L’Ira-n

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L’IRA-N

Vediamo come funziona la presunta superiorità morale delle democrazie sulle cosiddette autocrazie.
Per anni si infiltrano agenti segreti nella società nemica (Cia e Mossad sono specializzate, ma non solo loro, così fan tutti), si avviano programmi apparentemente innocui attraverso organizzazioni sociali e culturali di vario tipo, si finanziano spiriti nobili ma anche farabutti, ai primi si danno soldi e si offrono progetti ai secondi finanziamenti e armi. Poi, con qualche manovra speculativa, ne sappiamo qualcosa noi in Italia ai tempi in cui un laureato in lettere era governatore della Banca d’Italia, si esaspera la popolazione, che giustamente protesta per la cinghia che stringe sempre di più la loro vita.
Iniziano le manifestazioni, che all’inizio sono per lo più pacifiche, ma poi parte il piano. Tra i manifestanti si insinuano gli elementi politicizzati e armati di cui sopra (noi abbiamo la versione moderata chiamata blackbloc agli altri mandiamo tagliagole), cominciano a incendiare luoghi pubblici e ad ammazzare a casaccio. A quel punto entrano in azione gruppi addestrati che sparano sulla folla, addebitando la responsabilità alle forze dell’ordine. In genere il coordinamento tra i vari livelli dell’operazione avviene tramite internet, che qualcuno ha dimenticato essere nato come strumento militare.
Così morte, ammazzamenti e distruzioni diventano il regalo che le nostre “superiori” democrazie portano in alcuni Paesi, mentre la narrazione dei nostri media si inventa tutt’altro per suscitare l’indignazione di noi poveri fessi, che pubblichiamo foto e bandierine convinti di stare dalla parte giusta della storia. Ma qualsiasi malvagità si è sempre presentata sulla scena del mondo in abiti angelicati, altrimenti che male sarebbe?
Solo che questa volta è andata male. Gli iraniani hanno spento internet e satelliti. Come siano riusciti a fare una cosa così complicata lo sanno solo russi e cinesi, che ormai affiancano e in qualche caso superano l’Occidente sul piano dell’avanzamento tecnologico e militare. La festa occidentale è finita. Della prepotenza americana di un tempo resta il situazionismo di Trump, che prova a mascherare un dominio che non c’è più con rapimenti che non risolvono i problemi americani, provocazioni che vengono affogate nel sangue e guerre per procura che non portano ai risultati sperati.
Il mondo è definitivamente cambiato. Provino gli USA ad attaccare seriamente l’Iran e se ne accorgeranno. Anche noi poveri servi vedremo come stanno effettivamente le cose. Ah, sapete come si concluderà questa conosciuta sceneggiata, gli iraniani arresteranno e impiccheranno i provocatori che noi abbiamo mandato, o addestrato, o comprato per commettere delitti. A quel punto i nostri media si indigneranno di nuovo, guardate, diranno, in Iran continuano le esecuzioni.
È vero, ma sono i nostri figli di puttana che finiscono appesi, quelli che noi chiamiamo martiri della libertà. Ora, non dico che sia così nel cento per cento dei casi, ma al novantanove ci becco. E riparte il teatrino democratico, con la donnetta che si accende la sigaretta che diventa il simbolo di quanto siamo scemi noi e farabutti i nostri governanti.