PRIMA L’AMERICA

Mr. Trump- Yellow Tie

L’ex stratega di Trump, Steve Bannon, con poche parole chiare, spiegò, qualche tempo fa, come stavano le cose tra gli Usa e gli alleati: “In questo momento quello che mi preoccupa è che troppi dei nostri alleati sono dei protettorati, la NATO e l’Unione Europea, so che a molti non piace, ma sono protettorati degli Stati Uniti. La Corea del Sud è un protettorato degli Stati Uniti, il Giappone è un protettorato degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non si possono permettere più questo”. Basterebbe ciò a far tacere quei politicanti di casa nostra (ma è un refrain che si ascolta ovunque sul Vecchio Continente) che reclamano “più Europa”. Chiedere più Europa significa semplicemente incrementare uno stato di servitù volontaria, ormai inaccettabile, nell’incipiente fase multipolare. E’ vero che ci sono i missili delle basi americane sul suolo europeo, puntati minacciosamente alle nostre spalle, ma si dovrebbe denunciare questa situazione, e fare qualcosa per limitare i danni, piuttosto che chinare preventivamente il capo e interpretare il ruolo di Quisling di Washington, rinunciando a qualsiasi aspirazione autonomistica. Chi invoca più Europa, in una fase storica di grandi trasformazioni geopolitiche, come quella in corso, è un traditore dei popoli europei e come tale dovrebbe essere trattato. Sappiamo che l’Ue è nata per favorire la supremazia americana sul globo e non per unire i cittadini degli stati membri, contrariamente a quanto dichiarato da certi tromboni filoeuropeisti, pagati e allevati dal nemico. Ma i tempi sono cambiati e non è più possibile sentir ripetere questa menzogna che sta devastando la società europea. Per questo, anche definirci “alleati” degli Stati Uniti è termine fuorviante. Siamo subordinati (come nel caso di nazioni avanzate, vedi Germania e Francia) o letteralmente assoggettati (come nel caso dell’Italia e di altri paesi deboli). Questa condizione di minorità ci espone, privi di idee in testa e di strumenti di difesa, ai conflitti tra attori internazionali che hanno ripristinato la loro sovranità e che puntano a creare nuove sfere d’influenza, regionali e mondiali, in concorrenza con gli Usa.
Le frasi di Bannon dimostrano però che alcuni gruppi emergenti statunitensi hanno compreso la necessità di un cambiamento nelle relazioni con i vassalli, perché i rapporti di forza globali stanno lentamente metamorfosando. Perseverare con i precedenti schemi unipolari espone gli Usa a dei pericoli gravi, laddove venissero a mancare energie e programmi, per la conservazione ostinata dello statu quo. I democratici e i necon, soprattutto, non vogliono accettare la realtà e si preparano a schiantarsi contro il muro delle loro sicumere. Prevenire le mosse altrui, invece, riconfigurando il proprio spazio egemonico, in funzione dei mutamenti storici e sociali, può allungare il predominio statunitense sull’area occidentale, scongiurando conflitti aperti che hanno esiti imprevedibili e non incanalabili a proprio piacimento. Fare qualche concessione agli avversari, costringendoli ad “espandersi” dove fanno meno male o, persino, coinvolgendoli su emergenze comuni è, invece, una sistema meno impegnativo e faticoso, rispetto ad uno scontro frontale, in attesa di riorganizzarsi. In questo consiste l’America First, forma di ripensamento, ma non di ripiegamento, della strategia globale Usa in un clima di multipolarismo inarrestabile. Quando non si può prendere di petto o afferrare interamente un problema politico lo si deve riformulare in termini diversi per coglierne almeno gli aspetti principali e dirimenti. L’establishment democratico statunitense va come un treno e non riesce ad accettare questo minimo ma indispensabile ridimensionamento che consentirebbe agli Usa di riorganizzarsi su basi più confacenti all’epoca storica, anziché proseguire con la medesima strategia inconcludente che favorisce l’interposizione degli avversari (pensate alla funzione russa in Siria). C’è da pensare che continuando su questi presupposti gli Usa perderanno altro terreno, molto più di quello a cui rinuncerebbero con un arretramento ragionato e volontario, di “puntellamento” razionale del proprio predominio. A meno che i drappelli di rinnovamento non riescano a primeggiare su quelli precedenti, ormai fuori corso storico. Su questa sfida intradominanti, prima ancora che avverso i competitori,  l’America gioca i suoi destini. L’Europa, che dovrebbe approfittare di questo Zeitgeist, guardando con interesse all’azione delle potenze revisionistiche (ma anche alle emergenti élite americane antidemocratiche), si ritrova governata dalla peggiore classe dirigente di sempre. Periremo senza nemmeno provare a combattere.

IL NON VOTO SPAVENTA PIU’ DEL VOTO

dem

Mentre fate i conti con la vostra coscienza che vi impone il voto (ma che coscienza di cartapesta avete?) i farabutti già studiano come mettervi nel sacco. Se non volete rendervi complici della più grande schifezza secolare NON ANDATE A VOTARE. Lo so che siete de coccio ma quanti altri elementi vi si debbono offrire per portarvi a ragionare?

Ecco Sallusti su Il Giornale di oggi:

” il quesito è: «Pensate che Forza Italia,o tutto il centrodestra,debba allearsi con Renzi?», ovvio che la risposta è «No,mai».
Ma se fosse: «Vi alleereste con Renzi per impedire che vadano al governo Di Maio,Grasso e la Boldrini?», immagino che solo un pazzo potrebbe rimanere sulla sua posizione antiinciucio,o grande coalizione che dir si voglia”. Sallusti chiama i nemici di Berlusconi e Renzi i grillocomunisti. Ancora con simili sciocchezze. Il vero pericolo sono gli imbroglioni che urlano al comunismo e al fascismo per preservarsi in un potere sempre più marcio e corrotto.

Inoltre, calcolate pure che gli inciuciatori ricorreranno alla più vasta ed intensa campagna acquisti parlamentare che si possa immaginare. Vedrete quanti deputati e senatori riusciranno a comprare da ogni partito per il loro scopo.

Lo scenario tracciato è pressoché inevitabile. Fate vobis.

Ecco una dichiarazione di Giulio Andreotti che sembra darmi ragione (però pare sia una bufala ma cambia poco, è quello che penso)

“Voi pensate che noi politici, il giorno delle elezioni ci mettiamo incollati davanti al televisore, come fate voi, per vedere chi vince e chi perde?

A noi, non ce ne frega nulla, tanto il potere è uno solo [in realtà sono più di uno e lottano per lo stesso dominio].

A noi interessano solo i dati di quanti non vanno a votare, quante schede bianche e quante annullate.

Perché se il non voto arriva al 60%, per noi è finita! Significherebbe che il popolo ha sfiduciato tutto il sistema politico.

I giudici non sarebbero più sotto scacco e farebbero immediatamente i processi per davvero. E finiremmo tutti in galera!

Ma per fortuna nostra, voi questo non lo sapete e continuate a ripetere le frasette che vi mettiamo in bocca, come: se non vai a votare ti rimetti alla volontà degli altri che ci vanno”.

E rideva di gusto. ..

La persona che conosco gli rispose: “Scusi, ma chi glielo garantisce che, quando esco di qua, non racconto ciò che lei mi ha appena detto”?

E Andreotti: “Lo faccia, lo faccia pure! La prenderanno per scemo”!

Sicuri che non sia meglio ignorare le urne?

Scemo chi vota.

dem

 

I votanti cosiddetti antisistemici stanno mandando la logica a farsi benedire. Ne ho sentite di tutti i colori. Il riassunto però è questo: forse votare non serve però non si sa mai. Qualcuno eccepisce, inoltre, che ci sono partiti e personalità che sostengono temi contro il potere, perché avversi all’euro o a Soros. Nel frattempo però questi rivoltosi dei miei stivali vanno a spasso con Berlusconi, il peggior traditore che ci sia in questo momento sulla scena politica. In ogni caso, mi è stato contestato, anche non votare non serve. In parte è vero, in parte no. È vero nel senso che non votare non sposta nessun equilibrio elettorale. Ma a noi che ci frega degli equilibri elettorali? Noi vogliamo screditare questa democrazia inutile e deleteria evitando di farci coinvolgere in un rito apotropaico a favore del palazzo. Capovolgendo Gaber, la libertà (senza esagerare) è non partecipazione. Ergo, non votare significa non sedersi ad una partita truccata rifiutando le “regole” di un gioco dal quale si esce sempre perdenti. Col tempo questo mero rifiuto può diventare più assertivo ed aprire spazi politici di autentica contestazione dell’esistente, fornendo sostegno a nascenti gruppi e avanguardie per il recupero della sovranità nazionale. Solo fuori dalla democrazia ce la possiamo fare. In secondo luogo, i cadaveri parlamentari se la faranno sotto senza la vasta investitura popolare. Non si può essere impopolari senza il popolo. Solo con il consenso del popolo si può agire contro il popolo. Qualsiasi misura restrittiva che dovranno adottare scatenerà in loro le ansie e i pensieri più reconditi. Sono farabutti ma conoscono i pericoli del dover governare senza il polso della situazione. Ribadisco, chi è davvero avverso a questo statu quo putrescente non si fa attirare dalle liturgie delle urne. Chi cede è invece fottuto e resterà ancora deluso dai paladini in cui sta riponendo la sua fiducia, anche se questi promettono fuoco e fiamme.

IL 4 MARZO: ELEZIONI PER IL GOVERNO DI ALTO TRADIMENTO, di GLG

gianfranco

Sul “Giornale” (quello on line), ci sono in questo momento ben 5 articoli contro i “grillini”. E’ una vera ossessione di F.I. che, se non prende abbastanza voti, non può proporsi come garanzia della possibilità di costituire un governo assieme al Pd (pur esso molto traballante come voti).
E non è finita qui. Subito dopo c’è un articolo sull’intervista (penosa) al “nano”, in cui egli si è definito “il mago Silvio”. Cito un passo dell’articolo in cui si riporta una sua precisa dichiarazione (tra virgolette e sul suo giornale):

Il nome del candidato premier di Forza Italia? «Penso che lo si sia abbastanza capito negli ambienti giornalistici, però mi sono impegnato a fare il nome solo quando ne avrò autorizzazione diretta e personale da lui, comunque prima delle elezioni. Sarà un uomo. Garantisco che sarà il candidato ideale, che avrà splendidi rapporti con tutti i Paesi europei e con il Partito popolare europeo».

Avete capito? Questo è il pestilenziale garante dell’asservimento dell’Italia ai servi degli Usa, i dirigenti di quella UE voluta, fin dalla fine della seconda guerra mondiale, dalla potenza predominante che pagò quei venduti; come ormai si sa (ma non se ne fa mai una bella propaganda) dai documenti ritrovati ancora nel 2000 da Joshua Paul della Georgetown University:

Qui

Chi voterà F.I. è un nostro nemico, anche peggiore di Renzi e del Pd perché questi almeno non fingono come i forzaitalioti e il loro capo, il peggiore di tutti gli uomini politici di ogni tempo in Italia (che ne ha avuti di traditori e nemici del paese). Chi sta con questo “ultrabadoglio” è poi inutile che venga a fare del patriottismo e sostenga l’orgoglio d’essere italiani. Chi sta in quella coalizione è infido e subdolo, un bugiardo fra i più vergognosi e pericolosi.
Non andate a votare. O se proprio volete farlo, allora non restano che i “5 stelle”. Proprio per il fatto d’essere pasticcioni, possono ostacolare la trama ormai non più oscura del “Gano di Maganza” (pardon: d’Arcore). Anche se queste elezioni non si giocano tra partiti (come nella prima Repubblica). Qui avremo almeno i tre quarti degli eletti pronti a passare di campo e a vendersi pur di non rischiare nuove elezioni, che farebbero subito perdere loro il lauto stipendio e, per i nuovi arrivati, il diritto ad un’ottima pensione per la quale deve passare un tot di tempo. Nella passata legislatura, dei 1000 parlamentari (400 senatori e 600 deputati) ben 560 sono passati di campo. Adesso avremo almeno 8-900 quaquaraqua pronti al “salto della quaglia”. Non lo faranno tutti, solo quelli di cui i venduti alla UE e agli Usa hanno bisogno per fare un governo di aperto tradimento. Ma pensate come tutti vorranno essere quelli utili a tal uopo. Sarà una corsa a chi fa prima. E qui, non vi è dubbio, vi saranno assai probabilmente un bel po’ di “grillini”, se saranno tanti e vi sarà quindi bisogno di loro. Tuttavia, penso che sia più probabile la svendita di chi già oggi si è messo nelle due coalizioni di gran lunga peggiori e al di là di ogni immaginazione. Sappiate quello che farete il 4 marzo!

 

INARRESTABILE DECADENZA (di GLG)

gianfranco

A me sembra ormai un mondo abitato da gente con il cervello perso chissà dove. Parlo del mondo “occidentale” in particolare, quello del cosiddetto capitalismo “avanzato”, secondo una terminologia probabilmente abbastanza vetusta.

Vediamo un po’. Circa un miliardo di euro di energia elettrica non pagato da chi doveva farlo. Allora la Consulta, con i soliti ragionamenti arzigogolati che mi rifiuto anche soltanto di leggere, ha deciso che una discreta quota di questo miliardo verrà addebitata a coloro che pagano regolarmente le loro bollette. Sì, forse è un po’ simile alla decisione, presa in certi contesti (ma mi sembra abbandonata), che i debiti accumulati da banche andate in fallimento dovevano essere pagati anche dai correntisti e non solo dagli azionisti. Giustamente qualcuno ha notato che da tempo immemorabile è conosciuto il detto: “punirne uno per educarne cento”. Adesso, si arriva a punirne cento per diseducarne permanentemente dieci. Tutto alla rovescia nel mondo del “politicamente corretto”.

Finalmente, sono entrate nel mirino le ONG. Due mi sembrano nella bufera. Immaginavo, però, che si approfondisse il loro spirito “umanitario” condito da tanti bei soldini presi da organi governativi di vari paesi, immagino anche da donatori e infine accresciuto – consentitemi di sospettarlo vivamente – da qualche gratificazione ottenuta da migranti “salvati”. No, nulla di tutto questo. Vari operatori (a quanto pare anche qualche dirigente) hanno operato “molestie sessuali”. Forse queste sono state pure favorite da qualche rivolo di soldi ricevuti, ma francamente non ho più seguito bene la faccenda, una volta che mi sono cascate le braccia sentendo la motivazione fondamentale della canea sollevata contro queste “associazioni benefiche”.

Infine la tempesta con punte di uragano contro i “5 stelle”. Avevano promesso di “donare” parte dei loro emolumenti (anche qui non chiedetemi di sapere bene cosa dovessero “restituire”) e invece almeno 10 hanno mentito e hanno tenuto per sé una quota del “dovuto” (un dovere da perfetti masochisti, mi permetto di dire). Stando a quanto si sta strepitando in queste ore, quelli che lo dovevano fare hanno versato complessivamente 23 milioni di euro; ne sono venuti a mancare 800.000. Tutti gli altri partiti non hanno deciso nulla di tutto ciò; ma adesso urlano allo scandalo, dicendo che ormai costoro hanno dimostrato di non essere affidabili. Permettetemi di insistere con l’esempio già fatto (in altro modo). Un perfetto incosciente, un tantino andato di mente, afferma di aver dato 100 euro a un povero “barbone”, che ha invece ricevuto il rifiuto sprezzante di altri dieci o più passanti. Qualche autentica “iena” riesce a farsi dare dal barbone i soldi da lui ricevuti e scopre che ne ha solo 97 (800.000 diviso 23 milioni dà all’incirca il 3%). A questo punto il debole di mente (e, lo ripeto, masochista) si trova aggredito da tutti quelli che non hanno dato un solo centesimo di euro. E non perché ha mentito, ma perché è un pasticcione e non sa nemmeno fare bene i conti; se ha un lavoro con qualche incarico amministrativo, bisogna toglierglielo subito, ha mostrato la sua incuria e superficialità.
Mi permetto di criticare i pentastellati in modo un po’ diverso. Sono dei perfetti dementi, vogliono fare i moralisti, pretendono di dimostrare che tutti gli altri sono ladri e loro immuni da qualsiasi tentazione “danarosa”. Se 100 hanno versato e 10 no, mi sembra che nel complesso abbiano assolto questo loro compito perfettamente insensato. Smettetela di insistere sul tema dei “ladroni”, di chi difende le banche (tipo “Etruria” tanto per fare nomi) e via dicendo. Accetterei perfino degli assassini in posizione dominante, se mi garantissero di risollevare questo paese; e per riuscirci so bene che devono passare sui “corpi” soprattutto dei piddini e dei forzaitalioti. Quindi, nessuno scandalo del genere cui assistiamo ormai da giorni. Parlate infine di programmi politici: interni e ancor più internazionali. Sciocchi “grillini”, avete consentito a questi furfanti – che forse saranno anche “ladri”, ma che soprattutto ci stanno gettando nel baratro – di creare una grande confusione, su cui si sono gettati a pesce tutti i media controllati da conduttori, giornalisti, intellettualoidi, usciti dalle fila dei “rivoluzionari” e poi vendutisi per “buona somma” ai peggiori ceti dirigenti di ogni epoca. Scemi patocchi, adesso godetevi il casino che avete creato.

NON ANDATE A VOTARE

dem

Il mio consiglio è di disertare le urne. Per screditare tutti i partiti ma, soprattutto, la democrazia elettorale. Deve cadere la maschera dell’investitura popolare per mettere i lestofanti politici di fronte alle loro responsabilità. I gruppi e gli omuncoli che fino ad oggi si sono fatti scudo della preferenza accordata loro dai cittadini per colpirli nei loro diritti e nelle loro certezze non potranno più parlare e agire in nome e per conto del popolo. Se, come diceva Wilde, la democrazia significa semplicemente prevaricazione sul popolo da parte del popolo per il popolo, rinunciando il popolo a votare, la democrazia si mostrerebbe finalmente per quello che realmente è: prevaricazione di alcuni sui molti, ma senza l’assenso dei più. Voglio vederli i nostri parlamentari chiedere ancora sacrifici alla comunità, distruggendo sanità, pensioni, scuola, lavoro e indipendenza statale richiamandosi ai loro sempre più scarsi militanti o alle loro ristrette burocrazie di casta. Alla domanda “chi vi autorizza a fare ciò?” dovrebbero replicare “il mandato conferitomi dagli iscritti al mio partito”. L’effetto è abbastanza comico, anche se conoscendo i nostri illustri rappresentanti non tarderebbero a mettersi in ridicolo. Per il bene della patria, s’intende. Pauvre pays sempre più pays pauvre.
Però se alle prossime elezioni l’astensione raggiungesse il 70 o l’80% (il 90% sarebbe l’apoteosi nazionale) questi farabutti non avrebbero diritto nemmeno a dirigere il loro condominio. Occuperebbero ugualmente le cariche, facendosi preventivamente nominare tutti senatori a vita, ma svolgerebbero le faccende pubbliche in preda al panico, timorosi della reazione della gente ad ogni misura restrittiva. Si può governare anche contro il popolo ma mai senza il popolo. L’astensione è il partito più temuto delle future consultazioni. Del resto, i soggetti politici sono già d’accordo che governeranno, più o meno, tutti insieme perché, sicuramente, qualcuno ce lo chiederà da fuori i confini nazionali e nessuno avrà la forza di sottrarsi alle pressioni (e minacce), nemmeno quelle compagini che ora sembrano contro i poteri forti, interni ed esterni. Infine, perdurando le criticità e le scelte sbagliate, i timori di costoro si volgeranno in terrore. Prima o poi, e lorsignori lo sanno, arriva sempre qualcuno a raccogliere la disaffezione delle moltitudini per trasformarla in vendetta e, sa va bene, anche in riscatto. Il popolo è boia, ci mette un attimo a scordarsi le buone maniere e a travolgere tutto, se glielo si lascia fare e se gli si concede quel minimo d’impunità necessaria alle grandi scazzottate. Dunque, cacatevi addosso, come nella canzone del film, La Tosca, di Magni. Se poi è ben indirizzato da élite consapevoli (che per ora non si vedono, per fortuna dei farabutti parlamentari), dopo le mostruosità, esce rinnovato dai bagni di sangue commessi e subiti. Il processo non avverrà subito ma speriamo decanti a partire dal marzo a venire. Dunque, non sottostate al rito elettorale perché se servisse a qualcosa in ogni caso non ve lo lascerebbero fare (come affermava Twain). Utile è, invece, non andare per rendere più palpabile un disprezzo collettivo che qualcuno crede ancora di poter controllare, sfottendo il popolo con i migranti e l’antifascismo, il femminismo, l’ecologismo ecc. ecc..
Se provano a dirvi che anche un solo voto può essere determinante, richiamandovi ad un senso civico che loro non dimostrano mai, rispondete che a memoria vostra nessun precedente appuntamento si è chiuso con un voto di scarto. Il vostro conta lo 0,000002% del totale. Ovviamente, vale anche per l’astensione ma tutti i sondaggi ci dicono che siamo in vantaggio. Siamo il non partito dell’avvenire che non elegge candidati ma esseri pensanti e arrabbiati che abbatteranno questa democrazia di liquidatori dell’Italia.

Un paese allo sfascio di GLG

gianfranco

Ieri sera ho sentito il procuratore di Macerata dire, di persona, che il caso era sostanzialmente concluso e si trattava di omicidio. Stasera sorpresa, tutto rimesso in discussione, nulla di certo. Anche un colonnello dei carabinieri ha confermato che non si poteva ancora stabilire nulla di definitivo; anche se poi, proprio in finale di intervista, ha affermato che comunque Pamela è stata uccisa. A me sembra evidente che c’è stato un intervento politico; e di quale parte mi sembra evidente. Malgrado la TV (perfino quella non completamente allineata) sia sempre molto ambigua, abbiamo ben capito che la manifestazione “sinistra” di Macerata non è stata trionfale e la popolazione incazzata è ben ampia; anzi in troppi si sono spinti, e sbagliando di grosso, a giustificare addirittura e quasi solidarizzare con lo “sparatore”, che per me è sullo psicopatico e deve comunque andare in galera.
Il fatto è che comunque, come già detto più volte, si sta assistendo ad una nuova edizione (internazionalizzata) di guerra tra poveri. Sono soprattutto infuriati i ceti popolari, quelli delle periferie, dei quartieri più disastrati. L’accoglienza indiscriminata di flussi nati dalla politica americana (in specie obamiana) in nord Africa e Siria – e che quindi non dipendono dalla miseria di quei paesi (la Nigeria, principale fornitrice di migranti, è sul 5% di crescita del Pil) – sta creando delle opportunità per i “sinistri” in forte difficoltà e che non sanno più che fare (sfruttano perfino il festival di Sanremo). Essi sperano tuttavia di poter avere presto a disposizione bande di “mercenari”, aduse a metodi violenti e delinquenziali, al fine di mantenersi a galla. Non scordiamoci che proprio la Nigeria ha ormai in Italia una “criminalità organizzata” che sta strutturandosi con quella italiana.
Mi sembra preoccupante che anche certi comandi delle forze dell’ordine – forse però masticando amaro e per il senso del dovere loro inoculato a prescindere da chi sta al governo, disfacendo il paese – si debbano adeguare a questa politica infame della “sinistra”. Sarebbe necessario che i ceti popolari, i commercianti e negozianti sottoposti a continue rapine così come le persone anziane e sole, alzino la voce. Debbono però capire che l’accoglienza indiscriminata è solo sintomo della politica perseguita da miserabili gruppi dominanti. La rabbia deve dirigersi contro questi. Si deve arrivare ad un movimento di vasta protesta, fatto di paralisi dell’attività commerciale e di altri settori di ceto medio in “caduta libera”; e soprattutto di contromanifestazioni sempre più dure da parte dei ceti popolari in difficoltà. Non però contro i “neri” (o di qualsiasi altro colore o paese di provenienza) bensì contro la “sinistra”, prendendo pure consapevolezza che l’opposizione a questa dimostra estrema incapacità nell’individuare il nodo della situazione. Lo ripeto: lasciate stare l’effetto, andate alla causa, ai ceti intellettuali, giornalistici, dello spettacolo, e ai loro suggeritori politici ed economici che ci hanno gettato in questo baratro.

Povero popolo di GLG

gianfranco

Qui

 

Non posso negare che, dal mio punto di vista, sono d’accordo con la parte critica. Anch’io ho sottolineato che questi “populisti” ricordano certi anarchici (importanti) dell’800. Inoltre anche una buona parte degli “operaisti” sessantottardi (secondo me, tutti in definitiva) erano i continuatori di quelle demagogiche prese di posizione “per il popolo”, aspramente combattute da Marx e da tutti i marxisti (non parliamo di Lenin, che li ha fatti a fette). Sono anche d’accordo con l’invito all’astensione nelle prossime elezioni.
Dove mi differenzio – e certo mi allontano, senza tuttavia provare nessun “rigetto” e “disgusto” – è sul fatto di poter riproporre oggi certe tematiche e parole d’ordine di quello che fu il movimento comunista di ormai molti decenni fa. Insisto che si tratta di un processo storico finito; e lo fu ben prima che crollasse l’Urss e il “campo socialista”. Ritengo anche, in base a quanto ormai possiamo valutare poiché appartiene al passato, che non vi è mai stata la “costruzione del socialismo”. Non rinnego però la Rivoluzione d’ottobre, la vedo come evento “epocale” che, pur con ombre evidenti, è stato per l’essenziale positivo.
L’errore che vedo nel documento di “Teoria e prassi” è proprio la resistenza a non chiudere con un’epoca; senza rinnegarla affatto, non accettando per nulla la menzogna che quel processo storico è stato “mostruoso”, come dicono gli anticomunisti “viscerali”, che considero alla stessa stregua degli “antifascisti” falsi e menzogneri. Ritengo necessaria una valutazione molto fredda e, per quanto possibile ovviamente, “oggettiva”. Un processo è finito, le ideologie del XX secolo provocano danni enormi quando si insiste nell’esaltarle ancora; e ciò, sia chiaro, è valido anche per le tesi liberali e della “democrazia elettorale”.
Siamo in trapasso verso una nuova epoca. E’ ben noto, come disse Marx, che “l’analisi comincia post festum”. Credere di poter dire adesso, in piena transizione (“multipolare”), quali nuovi grandi movimenti, corredati di nuove teorie e ideologie, si affermeranno entro un lasso di tempo non breve ma nemmeno secolare (questo è quanto io penso), è impossibile. Dobbiamo però fare un bilancio serio e non declamatorio di quanto è IRRIMEDIABILMENTE TRAMONTATO; e da qui partire per un ripensamento, cercando di capire al meglio possibile gli eventi della presente “transizione d’epoca”. L’agitazione scomposta favorisce chi ha ben altri mezzi, rispetto ai nostri, per affermare il proprio potere; fra l’altro, pure il potere di comprarsi molti “amanti del popolo”, com’è accaduto con il 90% (se non anche più) dei “grandi rivoluzionari” del ’68, ormai fracidi e marci, falsi predicatori di “democrazia”.

PS. Qui

ha fatto anche buoni film. Qui è tutto un luogo comune, una piattezza che lascia allibiti. Si fa fatica a credere che una persona, che non credo stupida, possa infilare simili frasi vuote come se recitasse una parte in cui non crede. Ma se ci crede, è pauroso; il fallimento di una ideologia ha prodotto l’azzeramento di ogni tensione a cercare di capire il mondo.
Comunque, guardate chi pubblica questo video. Mi dispiace molto per Loach, persona certo stimabile. Provo vero disagio, d’ora in poi lascio perdere queste tristezze; tratterò del mondo così come si presenta con mille contraddizioni che caratterizzano un periodo nuovo. Non bello, anzi sarà spiacevole, ma è ciò che “avanza”. Il passato ci servirà solo perché la storia (delle vicende come del pensiero) è stata ampiamente falsificata da personaggi indegni. E la storia ha la sua importanza; è vero che ci insegna molte cose utili nel presente.

1 2 3 113