IL POZZO ED IL FONDO

Scritto da: Gianni Petrosillo (01/03/2013)

 

eniC’è un pozzo e c’è un fondo. Il pozzo viene svuotato a secchiate ripetute ed il fondo attira la sua liquidità per lasciarlo a secco. Quel pozzo è l’Eni (conglomerata nazionale del settore idrocarburi), quel fondo è il Knight Vinke che da 6 anni detiene una quota dell’azienda di San Donato, vicina all’1%.

E’ da sei anni che questa strana creatura finanziaria, con sede a New York, s’immischia nella gestione e nelle scelte industriali ed economiche del cane a sei zampe per strappargli la coda e mordergli i polpacci.

6-6-6, il pozzo ed il fondo, un cane che sputa fuoco e profitti, i canini aguzzi della speculazione al collo. Sembra un racconto di Edgard Allan Poe ma è soltanto la realtà ai confini dell’ irrealtà di questa Penisola vilipesa, presa alla gola dai vampiri della borsa e dai lupi mannari della Grande Finanza. Ultracorpi del denaro controllati da centri politici che ci Usa-no e poi ci gettano.

Questi mutanti hanno due facce, come il giano bifronte, tutti concorrenza, antimonopolio, libertà economica, laissez faire et laissez passer alla luce del sole ma appena cala l’oscurità i filantropi diventano licantropi affamati e si muovono con ben altre e pericolose intenzioni. Dispensano belle parole al mattino per carpire l’ingenuità altrui ma agiscono come fantasmi notturni poiché sanno che il business, soprattutto quello strategico, non è un pranzo di gala. Quest’ultimo semmai viene dopo per trastullarsi del successo raggiunto.

Ne parlava anche il Sole24ore di ieri: “È decisamente una strana storia quella di questo fondo attivista che raccoglie i soldi dei fondi pensione nordamericani e li investe in large cap dell’energia e della finanza della Vecchia Europa, dove ha condotto con discreti successi le sue battaglie, intervenendo nella fusione tra Royal Dutch e Shell Transport, nel take-over di Electrabel da parte di Suez, nel successivo merger tra Suez e Gaz de France e nel cambio di governance e strategia di Hsbc. Oltre che, ovviamente, nella “separazione” di Eni da Snam”.

Già, Knight Vinke vuole sbranare l’Eni e per farlo deve prima indebolire la bestia sestupede, deve convincere gli altri azionisti privati che occorre tagliare i rami secchi, liberarsi di ciò che non è strettamente core business, fare cassa per aumentare cedole ed investimenti. Qualche anno fa Eric Knight, fondatore di Vinke Asset Management, chiese in una nota indirizzata ai vertici dell’Eni lo spezzatino del gruppo, la separazione tra attività upstream e downstream che disperdevano energie e non davano i risultati auspicati. L’obiettivo era la rete di Snam che poi è passata alla CDP, non proprio quello che intendevano a Manhattan, ma un buon passo avanti per loro ed una decina indietro per noi.

Ora il bersaglio si chiama Saipem, stessa canzone, stesso ritornello. Si richiede lo spin-off della collegata di Eni, leader nei settori dell’industria petrolifera onshore e offshore. Parliamo di una compagnia all’avanguardia che opera sinergicamente con la casa madre e non si capisce, o meglio s’intende perfettamente, come mai si deve rompere questa combinazione ottimale in nome di leggi astratte e concrete pretese antinazionali.

Adesso che il Belpaese è nel caos – senza un governo stabile ed in preda a forze politiche come il M5S, le quali, più di chi ha finora amministrato malamente i gioielli industriali pubblici, conducono battaglie acritiche contro i monopoli pubblici e per la frammentazione proprietaria – i pirati oceanici tenteranno il colpo grosso.

Resistere, resistere, resistere. Per l’Italia, per il suo prestigio e per il benessere della nostra collettività.  Cedere ancora significherebbe mettere a repentaglio tutti gli asset strategici di Roma e diventare definitivamente una provincia colonizzata.






45 comments to “IL POZZO ED IL FONDO”

  1. fourfive19 Says:

    Chi controlla il controllore di Grillo? Un Sassoon nella rete di Bilderberg, ovvero lo stesso potere che Grillo dice di combattere lo finanzia. Coincidenze?
    Comunque è impossibile negare che Grillo sta compiendo una delle più grosse operazioni di Marketing, tra l’altro chi gestisce le sue manifestazioni è la Casaleggio Associati di cui i suoi esponenti facente parte della Webegg società di Marketing detenuta al 100% da Telecom Italia.
    E’ vero che Grillo non è il braccio “destro” della Cia, però Casaleggio è uno della Aspen, e se non sarà la Aspen, sarà il Bidelberg con il suo seguito di fantocci filo-americani a “fottere” i beni di famiglia….

  2. roberto buffagni Says:

    Che cosa ne penso di Grillo e del M5S? Ecco qua, dico la mia premettendo che si tratta di impressioni, e non del risultato di uno studio approfondito.

    1) Manipolazione.
    Grillo e Casaleggio sono manipolati? Sì e no.
    a) Sì. Non dubito che al suo sorgere, il progetto di G & C sia stato incoraggiato e influenzato dalle stesse forze che hanno incoraggiato e influenzato le “rivoluzioni arancioni” in Europa e il “popolo viola” in Italia. Scopo: destabilizzare le forze politiche tradizionali. Probabilmente, la manipolazione è stata pensata come “manovra a tenaglia” sul lato destro e sinistro dello schieramento politico: a sinistra Grillo, a destra Monti. L’obiettivo strategico è sempre il “taglio delle estreme”, ottenuto per via di una parziale disgregazione del PD e del PdL.
    b) No. Però da un canto Grillo non è Di Pietro, cioè non è un agente d’influenza costruito su ordinazione e con cento scheletri nell’armadio, e soprattutto, il M5S si è preso otto milioni di voti: cioè a dire, la manipolazione è sfuggita di mano ai manipolatori. Secondo me, attualmente i manipolatori sono forse in grado di tendere trappole al M5S ed eventualmente di spaccarlo, ma non sono in grado di dirigerlo, per due ragioni: la prima, che Grillo, con tutti i suoi limiti, pare essere intimamente persuaso del suo ruolo, ha una sua autonomia e non sembra facilmente ricattabile; la seconda, che il movimento è un “gruppo in fusione” non strutturato, e l’assenza di strutture rende assai difficile una manipolazione positiva, cioè la determinazione eteronoma di obiettivi .

    2) Perchè otto milioni di elettori italiani hanno votato Grillo.
    Perchè hanno finalmente, ripeto finalmente reagito al peggioramento delle loro condizioni di vita, e soprattutto alla completa assenza di prospettive offerte loro dal sistema politico tradizionale. Il M5S è appparso a) non implicato nel precedente corso politico b) un agente di “ringiovanimento”, per esprimersi con Fichte, della nazione c) non identificato con ideologie escludenti, cioè nè “comunista” nè “fascista”. In sintesi: otto milioni di italiani hanno votato per voltare da una pagina illeggibile a una pagina bianca.

    3) Che cos’è il M5S.
    Il M5S è un movimento etimologicamente “fascista”, cioè composto da mille verghe riunite in fascio da due legacci: il carisma di Grillo, e la nausea e l’angoscia per il presente. Sono due legacci molto deboli, va da sè. E molto deboli, rispetto al movimento fascista del ’19, sono anche le verghe. Nel ’19, le diverse culture politiche che concorsero a formare le verghe del fascio (sindacalismo rivoluzionario, socialismo massimalista, interventismo di sinistra, nazionalismo)erano solide e vitali; e il ceto dirigente fascista era formato da uomini usciti dalle prove esistenziali serissime di una tremenda guerra, formati alla scuola politica del comando sul campo. Nel 2013, le culture politiche italiane sono state ridotte in coma farmacologico da due fattori principali: la caduta dell’URSS e il riciclaggio del personale dirigente PCI, e l’occupazione di tutto lo spazio politico e ideologico, salvo margini esigui, da parte della cultura liberal-europeistica-mondialista. Quindi, le “verghe” del “fascio” grillino sono fragili canne al vento, che non possiedono, in generale, nè una solida cultura politica, nè un’esperienza di comando e di azione politica che superi l’azione amministrativa o nel settore privato o negli enti locali. Questi bravi ragazzi, perchè tali sono, non problematizzano seriamente, nell’ordine: a) i rapporti di forza internazionali b) il capitalismo (in sè, e in quanto forma presente di capitalismo) c) la globalizzazione a guida USA e il suo rapporto con la UE. Non problematizzando a un livello adeguato questi problemi, vi reagiscono in forma sintomatica e traslata. Ad esempio, al problema capitalismo reagiscono con i discorsi sulla decrescita: che politicamente sono una sciocchezza (la decrescita vera ce la fa la UE, sradicando la nostra base industriale e tagliando redditi e salari) che trova il suo perchè come reazione sintomatica alla invivibilità del capitalismo attuale, alla angosciosa rincorsa a vuoto del precariato, alla dissoluzione dei legami sociali primari. Al problema della globalizzazione a guida USA e al suo rapporto con la UE reagiscono con la proposta di referendum sull’euro, che politicamente è una sciocchezza (perchè è garantito che si perde: dopo 30 anni di propaganda pro euro + campagna terroristica + evidente inadeguatezza di Grillo a guidare un passaggio difficilissimo, sei mesi di campagna referendaria non basterebbero mai a vincere) ma per la prima volta, ripeto per la prima volta, ripeto di nuovo per la prima volta PUO’ PORRE POLITICAMENTE IL PROBLEMA UE IN MODO INELUDIBILE.

    4) Che rapporto tenere con il M5S.

    Apertura, ascolto (con modestia: questi in tre anni hanno preso otto milioni di voti: che cos’hanno fatto di paragonabile le forze antisistemiche negli ultimi trenta?)e, per quanto possibile, persuasione. Persuasione a cosa? A concentrarsi sul nodo politico e sociale di fondo, vale a dire sul rapporto con la UE e con la strategia mondialista, aprendo una trattativa serrata per la ridefinizione dei trattati da Maastricht in poi, senza scartare la possibilità di uscita dall’euro: perchè se la si scarta in partenza e per di più dicendolo apertamente, non si conduce una trattativa tra pari ma si avanza una petizione da subordinato a superiore, e non si ottiene niente. Non c’è, attualmente, all’interno del M5S – o almeno non lo si vede – un ceto dirigente all’altezza di questo compito. L’unico modo per evocarlo – sia da dentro sia da fuori – è la combinazione fra le necessità politiche e la focalizzazione del compito da assolvere. SOLO SE IL COMPITO STORICO VIENE RICONOSCIUTO, E’ POSSIBILE (solo possibile) CHE SI TROVI IL CETO POLITICO IN GRADO DI ASSOLVERLO.

    Per concludere. Secondo me, il successo del M5S è un fatto politico di prima grandezza, e molto positivo, ripeto positivo, perchè dimostra che il popolo italiano non è talmente disperato da rifugiarsi nell’indifferenza. E’ anche l’ultima, ripeto l’ultima occasione per tentare di uscire dalla trappola UE-euro attraverso una iniziativa politica cosciente, e non attraverso l’eventuale naufragio del baraccone UE per cause esogene (ipotesi terrificante). E’ evidente a tutti che ci vorrebbe il conte di Cavour o, a seconda delle preferenze, Vladimir I. Lenin. Però non ci sono. I mezzi di bordo sono questi: e la politica si fa con i mezzi di bordo.

  3. roberto buffagni Says:

    Piccola aggiunta: mi sembra che la strategia della trattativa per la ridefinizione dei trattati UE da Maastricht in poi obbedisca ai medesimi criteri e risponda agli stessi scopi della dissuasione “du faible au fort” della deterrenza nucleare come garanzia dell’indipendenza delle piccole e medie potenze contro le grandi, come fu elaborata dai tecnici militari del gen. de Gaulle al tempo dell’istituzione della “force de frappe”.
    Vale a dire, che da un canto deve essere inequivocabile che si è disposti a usare l’arma nucleare qualora siano minacciati gli interessi vitali della nazione, e dall’altro si deve essere flessibili e disponibili a trattare su tutti i punti che in quegli interessi vitali non rientrano. Morale, bisogna anzitutto stabilire quali sono gli interessi vitali da preservare, e insieme dare prova di affidabilità e di responsabilità. (No, non è facile).

  4. Gianfranco La Grassa Says:

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/berlusconi-piazza-contro-toghe-politicizzate-891203.html

    vedremo se avrà i cosiddetti per mantenere la manifestazione. Io la prendo soprattutto come manifestazione contro una magistratura ormai fuori controllo che distrugge alcune nostre grandi imprese strategiche. In ogni caso, anche come manifestazione contro l’azione giudiziaria antiberlusconiana, la ritengo di fatto positiva perché sono vent’anni che invece di combattere quest’uomo politicamente, cosa impossibile per dei rinnegati come i “sinistri”, si è tentato di distruggerlo per vie improprie con il risultato di averlo sempre qua e di non riuscire a impostare una benché minima politica di interesse nazionale. Venga infine annientata questa magistratura infame; prima lo si fa e prima si ripasserà alla lotta politica.
    Cambiando discorso noto che non si capisce la differenza tra sintomi di manifestazione di un processo “oggettivo”, che ha aspetti positivi, e portatori soggettivi del processo, che in quella congiuntura storica possono essere pessimi e condurre al disastro un paese. Faccio apposta un esempio esagerato per chiarire la questione. Il nazismo fu un sintomo indicante la netta reazione alla putrefazione totale della Repubblica di Weimar. Il nazismo fu fenomeno storico di grandezza tale che il movimento di Grillo fa ridere in confronto. E la reazione a quella orrenda Rebubblica weimariana, corrotta quant’altre mai, era in sé positiva. Tuttavia, i portatori soggettivi, con la loro deriva razzistica e la spinta aggressiva verso la conquista d’Europa, hanno condotto a fenomeni ultranegativi. Mi dispiace, ma al momento non vedo nei programmi grillini nulla di positivo. Cosa dicono dell’atlantismo? Cosa hanno detto sulla primavera araba, sulla Libia e il massacro di Gheddafi? Cosa dicono sulla Siria e con chi stanno? E sulla politica statunitense in genere, con le sue basi in Italia? E cosa dicono sugli attacchi alla Finmeccanica e all’Eni? Sono fondamentalmente per la completa deindustrializzazione del nostro paese, per l’affossamento di ogni sua residua capacità d’autonomia. Fanno solo un’agitazione scomposta di tipo moralistico, sono contro la Casta, contro la finanza (magari per il signoraggio). Mi dispiace, ma un Lenin li tratterebbe come i marinai di Kronstadt. Questo passa il convento? E allora? Nel ’33 mi sarei unito alle SA di Rohm per andare a picchiare le minoranze operaie comuniste? Durante la Rivoluzione industriale, mi sarei unito ai luddisti per distruggere le macchine? Prendiamo atto che uno sconvolgimento è avvenuto, consideriamolo positivo quale sintomo di scollamento (e vedremo anche fino a che punto, perché ho qualche dubbio pure su questo sintomo e su questo scollamento!); ma cerchiamo di valutare bene chi sono. Dentro ci saranno senz’altro molti con cui magari un giorno ci s’intenderà. Non certo però annegando le nostre minime forze nei loro circoli vocianti, né partecipando ad un no-qualchecosa.
    glg

  5. fourfive19 Says:
  6. Gianni Petrosillo Says:

    esatto Gianfranco, è quello che sto cercando di dire con i miei pezzi

  7. Gianfranco La Grassa Says:

    non tutto quello che dice Gallati sarebbe insensato, ma l’abolizione dei contanti, la semplice persecuzione dell’evasione, la maggiore eguaglianza senza altre qualificazioni, non mi sembra portino molto avanti. Siamo poi sempre all’economicismo un po’ becero. Manca totalmente il riferimento alla politica estera, decisiva in un sistema aperto (almeno al 90%) come il nostro. E c’è una chiara preferenza (vedi esempio siciliano) per accordi con il Pd, anche se non si ha il coraggio di dichiararlo. Quanto alla UE, all’euro, all’idea di arrivare a Stati Uniti d’Europa che siano come gli Stati Uniti (uniti da una lingua, oltre a tutto) invece che ad una Europa delle patrie (anche questa una politica da rivedere certo), siamo alle più stupide idee degli europeisti di tendenza sinistroide. Una Banca centrale che svaluti l’euro; capirai che trovata decisiva e dirimente. Non è una gran svolta comunque, non c’è nulla di sensazionale e di cui si possa veramente discutere a meno di non diventare come tutti i chiacchieroni sul potere delle banche che va limitato.
    glg

  8. roberto buffagni Says:

    Caro Gianfranco,
    il rilievo è pertinente, ma solo fino a un certo punto: mentre il fascismo e il nazismo una ideologia coerente (per quanto criticabile o addirittura disastrosa) ce l’avevano eccome, i grillini hanno più che altro una gran confusione in testa: e una confusione che dovrà necessariamente chiarirsi – per il meglio o per il peggio – quando si dovesse confrontare con reali responsabilità politiche di direzione.
    Non so se ti sei accorto che nel panorama politico italiano di oggi, gli unici che hanno una ideologia e un programma politico coerente sono i nostri nemici principali.
    La ragione per la quale suggerisco di ascoltare il M5S e diinterloquire con loro è che una ideologia politica di opposizione VA COSTRUITA, e va costruita nell’unico modo possibile, cioè a dire interloquendo con chi manifesti la volontà di opporsi. Il che non vuol dire dargli ragione, o “unirsi a loro” ma neanche pretendere che siano come li si vorrebbe. L’altra possibilità sarebbe la costruzione di una elite rivoluzionaria, la via leniniana. Personalmente non la credo una via percorribile, per motivi che sono lunghi da esporre ma che credo tu conosca meglio di me.

  9. MT. Says:

    Sono pienamente d’accordo con i commenti di Gianfranco La Grassa e con gli scritti di Gianni. Si dice che questo voto intercetti una certa protesta degli italiani, ma ptotesta contro chi e per cosa? Sono queste motivazioni di fondo a fare la differenza, e le vere motivazioni mancano e sempre mancheranno nella maggioranza della popolazione. Le questioni di politica estera, della sovranità nazionale, dell’indipendenza energetica, tanto per fare degli esempi non verranno mai capite, e infatti l’agitazione grillina fa leva su problemi attinenti al massimo la sfera morale e portando chi li segue totalmente fuoristrada. Nemmeno però mi straccio le vesti per il fatto che il “popolo” non capirà mai le questioni davvero importanti, è stato sempre così, anche i bolscevichi erano un’elite, e inizialmente davvero pochi, e così sempre sarà.

  10. F. Says:

    Nemmeno però mi straccio le vesti per il fatto che il “popolo” non capirà mai le questioni davvero importanti, è stato sempre così, anche i bolscevichi erano un’elite, e inizialmente davvero pochi, e così sempre sarà.

    Giusto. L’importante infatti e’ di arrivare preparati agli appuntamenti con la storia; il caso bolscevico insegna che il meno impreparato vince, quando tutto crolla e il caos regna. Si dice che alcuni treni passino solo una volta. Sarebbe il caso di essere almeno alla stazione, quando passano.

  11. FrancoDAttanasio Says:

    Per quanto mi riguarda la magistratura distrugga pure quell’uomo che abbiamo soprannominato “coniglio”, non serve a nulla, ha dimostrato la massima inettitudine e pochezza politica; si tratta solo di un furbastro che, nonostante tutto, continua a prosperare per l’altrettanto vuoto spinto che caratterizza la sua controparte, è oramai chiaro che il suo unico obiettivo è quello di salvaguardare le proprie aziende. D’altronde la magistratura, come qualsiasi corpo dello stato dotato di autorevolezza ed autorità, si muove dove e quando lo ritiene opportuno in base a calcoli di potere e convenienza; se la sua funzione oggi è particolarmente esiziale per gli interessi strategici dell’Italia è precisamente perché la sfera politica, in questo dannato paese, si è del tutto sbriciolato.

    Ciao.

  12. roberto buffagni Says:

    Scusa, MT, ma a me sembra di sognare: bolscevichi? Ma dove li vedi i bolscevichi? I quali, tra parentesi, fecero quel che fecero, certo, perchè s’erano forgiati in partito rivoluzionario (all’interno di un movimento operaio dotato di una coerente ideologia) e avevano un grande leader, ma anche e soprattutto perchè la Russia stava catastroficamente perdendo la guerra: altrimenti, il grande Lenin sarebbe rimasto in Isvizzera, a studiare in biblioteca.
    Non pretendo di aver ragione sul M5S (oltretutto, ne so troppo poco). E sul ruolo delle elite ci sono da un secolo e passa gli studi, che ho letto, di Mosca, Pareto, Michels. Mi piacerebbe però capire con quale tavolino a tre gambe si pensa di evocarle, queste elites sovraniste per l’Italia 2013, se ci si rifiuta pregiudizialmente di interloquire con chiunque non corrisponda alle specifiche desiderate. Speriamo che venga Putin e che ci pensi lui?

  13. Giancarlo Says:

    Il discorso di Roberto Buffagni è altamente positivo perchè auspica una capacità propositiva che manca a tanti, però, e c’è un però, nel caso del M5S ha ragione GLG, non vedo, sinceramente, come si possa, noi piccoli, incidere e dialogare con un movimento che, bene o male, ha preso 8 milioni di voti. Certo negli 8 milioni di voti ci sono anche i miei voti e di quelli che, come me, hanno votato M5S per pura esigenza tattica e non per visione strategica, ma, come dice giustamente Buffagni, il M5S manca totalmente di una seppur minima visione geopolitica e la polita estera non sanno nemmeno cosa sia. E la decrescita? Non dimentichiamoci che è uno dei punti fondamentali del movimento grillino. No. O meglio, si, il dialogo è sempre costruttivo e sempre auspicabile, ma togliamoci dalla testa la possibilità che, seppur velatamente, Buffagni lascia intendere e cioè quella di “influenzare” in un futuro il M5S.
    Non si scappa, come dice giustamente MT, senza una elite di tipo bolscevico, il popolo non andrà mai nella direzione che noi auspichiamo e direi che è assolutamente impossibile, anche molto velatamente, che si riesca a tirar fuori qualche cosa di buono dal M5S.

  14. Gianfranco La Grassa Says:

    vi prego controllare il blog di Grillo, ecc. perché Libero ha lanciato una notizia un po’ terrificante, ma è meglio non cadere in bufale. Orecchie alte
    glg

  15. MT. Says:

    Infatti, caro Buffagni i bolscevichi non ci sono, purtroppo (ma sono mie preferenze e gusti personali questi), ma neanche bisogna “accontentarsi” di un fenomeno che secondo me non lo merita affatto, quello grillino, che secondo le mie previsioni a breve si scioglierà come neve al sole. Per il resto mi sembra che il professor La Grassa nei suoi commenti sia stato già molto chiaro (più di me sicuramente) quando parla della ” differenza tra sintomi di manifestazione di un processo “oggettivo”, che ha aspetti positivi, e portatori soggettivi del processo, che in quella congiuntura storica possono essere pessimi e condurre al disastro un paese”. Comunque tutti i grossi avveniumenti storici sono fatti da elites (ma possiamo anche chiamarli in altro modo se il termine non piace) che siano bolsceviche o di latro tipo. Il discorso è lungo e se ne tratta spesso nel blog ed è anche uno dei motivi che eleva Conflitti e Strategie ad un piano più elevato dell’analisi politica evitando banalizzazioni inutili di cui altri blog sono già pieni.

  16. MT. Says:

    Gradirei comunque che non si estrapoli una frase dal mio discorso, Buffagni, per fare inutili polemiche pro o anti bolscevichi che nel 2013 non servono a un bel nulla. Il mio era un esempio storico di partito politico imperniato su una “elite rivoluzionaria”, ma di esempi ce ne sono a iosa (anche se le mie prefernze vanno ai bolscevichi e a Lenin ). In quanto alla Russia di Putin magari! A parte il fatto che ogni suo rafforzamento è sempre positivo in quanto affretta l’entrata nel multipolarismo, quindi dovremmo tutti sperare in una Russia forte, e poi ripeto, magari fossero così forti e adottassero strategie più di ampio respiro dalle quali potremmo tutti avvantaggiarcene, un pò come ai tempi dell’Urss che faceva da forza catalizzatrice ai vari movimenti di liberazione nazionale, e quello che di positivo c’è stato in tutta la storia del dopoguerra si è avuto proprio perchè esisteva l’Urss. (Spero adesso che non mi si facciano banali rimproveri di nostalgismo filo-sovietico o staliniano, termini che tra l’altro non mi offendono minimamente, anzi).

  17. roberto buffagni Says:

    MT, ci siamo capiti male. Io dico solo che: 1) i bolscevichi nel 2013 non ci sono nè ci possono essere, nè ha senso attenderli 2) nel 2013 italiano non ci sono neanche delle elite sovraniste, e queste, magari, bisognerebbe lavorare perchè nascessero 3) e mi chiedo: come si fa a lavorare perchè nascano queste elite politiche sovraniste? 4) secondo me, per farle nascere bisogna inserirsi nella dialettica politica reale.
    Putin poi sta simpatico anche a me, ma che influenza abbiamo noi sulle dinamiche della politica internazionale? Al massimo tifiamo da bordo campo.

  18. MT. Says:

    Infatti non si sta fermi con le mani in mano ad attenderli, anche perchè sarei un ingenuo sognatore (quella dei bolscevichi è un’epoca storica secondo me grandiosa, ma conclusa), ho fatto soltanto un esempio storico come ho già detto. Ovvio che il loro metodo di azione, la loro strategia, per me sono ancora largamente validi, e per molti aspetti devono servirci di lezione. E’ chiaro poi che la Russia si trovava in una congiuntura storica particolare ( l’indebolimento delle sue classi dirigenti che durava da anni e che la guerra contribuì solo ad accelerare), ma c’era comunque il genio strategico di un Lenin che riuscì ad approfittare al meglio di quella situazione. Quante situazioni favorevoli si sono create nella storia, ma non si è riuscito a realizzare nulla proprio perchè mancavano i Lenin. Detto questo d’accordo sull’ultimo punto, l’inserimento nella dialettica politica reale, ma se ci sono le condizioni e se ne vale la pena, e se ci sono degli interlocutori attendibili (e Grillo quest’attendibilità per me non ce l’ha proprio). Il M5stelle per me è l’ennesimo fenomeno demagogico qualunquista italiano (con una decadenza rispetto a fenomeni anteriori) che finirà come tutti gli altri, cioè nella migliore delle ipotesi, ossia quando non venga utilizzato direttamente dai centri dominanti per fini “destabilizzanti” o peggio, non cambierà un bel nulla. Istruttivo per concludere l’esempio di La Grassa sulla nascita del nazionalsocialismo nella corrotta repubblica di Weimar, non sarei mai diventato nazista soltanto per inserirmi nella dialettica politica reale e perchè quello passava il convento.

  19. Gianfranco La Grassa Says:

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/lalta-finanza-tifo-sorpresa-goldman-sachs-dalle-urne-891558.html

    sia chiaro che non lo riporto per squalificare nulla. Anzi, veramente l’art. squalifica la politica di austerità montiana. E questo è appunto il lato che più incuriosisce. Inutile trarne conclusioni a caldo. Tuttavia, è certo interessante, sempre che non si tratti di opinione soltanto personale dell’autore.
    glg

  20. roberto buffagni Says:

    Caro MT, la straordinaria grandezza dell’esperienza rivoluzionaria russa la negherebbe solo un cieco. Segnalo però che Lenin, con il suo partito di rivoluzionari professionali, voleva instaurare la dittatura del proletariato e il comunismo. A me non sembra che siano all’ordine del giorno nè l’obiettivo strategico nè lo strumento per raggiungerlo.
    Per tornare a noi, ripeto che Grillo e i suoi sono dei confusionari, e sono dei confusionari perchè condividono l’ideologia più diffusa in Italia e non solo, cioè un generico “progressismo”,(ideologia che non mi sta simpatica). E vorrei anche vedere che fosse diversamente: la gente pensa quel che gli viene insegnato, e cos’altro gli è stato insegnato se non questo? E’ da questa capillarità ideologica che vengono i rischi di compromesso con il PD, ma insieme, da questa capillarità ideologica che viene la vittoria dei grillini e la crisi del PD. Cioè a dire, che i fatti della vita hanno dimostrato a molti italiani che lungo questa via si va a sbattere. Questi molti italiani interpretano il loro rifiuto con gli strumenti che hanno. Nel patetico casino dei punti programmatici del M5S, uno solo consente di sperare – solo sperare, eh? – in una sua funzione positiva: l’albeggiare della consapevolezza che l’UE è una trappola mortale. Se lo spiegano male? Propongono vie d’uscita sbagliate? Non tematizzano i rapporti di forza internazionali, e in primis il ruolo degli USA? Sì, certo.
    Io rilevo solo una cosa: che per la prima volta, una forza politica di rilievo nazionale, votata dalla maggioranza dei giovani, si esprime in modo reciso contro l’UE così com’è. E’ poco? E’ poco. Io non lo butterei via, però, e proverei, per quanto possibile, a interloquire. Interloquire non significa dare ragione o aderire, significa rispettare, ascoltare e discutere. Poi, il mondo è bello perchè è vario, e la storia interessante perchè non si sa come va a finire: io come va a finire questa storia non lo so.

  21. MT. Says:

    Secondo me è a dimostrazione che i centri strategici dominanti navigano a vista, come hanno fatto in nord Africa in occasione delle “primavere arabe”. Cercano di trarre qualcosa di vantaggioso (per loro ovviamente, disastroso per noi), dalla situazione italiana che è effettivamente difficile da gestire, anche per loro. Comunque già solo un apprezzamento per il M5S da parte di settori dei dominanti è preoccupante direi e fa riflettere, ma non voglio trarre conclusioni affrettate. Monti comunque mi sembra caduto in disgrazia e spero, ormai fuorigioco.

  22. MT. Says:

    Ovviamente il mio ultimo commento era riferito alla notizia riportata dal prof. La Grassa. Per come la vedo io, ma è ovviamente un mio punto di vista, il M5S ha fatto leva sulla pancia della gente, sull’anticasta motivata però da un moralismo qualunquistico. Oltretutto questi proclami grillini sono stati facilmente accolti perchè il terreno era già stato preparato, visto che sono anni che si parla della “casta”, degli sprechi della politica ecc…, quindi sostanzialmente Grillo ha avuto gioco facile sfruttando questi sentimenti che erano nell’aria e che sono stati comunque aggravati dalla crisi e dall’austerità montiana. Quello che la gente si aspettava dagli show di Grillo non era quindi un serio discorso politico sulla Ue o sulle ingerenze americane e in subordine, tedesche, ma le urla scomposte del tipo:”tutti a casa” “siete accerchiati arrendetevi” ecc…, per quello hanno pagato il biglietto. Cosa voglio dire, voglio dire, primo, che sperare che il successo grillino sia un segnale di un certo antieuropeismo è per me ottimistico, appunto perchè le motivazione del voto al M5S sono quelle che ho elencato prima; secondo che Grillo può gestire i suoi elettori, che votano di pancia, come meglio gli pare, eludendo e abolendo alcune tematiche come la critica all’Europa, all’austerità ecc…, man mano che entra nei meccanismi del tanto da loro vituperato “palazzo”. Quindi raccoglie una protesta che c’è sicuramente, anche di “pancia” e scomposta da parte di un certo numero di persone, e la svia, la porta fuori strada, con sommo piacere e soddisfazione dei nostri veri dominanti. Comunque sono mie idee personali, non pretendo di convincere nessuno, ma fanno quantomeno riflettere le recenti attestazioni di stima Grillo-Napolitano e Goldman Sachs-Grillo. Detto questo, forse si sta dando troppa importanza a Grillo e alle elezioni che ai normali frequentatori del blog, data la sua impostazione teorica chiara e cristallina, non dovrebbero poi fare nè caldo e nè freddo.

  23. Gianfranco La Grassa Says:

    io credo abbia ragione MT. Non ho a disposizione un campione minimamente significativo, comunque tutti quelli che mi dicono (dicono) di aver votato Grillo non capiscono gran che di UE e dintorni. Certo, non vedo gente che non consideri l’euro una disgrazia (ma questo da anni e non da adesso) e tutti, in genere pidiellini (e non solo leghisti) – mentre nessun piddino, almeno nel mio “non campione”, mi dice di averlo votato – erano scontenti della Casta, della poca serietà di Berlusconi, ecc. Pochissimi erano incazzati per le promesse mancate del cavaliere. Ho la fortuna di andare, per motivi particolari, in un simpatico locale di tutti giovani, salvo pochissime eccezioni come la mia. Non ho sentito alcuna lamentela per la UE, tanto meno una comprensione della nostra servitù verso gli Usa. Sento anch’io solo: ma che schifo, sono tutti eguali, ladri, corrotti, bisogna cambiarli tutti, ecc. ecc. Una assenza totale di un briciolo di preparazione in quella che una volta era la politica. Anche ai tempi della mia giovinezza, la maggioranza dei giovani era tutt’altro che capace di discutere di vera politica. Ma erano molti, una minoranza cospicua, a discuterne e con una certa intelligenza e conoscenza dei problemi. Adesso, non noto nulla del genere nemmeno in FB, nella “rete”; sono molto “crudi” e indignati ma non molto lucidi. Salvo alcune minoranze veramente esigue; e anche queste, francamente, in quest’ultimo frangente cominciano a deludermi non poco. Speravo di più da certi amici.
    glg

  24. domenico Says:

    @ MT: non sono d’accordo: i centri strategici dominanti (gli USA) non navigano a vista e le consiglio di non sottovalutarli. Hanno deliberatamente finanziato e istigato tutte le finte “rivoluzioni” arabe, eliminando o cercando di eliminare tutti i governi di ispirazione socialista e mettendo dei fantocci molto più deboli e quindi molto più malleabili. Fanno sempre il doppio o il triplo gioco: a te dicono di resistere e magari di usare la forza contro i manifestanti mentre dall’altro aizzano i manifestanti e con le loro tv fanno vedere quanto crudele sia il governo in carica. Come hanno fatto con gheddafi. La situazione italiana poi per loro è facile da gestire perchè sono loro a indirizzarla in prima persona. Riprova ne è che sia Soros che goldman & sachs hanno già sdoganato grillo, intendendo in questo modo dare un segnale alla finanza italiana che bisogna seguire grillo. La funzione è chiara e lo hanno già dichiarato: contagiare col virus grillo gli altri paesi europei e far crollare l’euro per eliminare la germania, che è l’unica con i conti a posto e l’unica che può investire. Perchè? non lo so, ma quando lo scopriremo sarà troppo tardi. Eravamo tutti d’accordo sul fatto che la ue e l’euro fossero delle gabbie che non ci consentono sviluppo? Bene, forse bisogna cambiare registro perchè ora è arrivato grillo che propaganda “fuori dall’euro” e “decrescita felice”, vale a dire che gli stati non devono più investire nei settori nevralgici dell’economia e del potere mondiale (petrolio, pipeline, armamenti) ma devono aiutare i cittadini a costruirsi l’impianto eolico e i pannelli solari per riscaldare casa. Insomma, voi europei impoveritevi pure, che noi USA ci prendiamo tutte le vostre commesse in africa e nel medioriente. Next step: la russia.

  25. Gianfranco La Grassa Says:

    Non credo che navigare a vista significhi sempre non avere alcuna idea di dove ci si trovi. Tuttavia, gli Usa al momento danno l’impressione di operare preferibilmente “per interposta persona”; e questo comporta alcuni intoppi e deviazioni da quanto inizialmente perseguito. Inoltre, quando si crea il caos, onde poter utilizzare i contrasti interni a quello che un tempo era aggredito come un unico nemico, è in qualche modo necessario saper sia fendere le onde sia anche fare i “surfisti”. Mi sembra che l’Irak, dopo la “cura Petraeus”, e forse anche l’Afghanistan (su entrambi i paesi è calato il silenzio appena rotto ogni tanto) diano qualche idea in proposito. Ho poi l’impressione che vi sia ancora qualche diversità fra più centri strategici statunitensi. Non credo come all’epoca di Nixon-Kissinger, lo scandalo Watergate (aiutato dall’FBI per conto di “qualcuno”), ecc. Tuttavia, forse non vi è completa identità di vedute. In ogni caso, l’impressione è che gli Usa abbiano complessivamente l’iniziativa e non manchi il successo alle operazioni intraprese negli ultimi tempi. Certamente, e su questo sono d’accordo, non sono “nel pallone”.
    glg

  26. MT. Says:

    Infatti ho avuto anch’io molte delusioni da parte di amici che hanno mal compreso, secondo me questo fenomeno “grillino” che li ha portati ad illudersi ancora una volta sulle cosiddette masse salvifiche, che lottano, che protestano ed altre banalità infantili simili. Le stesse delusioni che provai ai tempi della questione libica e delle “rivolte arabe”. Per quanto mi riguarda se qualcosa di positivo ne posso trarre da queste delusioni è che sono servite a fare una sorta di salutare scrematura. Domenico, secondo me la questione dei centri strategici dominanti è molto più complessa, e bisognerebbe innanzitutto partire dal presupposto che non esiste un unico monolitico blocco, ma esistono tanti centri decisionali in lotta tra di loro che elaborano delle proprie strategie che possono anche essere contrapposte. Quindi è probabile che alcuni di essi (quelli dei quali fa parte ad esempio Goldman Sachs) tentino un avvicinamento e un sostegno a determinati gruppi, magari per utilizzarli come “destabilizzatori” o per tentare anche una “rivoluzione colorata” (comunque molto improbabile per un paese come l’Italia), mentre altri centri decisionali possono optare per una soluzione opposta, venendo quindi a scontrarsi con gli esponenti dell’altra strategia. Più il paese da cui emanano i centri strategici dominanti è forte, cioè si trova in una posizione di più o meno monocentrismo, più le strategie da essi elaborate tendono a uniformarsi (o quanto meno a differenziarsi di meno, anche se le lotte fra di loro sempre ci saranno), più il paese dominante si indebolisce, cioè si entra nel multipolarismo, più le strategie sono tante e contrapposte, anche per la difficoltà estrema di dominare gli avvenimenti che accadono in un mondo in cui sono sempre di più le potenze che partecipano alla sua spartizione. Poichè le strategie sono tante e non una sola, poichè non tutti gli avvenimenti sono dominabili o sfruttabili, o manovrabili ecco che secondo me spesso si naviga a vista. Con questo non voglio sottovalutare i centri strategici dominanti, perchè sono comunque sempre loro, gli americani cioè,l’attuale paese dominante, a dettare le regole del gioco (loro attaccano, fanno la prima mossa, tutti gli altri semplicemente reagiscono), ma neanche bisogna secondo me credere di essere dominati da una sorta di onnipotente “spectre” o orwelliano grande fratello che tutto sa e che tutto domina appunto. Quindi è prematuro dire che vogliono diffondere in Europa il virus grillino per distruggere l’euro ed eliminare la Germania, che invece secondo altri centri decisionali, secondo me più attendibili, deve essere rafforzata per usarla come agente “fidato” subdominante in Europa. Comunque solo il tempo ci schiarirà le idee.

  27. MT. Says:

    Ho letto solo ora il commento di Gianfranco La Grassa, sono d’accordo e riesce sicuramente a spiegarsi meglio di me ovviamente.

  28. roberto buffagni Says:

    Caro MT,se “fai la scrematura” degli amici in base alla loro interpretazione del successo elettorale di Grillo, forse confondi una divergenza di opinione con un tradimento. Sei sicuro che sia una buona idea?

  29. F. Says:

    “Quindi è prematuro dire che vogliono diffondere in Europa il virus grillino per distruggere l’euro ed eliminare la Germania, che invece secondo altri centri decisionali, secondo me più attendibili, deve essere rafforzata per usarla come agente “fidato” subdominante in Europa. Comunque solo il tempo ci schiarirà le idee.”

    Personalmente, concordo con le impressioni di Glg su questo punto. Sottolineo anche io che, ovviamente, gli Usa potrebbero cambiare strategia ma solo il tempo lo potrà chiarire perché troppe cose non sappiamo (per ora).
    F.

  30. ws Says:

    sono molti anni che gira’ in rete l’ accusa a grillo di essere un ” uomo di soros” e quale miglior prova dell’ entusiasmo G&S per queste elezioni al sospetto che il ” grillismo” sia una versione particolare delle solite ” rivoluzioni colorate” ( la chiameranno primavera italiana ? :twisted:).
    Abbiamo visto infatti in nordaffrca che il padrone non esita a demolire con il caos politico i suoi vecchi ed innefficiernti referenti ( in italia il PD ? :twisted: )

    Resta il fatto pero’ che le cose cose hanno perobabilmente ” traboccato” . La dimensione giusta per l’ M5S , per il suo ruolo di collettore di rabbia e attivatore di caos era al 12-15% max , adesso che gli italiani lo hanno eletto a primo partito ( ma senza dargli un sufficente peso in parlamento ) il ” grillismo” si trova incastrato nelle sue mai discusse contraddizioni, e il tentativo di grillo di sfuggire alla trappola evocando un governissimo PD-PDL che esponga a lui le terga e’ semplicemente ridicolo… ci potrebbe cascare bersani ma non berlusconi.
    La mia impressione e’ che grillo voleva fottere gli italiani… ma gli italiani votandolo in massa hanno fottuto lui :twisted:

  31. fourfive19 Says:

    @domenico “far crollare l’euro per eliminare la germania”

    LA UE è funzionale ai progetti di dominio geopolitico ed economico degli USA del Vecchio Continente.
    Per due semplici motivi gli amerikani non si oppongono più di troppo all’Europa (più che l’Europa, la sua carcassa finanziario-burocratica)

    1.L’Europa permette agli USA (e ai loro “lacche” sionisti) di dividere la Russia dal resto dell’Europa Occidentale
    2.L’Europa soffoca ogni manovra di apertura nei confronti della Russia (la germania ci ha provato negli anni della ostpolitck, con scarso successo)

  32. domenico Says:

    Jim O’Neil della goldman &sachs dice: “questi risultati sono probabilmente molto vicini a un incubo per le ELITE consolidate dell’ITALIA e per gli altri CENTRI DI POTERE dell’Europa, in particolare BERLINO E FRANCOFORTE”. Insomma, tutto va verso la conferma delle mie idee, c’è un attacco alla germania.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/01/elezioni-goldman-sachs-servono-cambiamenti-movimento-5-stelle-e-novita/517568/?c

  33. domenico Says:

    Mt e glg, ottime repliche, io non saprei fare di meglio, c’è condensato tutto il funzionamento di una èlite al potere.
    fourfive19: la situazione è cambiata, non so perchè, ma è cambiata e ancora nessuno se n’è accorto. Forse solo i tedeschi, perchè ci hanno dato dei “pagliacci”.

  34. Giancarlo Says:

    L’ultimo commento di WS lo condivido in pieno, il successo di Grillo è andato largamente aldilà delle previsioni più ottimistiche. E’ sempre molto difficile prevedere il futuro e adesso sarà interessante vedere se il fenomeno si sgonfierà alla prova dei fatti. Quel che mi pare certo è che a fronte di un grillismo obbiettivamente senza “i fondamentali” si trovano i “tradizionali” partiti in fase di disgregazione; il momento mi pare assai interessante, oserei dire quasi in fase “pre-rivoluzionaria”.

  35. MT. Says:

    Caro Buffagni, ovviamente il tradimento è cosa diversa dalla divergenza di opinioni, e non li confondo (anche se molti tradimenti iniziano con una semplice divergenza di idee, non tutti ovvio, e divergenza su questioni decisamente più significative di una vittoria elettorale grillina). Ho solo notato che questi risultati elettorali sono stati indicativi per me del fatto che (non volendo parlare di malafede) alcuni amici non hanno quantomeno messo in pratica ciò che scrivevano, cioè, voglio dire la teoria ottima, poi quando si deve applicarla come bussola, come metodo di comprensione a un dato avvenimento non si è capaci e si sbagliano completamente a mio avviso le interpretazioni. Noto comunque che si estrapolano sempre delle frasi assolutamente marginali dal mio discorso,per imbastire polemiche sterili (mi sembra un metodo molto vetero clericale), le polemiche secondo me sono interessanti e proficue se fatte ad un livello più alto, se si parla del nucleo delle cose e non dei piccoli dettagli di superficie.

  36. roberto buffagni Says:

    Caro MT., evidentemente proprio non ci capiamo. Meglio lasciar perdere.

  37. MT. Says:

    Infatti, caro Buffagni, è proprio meglio lasciar perdere.

  38. sergio Says:

    Caro professore, non e’ esattamente vero affermare che Grillo non abbia detto niente a proposito dell’atlantismo, della politica statunitense in genere, e delle sue basi in Italia. Nel suo blog del 25 aprile p.es. scrive: “Oggi, 25 aprile, se i partigiani potessero levarsi dalle tombe resterebbero sgomenti per lo scempio che si troverebbero davanti. Vedrebbero un’Italia senza sovranità economica, appaltata alla BCE e alle agenzie di rating. Un Paese senza sovranità territoriale, occupato dalle forze americane da 67 anni, con basi e testate nucleari disseminate nella Penisola, da Napoli, a Ghedi Torre, ad Aviano e con la costruzione della più estesa area militare europea a Vicenza con il concorso beffardo delle cooperative rosse…” ( Blog di Beppe Grillo – Oggi, 25 aprile: http://www.beppegrillo.it/2012/04/oggi_25_aprile.html). Grillo quindi parla di occupazione americana e mi sembra che di questi tempi sia il solo a denunciare fra i politici quello stesso che denunciamo noi, anche se forse non in forma sufficnetemente drammatica come la situazione converrebbe…

  39. Francesco Ravelli Says:

    Anch’io penso che una delle difficoltà maggiori, avvertibile soprattutto in ambienti per così dire “dotti”, sia quella oggi di riflettere politicamente. Non che ciò si facile, sia chiaro, tuttavia l’operazione preliminare che delle élite politico-teoriche dovrebbero fare è quella di denunciare l’ingerenza moralistica. Quest’ultima è buona solo ad annerire ulteriormente le già di per sé torbide acque, rivelandosi del tutto funzionale agli strateghi capitalistici. Il moralismo è quell’atteggiamento culturale, ora dominante, tutto preso nel dirci come il corso del mondo “deve andare” per essere conforme a qualche criterio normativo. Quest’impostazione è completamente priva della capacità di fare ipotesi scientifiche su come il corso del mondo “sta andando”. Sognando un altro mondo, il moralista non conosce nulla del mondo in cui vive.
    Detto questo, trovo molto opportuna la distinzione tra manifestazioni di un processo “oggettivo” e portatori soggettivi del processo. L’errore che talvolta si commette è quello di soffermarsi solo sulle presunte qualità in sé dei secondi, non comprendendo la funzione da loro espletata all’interno del processo. Nel caso italiano, francamente, vedo solo una grande confusione. Peraltro non capisco bene come si possa pensare che questo blog interloquisca con il M5S, un’entità, per quello che vedo e sento, a mio avviso senza una benché minima cultura politica e che in questi anni ha fatto leva sul più becero qualunquismo moralistico. Chi crede nella democrazia si potrà consolare con il fatto che otto milioni di persone lo hanno votato, gli altri andranno avanti per la loro strada senza farsi troppe illusioni elettoralistiche.

    Fr. Rav.

  40. Gianfranco La Grassa Says:

    diamolo per positivo (quello riportato da Sergio), ma non mi piacciono i piagnistei, le nostalgie: oh come eravamo! Oh se i morti risorgessero e ci vedessero adesso! Preferirei una forza nuova con idee chiare, decise e, se necessario, violente, per potenziare i settori strategici del paese, rilanciare alla grande un industrialismo rinnovatore; ma non certo nel turismo, il made in italy, magari una vita agreste e pastorale. Voglio un paese modernissimo e lanciato verso il futuro, quello di certi bei film di fantascienza. Vorrei rifatti gli apparati statali della protezione di questo paese. Nessuna pretesa, impossibile, d’essere una potenza militare, ma almeno capace di bloccare infiltrazioni “straniere”, capace invece di infiltrarsi in altre zone, capace di corrompere e comprarsi gli aiuti necessari a determinate penetrazioni e competizioni. E vorrei la fucilazione di chiunque parli di moralismo, di lotta alla corruzione che non sia quella miserabile di uomini politici di mezza tacca, come sono tutti quelli che andranno adesso in Parlamento. Non me ne sbatte un cazzo di ciò che direbbero oggi i partigiani. Ho onorato quelli che hanno combattuto sul serio e per ideali, ho bevuto tutte le Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea e italiana (e li onoro comunque). Provo brividi e senso di orgoglio a rivedere la dichiarazione della Repubblica dei Soviet mentre vibrano nell’aria le note dell’Internazionale. Ma adesso, basta “cchiagnere” e sbrodolarsi coi ricordi per darsi la patina delle “brave persone”. Sono fetenti e basta. Devono volere il futuro, anche il futuro tecnologico e avanzato per battere i competitori. Merda a chi ancora pensa in termini “romantici”; fucilati tutti, questa sarebbe la rinascita d’Italia!
    glg

    PS http://www.ilgiornale.it/news/interni/grillo-inammissibile-assicurare-stibilit-governo-892126.html
    anche questo può andare bene, l’importante è che sia inserito in un programma di vero rinnovamento; escludendo “quello etico”. La politica deve essere semplicemente grande politica, tragica, grondante meno merda; se c’è qualche goccia di sangue, ogni tanto, si sia in qualche misura tolleranti. Ma certo, niente palazzi di Montecarlo o sull’Appia o via dicendo. E’ la miserabilità che va condannata e punita. Cerchiamo di evitare anche il sangue, se possibile, ma soprattutto niente merda. E quelli che vedo adesso nell’agone sedicente politico fanno persino rimpiangere questo prodotto di scarto della digestione.
    “Se lavoriamo con trasparenza e serenità, se siamo onesti, aboliamo il conflitto di interessi e approviamo leggi contro la criminalità, se sosteniamo le piccole e medie imprese e trasformiamo l’Italia in una comunità i mercati reagiranno in maniera positiva”, ha assicurato Grillo.
    Vedete il negativo? Lo stupido romanticismo, una sorta di riedizione – certo tenendo conto dei circa due secoli passati – del “sismondismo”, violentemente attaccato da Lenin quando venne riproposto in Russia dai narodniki (i populisti), con seguaci tra la piccola borghesia asfittica, simile a parte delle nostre PMI (quelle che si arrangiano alla bell’è meglio) e tra strati di contadini agiati, quasi borghesi di campagna, molto “agresti” (e fottuti figli di cani che, dopo la Rivoluzione, furono fatti fuori con una certa “generosità”). Io sto con Lenin!! E vada a cagare Grillo se vuole “trasparenza e serenità” (in questo mondo, nell’epoca attuale?). E il problema centrale sarebbe il conflitto d’interessi e la lotta alla criminalità? E l’aiuto a Finmeccanica ed Eni, alla ricerca teconologica avanzata, ecc. dovrebbe soccombere per dare soldi a pioggia a tutte le piccole e medie imprese? Chi appoggia simili posizioni non mi venga più a parlare dei poveri partigiani morti, che se risorgessero….ahi noi! Quelli comunisti non sono certo morti per simili stronzate!

  41. ws Says:

    il “grillo 2012″faceva “marketing” .. aspettiamo adesso il ” grillo2013″ che deve invece fare per forza ” politica” :-)

    E siccome io resto convinto che grillo sia solo un “gatekeeper” io non credo proprio che la sua sara’ una politica “sovranista” .

    Pero’ per una volta sarei proprio contento di sbagliarmi :roll:

  42. aldo Says:

    Penso anch’io che il discorso su “processi oggettivi e portatori soggettivi” sia quello centrale di questa epoca: per capirlo basta vedere la situazione della Chiesa, veramente emblematica (o icastica, come diceva un mio amico :-) ).
    Comunque, come “componenti tossici” del “pensiero” (si fa per dire) dominante attuale, oltre al moralismo aggiungerei, come già più volte qui detto, il “costituzionalismo economico” e il “politicamente corretto”. Attaccare sempre e ovunque queste piaghe!!

  43. fourfive19 Says:

    @La Grassa – Il nazismo fu un sintomo indicante la netta reazione alla putrefazione totale della Repubblica di Weimar.

    Il nazismo in Germania fu l’effetto politico della decadenza economica del ceto medio dopo la prima guerra mondiale.

  44. Gli avvoltoi riprendono a svolazzare su Saipem | FreeYourMind! Says:

    [...] Fonte [...]

  45. A. Says:

    ecco la fine che farà eni: http://goo.gl/ncVvq

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