Situazione intollerabile, di GLG

gianfranco

Francamente la situazione mi sembra giunta ad un livello piuttosto intollerabile se ci fosse soltanto un po’ di buon senso. A Mirandola un marocchino (o forse algerino, maggiorenne o forse minorenne) dà fuoco alle 2 di notte alla stazione dei vigili urbani e negli appartamenti soprastanti si muore, si è gravi all’Ospedale, si è feriti o intossicati. La colpa viene attribuita, sembra anche dai pentastellati, al Ministro degli Interni perché il tipaccio aveva un decreto di espulsione (che doveva essere eseguito proprio oggi) e lui “non ne era a conoscenza”. Che un Ministro debba conoscere ogni espulsione che deve essere attuata mi sembra di una idiozia unica. Al massimo può promuovere qualche punizione per chi ha tardato. Tuttavia, l’espulsione doveva essere attuata oggi, quindi dopo che il fattaccio era già avvenuto la scorsa notte. A Torino (o forse altrove) un nigeriano, scoperto a spacciare droga, stacca con un morso la falange di un dito ad un carabiniere. Non so se anche questo verrà addossato al solito Ministro.
Il vero fatto è che la popolazione dovrebbe cominciare ad agitarsi sul serio. Basta manifestazioni di centri sociali (figli di papà benestanti annoiati e violenti senza nessuna idea precisa in testa) e di accoglienti umanitari, di cattolici ipocriti e baciapile. Occorre che si muovano quelli dei quartieri popolari, senza però che debbano attendere le indicazioni di sciocchini come quelli di Casapound o tipi del genere; e soprattutto rivolgendo adeguata violenza, non semplicemente verbale e a base di minacce e volgarità, contro i partiti dell’accoglienza e i loro seguaci. E si lascino alla fine da parte anche quelli come i leghisti che sono solo attaccati ai giochi elettorali. Se la popolazione si muove esclusivamente nei suoi settori minoritari e quasi sottoproletari e se non si individuano i veri nemici – di cui gli eventuali illegali tra migranti, rom e altri (anche del tutto italiani) sono in fondo miseri strumenti – non si otterranno risultati positivi, si favoriranno anzi i farabutti che hanno imperversato per anni in questo paese e che ancora occupano il 90% dei media e degli apparati importanti dello Stato. Anche a livello di organismi economici e finanziari troppi sono quelli che debbono essere colpiti a fondo e messi in condizioni di non più nuocere per “cent’anni a venire”.
Un forte elemento di debolezza è proprio il torpore di questa popolazione che, nei suoi settori più numerosi e senza dubbio operosi, non riesce ad orientarsi nella nuova epoca di frizioni crescenti e sempre più accesamente conflittuali. Troppo tempo è passato dall’accettata occupazione USA seguente alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, una sconfitta per nulla riscattata da una presunta guerra di liberazione, mai avvenuta. C’è stata solo in mezza Italia l’azione di formazioni partigiane (quelle comuniste) ben agguerrite, ma non effettivamente egemoni fra la popolazione (salvo forse che in Emilia) e che avevano ben precisi progetti di impossibile realizzazione in quel contesto bellico: eserciti dei gruppi dominanti nei paesi che ci hanno vinto e occupato, decisamente avversi a quei progetti. Tre quarti di secolo sono passati sotto l’influenza “atlantica” (cioè ai piedi dei predominanti statunitensi) mentre il sedicente “socialismo” si è dissolto ormai da trent’anni. Dovrà passare ancora del tempo prima di accorgersi della necessità stringente di abbandonare la subordinata “alleanza” con il declinante, ma ancora forte, “impero americano”, passando infine ad una decisamente autonoma alleanza con qualcuno dei nuovi “poli” in crescita di potenza; personalmente credo che ci si debba avvicinare alla Russia (lo ripeto per i sordi: mantenendo piena indipendenza).
Oggi non c’è una sola forza politica che abbia una politica estera come quella che ci porterebbe infine all’effettivo affrancamento da ogni servilismo. Sul piano interno abbiamo forze del tutto marce quali “sinistre” e “destre” conniventi con un europeismo di puro disastro economico e sociale. Anche i sedicenti “sovranisti” (o populisti) sono ancora troppo invischiati in una politica incapace di programmare autentici sviluppi. Tutte le forze politiche in questo momento attive sono regredite paurosamente perfino rispetto alle politiche relativamente “keynesiane” di alcuni decenni successivi al 1945. Occorre ormai una violenza rigeneratrice che spazzi via il mortifero atlantismo, cui si è sempre piegato quello che è stato detto europeismo in modo del tutto improprio. Occorre una effettiva rivoluzione; e non per mutare fino in fondo gli assetti sociali, ma soltanto per ripulire alcuni paesi europei dall’ “immondizia” accumulata soprattutto dalla fine del secolo scorso. In Italia deve nascere una forte organizzazione in grado di attuare questo risanamento con metodi adeguati; con al seguito certamente una buona quota della popolazione, soprattutto dei ceti medi e bassi, ma senza inseguire la conquista “pubblicitaria” di un consenso molto debole e ballerino. Occorre determinazione e consapevolezza dell’ormai pericoloso ritardo accumulato senza ancora essersi nemmeno posti il problema di spazzare via il pattume ingannevolmente denominato “sinistra” e “destra”. Al macero tutto questo “materiale di scarto”.

Il Sequestro dell’Italia, di GLG

gianfranco

Quanto è accaduto ieri è tra lo scandaloso e il ridicolo; direi, purtroppo, molto “italiano”. Certamente, come effetto, fu assai peggiore il momento della vergognosa operazione “mani pulite”, tramite cui, solo dopo la caduta del “socialismo reale” e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, si fece a brandelli la “prima Repubblica”. Probabilmente i magistrati autori di quell’eversione (salvo uno) erano perfino convinti di star compiendo soltanto il loro dovere nel perseguire dati reati. Tuttavia, lo sapessero o meno, erano manovrati da precise forze politiche che avevano al loro vertice dati ambienti dominanti negli USA, che si servirono all’uopo anche del “pentito” Buscetta, obbligato ad essere loro “marionetta”. Oggi tuttavia – se veramente non c’entrano per nulla i ministri “pentastellati” (nemmeno uno di loro) – si è superato ogni limite della cialtroneria. Un magistrato fa sequestrare una nave in situazione di completa illegalità (e delittuosità) soltanto come scusa per contravvenire alla decisione di un Ministro (e quello degli Interni) di non far sbarcare i migranti. Li abbiamo visti: in stragrande maggioranza giovani, ben in carne e nient’affatto in condizioni critiche, che si portano dietro qualche bambino o donna incinta per semplice copertura della loro decisione (dietro pagamento di migliaia di dollari con i quali non sono certo affamati a casa loro) di emigrare. Sono certamente ingannati da delinquenti comuni (gli scafisti), assistiti da precisi ambienti politici tramite le sedicenti organizzazioni “umanitarie”, per creare caos e situazione di difficile controllo proprio nel nostro paese, considerato cruciale per mantenere il potere di date organizzazioni politiche (ed economiche) di una finta e infame “unione europea”, creata solo per continuare a favorire dati ambienti predominanti statunitensi nella loro sfacciata prepotenza mondiale. Adesso, ci sarebbero molti elementi per creare infine forti tensioni, anche abbastanza “definitive”. Tuttavia, la Lega non credo proprio sia il partito adeguato a dare il via ad una resa dei conti con quegli ambienti politici che hanno disastrato l’Italia a partire, appunto, dai primi anni ’90 del secolo scorso. Attendiamo in ogni caso queste elezioni europee, anche se non vedranno alcuna soluzione autenticamente positiva, che potrà arrivare solo con il nascere di un movimento purtroppo molto violento e non esattamente quello che mi augurerei. Vorrei senz’altro l’eliminazione definitiva ed esaustiva delle sedicenti “sinistre” e almeno il silenzio delle altrettanto sedicenti “destre”. Vorrei insomma il tramonto completo di antifascismo e anticomunismo. Tuttavia, temo che non assisteremo alla nascita di un finalmente “sano” nuovo orizzonte politico e sociale. Stiamo in attesa (molto snervante)

Ps

Questo è una sorta di post al precedente scritto. E viene dopo una discussione skype con alcuni amici, che verrà poi messa in rete, immagino, domani. Dunque, ho ascoltato alcuni TG. Intanto ho sentito il “doppio volto” di nome Mentana, che assieme alla Gabanelli ha illustrato i grandi benefici di stare nella UE. Bene, sono nemici a tutto tondo e questo è tutto. Grave invece che non si parli più dello sbarco alla faccia di Salvini. Anche quest’ultimo ha solo trovato da dire due parole con la speranza che infine gli scafisti vadano in galera. Non sono loro che hanno beffato e umiliato il suo ordine di non far sbarcare i migranti. E questa presa in giro se l’è presa ieri sera in diretta a “Non è l’Arena”. E adesso, per quanto è dato di capire, ingoia il rospo. Bene, torno pienamente sulla decisione di non andare a votare alle europee perché si è di fronte ad una massa di buffoni, capaci solo di calcoli elettorali. Mai appoggerò simili Arlecchini incapaci di un minimo di coerenza. Si è aperta una fase storica in cui la sedicente “democrazia” (il cui imbroglio ho già chiarito milioni di volte) deve lasciare il posto ad un decisionismo “purificatore” di tutto il “materiale infetto” accumulatosi dopo la seconda guerra mondiale, ma in modo speciale in Italia dai primi anni ’90 del secolo scorso.

Affondarle tutte, di GLG

gianfranco

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sea-watch-sfida-viminale-gdf-dalle-nostre-acque-1696197.html

sarebbe indispensabile affondarle. Ovviamente prima che raccolgano migranti. Quanto all’equipaggio, ci sono sicuramente sufficienti scialuppe di salvataggio. Il problema è soltanto togliere di mezzo questi strumenti di nostro danno e invece produrre un bell’affondamento pure finanziario delle ONG, che così infine la smetteranno con la loro attività delittuosa. Naturalmente tutto questo potrà essere fatto quando finalmente il vaso sarà colmo ed in alcuni paesi europei (non certo in tutti, questa UE deve essere fatta saltare in aria) si affermeranno forze veramente decisioniste e capaci di portare infine ordine e sicurezza. E non si parli sempre di fascismo. I tempi sono cambiati. Non ci dovrà più essere un nazionalismo sfrenato, nessuna propensione all’“Impero”, nessuna politica di tipo razziale. Semplicemente spazzare via gentaglia come quella ancora etichettata quale “sinistra” (la più dannosa) e “destra”. Questi “infetti” devono mettersi al servizio dei nuovi gruppi di comando o essere sbattuti in galera o, se accettano, essere inviati fuori dai paesi liberatisi della loro presenza in ambito politico. E si deve avere uno spostamento graduale delle alleanze “verso est”, senza alcuna nuova subordinazione dopo essersi però liberati al 100% di quella statunitense che dura dall’occupazione del 1945. Ci vorrà tempo, questo è chiaro, ma non si possono aspettare vent’anni. A quella data saremo già in policentrismo conflittuale acuto e si approssimerà lo scontro per la supremazia tra i diversi poli (potenze) in grado di farlo con al seguito altri paesi “alleati”. Bisogna provvedere all’eliminazione delle “parti malate” prima di quel momento cruciale (uno dei tanti che ha attraversato e continuerà sempre ad attraversare la storia della società degli esseri umani, questa specie animale dotata di pensiero, di ragione). E’ ora di finirla con le ipocrisie e la finzione di “tanta bontà”. Gli “umanitari” siano trattati per quello che sono: o malati psichici (rari) o (molto più di frequente) mentitori e falsi, che distruggono ogni e qualsiasi civilizzazione del nostro particolare genere animale.

I CRIMINALI DELL’ACCOGLIENZA, di GLG

immigrazione

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sul-treno-senza-biglietti-nigeriani-minacciano-controllore-e-1654534.html

è inutile, oltre che del tutto infame, che si faccia grande scalpore – da parte di ben identificati ambienti “politicamente corretti” che dovrebbero infine essere trattati come si meritano – per un presunto razzismo crescente nel nostro paese. Solo questi idioti di falsi “sinistri” – veri farabutti meritevoli di essere infine pestati come si deve – fanno finta di non capire che il razzismo implica la credenza che una razza (esatto sinonimo di etnia; si veda l’Oli Devoto) sia superiore, un’altra inferiore, ecc. Qui non è questione di superiorità e inferiorità, né di colore di pelle o di tratti somatici o altre fesserie del genere. Un romeno o un albanese sono somaticamente come noi, ma spesso si comportano invece come un nigeriano o maghrebino e via dicendo. Il problema è che i farabutti dell’accoglimento hanno fatto entrare – approfittando della politica del caos obamiana con aggressione franco-inglese alla Libia e dell’Isis alla Siria (e, in generale, della “primavera araba”, fomentata da autentici criminali) – una quantità abnorme di migranti, per null’affatto fuggiti da guerre e persecuzioni. Si sono create quindi tensioni, legate certo al fatto che questi stranieri si trovano in una società con mentalità, costumi, modi di pensare del tutto diversi. E sono spesso senza lavoro o lavorano in condizioni penose per non parlare dei centri di accoglienza spaventosi. Tutto ciò non può non creare tensioni, incomprensioni e infine fatti assai incresciosi. I criminali dell’accoglienza, i farabutti detti “progressisti” (che se ne stanno in luoghi lussuosi del tutto al sicuro da contatti con i loro “protetti”) hanno tutto l’interesse a che accadano fatti in grado di creare violenza, acredine reciproca. Nel disordine crescente tentano di protrarre il loro infame potere, che dura dalla fine (ottenuta tramite l’azione di una magistratura connivente almeno in via “oggettiva”) della prima Repubblica. Questi luridi vermi, che stanno alimentando un degrado esponenziale, cercano in questo casino di protrarre la loro disgustosa prevalenza in ogni luogo dell’informazione, dai giornali alla TV. E impazzano nella scuola, Università, case editrici. Purtroppo, le forze che contrastano questi autentici degenerati sono in fondo contente di questo andazzo delle cose che li fa aumentare di voti. E così sperano di sostituire le élites attuali per via elettorale. Tutto ciò sta portando al dissesto totale della nostra società, al disfacimento culturale sempre più rapido. Devono arrivare nuove forze politiche, con seguito sociale, capaci di una violenza annientatrice (nel senso più proprio del termine) di tutti questi dannosi germi che stanno infestando in ogni dove il “territorio” (sociale e culturale) del nostro paese e dell’ Europa in generale. Il risanamento deve essere totale e ottenuto con mezzi lontanissimi dal recarsi a mettere crocette su inutili simboli di organizzazioni create apposta per ridurci a pura poltiglia maleodorante. Svuotamento completo della merda dalle cloache di “sinistra” e di “destra”.

Debbono morire loro, noi salviamoci. Di GLG

LAGRA2

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-dubbi-sui-dati-naufragio-chi-quantifica-i-117-morti-1631663.html

non l’ho fatto subito, anche perché sono stufo di simili notizie che cominciano ad essere noiosamente ripetitive, ma posso garantire che è la domanda che mi sono posto quando ieri sera ho ascoltato la notizia in TV. Chi s’imbarca ammassandosi su natanti inadatti e pericolosi ha proprio contato quelli che erano assieme a lui? E perché si devono credere sulla parola questi giovanotti che spendono sui 3000 dollari per arrivare dove saranno comunque mal accolti, essendo stati debitamente ingannati su che cosa possono trovare da queste parti. Ho poi anche sentito, per convincere gli ascoltatori, le parole attribuite ai tre superstiti, che si racconta fossero in ipotermia e quindi assai poco coscienti: “meglio morti che in Libia”. Erano in grado, in quelle condizioni,di fare simili valutazioni? E in tre esprimevano l’opinione dei 117 crepati (ma che precisione di numero)? E non sono stati raccolti o almeno visti in mare un bel numero di cadaveri? Mi dispiace, ma credo si debbano infine affondare (quando ancora non hanno raccolto nessuno) le navi di quelli che continuano a fare gli umanitari, a prendere un bel po’ di soldi e a spingersi verso le coste libiche per creare continui casi con cui tentare di impietosire una minoranza di ebeti, istupiditi pure dalla propaganda di una Chiesa guidata da puri ipocriti. Pur non essendo credente, sono pronto a sempre difendere il sentimento religioso e chi ne è sincero portatore. Lo ritengo estremamente importante e in tutte le epoche storiche ha avuto una rilevanza decisiva per la stragrande maggioranza di ogni data popolazione; non a caso è sempre esistito e provoca riso e fastidio, per la sua improntitudine e arroganza, chi pensa di estirparlo con la “conoscenza scientifica”. Se però vi è un’organizzazione che ormai se ne serve per scopi utilitari – non di soli soldi, lo so, ma anche per motivazioni perfino peggiori – allora quest’ultima provoca in me irritazione e inimicizia irriducibile. Secondo la mia opinione, si dovrà difendere la religione perfino da questa “Istituzione” profittatrice.Il discorso continuerà a lungo e opporrà gruppi viepiù nemici fra loro.

Per quanto mi riguarda, l’opposizione a questa falsa pietà non riguarda i migranti. Lo ripeto: si tratta di illusi, che certo possono meritare un minimo di pietà. Bisogna andare ai vertici politico-economici di queste nostre società “occidentali” (e al ceto di intellettuali, giornalisti, falsi educatori, che li serve con la massima infamia), ormai impauriti dalla sensazione di una fine non troppo lontana. Vi ricordate i lucidi ragionamenti del principe di Salina ne “Il gattopardo”? Quelle classi (semi)nobiliari, presaghe della loro sorte, lottavano anche solo per ritardarla di qualche decennio; per loro era una sorta di “eternità”. E invece bisogna affrettarsi a schiacciare questi autentici zombi che, pur inconsapevoli, ragionano come Sansone: muoio io e allora muoiano tutti gli altri assieme a me. Facciamo “morire” loro, noi dobbiamo salvarci invece.  

 

La guerra tra i poveri

gianfranco

<<Maxi taglio ai vitalizi: ricalcolo per 1.338 ex deputati. Ma è soltanto un cavallo di Troia per sforbiciare tutti gli assegni>>.

Infatti, anche questo l’avevo rilevato già da un pezzo. Fanno ridere 40 milioni di euro di risparmi per “combattere la miseria” (con 5 milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà). In realtà, Fico (uno dei peggiori pentastellati) ha rivelato il suo pensiero: “non ci sono diritti acquisiti, ma privilegi acquisiti”. Si tratta di pericolosi demagoghi, non migliori dei semicolti. E’ certo che le regole possono cambiare, ma dal momento del cambio in poi e non certo per i decenni precedenti. La legge dei “privilegi” è quella Rumor del 1972. Uno è andato in pensione del tutto legalmente; dopo un così lungo periodo, si pretende che gente magari arrivata a tarda età (con maggiori bisogni anche di sanità per motivi di normale invecchiamento) si veda decurtare nettamente le entrate?
Se i semicolti ululano in favore dell’accoglienza ai migranti (di ogni genere, e non certo i diseredati e affamati che restano nei paesi d’origine non avendo le migliaia di euro o dollari per arricchire scafisti e ONG) perché vogliono favorire la “guerra tra poveri” e avere un giorno bande mercenarie al loro servizio (lo ha detto infine esplicitamente Saviano invitando “alla resistenza assieme a immigrati e rom”), questi pentastellati inseguono lo stesso fine anche se con modalità diverse e mettendo ceti popolari contro quelli medio-bassi. Sono in caduta nei sondaggi e stanno cercando di rimontare la china facendo strame di ogni legalità.
Se la Lega si accoda, mostrerà pur essa i limiti non del “populismo” – definizione balorda e ossessiva utilizzata per non insistere troppo sull’accusa di fascismo, apertamente cervellotica e poco credibile – bensì, appunto, di una bassa demagogia fatta apposta per sfuggire ai limiti di realizzabilità di tutte le promesse fatte. Del resto, sia chiaro che anche sui migranti si sta facendo della demagogia, opposta ma eguale a quella dei semicolti. Questi predicano l’accoglienza indiscriminata con linguaggio da Papa Francesco (che mi fa venire il vomito appena lo sento); questi altri insistono sulla “sicurezza” come se si trattasse dell’arrivo di una maggioranza di delinquenti, di selvaggi o che so io. Bisogna partire dal momento di inizio del flusso massiccio, quel 2011 di “primavera araba” (palle colossali su movimenti popolari per la libertà e la democrazia), di vile aggressione alla Libia e poi alla Siria (per il momento sventata dalla Russia, ma con problemi non ancora risolti). Poi ben valutare come, dopo il fallimento delle “operazioni” obamiane, l’establishment europeo, in grave crisi, stia tentando di sfruttare il caos creato per la propria sopravvivenza.
Abbiamo forze politiche tutte scadenti e inadeguate alla conduzione di una vera rinascita del nostro paese (e anche di altri paesi europei che potrebbero esserci alleati). Fanno solo politiche mirate alla conquista di voti per mettere le mani sui vari apparati di sottogoverno e sostituirsi ai semicolti per “mangiare a quattro palmenti” alla faccia delle popolazioni. O l’Europa prenderà la lunga via di un inarrestabile declino con autentica disgregazione del tessuto sociale; oppure dovrà rinascere una forza “terribile” (come in certi momenti del XX secolo), capace di violenza e di sangue, che poi, indubbiamente, non si sa fin dove arriverà e dove ci porterà. Tutto ciò per l’evidente incapacità delle nostre popolazioni – forse rimbecillite da settant’anni di pace e da una tecnologia frenetica che spinge alla totale assenza di RIFLESSIONE in nome della “prontezza di riflessi”, tipica degli animali, soprattutto delle belve – di individuare la politica degli attuali meschini politicanti, tutta tesa a provocare la divisione e la reciproca ostilità tra le parti d’esse meno ricche (ma le più numerose e quindi la massa dei voti) al fine di “mangiarsi” tutte le risorse di paesi ad alto avanzamento economico. Manca proprio la capacità dei citati “vecchi movimenti” del XX secolo di individuare forti motivi ideologici in grado di unire la maggior parte degli strati sociali in direzione di un “riscatto” più generale. Temo proprio l’alternativa tra disfacimento sociale e culturale o rinascita sulla base di una eccitazione generale portata a livelli che possono alla fine rivelarsi distruttivi con altre modalità.

LA DIVERSITA’ NON (SEMPRE) ARRICCHISCE

immigrazione

 

I popoli sono tutti diversi. Sono differenziati al loro interno, da città a città, da provincia a provincia, da regione a regione, da nord a sud (in Italia ne sappiamo qualcosa, persino di rivalità tra contrade), e a fortiori lo sono quando separati da confini, naturali o artificiali, nazionali e continentali. Esistono aree culturali più o meno omogenee (l’Occidente, l’Asia,l’Africa ecc. ecc.) in cui, benché stranieri gli uni agli altri, per lingua e non solo, è più semplice comprendersi in quanto si subiscono minime variazioni (divenute tali nel corso delle epoche, dopo conflitti ed eccidi) su una comune trama storico-sociale, ed altre con le quali i divari di tradizioni, credi, abitudini sono talmente ampi che ciascuno giudica delle bizzarrie le ataviche convinzioni/convenzioni altrui.
Dire che tutti siamo biologicamente umani, in quanto discendenti dalla razza sapiens, non accorcia queste distanze di un millimetro e non risolve le molteplici contraddizioni tra le persone, i gruppi, le comunità. E’ giusto che ognuno stia nel suo ambiente, che quando si sposti altrove, provvisoriamente o stabilmente, abbia sempre rispetto di quello in cui si reca senza giudicarlo dall’alto in basso o credendo di potersi liberare del suo passato (vedi certi snob nostrani i quali, come direbbe Pareto si americanizzano, si francesizzano, si germanizzano o più che altro si istupidiscono) tanto da immedesimarvisi totalmente, mantenendo la indissolubile consapevolezza che non esistono civiltà superiori o inferiori, essendo le civilizzazioni molteplici e variegate, anche se caratterizzate da marcati differenziali di sviluppo economico, tecnologico, scientifico ecc.
Detto ciò, affermiamo che la differenza tra raggruppamenti sociali appartenenti a diversi Stati arricchisce solo se colta nell’ambito di queste specificazioni. La diversità che intruppa coattivamente individui con radici distinte destabilizza, genera dissidi, fomenta violenze, procura immani disastri. Posso amare la cultura francese o inglese ma non sarò mai un francese o inglese e costoro prima o poi me lo farebbero notare, sbattendomi in faccia i loro luoghi comuni sull’Italia (è accaduto qualche giorno fa) cosicché, in un moto di rabbia, mi ritroverei a dichiarare guerra a Parigi e a Londra, tirando fuori il peggio di me stesso, anche qualora non fosse mia intenzione farlo.
I dissidi etnici delle grandi metropoli multirazziali, nascondono problemi ben più rilevanti, ma la miccia viene sempre accesa dalle sciocchezze di poco conto. Figuriamoci cosa potrebbe avvenire (ed avviene) con soggetti di etnie ancora più esotiche (per me, ovviamente, mentre esotico sono io per loro), con le quali ho pochissimo a che spartire. Ognuno si tenga i propri vizi e le proprie virtù evitando inutili frammischiamenti perché solitamente i difetti si sommano mentre i pregi si elidono. Gli islamici che, travasati in Europa o in America, formano comunità separate all’interno del paese accogliente, fanno benissimo. Idem i cinesi o altri. Non saranno mai come noi, cioè non saranno noi, se non dopo alcune generazioni. I radicamenti sfumeranno lentamente ma qualcosa resterà ugualmente appiccicato, tanto che diventeranno italo-qualcosa, ma difficilmente italiani tout court, anche se parleranno la nostra lingua meglio di molti “indigeni”. Dopo qualche secolo, gli immigrati italiani in America, per esempio, sono sempre italo-americani, nonostante i loro legami con la madre patria siano inesistenti e la loro idea d’Italia più che altro un mito. Nel frattempo però, restando uniti in terra straniera pareranno meglio i colpi dello “spaesamento” (lo hanno fatto i nostri connazionali ovunque si siano recati, con buone o cattive intenzioni. E non sono i soli). Saranno tenuti a rispettare le nostre leggi ma conservando la loro identità che nessuno vuole togliere loro. Sul lungo periodo le cose muteranno ma occorre dar tempo ai processi di decantare. Subito non si ottiene nulla, anzi, si finisce con l’alimentare un odio reciproco. Non avverrà una totale integrazione ma nasceranno dei corridoi culturali tra allogeni ed autoctoni in cui sarà più agevole incontrasi ed intendersi, piano piano.
In ogni caso, non va bene l’invasione di tanti corpi estranei nello stesso periodo come adesso pare avvenire. L’organismo sociale non ha il tempo di metabolizzare tutta questa alterità. Così si finisce male. Non ne ha colpa chi scappa da guerra o fame ma non ne hanno colpa nemmeno gli italiani, i quali, a loro volta, hanno subito le scelte sbagliate dei loro governanti. Ma i governanti possono essere irraggiungibili, bravi a scaricare le loro responsabilità, cosicché la frustrazione dell’uomo della strada si abbatte sul vicino “alieno”, pilotata proprio da chi sta in alto. Per questo chi invece specula sulle vite dei migranti per fare propaganda politica è un criminale. Tanto chi ha appoggiato i conflitti in quei contesti (quelli di sinistra), i quali adesso piangono per i fratelli martoriati in preda ai mari e respinti da crudeli razzisti, tanto quelli che (da destra) usano il razzismo bieco per mascherare una uguale sudditanza ai macellai internazionali, prendendosela unicamente con i fuggiaschi sventurati e non con chi ha causato le loro disgrazie.
Certo, non si può più accettare chiunque, aprendo le porte ad ognuno perché danneggeremmo tutti, chi arriva, chi c’è già da un po’ e, infine, noi stessi. Infatti, la misura è colma. Ma si sappia che buonisti e antibuonisti rappresentano due facce della stessa medaglia, per le ragioni brevemente accennate.

Ps.
L’ultima diatriba ancora in corso riguarda la sorte di circa 600 profughi imbarcati su una nave battente bandiera di Gibilterra, utilizzata da una ong francese, rifiutata dal porto di Malta. Ci sono pressioni per farla approdare in un porto italiano, come avvenuto spesso nei mesi passati. 600 disperati non sono tanti, ma ne sono arrivati a migliaia sulle nostre coste in tempi recenti e non è stato possibile accoglierli a dovere. Ovviamente, i migranti sono diventati, oltre che un argomento di disputa demagogica tra partiti, un’arma di ricatto contro l’Italia, utilizzata da forze esterne che dopo aver precarizzato i già fragili equilibri di vaste aree dell’Africa e del Medio-oriente intendono esportare il disordine direttamente al nostro interno. Non è possibile sottostare a queste minacce senza reagire. Purtroppo, pagano i più deboli ma in qualche modo occorrerà far capire che la musica deve cambiare. Si devono però denunciare e fermare i veri manovratori del torbido evitando di criminalizzare quelli che sono divenuti, sfortunatamente per loro, strumenti di un gioco molto più grande.

Un paese allo sfascio di GLG

gianfranco

Ieri sera ho sentito il procuratore di Macerata dire, di persona, che il caso era sostanzialmente concluso e si trattava di omicidio. Stasera sorpresa, tutto rimesso in discussione, nulla di certo. Anche un colonnello dei carabinieri ha confermato che non si poteva ancora stabilire nulla di definitivo; anche se poi, proprio in finale di intervista, ha affermato che comunque Pamela è stata uccisa. A me sembra evidente che c’è stato un intervento politico; e di quale parte mi sembra evidente. Malgrado la TV (perfino quella non completamente allineata) sia sempre molto ambigua, abbiamo ben capito che la manifestazione “sinistra” di Macerata non è stata trionfale e la popolazione incazzata è ben ampia; anzi in troppi si sono spinti, e sbagliando di grosso, a giustificare addirittura e quasi solidarizzare con lo “sparatore”, che per me è sullo psicopatico e deve comunque andare in galera.
Il fatto è che comunque, come già detto più volte, si sta assistendo ad una nuova edizione (internazionalizzata) di guerra tra poveri. Sono soprattutto infuriati i ceti popolari, quelli delle periferie, dei quartieri più disastrati. L’accoglienza indiscriminata di flussi nati dalla politica americana (in specie obamiana) in nord Africa e Siria – e che quindi non dipendono dalla miseria di quei paesi (la Nigeria, principale fornitrice di migranti, è sul 5% di crescita del Pil) – sta creando delle opportunità per i “sinistri” in forte difficoltà e che non sanno più che fare (sfruttano perfino il festival di Sanremo). Essi sperano tuttavia di poter avere presto a disposizione bande di “mercenari”, aduse a metodi violenti e delinquenziali, al fine di mantenersi a galla. Non scordiamoci che proprio la Nigeria ha ormai in Italia una “criminalità organizzata” che sta strutturandosi con quella italiana.
Mi sembra preoccupante che anche certi comandi delle forze dell’ordine – forse però masticando amaro e per il senso del dovere loro inoculato a prescindere da chi sta al governo, disfacendo il paese – si debbano adeguare a questa politica infame della “sinistra”. Sarebbe necessario che i ceti popolari, i commercianti e negozianti sottoposti a continue rapine così come le persone anziane e sole, alzino la voce. Debbono però capire che l’accoglienza indiscriminata è solo sintomo della politica perseguita da miserabili gruppi dominanti. La rabbia deve dirigersi contro questi. Si deve arrivare ad un movimento di vasta protesta, fatto di paralisi dell’attività commerciale e di altri settori di ceto medio in “caduta libera”; e soprattutto di contromanifestazioni sempre più dure da parte dei ceti popolari in difficoltà. Non però contro i “neri” (o di qualsiasi altro colore o paese di provenienza) bensì contro la “sinistra”, prendendo pure consapevolezza che l’opposizione a questa dimostra estrema incapacità nell’individuare il nodo della situazione. Lo ripeto: lasciate stare l’effetto, andate alla causa, ai ceti intellettuali, giornalistici, dello spettacolo, e ai loro suggeritori politici ed economici che ci hanno gettato in questo baratro.

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