I professori hanno le idee corte

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Sono tornati i cattivi maestri, che in realtà non erano mai andati via. Galli della Loggia ci appioppa sul Corriere della Sera il sermone sui giovani che non conoscono la Storia e rifiutano la guerra o, meglio, rifiutano che l’Occidente, Italia inclusa, regali armi, fondi e anche mercenari all’Ucraina, laddove ‘c’è differenza tra aggredito e aggressore’.

Ovviamente si tratta di un concetto talmente puerile che dovremmo rimandare Galli della Loggia non agli esami riparativi di settembre, ma almeno a rifare le scuole dell’obbligo. Significa non aver mai letto, o non aver mai capito, una sola parola dei grandi insegnamenti di Machiavelli, ma anche di molti altri studiosi italiani di cui dovremmo andare molto fieri anziché importare scemenze dall’estero, su cosa siano le società e la stessa Storia.

E qui la nascita del fascismo non c’entra un bel niente. Questi intellettualoidi la tirano sempre in mezzo per sorreggere tesi Senza basi. Se proprio vogliamo ritrovarne la genesi, questa sta anche nel tradimento di liberali e socialisti rispetto a una situazione geopolitica e interna che richiedeva grandi scelte e una ricollocazione della Grande Proletaria, rispetto ai tempi, che questi non vollero, per mantenere una mentalità conservativa che finì per stritolare l’Italia.

Se ora sta accadendo qualcosa di simile è proprio a causa di tutte quelle forze democratiche servili che stanno trascinando l’Italia dentro conflitti forse inevitabili, ma in una posizione fin troppo svantaggiosa, che rischia di costarci molto cara.

Galli della Loggia rimprovera a due giovani del PD di essere contro l’Ucraina, di andare contro la Costituzione e di mettere sullo stesso piano chi è aggredito e chi è aggressore. Rimprovera sostanzialmente a questi militanti quello che si dovrebbe rimproverare proprio a quei corifei che hanno tradito tutto questo per primi. Cioè gli intellettuali di supporto allo stato esistente.

Galli della Loggia non ci arriva, o finge di non arrivarci, che la sua posizione è semmai la principessa delle narrazioni di sostegno ad un potere marcio e corrotto, peraltro soverchiante, elevata a spiegazione ineluttabile.

Non si preoccupi, la Costituzione, già stravolta, sarà letteralmente stracciata dai prossimi eventi. Più che il fascismo, lorsignori rischiano di scatenare forze ancora più devastanti con il loro servilismo filoamericano, che non solo ci conduce verso la guerra, ma ci assegna il ruolo di elemento sacrificabile e carne da cannone.

E la retorica dell’aggredito e dell’aggressore è soltanto una scelta arbitraria dentro il processo storico, che ognuno fa cominciare da dove gli aggrada. Così un mondo che inizia dai fatti del 7 ottobre 2023 può attribuire ai palestinesi la faccia dell’aggressore ignorando tutto ciò che è avvenuto nei decenni precedenti, così come assumere come inizio assoluto l’intervento militare russo del febbraio 2022 serve a cancellare tutto ciò che c’è stato prima.

Se Galli della Loggia prendesse in mano Carl Schmitt o Machiavelli, ma anche il nostro compianto La Grassa (che Galli della Loggia ha incontrato nel suo passato, un passato in cui era molto confuso sulle sue idee ma non su dove puntava di arrivare…) forse la finirebbe di profferire simili amenità.

Se questi sono i professori, bisognerebbe abbattere le scuole.