Eppur si muove

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Eppur si muove

 

È inutile girarci intorno, l’inizio di un blando rinnegamento del woke da parte della sinistra e di quei personaggi che, sempre da quel lato, hanno cavalcato certe battaglie di retroguardia a seconda dei loro interessi, non nasce certo dalle dichiarazioni oltreoceaniche di AOC. Semplicemente, il campo largo si è messo a rincorrere Vannacci su uno dei pochi temi sui quali può cedere qualcosa, perché in fondo a simili panzane non ci ha mai creduto davvero nessuno, ma sono servite a dare contenuto a un vuoto ideologico post novecentesco che è stato riempito con le teorie reazionarie del woke. E di questo si tratta, di forme di lotta fasulla e arretrata rispetto alle battaglie sociali di un tempo. Non dico che dobbiamo tornare a Marx, come afferma oggi Cacciari, ma un ritorno a Marx sarebbe cento passi in avanti rispetto al politicamente corretto, che è un’idea recente che puzza di marcio come un cadavere putrefatto.

Perché sia detto una volta per tutte, quel tipo di battaglie sono di retrovia, sono armate di viltà intellettuale, frutto di una subordinazione a ubbie culturali distanti da noi, alle quali si sono piegate prima la sinistra e poi anche la destra, seppure con qualche piccola variazione. Provate a fare dire ad un destro di oggi che il linguaggio di genere è una cazzata. Non lo farà perché dove ha governato ha dovuto sottostare alla vulgata. Ora che la presenza di Vannacci e i suoi slogan hanno spostato l’asse del mappamondo, e non solo su questi temi, dimostrando di poter raccogliere un mare di consenso tra una popolazione stufa di non poter più parlare liberamente, sinistra e destra cercano di rimediare, allentando la presa su certe sciocchezze da loro stesse perpetrate, perché essendo forze vuote dentro non sanno come altro rimediare. E inseguono Vannacci su questo perché su altro proprio non possono farlo, costerebbe loro ammettere il totale fallimento.

Ma Vannacci dice soprattutto altre cose, e molto più pesanti rispetto ai pride di cui veramente non se può più, a quelle contro l’aborto e contro il femminicidio, che peraltro è proprio una follia del politicamente corretto legato al femminismo sclerotizzato e opportunistico tradotto in norma. Stessa cosa per la remigrazione, si potrà pure provare in qualche forma, ma è abbastanza evidente che, nella maggior parte dei casi, sarà più scena che sostanza, un altro terreno sul quale Vannacci sta attirando i suoi polli. Sia chiaro, la mia morale è talmente fuori da qualsiasi morale che per me ogni generazione ha diritto di distruggere tutto e ricostruirlo come più le aggrada. Non sono certo un bacchettone, anzi direi tutt’altro. Non metto limiti alla creatività umana purché questa non diventi un modo per impedire alle menti di volare e, se lo desiderano, anche di andare a bruciare verso il sole.

Vannacci sfida destra e sinistra innanzitutto sulla guerra. Destra e sinistra hanno votato insieme per le sanzioni alla Russia e per le armi all’Ucraina. Destra e sinistra hanno dichiarato guerra a Mosca e oggi ci costringono a subire costi energetici alle stelle, che le loro fasulle politiche per la transizione energetica non hanno risolto. Ma non solo di soldi si tratta, destra e sinistra hanno relegato l’Italia in un angolo internazionale di insipienza e irrilevanza. Destra e sinistra sono state insieme anche per questa fantomatica transizione ecologica, che non esiste, almeno non nei termini di presunte fonti energetiche alternative che alternative non sono. Destra e sinistra ci hanno costretto insieme alla decadenza nazionale e alla subordinazione internazionale.

Perché allora non inseguono Vannacci sulle questioni geopolitiche veramente importanti? Perché qui non possono, essendosi legate mani e piedi a poteri stranieri che la guerra la vogliono a tutti i costi e a spese nostre.

Pensate a cosa scrive oggi il Corriere della Sera, “solida posizione assunta dal governo di Giorgia Meloni [sulla Russia, al pari della sinistra]. Zelensky resta l’eroe che ha galvanizzato la resistenza contro l’invasore. Una resistenza che deve continuare… aspettando i Patriot”. Un governo di sinistra si comporterebbe allo stesso modo.

Vannacci e il suo partito, invece, qui dicono cose dirompenti come basta armi all’Ucraina, compriamo l’energia dove costa meno, cioè in Russia, e quindi ristabiliamo relazioni geopolitiche fregandocene di quello che pensa Bruxelles. Questa è una posizione politica forte e non sapremo se sarà conseguente almeno fino a quando FN non diventerà una forza di governo, ma intanto segna una vera differenza con il partito unico della sottomissione dell’Italia a Washington e Bruxelles. E la gente vorrà andare a vedere le carte. È già successo con i 5s, la Lega e FdI. Ora toccherebbe a FN. Resteremo ancora delusi? Può darsi ma nel frattempo la preoccupazione non è solo nostra ma anche da chi passerà dal 28 percento a molto meno.

Quanto a utilizzare le solite accuse di fascismo verso Vannacci e camarades, me ne frego bellamente, più di Vannacci stesso, perché il fascismo non tornerà, checché ne pensino fascisti e antifascisti, che ormai sono solo zombies che discutono di fantasmi. Io posso anche dichiarare al mondo che sono uno struzzo e che quando morirò mi reincarnerò in un pavone, ma il fatto di dichiararlo non sposterà la realtà, che se ne fotte di quello che dico e che penso. E se qualcuno mi dice che il fascismo esiste e con esso l’antifascismo più che pensare alla realtà mi vengono in mente i cimiteri.

Potrebbe arrivare anche qualcosa di peggio del fascismo, ma la colpa sarà soprattutto di chi, per tenere la testa nel passato, non ha visto arrivare un futuro anche più tremendo, alimentando sciocche contrapposizioni che servono solo a coprire la viltà odierna di una classe dirigente che ha rovinato l’Italia con la sua debolezza e compiacenza.

Allora Vannacci può anche annunciare che abolirà l’aborto, come alcuni annunciavano l’abolizione delle accise, sono cose che si dicono e non si fanno. Ma ce ne sono altre che invece si possono fare, come smettere di dare soldi e armi a un farabutto, perché farlo sarebbe un grande guadagno per tutti e per l’intera nazione. Gli unici a perderci sono proprio quelli di cui ci si vuole sbarazzare perché inadatti a governare l’Italia.

Quindi ribadiamo una semplice verità, la presenza di Vannacci ha già cambiato l’approccio politico di tutti gli schieramenti e tante cose che ieri uscivano dalle bocche dei destri e dei sinistri domani saranno sputate da entrambi. Stanno cercando di limitare i danni perché sanno che una batosta elettorale, e non solo quella, diventa sempre più possibile.