A Sigonella

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In questo momento sono “in altre faccende affaccendato”, come si suol dire, ma farei una piccola riflessione politica sulle recenti vicende che vedono protagonista il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che avrebbe negato l’atterraggio, nella base di Sigonella, a velivoli americani impegnati nell’aggressione all’Iran. Ovviamente Sigonella evoca l’ultimo scatto di orgoglio nazionale, in quell’ottobre del 1985 in cui militari italiani e americani diedero vita a un braccio di ferro, armi in pugno, sui miliziani palestinesi che avevano sequestrato la nave Achille Lauro.

Ora, porsi delle domande su quanto avvenuto potrebbe essere interessante. Innanzitutto, come è trapelata la notizia? Crosetto, poco prima che questo episodio diventasse di dominio pubblico, aveva anche dichiarato: “Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr’ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire”.

Partiamo da queste ultime cose. Crosetto non dorme la notte perché probabilmente sarà stato informato dalla nostra Intelligence che la guerra di Usa e Israele non va bene e questo determinerà non solo grossi guai economici all’Italia, ma anche un maggiore coinvolgimento dei cosiddetti alleati nel conflitto. A fronte di ciò, quegli stessi Servizi che hanno prospettato tale scenario “non sapevano”, da quel che riporta la stampa, quanto stava accadendo rispetto agli aerei da guerra Usa. Prima evidente contraddizione. I nostri Servizi o sanno fin troppo o non sanno nulla, il che mi sembra quanto meno paradossale.

Crosetto sarebbe stato avvertito dal capo di Stato maggiore Portolano, a sua volta, scrivono sempre i giornali, avvertito dall’Aeronautica militare. Che questi passaggi siano avvenuti senza che i Servizi sapessero diventa allora troppo strano. A questo punto ci piacerebbe sapere cosa avvenisse nel frattempo “a terra”, considerato che nella base di Sigonella è ospitata una stazione statunitense.

Insomma, sappiamo che dire di no agli americani è impossibile, senza pagarne le conseguenze. Potrebbe anche darsi che, invece di un diniego, ci sia stata una trattativa, per non mettere in difficoltà il governo, e che gli americani abbiano capito. Però… più che capire, questi avrebbero persino deciso di dare una mano, perché per la missione in quel momento non era strettamente necessario passare da Sigonella, oppure la scena potrebbe essere stata persino “provocata”, non dico con complicità ma con tacita compiacenza per una serie di circostanze più o meno casuali.

Certo è che qualcuno ha avvertito i giornali. E queste cose non si dovrebbero fare sapere se non è proprio necessario. Sappiamo che con gli statunitensi non si scherza, del resto fin qui l’Italia è rimasta a 90 gradi su tutto e questo colpo di reni non si giustifica rispetto al passato. Allora delle due l’una, o Crosetto sta trovando il modo di farsi mettere da parte dopo alcune vicende non chiare, oppure sta provando a dare una mano al Governo con un gesto di coraggio che richiama tempi antichi, al fine di recuperare almeno il nocciolo duro di FdI, in questo momento di debolezza, per serrare i ranghi e restituire dignità a una “campagna politica” che finora ha ceduto troppo in ogni senso, tanto da aver perso il referendum e fatto registrare un calo di consensi più degli altri partiti del centrodestra.

Oppure può essere che il Governo si appresti a lasciare il passo a un governo tecnico che faccia dormire sogni tranquilli Crosetto e tutti gli altri, che prenderebbero anche la pensione, con un ultimo atto di coraggio, non direi simulato ma solo ‘verosimile’, che restituisca un minimo di integrità dopo il nulla di questi anni. O infine, altra ipotesi più estrema, che si stiano persino avvicinando le elezioni e bisogna fare quadrato sui temi di una storica ragione sociale sacrificati sul trono della realpolitik governativa.

Tante domande e scenari possibili. Ma, ripetiamo, dubitiamo che costoro vogliano ritrovarsi tre metri di terra sulla testa, non è nel loro stile di proni a tutto, piuttosto cercano di gettare qualche amo ad un elettorato deluso. Lasciate che almeno in noi il romanticismo non faccia effetto, come in molti sentimentali di cui leggo righe di esaltazione in queste recenti ore. Lo capisco ma non vi capisco.