IL SOGNO DELLA VERITA’, R. Schena
I PROGETTI DI Karl Marx e di Sigmund Freud, segnalano la passione, antica quanto l’uomo, di concretare il sogno della verità.
Sono K. Marx e Sigmund Freud riusciti nei loro intenti, il primo di togliere la maschera ai rapporti sociali per una trasformazione degli stessi, il secondo di togliere la maschera al sé per la scoperta dell’inconscio?
Le loro teorizzazioni e interpretazioni della realtà sociale e individuale hanno contribuito a togliere o almeno a sollevare il velo o hanno invece contribuito a stendere il velo, occultando ancor di più queste realtà?
Secondo Gianfranco La Grassa, economista di formazione marxista, l’analisi marxiana dello sviluppo delle forze produttive prevedeva che:
Il lavoratore collettivo – il lavoro complessivo coordinato secondo una mutua cooperazione, pur tra gradini gerarchici differenti-sarebbe infine diventato il vero antagonista del sempre più piccolo gruppo di capitalisti (monopolisti), orami ricondotto a classe parassitaria, esterna al processo di lavoro, mera proprietaria di denaro, di azioni ecc.
Mi sembra che l’assunto marxiano or ora delineato sia stato ormai falsificato sia dal fallimento del “socialismo reale”, sia soprattutto dall’evoluzione del capitalismo contemporaneo. Del resto a ben vedere, proprio nel socialismo reale il fattore oggi decisivo per la riuscita delle riforme economiche non è certo la semplice introduzione di elementi di mercato e della proprietà (individuale o privata che la si voglia chiamare) bensì la possibilità di formazione di un autentico gruppo sociale dirigente nelle diverse attività “produttive”, cioè lavorative nel loro senso più ampio.
In definitiva, mercato e proprietà – e dunque potere di controllo reale o formale, dei mezzi di produzione – debbono essere teoricamente ricondotti al ruolo che loro compete, non facendone più il fulcro della dinamica della società detta capitalistica. A questo riguardo, il dibattito Sweezy-Bettelheim non rappresenta – perché all’epoca tali problemi non erano nemmeno pensabili – un così radicale spostamento concettuale della possibile teoria critica relativa alla società capitalistica; si tratta, però, sicuramente di un passo rilevante nella direzione che può condurre oltre il marxismo storicamente costituito (nelle sue varie forme, anche eterodosse). Chi leggerà attentamente e senza prevenzioni, questo scambio di lettere non potrà che rimanere poi sorpreso di fronte alle banalità che oggi vengono massicciamente diffuse in ordine alla problematica dei “paesi socialisti”, così come a quella concernente “le meravigliose sorti e progressive” del capitalismo centrale (con il pressoché totale oblio delle società del terzo e del quarto mondo, e così via).
(Gianfranco La Grassa- il socialismo irrealizzato Ed. Riuniti 1992 p. XXVI e
XXVII)