UOZZ AMERIKA, di Roberto Di Giuseppe

Mr. Trump- Yellow Tie

L’idea che gli Stati Uniti si siano defilati dalla guerra in Ucraina è una ingenuità ed un’illusione.

Senza l’apporto dell’intelligence nordamericana, o anche solo del suo silenzio/assenso, nessun attacco in profondità sul territorio russo sarebbe possibile.

Non lo sarebbe dal punto di vista tecnico/militare, nè tantomeno strategico/politico.

I russi lo sanno perfettamente. Così come conoscono benissimo quale sia lo scopo di fondo dei loro nemici sistemici.

L’obiettivo nordamericano, fin da prima del golpe del 2014, è stato ed è la frattura definitiva ed insanabile tra Russia ed Europa occidentale.

Ciò che rende necessario questo percorso, con tutti i rischi ad esso connessi, può essere sintetizzato in due punti fondamentali:

Primo – La caduta tendenziale del dollaro come moneta di scambio universale è destinata ad accelerare irreversibilmente; conferendo agli Stati Uniti, con il loro mostruoso debito pubblico, il ruolo di gigante mondiale coi piedi d’argilla. L’Europa, con le sue tuttora immense ricchezze, totalmente divisa al di là delle apparenze, sostanzialmente indifesa e di fatto occupata militarmente dagli USA, rappresenta la preda ideale, anzi l’unica, per evitare il totale declino.

Secondo – Una salda alleanza tra Europa occidentale e Russia verrebbe a costituire una terza superpotenza politica ed economica, in grado di fronteggiare tanto gli Stati Uniti quanto la Cina.

Una tale convergenza, sarebbe esiziale per gli Stati Uniti e neppure troppo gradita ai cinesi, i quali tuttavia, a differenza dei nordamericani, non ne sarebbero mortalmente svantaggiati.

I russi sanno anche bene, così come esplicitamente riconosciuto dallo stesso presidente Putin, che le attuali élite europee, con il loro apparentemente suicidario modus operandi, sono in realtà il frutto di una capillare e pluridecennale opera di reclutamento, portata avanti dagli Stati Uniti fin dalle età più giovanili, fatta di prebende, favoritismi e facilitazioni di carriera a tutto campo, in ambito politico, informativo, economico, di sicurezza e militare.

Va da sé che non tutti i conglomerati di potere europei, sono pienamente sottoposti a questo predominio, peraltro sempre più asfissiante. Tuttavia, i potentati del continente che non intendono rassegnarsi al ruolo di serbatoio di sangue fresco per questo famelico Dracula a stelle e strisce, sono costretti ad agire nell’ombra, nascondendosi talvolta anche tra quelli apparentemente più ossequiosi e proni al volere nordamericano.

La prova in controluce di questa presenza e della sua azione sotterranea e non di rado ondivaga ed ambivalente, sta proprio nella forsennata accelerazione bellicistica nei confronti della Russia; in modo particolare per quanto riguarda la Germania.

Nessun tedesco sano di mente, o anche non sano di mente, può dubitare che qualora la Russia, il suo popolo ed il suo gruppo dirigente, quali che siano le sue eventuali, possibili differenziazioni o divergenze, dovessero percepire, anche per un solo istante, la nazione tedesca come un potenziale, effettivo pericolo militare, di questa stessa nazione si perderebbero per sempre le tracce nel giro di qualche minuto o al massimo qualche ora.

I ventisei milioni di morti della II Guerra Mondiale e le immani distruzioni causate, anche e soprattutto per il modo disumano e orrendo con cui sono state causate, non si dimenticano.

Chi sottovaluta la memoria russa farebbe bene a ricorrere ad un sostanzioso aiuto psico-farmacologico.

Il riarmo tedesco quindi, lungi dal poter essere realisticamente rivolto a fronteggiare la potenza militare russa, ha piuttosto logicamente, l’obiettivo di raggiungere finalmente una effettiva egemonia, non solo economica, ma anche politico-militare sul continente europeo.

Egemonia che non potrà essere raggiunta se non scrollandosi di dosso il pesante fardello dell’occupazione militare statunitense.

Se per raggiungere un traguardo così ambizioso, occorre tirare la corda di uno scontro fisico con la Russia fino al limite di rottura, ben venga. Il rischio vale la candela. Tanto più che senza questa sbandierata contrapposizione, la valanga di miliardi di euro/dollari necessaria ad una radicale riconversione industriale in senso bellico, non sarebbe giustificabile nè accettabile.

E’ questo il motivo recondito della apparente ed altrimenti inspiegabile “delicatezza” con cui la dirigenza russa accetta questo continuo passaggio di linee rosse, con tutti gli effetti negativi che ne conseguono.

Tutti gli attori in campo, grandi e piccoli conoscono questo gioco. Lo conoscono i polacchi, i baltici, gli scandinavi, le mosche cocchiere del Mare del Nord, la Francia e la Gran Bretagna. Persino la velleitaria Italietta e tutti e tutte cercano, in questo mare incerto e tempestoso, di restare quanto più possibile a galla, approfittando semmai di qualche passo falso del vicino.

Vita mea mors tua. Una lotta di tutti contro tutti nascosta a mala pena dietro sorrisi, pacche sulle spalle e solenni dichiarazioni comuni di intenti.

Gli Stati Uniti ovviamente, ne sanno quanto e più degli altri. Ma sono anche consapevoli del debordante potere che hanno sui cosiddetti “alleati”, in realtà servi sottomessi.

Seguono i loro duplici interessi; spingono da un lato gli europei al confronto diretto con la Russia, sfruttando le paranoie belliciste baltico-polacche e intanto succhiano fin da ora linfa vitale dalle vene della ricca Europa occidentale, utilizzando senza scrupoli anche ciò che resta di quell’aborto informe chiamato Unione Europea. Cadavere putrefatto, esiziale fonte di infezione continentale.

I nazisti ucraini dal canto loro sono ben consapevoli che “finché c’è guerra c’è speranza”, cercando in tutti i modi di estendere il conflitto, del tutto indifferenti all’estinzione dell’Ucraina stessa come nazione indipendente e soprattutto viva con un qualche tipo di futuro. Del resto, se miracolosamente domani dovesse scoppiare la pace, la loro estinzione, anche fisica, sarebbe cosa più che certa. E allora addio cessi d’oro.

A questo punto le opzioni tendono a restringersi fondamentalmente a due: o la Russia riesce in qualche modo, tecnologico, militare o sotto-diplomatico, a risolvere il problema della permeabilità agli attacchi logistici sul suo territorio, perseguita di fatto dagli Stati Uniti ma nascosti dietro la copertura europea, oppure la stessa Russia sarà giocoforza costretta ad ampliare il proprio quadro operativo oltre i confini ucraini estendendolo all’Europa e passando quindi ad un vero e proprio stato di guerra, dalle conseguenze imprevedibili.

Va da sé che in questo caso l’intero gruppo dirigente nazista ucraino verrebbe eliminato, ma questa sarebbe comunque una ben misera consolazione.