Io non mi sento Italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono

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Come italiano non mi sento offeso da Trump per le parole che ha pronunciato verso la premier, perché non erano contro la nazione. E se il presidente del Consiglio italiano chiede una foto a Trump, facendo l’influencer, come la chiama Renzi, e viene derisa per questo, non si sta offendendo nemmeno il ruolo che rappresenta, ma si sta colpendo esclusivamente lei.

Non si pronuncia il nome dell’Italia solo quando conviene, perché l’Italia non si piega, ma lo ha fatto chi dovrebbe rappresentarla e non da ora.

Come direbbe il mio conterraneo sovranista alle cime di rapa, Checco Zalone, non si pronuncia il nome dell’Italia invano, dopo aver seguito passo passo tutti gli ordini dati da Washington sulla politica internazionale, esponendo il Paese a presenti e future ritorsioni di Stati che, seppur non alleati, non ci erano nemici, mentre i nemici ce li abbiamo in casa. Non ti fai baciare in testa da Biden e sulla stessa testa indossi il cappellino Maga.

L’Italia subisce la storia e, nei Paesi che non hanno indipendenza, tutti i partiti, anche quando fanno finta che non si piegano, sono partiti dello straniero, e quello della Meloni non fa eccezione.

Come italiano mi sento offeso da questo, dal fatto che non si facciano gli interessi dell’Italia e si affermi che Italia e Usa sono alleati. Italia e Usa non possono essere alleati perché l’Italia è occupata militarmente dalle basi americane, siamo un Paese che eufemisticamente viene definito a sovranità limitata, in realtà siamo a sovranità controllata da altri.

Gli americani influiscono sui nostri apparati militari, su quelli dell’intelligence, persino sulle nomine ministeriali e anche oltre, come ha dovuto ammettere recentemente D’Alema, che ha raccontato un episodio in cui è stato direttamente Kissinger ad avanzare tali richieste. Consigli che non si possono rifiutare.

L’Italia non si piega ma le sue classi dirigenti lo fanno da tempo, oggi con ancora meno dignità del passato.

Le ginocchiere non servono quando si striscia. A chi afferma che in queste circostanze storiche non può fare diversamente dico questo: la politica la deve fare chi è disposto a morire e non pensa a sistemare figli, familiari e amici. La politica, quando fatta seriamente, è estremo sacrificio, per questo non è per tutti, men che meno per certe figurine create nei laboratori di centri strategici di traditori finanziati dall’estero.

Vergognatevi e fatelo a nome vostro, non a nome dell’Italia, la patria di Roma e del Rinascimento.