Una nuova civiltà

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La vicenda della censura Facebook ai danni del nostro storico Alessandro Barbero, accademico ora in pensione, dice molto su uno dei principi fondanti della presunta superiorità della civiltà occidentale : la cosiddetta libertà di espressione.

Ovviamente in Occidente, al pari delle altrettanto cosiddette autocrazie criticate dai nostri depensanti, non esiste alcuna libertà di espressione perché, più semplicemente, non esiste la libertà. Esiste l’espressione, ognuno può dire ciò che vuole a patto che le sue parole siano conformi agli interessi di chi decide, oppure a quelli di una parte di chi comanda che opera contro l’altra (esistono i poteri che formano il potere), oppure a condizione che non incidano sulle masse. Insomma, parlate finché volete purché non accada nulla.

Nello specifico, del referendum sulla separazione delle carriere non me ne frega proprio nulla. I magistrati sono tra i responsabili della distruzione dell’Italia in quanto esecutori di ordini statunitensi che hanno portato a compimento la rivoluzione di Tangentopoli, il cui unico scopo era eliminare una classe dirigente non più compatibile con i disegni americani, per sostituirla con i nani/e ballerini/e (facciamo contenti i gender idiots) che oggi sfilano sotto i nostri occhi. Separate o meno le carriere, non ci saranno benefici per la nazione, se non per qualche politico che chissà cosa spera di ottenere. Si tratta di finte riforme che non modificano nulla della nostra condizione di popolo sottomesso al primo straniero che passa.

Mani Pulite fu la nostra rivoluzione colorata e da allora siamo governati da questi “colored people”, che non sono buoni a nulla se non a renderci la vita impossibile.

In realtà esistono molti modi per dire alla gente, siete liberi di parlare, ma nei modi e nelle forme consentite. Ed è qui che il principio si contraddice. La libertà condizionata è una forma di galera con le stanze larghe. La libertà finisce comunque vicino ad un muro e restano solo le limitazioni entro cui è ammesso manifestare il proprio pensiero. Così tutto viene neutralizzato e persino il famigerato pensiero critico nasce già accomodato. Se non è così e ci si spinge oltre il filo spunato si viene censurati in qualche modo oppure perseguitati dalla giustizia in varie guise.

No, noi siamo liberi solo di dire ciò che vogliono loro e nei binari stabiliti da loro; altrimenti è linguaggio d’odio, discriminazione, razzismo e così via.

Il tutto mentre media e giornali producono notizie false in modo costante, sono catene di montaggio di bugie che orientano l’opinione pubblica impunemente. I nostri cosiddetti leader possono andare senza timore di essere contraddetti nei luoghi della rappresentanza democratica e affermare, immuni alla derisione, che i russi stanno perdendo la guerra, combattono con le pale e sistemano le armi con i chip delle lavatrici. Lo ha fatto Von der Leyen in sede europea, lo fanno Meloni e Crosetto in Parlamento. Dovrebbe essere punita severamente la cazzata, e invece in democrazia sono proprio le cazzate a essere esaltate.

Ecco allora che noi abbiamo la libera espressione della cazzata, non delle idee.

Ci viene raccontato che a Gaza non c’è stato un genocidio; ci viene detto che rapire il leader di uno Stato è legittimo; ci viene narrato che i russi vogliono farci la guerra. Queste fandonie producono morte, creano le condizioni che generano terrorismo, odio, guerre e degenerano nella rovina della civiltà.

Noi stiamo vivendo in un regime fallito che si fonda su dettami democratici. Deve entrarci in testa che democrazia, oggi, significa depensamento, falsità, terrorismo, guerra, morte, genocidio, servilismo. Il processo è irreversibile. Ecco la democrazia in tutte le sue espressioni fondanti.

Il mito democratico è caduto. L’Europa si salverà solo attraverso una trasmutazione di valori che ribalti queste sciocchezze che identifichiamo con la nostra superiorità. Dobbiamo fondare una nuova civiltà che spazzi via il vecchiume ammuffito, cambiando le parole, le cose, le istituzioni, la politica, noi stessi.

Stiamo vivendo un nichilismo distruttivo che ci fa arretrare sotto ogni aspetto. Non abbiamo più nulla da perdere perché ci hanno già tolto tutto. Abbiamo bisogno di nuove idee che osino e stravolgano ogni cosa, persino i sentimenti.

Il problema non è il tramonto dell’Occidente. Il vero guaio è che sulle rovine non è ancora nata una nuova civiltà.

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