destra stanno tornando a fare ciò che quelli di sinistra hanno smesso da tempo di fare, esercitare il pensiero critico anche contro il proprio campo politico, proprio nel momento in cui questo può arrecare loro danni, ritorsioni e minacce. Per questo motivo vengono colpiti con particolare durezza da ominicchi ministri e quaquaraquà.

Prima che questo stuolo di sottosegretari, parlamentari e incaricati prendesse possesso delle poltrone, voleva cambiare l’Italia, ora invece si aggrappa alla greppia e considera con enorme fastidio chi gli sbatte in faccia la realtà. Non solo non hanno fatto nulla di buono, ma su questioni fondamentali, soprattutto di politica estera, si sono schierati come e con la sinistra. Si sono adeguati a un andazzo fatale per l’Italia. In tempi come i nostri la politica estera è la politica tout court

Pur di governare, con tutto ciò che ne consegue in termini di convenienze e privilegi, hanno buttato a mare quel poco che restava della loro identità. Ciò che è crollato è un intero immaginario identitario, sacrificato in cambio di una piena assimilazione nei meccanismi del potere. Con le stesse sciocche fisime su temi dei quali non interessa nulla a nessuno ma che fanno parte di un canto unico occidentale utile a distrarre le menti e le genti. E soprattutto a subire certi atavici rapporti di forza. Quando finirà la festa non solo non saranno più gli stessi, ma dovranno fare i conti con le rovine ideologiche che si stanno lasciando alle spalle.

Parlamentari, sottosegretari, ministri, funzionari, non più uomini di partito ma di bottega. Così quella destra identitaria che già prima somigliava più a un paesaggio romantico che a una forza storica si trasformerà definitivamente in una Spa di arraffoni e affaristi, lobbisti e piazzisti, esattamente come quella sinistra che da tempo ormai si muove sul mercato delle convenienze e degli scambi.

Per questo bisogna ringraziare Veneziani e Buttafuoco. Non importa quanta distanza ci sia tra noi e loro e nemmeno se continueremo a darcele di santa ragione, in un legittimo conflitto tra idee combattuto fino all’ultimo sangue. L’obiettivo, per tutti noi resta comune, la salvezza dell’Italia in un mondo in cui non si avrà scelta tra essere protagonista o semplice teatro di guerra, un mondo in cui, se si resta fermi, se ci si piega, le prendi da tutti Senza pietà.