Gli insulti di Marx ai suoi avversari

Karl-Marx

Non ci si può definire allievi di Marx e poi non sapere di come quest’ultimo apostrofasse i suoi nemici teorici e politici. Non era certo un fatto personale. Infatti, nessuno portò mai Marx in tribunale (a me non risulta) ma, tutt’al più, rispose a tono ai suoi insulti (o si offese a morte come Proudhon) com’è giusto che avvenga in una sincera disputa tra gente seria, che crede in quello che fa senza correre in tribunale come i bambini, in cerca di protezione dal potere contro il quale dice di lottare. A parole. Purtroppo, viviamo in un mondo di bassezze e di decadenza che ha tutta la convenienza a far emergere certi intellettualini da strapazzo, per distarre le coscienze potenzialmente critiche. Noi non abbiamo mai insultato nessuno eppure sedicenti sovvertitori del globalismo (categoria spazzatura per ogni indignazione superficiale) ci denunciano. Il tempo sarà galantuomo.

Ecco Marx contro Bakunin

“Molto sospetto. Povero Diavolo. Mostro. A Huge mass of flesh and fat [un’enorme massa di carne e ciccia]. Geloso. Un perfetto Asino. Stupido. Da sempre ignorante. Furbo come un russo. Aspirante dittatore dei lavoratori europei. Grasso. Russo maledetto. Sfacciato. Adulatore. Trombone. Si mette in mostra. Intrigante. Cosacco. Canaglia. Bestia. Incapace, vanitoso e zelante. Stramberie che muovono il mondo. Furbetto. Si allarga. Chiacchiere. Bon vieillard credule [vegliardo credulone]. Uovo di cuculo moscovita. Strillone. Estremismo parolaio. Ciarlatano. Ignoranza e superficialità indecenti. Maometto senza corano. Saltimbanco. Dittatore moscovita. Uomo molto mediocre. Moscovita maledetto. Idiozia. Privo di qualsiasi conoscenza teorica. Accozzaglia superficialmente arraffata. Una nullità teorica. Una miseria spirituale completa. Testardo. Truffatore. Ambizioso. Grosso elefante. Vecchia buona canaglia. Capace di ogni bassezza. Vive solo di ricatti. Papa”

ps. Tralasciamo ulteriori florilegi di ingiurie, da Lenin in poi, molto comuni nei nostri ambienti.

Querela contro Il blog. Aggiornamento

confl

Ho appena terminato il colloquio col funzionario di Polizia, persona scrupolosa e competente, per una querela sporta contro di me ed il blog da tal Diego Fusaro. Sono state verbalizzate le mie dichiarazioni in cui ribadisco, quale giornalista iscritto all’ordine, il diritto di critica senza alcun intento diffamatorio. Davvero fatico a credere che qualcuno possa essersi sentito offeso per un pezzo di pura ironia, con uno stile che mi contraddistingue da sempre. Non ho usato espressioni calunniose ma, soprattutto, nell’articolo in questione, il vero obiettivo non era il querelante bensì i gruppetti retrotopici che ancora ricorrono alle categorie del passato per farsi la guerra e trascinare chiunque nel loro cimitero delle idee. Il querelante si è trovato nella diatriba ed ha subito uguale trattamento sarcastico ma, ribadisco, senza alcun oltraggio. Forse, costui ha scelto il pezzo sbagliato per avere ragione su critiche lecite che però non digerisce. Ma questo lo deciderà la magistratura. In ogni caso, ho fatto presente che espressioni colorite nei nostri riguardi si trovano anche sui canali informatici gestiti dal querelante. Tutto è stato scritto ora non resta che attendere il responso dell’autorità. Non basta sentirsi un grande pensatore, bisogna sapersi comportare come tale. Non mi consta che Hegel abbia mai denunciato nessuno. Credo nemmeno Marx o Preve. Per citare i cosiddetti maestri del querelante.

NON SE NE PUO’ PIU’, di GLG

gianfranco

 

 

In effetti, se ricordo bene, fonti di irritazione miste a disprezzo ce n’erano anche all’epoca della prima Repubblica. Mai però come adesso. Da un pezzo è chiaro che cosa sono ormai questi istituti di statistica (come pure certi sondaggisti). Alterano i dati su ordine di governi di sfasciacarrozze quali sono i politicanti odierni, in specie quelli del lato “sinistro”. Lasciamo perdere la faccenda dell’occupazione che, come detto mille volte, viene data in aumento (ora mettendo avanti i giovani ora quelli di mezza età) e si dice solo di sfuggita che l’80% dell’aumento (in realtà sarà la quasi totalità) è a tempo determinato e per lavori stagionali o di poche, minime, ore al giorno e/o per pochi giorni alla settimana.

Lasciamo stare; l’imbroglio più grande è quello relativo agli incrementi del Pil, alla fiducia dei consumatori e imprenditori. Il tutto per far pensare alla ripresa ormai robusta. Il che fa ridere comunque, dato che si parla, pur imbrogliando, di aumenti dell’1,5% per tre anni; e uno dovrebbe ricordare quali erano gli incrementi nei periodi in cui le crescite si alternavano alle “recessioni”. Comunque, anche se i dati fossero reali (e fossero reali quelli degli altri paesi europei), non farebbero che confermare la sostanziale stagnazione, che poi si rivelerà con ancora maggior risalto appena sarà terminato il periodo elettorale. In effetti, l’Italia dei “sinistri” – governi tutti destituiti di autorità poiché mai veramente eletti e con un terzo dei parlamentari che hanno cambiato casacca da “destra” a “sinistra” dopo le ultime elezioni – è la più serva che si ricordi e accentua sempre più questo suo carattere. Di conseguenza anche gli organi internazionali (europei in specie) corroborano le falsità pubblicate dai nostri istituti statistici.

Il tutto è appunto in funzione di un aiuto elettorale a questi “sinistri” in affanno per troppa cretineria sul problema dell’“accoglienza”, malgrado la “correzione” Minniti. Quando le elezioni saranno passate, allora assisteremo: 1) se vincesse un diverso orientamento politico (e quindi governativo), tutto tornerebbe in discesa, la catastrofe economica sarebbe imminente; 2) se rivincesse l’inetta (e anche un po’ delinquenziale) “sinistra”, si avrebbero comunque alcune difficoltà, delle pericolose zone d’ombra, che richiederebbero ulteriori batoste soprattutto sui ceti medi (a livelli bassi perché quelli alti sono troppo poco numerosi e da loro si “tira su” ben poco).

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Ho parlato della “correzione Minniti”. In effetti, ci si è resi conto, nell’ambito di una parte dei piddini (quelli per il momento ancora “renziani”), delle fesserie commesse sperando di approfittare dei risultati, piuttosto deludenti, della politica obamiana relativa alla “primavera araba”. I “sinistri”, coadiuvati da un ceto “intellettuale” di una pochezza intellettiva da far paura (oltre che schifo), credevamo di poter approfittare delle migrazioni – in minima parte dovute a persecuzioni e “annessi” – al fine di conquistarsi masse d’appoggio nel momento in cui sono in decadenza. I risultati che sembrano profilarsi in Germania (ne parleremo a risultati acquisiti e un po’ “digeriti”) dimostrano che il “politicamente corretto” sta cominciando forse, probabilmente, la sua discesa. A questo punto, gli ambienti un po’ più furbi della “sinistra” hanno deciso negli ultimi tempi di correre ai ripari; intanto almeno fino alle elezioni.

Interessante è anche come viene presentato Minniti da buona parte del suddetto ceto intellettuale “buonista”; sintomatica anche la presa in giro di un mediocre comico come Crozza, che tutti i deficienti di “sinistra” ritengono un portento, mentre è di una faziosità, astio, volgarità, banalità, totale mancanza d’umorismo mai viste in vita mia (nemmeno Bob Hope, Red Skelton, Gianni e Pinotto, ecc. erano a così basso livello). L’importante è far passare Minniti per quasi fascista, comunque un “destro”. Cosicché una parte di quegli irritati per le migrazioni, che tuttavia non vorrebbero proprio votare per la “destra”, potranno tornare a votare a “sinistra”. I gruppi dominanti filo-UE puntano ormai, per l’Italia, ad un accordo – rigorosamente dopo le elezioni – tra Pd “renziano” e Forza Italia berlusconiana. E’ chiaro che quest’ultima, pur decisa a partecipare a tale progetto comune, ha però convenienza ad aumentare i propri voti per riequilibrarsi un po’ rispetto al futuro “alleato” Pd. Quest’ultimo (la sua parte più furba) vuole invece restare largamente preminente nel suo rapporto con Berlusconi. Minniti serve esattamente a questo; e i cretini di intellettuali, di comici da strapazzo e altri “mentecatti televisivi”, sono utili a tale scopo, presentando Minniti come “destro”.

Incredibile che altri – sciocchi o in cerca di manovre ambigue? – di provenienza “fratelliniditalietta” corroborino tale falsa credenza ad Atreju, tributando applausi al Ministro dell’Interno, che fa sorridendo (in realtà, ridendo dentro di lui) il suo show a base di scrivania di Mussolini, di stanza di Italo Balbo e altre fregnacce simili. Naturalmente, Minniti (la parte che lo ha messo in primo piano per ridurre il danno prodotto dal troppo benevolo “accoglimento” dei falsi profughi e perseguitati) saprà come ridurre lo sconcerto di coloro che, pur non essendo favorevoli a simile improvvida politica dei governi “sinistri”, è ancorata all’antifascismo. Questi fottuti piddini – nati dalla trasformazione dei fallimentari settori ex-piciisti, quelli che trattarono con gli Usa il voltafaccia dal filo-sovietismo – devono comunque raccontare che sono pur sempre eredi della Resistenza, naturalmente quella che ha tradito ogni speranza di rinnovamento della nostra società e ha finto che l’unico scopo, per cui molti sono morti, era quello di essere “liberati” dagli americani e divenire i loro burattini.

Molto bene, la putrefazione avanza. Non avanzo ipotesi, mi limito a rilevare certi fatti.

P.S. Mi è stato riferito che in realtà ad Atreju Minniti è stato più fischiato che applaudito. Alcuni giornali che avevo letto non hanno riportato correttamente le notizie da quell’incontro di FdI. Quindi va corretto quanto detto sopra. Non conosco ovviamente quanto è stato detto e discusso in quel luogo.

 

Ovuli al tegamino di GLG

gianfranco

Ho letto ieri una di quelle notizie che finalmente aprono il cuore alla speranza di un autentico trapasso di genere, abbandonando quello in cui oggi siamo ancora confinati con immane sofferenza. Si è adesso in vista di un autentico balzo in altra dimensione. Si era già arrivati finalmente a non accoppiarsi più per fare figli. Tuttavia, bisognava ricorrere ad un altro, cioè ad un’altra, che metteva in affitto il proprio utero. Soluzione invero ancora rozza, umanamente antiquata. Nei laboratori del Children’s Hospital di Philadelphia (ma possibile che questi benedetti americani, quelli che già esportano democrazia e libertà dappertutto, siano sempre i primi in ogni progresso?) hanno già realizzato con animali (mi sembra agnellini) un salto avanti enorme. Infatti l’esperimento – si dice già riuscito – dovrebbe giungere a maturazione anche per noi fra un due-tre anni; o forse un po’ di più, ma solo un po’. Dunque vediamo come si procederà allora.
Si prende uno spermatozoo e lo si fa fecondare un ovulo. Ciò che nasce lo si caccia subito in una bella busta di plastica (con cerniera ermetica in alto), di dimensioni convenienti. Nella busta viene immesso un liquido adatto a fare da liquido amniotico. Immagino che poi si conserverà a temperatura e condizioni d’ambiente adeguate, si controllerà in continuazione; non so se ci vorranno 9 mesi o si può accelerare il processo di “maturazione” dell’embrione, del feto. E poi, sempre immagino, si aprirà la cerniera e si tirerà fuori il bambino in perfette condizioni fisiche. Si potranno evitare, fra l’altro, le difficoltà, dolori e danni, ecc. di una nascita prematura. Non ho ben capito se saranno delle imprese apposite a preparare le buste e a distribuirle nei supermarket. I negozietti ovviamente non potranno tenere un articolo del genere. Infatti, almeno all’inizio credo che sarà molto costoso. Tuttavia, nel giro di qualche anno i processi di produzione miglioreranno le loro tecniche e si arriverà ad un prezzo accessibile alle masse di consumatori meno abbienti.
Ho sentito che c’è forte agitazione (sindacale?) delle donne che affittano l’utero; evidentemente il loro servizio andrà completamente fuori mercato o altrimenti dovranno abbassare i prezzi in modo tale che francamente ben poche si adatteranno a continuare. Ho veramente provato una gioia difficile a descriversi. Con l’avanzamento delle tecniche produttive, sono sicuro che in un tempo non lunghissimo sarà possibile ridurre i 9 mesi, che so, a 9 settimane. Senza star lì a dover ricevere centinaia di migliaia di migranti, possiamo ripopolare l’Italia eliminando le scuse che i vari Boeri o altri adducono per giustificare l’accoglienza. Resterà la bontà di cuore della Boldrini o anche di Bergoglio. In ogni caso, ripopoleremo il nostro paese velocemente e andando a spendere una cifra, che diventerà ben accessibile a tutti, nei vari megamarket.
Resta a mio avviso un problema per un definitivo avanzamento dell’umanità (si chiamerà ancora così, con questa denominazione d’altri tempi?). C’è ancora bisogno di un gamete maschile e di uno femminile per ottenere il feto da mettere in busta. Il passo che assicurerà l’assoluta perfezione della nostra riproduzione sarà la scoperta del modo di fecondare l’ovulo con l’ovulo e lo spermatozoo con lo spermatozoo. A questo punto, non ci sarà più bisogno nemmeno di imprese capaci di grandi produzioni di massa delle buste ben sigillate. Si potrà tornare ad una certa modalità di produzione individuale, quasi artigianale. Naturalmente, bisognerà scoprire una apparecchiatura – sufficientemente miniaturizzata – dove si mette il “materiale” contenente i gameti dello stesso genere e attraversata da violente scosse prodotte da nuove energie. Superata quindi la necessità di scegliere gameti differenti e lavorare con certe apparecchiature per unirli. Ognuno, nella sua cameretta, compie le “operazioni” che ben conosciamo – senza più complicate commistioni tra uomo e donna – e poi mette il tutto nella suddetta macchinetta, attacca una spina o qualcosa del genere, fa passare correnti di energia e tutto è a posto.
Siccome si comincia assai presto con certi “godimenti”, più o meno ancora da bambini, avremo una quantità di “nuovi arrivi” che le migrazioni faranno assolutamente ridere. Sì, capisco che ci sarà il problema di nutrire questo eccesso di venuti al mondo. Tuttavia, è chiaro che tra il…..boh come si chiamerà? Insomma, chi avrà compiuto quanto detto non nutrirà evidentemente un affetto molto profondo verso questi prodotti che possono essere messi in cantiere anche ogni giorno. Si lasceranno a digiuno a lungo e sopravvivranno quelli che da grandi saranno in grado di “tirare la cinghia”. Credetemi, ci vorrà ancora un certo numero di anni, ma poi veramente i prossimi esseri…. boh come verranno chiamati? Comunque sia, costoro vivranno in un mondo superlativo dove saranno felici e godranno la loro esistenza ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Peccato non poter vedere questo mondo. Pensate la “rivoluzione”: uno si masturberà e con questo metterà al mondo un bel bambino……. o qualcosa di simile.

L’OBIETTIVO DEI POTERI DOMINANTI ITALIANI: VICINANZA F.I. E PD, di GLG

gianfranco

QUi

Non mi erigo certo a difensore della Lega, che merita quello che sta avvenendo proprio per l’incapacità, legata alla smania elettorale, di denunciare quello che è il figuro più miserabile della vita politica italiana almeno dal 2011 a questa parte, cioè Berlusconi, falso loro alleato che sta subdolamente svolgendo la sua funzione di gettare in una parte dell’opposizione (detta di centrodestra) le basi del disfacimento. Un anno fa F.I. era scesa nei sondaggi sotto il 10%. Il brontolio confuso e sempre incerto di Lega (e anche FdI) hanno riportato in su tale partito mentre la Lega è rimasta al palo del 13-14%. Adesso questa Lega codarda subisce la sottile malevolenza dei berluscones oltre a quella aperta del Pd, soprattutto renziano. E lo stesso devo dire dei “5 stelle”. Nessuna particolare simpatia per un partito pasticcione, che ha giocato su una dirittura morale e politica ormai piuttosto intaccata. Anche in tal caso, però, si constata con chiarezza l’attacco concentrico di P-idioti e berlusconiani. Ci vuole così tanto a capire che il “vile d’Arcore” è il vero elemento di corruzione del sistema politico italiano? Renzi (o chi eventualmente lo sostituisse, ma credo non sarà facile; e poi non è la questione centrale da discutere) è a suo modo scoperto nell’affermare ciò che vuole ottenere. Berlusconi è invece una vera “lingua biforcuta”; è ambiguo, viscido, subdolo.
Non mi si dica che Salvini e Meloni sono così scemi da non capire che il vero disegno dei poteri dominanti in Italia è di arrivare ad un accordo tra Pd e forzaitalioti; senz’altro non scevro di contrasti, creati tuttavia a bella posta per mai svelare alla popolazione la vera alleanza che si andrà costituendo a danno dei nostri “destini”. No, non sono stupidi, capiscono, ma sono abbagliati dalla prospettiva elettoralistica. Abbiamo bisogno di altre forze, ancora da nascere (almeno così sembra), in grado di rovesciare tutti i tavoli e prendere il potere per via assai diversa; e che poi mettano fuori dalla scena politica italiana con metodi “d’urgenza” tutti questi cialtroni e malfattori. Lunga è la via, ma il primo passo è l’eliminazione dei forzaitalioti e del loro capo, il “Gano di Maganza” di turno in questo paese sempre abituato ai tradimenti e ai voltafaccia. Denunciarlo a tutto campo, smerdarlo ogni giorno, ogni ora. Isolarlo insomma; sarà costretto a smascherarsi, non avrà altra strada da percorrere che quella di mostrare il suo vero volto, quello della “morte rossa” per questo paese (si ricordi il racconto di Edgar Allan Poe). Senza il suo doppio gioco, si arriverà ad una reale contrapposizione netta tra i due schieramenti, che debbono restare nemici acerrimi in modo da scatenare infine la “soluzione” necessaria: presa del potere senza complimenti e con programmi chiari e netti, in primo luogo in politica estera. Fine dell’atlantismo e della sua copertura “union-europeista”, inventata da personaggi finanziati dagli Usa dal 1945 e anche prima (si vedano comunque in proposito gli studi di Joshua Paul).
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AUGURIAMOCI L’ALLEANZA LEGA – 5 STELLE

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Gli attacchi della magistratura a Lega e M5S sono un avvertimento per le prossime elezioni. Che ai due partiti non venga in testa di mettersi insieme per governare il Paese, ricorrendo a patti di qualche genere, atti a garantire una sintesi originale delle loro posizioni differenziate ma convergenti sull’analisi che la rovina dell’Italia ha come cause principali l’Ue e il “consociativismo” Pd-FI.
Alla Lega sono stati sequestrati i conti correnti per vicende vecchie di dieci fa, riguardanti la gestione Bossi. Probabilmente, saranno dissequestrati in tempo per il vivo della campagna elettorale ma l’ammonimento è stato consegnato al “buon senso” di Salvini e compagni. Ai 5Stelle, invece, il tribunale di Palermo ha contestato la correttezza delle “regionarie” siciliane, entrando a gamba tesa nelle questioni di un organismo privato che è pur sempre libero di decidere chi candidare e con quali strumenti. Effettivamente, un’alleanza elettorale (complicatissima) o post-elettorale (più ragionevole) tra Salvini e Grillo (a legge elettorale invariata) avrebbe, quanto meno, il merito di sparigliare le carte ed impedire il ricoagulamento del famigerato partito della Nazione, a guida Renzi con la desistenza di Berlusconi o dei suoi vari prestanome, che tanti danni ha già procurato al Belpaese. Secondo quanto riporta il faccendiere Bisignani, su Il Tempo, ci sarebbero poteri interni ed esterni che gradirebbero questa soluzione innovativa per far uscire Roma dalla pericolosa morta gora in cui sta soffocando. Meglio l’azzardo della riproposizione di un risultato scontato che ha già dimostrato, nel recente passato, di fare molto male allo Stato e alle sue istituzioni, generando crisi in ogni comparto sociale. I soggetti a cui fa riferimento Bisignani sono: la Russia, il Vaticano e quel che resta di Mediobanca. Si tratta però di poteri articolati, per cui bisognerebbe capire quali settori in particolare starebbero lavorando all’intesa (soprattutto, con riferimento a quelli autoctoni sempre abbastanza infidi e doppiogiochisti). Sono drappelli convintamente “revisionisti” che puntano a modificare alle basi gli assetti statali italiani o opportunisti che intendono far fallire l’operazione “novità”, al massimo puntando a rifare il trucco ad un panorama politico ampiamente screditamento da destra a sinistra? C’è già da segnalare che il M5S, blindando alla figura di Premier il più moderato dei suoi attivisti, Luigi di Maio – uno che dichiara solennemente di voler rimanere nella Nato e che si siede volentieri al tavolo con finanzieri e banchieri filoamericani – dimostra di preferire una soluzione “conformista”, il che vuol dire maggiormente orientata a sinistra. Una riproposizione del vecchio sfacelo a protagonisti mutati, con il Pd che si accontenta di svolgere una funzione stabilizzatrice riconoscendo la (momentanea) leadership ai grillini (facilmente condizionabili nelle camere di compensazione del potere, in cui i pentastelluti possono essere rapidamente disorientati). Da par suo, il leader della Lega, nonostante dichiarazioni roboanti, non riesce a staccarsi dal Cavaliere di Arcore e a denunciare il ruolo di staffa del sistema giocato da quest’ultimo, sin dalle sue dimissioni del 2011, concordate con Napolitano (il che la dice lunga anche sulle sue intenzioni attuali). Se il leghista non svolta radicalmente sarà fagocitato e questa volta sarà davvero la fine della Lega. C’è da augurarsi, invece, che i processi oggettivi finiscano per costringere M5S e Lega ad organizzarsi congiuntamente per non essere stritolati dai comuni nemici che si presentano come amici. Non cambieranno il Paese perché sono sostanzialmente incompetenti ma, se non altro, metteranno fine ai sogni di strapotere di Renzi (e del suo sodale Berlusconi) che costituiscono il vero incubo dell’Italia.

SI DIMENTICA TROPPO FACILMENTE, di GLG

gianfranco

QUI
Si leggano attentamente le dichiarazioni di Cossiga all’epoca dei vergognosi fatti relativi all’aggressione alla Serbia; e quanto riferisce il gen. Fabio Mini in merito alla stessa vicenda. Tutti dimenticano la vergogna e il servilismo di quella “sinistra”, originatasi dalla putrefazione del Pci, che cambiò sia nome sia campo d’appartenenza. Non ne ebbe il coraggio fin quando resistette l’Urss, perfino quella gorbacioviana ormai allo sbando. Dopo il “crollo del muro” nel 1989 i piciisti svelarono fino in fondo d’essere dei voltagabbana della peggiore specie e 10 anni dopo raggiunsero il loro vertice d’abiezione servendo a tutto campo i nuovi “padroni” americani, allora sotto la presidenza Clinton, che aggredirono appunto la Serbia con scuse da veri briganti, anzi gangster perché questo sono simili falsi “democratici” e “difensori della libertà”. E fu sottaciuto quanto invece fu palesato, ma sempre appunto in modo da farlo dimenticare assai presto, da chi voleva “fare la ruota” come i pavoni; e cioè che l’aviazione italiana fu seconda solo agli Usa in fatto di bombardamenti (e quindi di eccidi di civili serbi). Già allora la “sinistra” palesò le caratteristiche servili che oggi sono all’origine dell’irresponsabile massiccio accoglimento di migranti. Adesso una sua parte, un po’ più furba, corre ai ripari, ma possiamo essere sicuri che riprenderà appena possibile a operare distruttivamente sulle nostre strutture sociali, ormai ridotte a colabrodo.
Bisogna ricordare meglio la storia di anni passati. Il Pci, alfiere dell’eurocomunismo, iniziò il suo voltafaccia alla fine degli anni ‘60 e lo sviluppò via via, seppure in segreto, negli anni ’70. E verso la fine di quel decennio, in “strana” concomitanza con il caso Moro (su cui si nasconde ancor oggi, anzi si inverte addirittura, la verità), ci fu il viaggio “culturale” negli Usa del “comunista preferito” da Kissinger. Tutto era ormai deciso fin da allora, fin dal “compromesso storico” e dal governo Andreotti del ’76, non a caso considerato di “unità nazionale”. Certamente il Pci non poteva smascherarsi ancora; e nemmeno poteva essere ammesso ufficialmente al governo poiché avrebbe avuto accesso ad una parte della vita interna della Nato (quella parte che gli Usa permettono ai loro servi di conoscere). Soluzione perciò non accettata da alcuni ambienti statunitensi e del resto nemmeno voluta da quelli che invece trattavano con questo partito “badogliano”, che aveva ancora al suo interno settori filosovietici.
La scelta dell’“unità nazionale” fu contrabbandata alla “base” (soprattutto operaia) come necessità di fronte al pericolo del “terrorismo” (in quelli che furono enfaticamente denominati “anni di piombo”), nascondendo che, se in un primo tempo ci fu probabilmente un aiuto a determinati gruppi che lo praticavano da parte di paesi dell’est europeo (quelli detti “socialisti”), successivamente tali gruppi furono infiltrati da più parti e svolsero un ruolo ormai pasticciato e che non aveva più nulla a che vedere con gli intendimenti di chi aveva sbagliato gravemente nella scelta fatta, ma sicuramente in buona fede. Una buona fede, tuttavia, poi malamente guastata dal continuo appoggio ad azioni che ormai favorivano i poteri dominanti; e per di più quelli che appunto spingevano, come anche il Pci dell’“eurocomunismo”, verso il pieno servaggio nei confronti degli Stati Uniti. E la vicenda Moro è stato un evento molto importante nel far capire – per chi voleva capire – dove il “compromesso storico” stava spingendo. E quella parte della Dc (in primo luogo Andreotti) che lo accettò, pur magari perché sperava di controllare la situazione, fece il gioco dei piciisti “del tradimento” e della “sinistra diccì”.
Crollati il “socialismo” e l’Urss, tutto esplose nella sua verità, tuttora incredibilmente misconosciuta da una popolazione ormai dimentica della più recente nostra storia. I piciisti voltagabbana divennero il fulcro di quella “sinistra”, che si tentò, tramite “mani pulite” (operazione ben nascostamente guidata da oltreoceano), di rendere fulcro di un nuovo regime permanente e mille volte più servile verso gli Usa, che ormai sembravano poter puntare ad un nuovo monocentrismo mondiale. L’ Urss era distrutta e sotto la presa, pur essa servile verso il paese ormai predominante, di quella parte politica espressasi in Gorbaciov, poi liquidato e sostituito con Eltsin. Sembrava avere qualche velleità (ma blanda) la Germania, che approfittava del crollo socialistico per espandersi verso est, in specie in Polonia e ancor più verso i paesi dell’ex Jugoslavia, in particolare Croazia e credo anche Serbia. Non dico che la mossa Usa del ’99 fosse motivata principalmente da tale fatto. Comunque, il paese preminente decise che era bene porre saldamente nelle sue mani quell’area (la base militare poi creata proprio in Kosovo credo sia fra le principali statunitensi). Fu ben istruito Thaci e il suo gruppo di criminali fatti passare per forza di liberazione del proprio paese. Un individuo che una commissione europea ha indicato quale trafficante in organi umani (di serbi uccisi) e oggi presidente del Kosovo: qui
L’aggressione alla Serbia portò tuttavia una sorpresa spiacevole per gli Usa. Iniziò la rinascita russa. Primakov, allora primo ministro, si schierò nettamente contro l’azione statunitense (venne a sua conoscenza durante il volo che lo stava portando a Washington e diede ordine di tornare indietro, annullando l’incontro). Eltsin lo fece allora dimettere, ma il suo posto venne preso da Putin e alla fine del ’99 il vile presidente russo si dimise a sua volta. Da lì prende avvio l’“era” putiniana che, a partire dall’inizio del secolo, vede la continua crescita di potenza della Russia, certo territorialmente “amputata” rispetto all’Urss e non ancora così potente come quel paese. Tuttavia, certe speranze americane di far cadere Putin (e il gruppo che detiene il potere) sembrano in fase di delusione e, malgrado l’economia lasci ancora a desiderare, la situazione interna russa appare migliore di quella sovietica sia per una più elastica struttura sociale sia per una politica estera finora abbastanza avveduta.
La vittoria presidenziale di Trump – forse perfino in anticipo rispetto ai calcoli della parte che lo supporta – ha creato problemi agli Usa nel corso del tentativo di apportare decisi mutamenti rispetto alle strategie seguite dalle precedenti presidenze. Per il momento, tuttavia, il neopresidente è obbligato a numerosi retromarcia; e ancora non si comprende se ciò sia un vero cedimento al vecchio establishment o soltanto un necessario adattamento tattico alle difficoltà create dall’acuto conflitto per il cambiamento strategico. In ogni caso, sia chiaro che Trump – anche se alla fine riuscisse a stabilizzarsi, realizzando il rivolgimento richiesto dal multipolarismo in avanzata, pur non linearmente ma attraverso continui “cambiamenti di fronte”, che rendono sempre più complicata l’interpretazione e previsione delle mosse dei vari “attori” – perseguirà pur sempre il fine del predominio Usa. Non può certo fare diversamente; ridicolo è solo pensarlo. Cambiano i metodi – e modificarli significa dover sostituire certi gruppi dominanti ad altri; ecco il motivo del conflitto veemente tra Trump e gli “altri” – ma non gli obiettivi cui si mira. Un paese che domina deve continuare a farlo, pena un crescere impetuoso dei suoi conflitti sociali, interni, che possono farlo regredire in modo assai pericoloso.
Questa situazione americana ha riflessi importanti su una serie di contraddizioni che sembrano in via di sviluppo anche in sede europea; e che interessano attualmente con nettezza il nostro paese. La questione dell’immigrazione (in Italia praticamente selvaggia anche se oggi, furbescamente, alcuni settori p-idioti fingono un indurimento delle posizioni) è solo uno dei problemi, che non tarderanno a creare necessità di riadattamento delle politiche sedicenti comunitarie. Molto dipenderà comunque da quanto si verificherà in casa del “paese padrone” dei nostri destini. Sintomatico è l’appannarsi della politica di coloro che sono stati denominati populisti (solo un ammorbidimento dell’accusa di fascismo). Essi hanno troppo creduto nella svolta trumpiana; adesso sono delusi, ma se per caso questi vincesse la partita con il vecchio establishment, riprendendo almeno in parte il cammino che sembrava aver intrapreso, questi settori politici mostreranno, temo, la corda. Infatti, sono ancora troppo intossicati dalla dannosa “democrazia” elettoralistica che imperversa da ormai settant’anni. Non riescono a liberarsene; e se non sorgeranno forze sane in tal senso, non credo che raggiungeremo alcun serio risultato.
In particolare, in Italia non si riesce, da tanto tempo (per certi versi si deve risalire all’assassinio di Mattei o quasi), a mettere in piedi una politica, nazionale ed estera, che ci preservi dall’annientamento di ogni settore strategico. Sarebbero indispensabili nuovi decisi spostamenti di alleanze che ci liberino del predominio statunitense, vera causa del nostro regresso, mascherato da ridicole “ripresine” che non cambiano in nulla la nostra situazione politica, la disgregazione sociale in atto e il pauroso degrado culturale cui ci condanna un ceto intellettuale mancante di intelligenza a causa dell’incapacità di ripensare veramente vecchie e ormai incartapecorite ideologie; del resto seguite ormai in completa malafede quando tutte le convinzioni di cervellotiche “rivoluzioni” si sono trasformate in falso buonismo, involuzione dei costumi, degenerazione morale e, insomma, in tutto il peggio che ci sta precipitando addosso.
O si riesce a spazzare via questi infami che distruggono la nostra vita o altrimenti la nostra sorte è segnata. Almeno fino a quando il multipolarismo condurrà al policentrismo aperto, che provocherà più distruttivi conflitti; distruttivi in termini materiali, ma magari rigenerativi perché ci libereranno di questa infezione diffusa mediante le sempre più abominevoli turpitudini, fra l’altro connesse alla “democrazia” e “libertà” di stampo statunitense. Proprio il cinema e la letteratura di quel paese, ma in tempi che sembrano tramontati, le hanno denunciate con maggiore coraggio; senza però cambiare in nulla l’infamia del suo vertice politico. Qui da noi, però, si è rinunciato assai presto alla denuncia. Già negli anni ’70 essa era fortemente indebolita; dagli anni ’90 siamo in balia di ceti politici e intellettuali (per non parlare di quelli economico-finanziari) di una infamia senza precedenti. O a questi si fa subire una sorte terribile, annientandoli e azzerandoli in ogni loro manifestazione; o altrimenti dovremo appunto attendere la “grande tragedia” purificatrice. Ne riparleremo molte e molte volte. Per il momento mi fermo qui.

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QUALCOSA DI MOLTO ISTRUTTIVO, di GLG

gianfranco

Qui

Questo è solo uno di quelli che vogliono l’immigrazione per cercare di sopravvivere al loro fallimento, ancora non del tutto chiaro ad una popolazione troppo disattenta e in cui i sopravvissuti di una stagione politica morta (ma non sepolta) sono ancora troppi. Per avere un’idea di questo rappresentante della catastrofe iniziata un quarto di secolo fa (distruzione “giudiziaria” della prima Repubblica), riporto alcune notiziole su di lui molto precise e a mio avviso “definitive”:

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Da quest’ultimo documento traggo – ma solo a mo’ di esempio – la notizia riguardante il tentativo di svendita della SME, che all’epoca fece buon scalpore e oggi viene da tutti i mezzi d’informazione (per il 90% in mano all’infame parte politica che sta annientando in tutti i modi l’Italia) scordata, in realtà nascosta. Ricordiamo invece! Ci fa capire per quale motivo, questi personaggi vogliono oggi gli immigrati.

“A fine 1985 Prodi tenta di vendere, con trattativa privata, la finanziaria Sme – nella quale erano confluite Motta, Alemagna, Star, Cirio e altre società alimentari – alla Buitoni di Carlo De Benedetti. L’Iri, per il 64% del pacchetto azionario, avrebbe incassato poco più di 497 miliardi, da pagarsi a rate. All’annuncio della trattativa si solleva un putiferio di contestazioni, in particolare da parte di Craxi, che promuove da parte sua una cordata per la Sme e l’operazione viene bloccata. Tra il 1993 e il 1996 le aziende del gruppo Sme saranno vendute a diversi acquirenti, per un incasso complessivo di circa 2.400 miliardi. Pur considerando l’inflazione, il valore attribuito dal mercato alla Sme è stato ben superiore al prezzo concordato tra Prodi e De Benedetti”.

Per concludere, aggiungiamo in modo netto che gli immigrati non rappresentano affatto, per la loro quasi totalità, profughi e rifugiati. Si tratta invece di giovani maschi (dall’aspetto ben nutrito e in “piena forma”), chiaramente benestanti nel loro paese d’origine; tanto da avere migliaia di euro o dollari da pagare a chi li trasborda fin qui. Indubbiamente con mezzi tali da farne perire una certa quantità; ma questo, i giovani in fuga non lo sanno finché non si trovano in mano ai delinquenti che prestano loro questo “servizio”. La maggior parte d’essi non fugge da alcuna persecuzione, ma spera di trovare nei paesi “accoglienti” il bengodi in base alle truffaldine informazioni date dai delinquenti di cui sopra. E non vi è dubbio che anche nei luoghi di partenza, cominciano le prime “sorprese” e “delusioni” di costoro, ma è ormai troppo tardi.
Non vi è quindi dubbio che non bisogna prendersela in primo luogo con gli immigrati che, una volta arrivati a destinazione, trovano condizioni assai diverse da quelle promesse e si comportano come quasi sempre avviene in casi del genere. Addosso invece ai personaggi che, pur di sopravvivere al loro totale fallimento di politicanti d’accatto, compiono simili effettivi misfatti, fingendo umanità quando sono il peggio che l’essere umano sappia esprimere. E sono seguiti da coloro che ancora credono da imbecilli alle favole ideologiche di un passato ormai trascorso definitivamente; ma in molti casi sono altri farabutti pronti a raccogliere le briciole di quest’immane operazione semplicemente criminale.
I politicanti e coloro che profittano abbondantemente di tale penosa situazione meritano pesantissime condanne, a volte di tipo “definitivo”. Gli imbecilli che li seguono dovrebbero essere internati per qualche anno in “campi di rieducazione” con metodi poco benevoli e soffrendo gli stenti, cui senza dubbio questi sradicati dalle loro terre e popolazioni vanno incontro credendo alle menzogne loro raccontate.

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