Osservazioni sul contesto della prossima “Grande Guerra” in Europa, di B.R.

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Riceviamo e pubblichiamo

Osservazioni sul contesto della prossima “Grande Guerra” in Europa

Composto tra il marzo e giugno 2026

 

Gli Stati Uniti cercano di ridurre o potenzialmente di ritirarsi dalla NATO per diverse ragioni.

Nonostante un significativo declino della propria base industriale, gli Stati Uniti rimangono una grande potenza industriale. Con l’ascesa della Cina quale concorrente economico globale e con la crescente influenza economica della Germania all’interno dell’Europa — combinata con la stretta relazione economica tra Germania e Cina — gli Stati Uniti si trovano ad affrontare due grandi sfide: il proprio deficit delle partite correnti e il proprio deficit commerciale. Da questa prospettiva, i principali rivali strutturali degli Stati Uniti sono la Cina e la Germania, non la Russia.

Dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la Russia ha in larga misura continuato a fare affidamento sulle infrastrutture, sulle capacità militari e sugli asset strategici ereditati dall’URSS. Al tempo stesso, essa non rappresenta più un modello politico o socioeconomico distinto, né possiede la capacità industriale che un tempo caratterizzava lo Stato sovietico. Sotto Putin, la Russia si è progressivamente trasformata in un’economia incentrata sull’esportazione di risorse naturali ed energia piuttosto che sulla produzione industriale (Putin, infatti, ha volontariamente supervisionato la distruzione dell’industria russa autonoma e a ciclo completo, in cambio dell’accesso della Russia all’OMC/WTO).

Pertanto, da una prospettiva strutturale rigorosa, la Russia non è il principale avversario degli Stati Uniti; piuttosto, tale posizione è occupata dalla Cina e dalla Germania — immediatamente dietro la Cina.

Inoltre, Russia e Germania sono anche concorrenti naturali nell’Europa orientale, nella regione baltica, nell’Europa centrale e nei Balcani. Da un lato vi è la Germania, una nazione di circa 80 milioni di persone con un’economia industriale altamente sviluppata. Dall’altro vi è la Russia europea, con approssimativamente 100 milioni di persone, ricca di risorse naturali e fortemente armata grazie all’eredità della potenza militare sovietica. Entrambe proiettano influenza in molte delle stesse regioni strategiche e sfere di interesse.

Anche su questo argomento, l’Ucraina fornisce un chiaro esempio. Nel conflitto regionale in corso che coinvolge la Russia, la Germania è stata uno dei principali sostenitori dell’Ucraina, con la Turchia che ha anch’essa svolto un ruolo significativo.

Di conseguenza, la Germania e la Russia tendono ad espandere la propria influenza nei medesimi spazi geopolitici. Ed esse sono potenze polarmente opposte per peso e per spazio (sulla medesima porzione del mondo). La loro coesistenza, con questo potere crescente e centralizzante (sempre di più, anno dopo anno), è pertanto caratterizzata da contraddizioni strutturali irrisolvibili che coinvolgono interessi statali contrapposti, classi dirigenti, sistemi economici e sfere d’influenza concorrenti. Poiché entrambe le potenze cercano influenza su molte delle stesse regioni, e tale rivalità, nel medio periodo, può essere risolta soltanto mediante il conflitto e mediante l’annientamento di una delle due (e viceversa dalla posizione reciproca delle rispettive classi dirigenti).

Un ulteriore argomento, coinvolto in questa enorme contraddizione, concerne le classi dirigenti del Regno Unito e della Francia e, solo secondariamente, in una certa misura, quelle degli Stati Uniti. Se le due guerre mondiali furono combattute in parte per impedire alla Germania di stabilire il proprio predominio sull’Europa attraverso il potere economico e politico, allora è difficile comprendere perché Londra e Parigi dovrebbero accogliere favorevolmente un’Unione Europea sempre più dominata dalla Germania. Da questo punto di vista, apparirebbe contraddittorio aver combattuto due guerre devastanti soltanto per consentire all’influenza tedesca di diventare predominante attraverso l’integrazione economica e le reti istituzionali (il tutto avvenendo pacificamente, sotto i loro occhi).

Di conseguenza, anche se tali sviluppi non si sono ancora manifestati pubblicamente e nella politica pubblica, sul piano strutturale gli sviluppi politici all’interno della Francia e del Regno Unito/Inghilterra stanno venendo seminati dietro le quinte e finiranno per condurre ad una posizione più apertamente critica nei confronti del ruolo della Germania all’interno dell’Europa (contro il suo potere, la sua industria, la sua influenza, le sue reti, ecc.). Già ora, le loro élite strategiche guardano con cautela alla crescente concentrazione di potere in Germania che utilizza l’Unione Europea come propria estensione sull’Europa.

In un simile scenario, sorge la seguente domanda: Francia e Inghilterra, quando si arriverà al momento decisivo, si allineeranno più strettamente con la Germania oppure con la Russia?

Secondo quanto evidenziato, esse finirebbero per favorire la Russia, poiché la Germania rappresenta la sfida maggiore nel lungo periodo alla loro influenza relativa, al loro potere e alla loro posizione geopolitica e gran-strategica.

Pertanto, sebbene io sia certo che esistano divisioni interne all’interno delle loro classi dirigenti operanti dietro le quinte (specialmente per quanto riguarda la Francia, a causa di tutta l’influenza che le sue grandi imprese esercitano nelle istituzioni europee accanto a quelle tedesche e del Benelux), alla fine esse si schiereranno sempre — per necessità — con la Russia contro la Germania (ed avranno maggiore interesse nel contenimento della Germania piuttosto che nel considerare la Russia come un nemico).

Si tenga presente:

– Quando nel XVIII secolo la Francia voleva assumere una posizione egemonica sia sugli oceani sia sull’Europa, l’Inghilterra si schierò con gli Asburgo, ad est della Francia, per contenere la Francia;

– Quando nel XIX secolo la Francia era la potenza continentale dell’Europa, all’epoca di Napoleone, l’Inghilterra si schierò con la Russia contro la potenza europea;

– Quando nel XX secolo la Germania, durante la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale, cercò di assumere una posizione egemonica sull’Europa, l’Inghilterra si schierò con la Russia contro la Germania;

Pertanto:

–  Quando nel XXI secolo si arriverà al momento decisivo e vi sarà un attuale o futuro schieramento della Germania contro la Russia, poiché la Germania è la potenza egemonizzante dell’Europa, l’Inghilterra si schiererà ancora una volta con la Russia contro la Germania.

Dunque, sebbene gli Stati Uniti debbano concentrarsi sempre più sulla Cina e sulla regione indo-pacifica, e sebbene Francia e Regno Unito debbano ancora attraversare mutamenti politici interni prima di esprimere apertamente un’esplicita ostilità e opposizione contro la predominanza tedesca, tutte e tre queste potenze sarebbero, secondo questa prospettiva, inclini a schierarsi con la Russia piuttosto che con la Germania.

Il loro obiettivo predominante sarebbe la preservazione della propria influenza, dei propri vantaggi strategici e delle proprie reti internazionali di potere.

Se la NATO fu creata nell’ordine successivo alla Seconda Guerra Mondiale per giustificare e difendere le conquiste statunitensi in parti dell’Europa come risultato dell’ultima guerra mondiale — e se, in quell’ordine, durante la Guerra Fredda e negli anni Novanta (dopo la caduta dell’URSS), tutto ciò era nell’interesse degli Stati Uniti poiché forniva una cornice per giustificare in tempo di pace la loro presenza e la loro influenza… Con la deindustrializzazione degli Stati Uniti, dovuta all’industrializzazione della Cina, e con il loro potere in declino. Con il fatto che la presenza statunitense in Europa dissuade una guerra della Russia contro la Germania. Con il fatto che, immediatamente dopo la Cina, è la Germania il secondo concorrente strutturale degli Stati Uniti. Con il fatto che la Germania sta utilizzando l’Unione Europea quale strumento per egemonizzare vaste parti dell’Europa sotto la propria influenza strutturale, economica e di potere. Eccetera, eccetera, eccetera. Di fronte a tutto questo: perché gli Stati Uniti dovrebbero rimanere qui in Europa, nella NATO, per difendere la Germania?

Perché gli Stati Uniti dovrebbero rimanere nella NATO per difendere la Germania mentre la Germania sta egemonizzando l’Europa, invece di essere la NATO un mero strumento di preservazione del potere statunitense sull’Europa?

Perché gli Stati Uniti dovrebbero difendere la Germania mentre la Germania, immediatamente dopo la Cina, è il secondo concorrente strutturale degli Stati Uniti (contribuendo, probabilmente più di chiunque altro o quasi, subito dopo la Cina, al loro (a) deficit della bilancia commerciale, (b) deficit delle partite correnti, (c) e conseguentemente alla loro deindustrializzazione interna… Tenendo presente che la prima causa è la Cina e che immediatamente dopo Pechino viene Berlino)?

Pertanto, di fronte a tutto questo, gli Stati Uniti, evidentemente, con ritmi equilibrati, in modo ordinato, passo dopo passo, si ritireranno dalla NATO/dall’Europa; non continueranno a difendere la Germania e, sul piano internazionale e strategico, a livello mondiale, si allineeranno maggiormente con la Russia.

Questa è, in una sintesi basata su fatti empirici estremamente rigorosi e quantificabili, la ragione per cui — nel medio periodo — gli Stati Uniti si ritireranno e uscira

nno fisicamente dalla NATO.