Per Gianfranco La Grassa, 19 gennaio 1935 – 25 settembre 2025
Per Gianfranco La Grassa, 19 gennaio 1935 – 25 settembre 2025
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Gianfranco che cadeva il 25. Ho atteso perché non sarò presente al convegno in corso (ieri) per motivi diversi.
I e II disvelamento teorico
Gianfranco La Grassa da Marx al conflitto strategico
Sono soddisfatto che sia stato organizzato questo convegno dedicato a Gianfranco La Grassa e ringrazio quanti hanno voluto promuoverlo. Prima di entrare nel merito del suo pensiero, desidero però ricordare una cosa che riguarda direttamente Gianfranco e la Basilicata, dalla quale sto scrivendo. Proprio qui è custodita quasi tutta la biblioteca che Gianfranco ha donato al Comune di Picerno, a due passi da Potenza. Accanto ai libri vi sono molti altri materiali, epistole, appunti, inediti ed elaborazioni che meriterebbero di essere recuperati, ordinati, studiati e messi a disposizione. C’è davvero molto materiale interessante che potrebbe essere valorizzato e spero che qualcuno mi aiuti in una fatica che per mole e delicatezza richiede l’impegno di una squadra di lavoro. Conservare la memoria di uno studioso scomparso significa anche creare le condizioni affinché chi si occuperà in futuro della sua opera possa accedere alle fonti, ricostruirne le diverse fasi e comprendere la genesi di concetti maturati attraverso decenni di ricerca, revisioni e rotture teoriche…
Negli ultimi anni Gianfranco soffrì molto per il proprio isolamento, personale e intellettuale. La sua produzione non si interruppe e la sua capacità di ragionare rimase straordinaria, ma avvertiva la sproporzione tra la portata dei problemi che poneva e la ristrettezza del confronto che gli si sviluppava intorno. Chi oggi si accosta al suo pensiero dovrebbe ricordare anche questo, affinché la memoria di quelle vicende impedisca che la celebrazione successiva cancelli le responsabilità e le condizioni nelle quali un pensatore ha concretamente lavorato.
Quella di Gianfranco è sicuramente una tra le più avanzate teorie oggi esistenti per la comprensione dei rapporti sociali, del potere, della politica e del conflitto tra le potenze. L’abbiamo difesa contro i vaneggiamenti intellettualistici e pseudorivoluzionari che abbiamo sempre combattuto, contro il ritorno di categorie ormai consumate e contro chi sostituiva l’analisi concreta con la fraseologia. È stata una battaglia culturale condotta forze impari, ma non abbiamo mai ceduto nemmeno un centimetro di trincea…
L’intervento integrale sarà successivamente pubblicato