Proteggere il proprio modo di vita non è razzismo, di GLG

gianfranco

 

quindi è razzismo proteggere il proprio stile di vita, che non è semplicemente tale, ma un modo di pensare, costumi, religione, espressioni artistiche e via dicendo, che sono differenti perfino nella storia millenaria dei vari popoli europei. Tuttavia, è evidente la ben maggiore diversità di tutto questo tra Europa, Africa, Asia, ecc. Del resto, ricordo per l’ennesima volta che alcuni africani (e non solo) come Senghor, Aimé Césaire e altri – del tutto sensatamente e approvabili al massimo grado nei loro intendimenti – proposero molti anni fa la difesa della “negritude”, cioè dell’espressione della loro diversità rispetto alla cultura e alle tradizioni della nostra area sociale. Tra i difensori di questa nuova degenerazione degli organismi UE c’è non a caso questo Letta, grande entusiasta dell’attuale governo, servo dei peggiori rigurgiti del sedicente “cosmopolitismo”, tipico di tutte le classi ormai incapaci di esprimere la storia e la cultura dei loro paesi. Sono marci, un’infezione mortale per la nostra civiltà. Giocano sull’“eguaglianza” nel semplice senso che non ci sono razze inferiori o superiori; e questo per me va da sé. Ma si gioca con quel termine rendendolo generico e dunque confuso. Perché poi, se si va alla storia (lo ripeto: plurimillenaria) delle popolazioni stanziali in aree socio-territoriali diversissime – con tradizioni, modi di vita e di pensare, espressioni d’arte, ecc., che ben poco hanno in comune fra loro – risulta evidente che siamo diversi in modo più che tangibile. Che si debba cercare di conoscersi, rispettarsi, non aggredirsi e non imporre il proprio modo di vita e di pensare, le proprie credenze religiose, ecc., va ancora una volta da sé. Ma questo è reso più facile proprio se ci si mantiene nei propri ambiti territoriali, che sono stati anche modellati da questi svariati modi di vivere secondo specifiche organizzazioni sociali. Chi vuole in pochi anni o anche decenni, fare mescolanze indebite, crea solo dissidi, crescita dei conflitti e delle incomprensioni. Questi mestatori lo fanno perché sono ormai alla fine della loro storia di veri “scarafaggi” di sembianze umane. Devono essere inseguiti fin nei loro ripostigli “dorati”, stanati e scacciati dal nostro convivere sociale. E in molti casi puniti nei modi più severi come autentici devastatori delle diverse civiltà umane.

Società o barbarie.

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Giuseppi ha gettato la maschera e ora vediamo bene il suo volto. Non era l’avvocato del popolo (e chi mai crederebbe ad un difensore d’ufficio delle masse che pagano sempre e sempre col sangue?) ma un membro di quel popolo di avvocati dello studio associato “poteri forti” sulla via del Palazzo. Caratteristica di questi esseri è la metamorfosi. Si presentano sempre come leoni ma un raglio finisce per tradirli. Quando ci si accorge dell’imbroglio è ormai troppo tardi. E allora costoro devono alzare il tiro e parlare di grandi ideali mentre violano i semplici patti. La teoria di Giuseppi è adesso l’umanesimo ma la pratica è una tortura brussellese ai danni dei cittadini. Come scrive Nicolás Gómez Dávila “il crimine che si tenta di commettere è, a volte, così orribile che il pretesto della nazione non basta ed è necessario invocare l’umanità.” Conte è persino scontato nel suo ricorso a tali trucchi ideologici.
Direi che ci vuole addirittura un Balzac per descrivere simili personaggi che hanno l’abilità dei “rettili” e corretti, di quelli che rispettando le voci del Codice o della Costituzione riescono a produrre, non essendo punibili di alcun reato, qualsiasi delitto. Non ricordo chi, ma qualche mente acuta disse anche che i grandi crimini si commettono proprio senza violare le leggi. Il caso è chiuso ma il caos è oramai aperto per l’Italia che già navigava in acque perigliose.
Giuseppi e la sua maggioranza la porteranno molto per le lunghe perché hanno un solo obiettivo, evitare di scomparire a causa del voto degli italiani. C’è un disprezzo reciproco tra elettori e governo che danneggerà tutto il Paese perché gli interessi di quest’ultimo non sono menomamente presi in considerazione dalla sua classe di (s)governo. Eppure il momento storico che stiamo vivendo è di instabilità profonda perché sono in atto transizioni che sfigureranno e riconfiguraranno non solo il mondo geopolitico ma la nostra stessa cultura occidentale. Quest’ultimo punto è anche più dolente. Assistiamo a decadimenti di ogni genere, a degenerazioni di tutti i tipi che ci vengono presentati come progressi sulla strada della civiltà. I diritti elargiti a qualsiasi minoranza, presuntamente reietta, stanno schiacciando i doveri di ciascuno. Nessuno è veramente responsabilizzato di niente ma tutti sono ritenuti responsabili di qualcosa, di un pensiero recondito, di una frase maldestra, di una psicologia nera. È questa l’epoca del terrore politicamente corretto che punisce le intenzioni e processa le parole. Abbattere questo Leviatano richiederà forza e decisione, dovranno scorrere lacrime e sangue. Bisognerà picchiare sulle teste, come affermava Lenin, perché la ragione si faccia largo nei cervelli, è questo l’unico “ mezzo di battere una classe detta dirigente e i suoi rappresentanti politici e culturali ormai infetti, da annientare entro un periodo di tempo non troppo lungo altrimenti sopraggiungerà la morte della nostra società”.
Società o barbarie, tertium non datur.

Ci vorrebbero nuovi bolscevichi, di GLG

gianfranco

 

nemmeno io seguo tutti i particolari tecnici che m’interessano meno. Si capisce però la dannosità del “green new deal” annunciato da Conte in linea con i “gretini” pentastellati. Probabilmente il PD (in specie renziano) segue al momento perché era decisivo non andare ad elezioni che avrebbero dato una bella botta ai due partiti dello s-governo; in particolare ai pentastellati (che si sarebbero ulteriormente dimezzati anche rispetto alle europee) e ai renziani che avrebbero perso la maggioranza dei parlamentari del loro partito. Invece, vogliono restare per fare l’intera abbuffata delle centinaia di nomine (all’inizio del prossimo anno) nelle imprese e apparati pubblici, eliminare ogni tentativo di anche minimi cambiamenti alla RAI (mai avvenuti del resto) e rinsaldare il controllo di tutti gli organi di informazione (compresi i giornali già amici), dei Servizi, degli alti gradi militari e delle forze dell’ordine, ecc. Parlano di democrazia e di lotta ai “terribili” pericoli di fascismo; e intanto si inghiottono tutti i posti da cui si diffondono informazioni e poteri; in pieno accordo con i vomitevoli “cotonieri” della Confindustria e di gente come Prodi, Letta, Monti, tutti riuniti a Cernobbio a tramare per essere accettati nella UE come servi di chi comanda e concederà loro qualche “benevolenza”. Anche il commissario italiano nominato dalla “Ursula” tal dei tali è uno di quelli con la schiena più curva davanti ai dominanti europei (da buon “figlio di papà” che si “agitò” nel ’68). Poi, se tali cialtroni resistono, possono eleggere anche il loro presdelarep; magari chi “si liberò” di circa una trentina di imprese pubbliche quando fu presidente dell’IRI, essendo bloccato da Craxi nel tentativo di svendere la SME a De Benedetti.
Sia chiaro che io sono favorevole a chi vuol far tacere certi oppositori. Tuttavia, si dovrebbero oggi far tacere i bassi servitori di coloro che stanno distruggendo un tessuto sociale ed una cultura, una lunga tradizione d’alto livello, pur di continuare ad esistere quale puro putridume e infezione della nostra civiltà. Inutile che queste solo chiassose opposizioni affermino che i marci e sfatti dureranno poco. Hanno l’appoggio dei loro padroni, in Italia ma soprattutto laddove il nostro paese è trattato da puro lacchè. Oggi si farà il governo che rappresenta la malattia mortale del paese; e durerà con l’appoggio dei cosiddetti “mercati” (salvo la forse incipiente crisi, che sarebbe la benvenuta) e di tutti gli infami detti “poteri forti”. Non sono forti, sono invece purtroppo deboli e malati anche coloro che a questi “appestati” si oppongono. Occorre la nascita di forze politiche che non usino l’“aspirina” per combattere una “polmonite” all’ultimo stadio.

Intanto dobbiamo sentire quell’ignorante “nano” (malgrado tutti i soldi che ha fatto grazie all’appoggio di politici della prima Repubblica) che straparla di due “forze comuniste” al governo, a cui tuttavia promette opposizione del tutto morbida. Se lo possono comprare quando vogliono con qualche piccola concessione. C’è poi chi con altrettanto grande stupidità e ignoranza ha detto che siamo “come in URSS”. Coglioni, magari! Forse l’URSS stava al servizio di Germania e Francia? E dico apertamente che ci vorrebbe in questo paese di smollacchioni gente come i “bolscevichi”. Qui di gentaglia simile a quella che, dagli zaristi ai menscevichi, è stata spazzata via ce n’è a bizzeffe. Sia chiaro, per quelli che mai capiscono quanto si sta dicendo in realtà, che parlo di “bolscevichi” come giusto mezzo di battere una classe detta dirigente e i suoi rappresentanti politici e culturali ormai infetti, da annientare entro un periodo di tempo non troppo lungo altrimenti sopraggiungerà la morte della nostra società. Gli obiettivi, però, non possono essere più quelli dell’epoca che fu: si studi finalmente la storia del ‘900, falsificata ogni oltre limite da un ceto intellettuale da mettere a tacere al 90% almeno. Come diceva un corridore toscano dei miei tempi: “gli è tutto da rifare”.

Per Weimar in fondo a sinistra

SudItaliabordello

<<Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell’Economia offende gli italiani e la democrazia: “Ci sono cose più importanti delle elezioni, anche Hitler le ha vinte e poi si è capito come è andata. Quindi non mi sembra un criterio assoluto che va sopra il bene e il male. I cittadini possono essere ingannati dalla propaganda!”. La frase è stata pronunciata lo scorso anno in diretta TV ad Omnibus su La7.>>
C.V.D. Ecco come sono gli “antifascisti”, che pretendono nel contempo di essere i veri difensori della “democrazia”, secondo loro basata sulle elezioni, che ovviamente si guardano bene dal fare con la “trovata” del voto ogni 5 anni, anche se nel frattempo non semplicemente i sondaggi ma vere elezioni generali e regionali hanno rovesciato completamente il quadro presentatosi il 4 marzo 1918. Per inciso ricordo che il nazismo non ha vinto per aver preso il 43,9% nelle elezioni del marzo 1933, ma perché i ceti popolari non ne potevano più della putrefatta Repubblica di Weimar e in molti seguirono perfino le SA di Röhm per un buon anno nel far fuori numerosi “weimariani” di ogni schieramento politico, fra cui molti socialdemocratici. Fino a quando, su richiesta dei grandi industriali a Hitler, le SA non furono messe in riga nella “notte dei lunghi coltelli” tra il 30 giugno e il 1° luglio 1934 (uccidendo anche il loro capo). Stiano attenti questi ignoranti (o peggio) della storia perché la Repubblica italiana si avvia ad assomigliare – con i logici mutamenti d’epoca nelle forme di manifestazione – a quella di Weimar. E lo schieramento ancora definito “sinistra”, e per di più “antifascista”, è ormai ad un tale livello di degenerazione da ricordare quella della socialdemocrazia tedesca subito dopo il crollo della II Internazionale nel 1914-15; e diventata insopportabile per le stesse masse operaie nei primi anni ’30.GLG

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Si dice che Rudolf Hilferding, più volte ministro della Repubblica di Weimar, il grande studioso del capitale finanziario, colui che aveva elaborato, a detta di molti, il “IV libro” del Capitale proseguendo l’opera di Marx (anche se quest’ultimo approvò la pubblicazione solo del primo), scappò nel 1933 in vestaglia e pantofole dalla Germania. Non aveva creduto al fatto che i nazisti potessero essere capaci di andarlo a prendere a casa. Nonostante fosse stato avvisato dai suoi allievi poco ci mancò che fosse effettivamente acciuffato. Si sentiva ancora protetto dal suo ruolo e dalla sua fama ma si sbagliava. Non aveva capito quale rabbia stesse montando nel suo martoriato paese.
E stiamo parlando di Hilferding e non di Ciccio Giallorosato, nuovo ministro del nuovo governo della nuova era in cui non si vota più. In verità, in Italia manca ancora “qualcosa” per “organizzare” detta rabbia in modo mirato e non credo accadrà proprio domani. Tuttavia, se dovesse putacaso succedere che qualcuno si mostri in grado di farlo e non essendo propriamente i nostri campioni istituzionali degli Hilferding bensì molto ma molto meno, si può immaginare che costoro si faranno acchiappare persino in mutande e allora potremmo vederli addirittura volare dalle finestre come mamma li ha fatti.. Il bubbone cresce e più cresce e più richiederà l’opera di un Grande e spietato chirurgo finalizzata alla resecazione totale, con conseguenze nefaste ed incalcolabili anche per chi non c’entra nulla. Si può ancora rimediare ma i tempi stringono. Che arrivi qualcosa di peggio del nazismo si può evitare a patto di non sottovalutare il sopracitato allarme. GP

QUESTA CLASSE POLITICA CI ROVINERA’ PER SECOLI

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I media nazionali sono di una stupidità oltre ogni limite. Sono davvero stufo di sentire che Salvini sia andato incontro a suicidio avviando la crisi di governo. Semmai, il capo della Lega non è stato in grado di gestire una difficile situazione ma l’accerchiamento a cui era sottoposto richiedeva doti alla Sun Tzu per mutare in vantaggio uno svantaggio. Salvini, in ogni caso, non essendo né un generale cinese né un leggendario cavaliere del XII secolo e prediligendo i piatti da DJ agli scudi da guerriero, si è comportato secondo i suoi mezzi (e limiti) ed ha fatto l’unica cosa in suo potere, far saltare l’alleanza col M5S, prima di restare invischiato in un complottone molto più invalidante.

Il Premier Conte è un uomo di Mattarella, come lo sono Tria e Moavero. Oggi possiamo affermarlo senza tema di smentita, tanto più che il suo successore BisConte parla ormai come un vero sinistro istituzionale. Il PresdelRep, subito dopo le elezioni del 2018, e considerate le difficoltà delle organizzazioni più votate ad accordarsi, usò la provocazione Cottarelli, palesemente organico al solito establishment, esclusivamente per fare accettare ai gialloverdi un altro individuo, da lui selezionato, appartenente ugualmente alla élite ma più camaleontico. Questa soluzione proposta in seconda battuta dal capo di Stato era in verità una “prima scelta”. Su questo non si devono nutrire dubbi e sono arciconvinto che il nome dell’Avvocato foggiano sia stato passato ai grillini dal Quirinale.
Il compito dei trio all’interno dell’esecutivo è sempre stato di disturbo e di impedimento, soprattutto alle politiche del partito sedicente sovranista. Come riporta La Verità, infatti, alla base di tutto vi sarebbe ”la lettera inviata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro dell’economia Giovanni Tria lo scorso 2 luglio ai vertici della Commissione Ue, nella quale si certificava la resa incondizionata del governo italiano ai diktat europei e l’impossibilità di introdurre la Flat Tax”.
Il Carroccio non avrebbe mai potuto calarsi le braghe sino a tal punto e non avendo altri strumenti a disposizione ha tentato di scompaginare i giochi prima di farsi intestare un siffatto tradimento dei suoi indirizzi e programmi. Così stanno le cose e chi non ha capito almeno il quadro generale in cui deve essere intesa questa crisi o fa parte della macchinazione, e dunque finge, oppure è di una idiozia sconcertante.
Qualcosa di poco chiaro vi è comunque nello sviluppo degli eventi ma riguarda l’atteggiamento del Presidente americano Trump, al quale non va affatto bene il ritorno dei ”morti viventi” appoggiati dall’Ue. Secondo quanto riferisce Bannon in una intervista a La Verità: “Il presidente Trump non avrebbe mai dato il suo endorsement a questo governo se avesse saputo che tipo di governo era. Un governo che non condivide le politiche trumpiane, un governo contro il patrimonio, pro Cina e pro immigrazione incontrollata. Non ero presente al G-7 ma non credo che Conte abbia spiegato a Trump cosa stesse accadendo in Italia. È impensabile che lo stesso leader – nella fattispecie Conte – rappresenti contemporaneamente due fazioni politiche contrapposte. Quello che poi mi sorprende è che il presidente Trump, deriso e anche pubblicamente dileggiato dai leader della sinistra e del Pd, adesso diventi improvvisamente emblema di credibilità e autorevolezza legittimando il governo italiano”.

Ma qui Bannon è fin troppo banale quando avanza il sospetto che Trump semplicemente non avesse capito la doppiezza di Conte. Piuttosto, potremmo sospettare che considerata la scarsa capacità dei sovranisti salviniani di essere pienamente assertivi nelle loro scelte antieuropeistiche, l’amministrazione statunitense abbia considerato più ”producente”, dal suo punto di vista, un ribaltone che facesse riemergere dalla cloaca il marciume filoeuropeistico, cosicché gli eventi possano raggiungere sul serio un punto di non ritorno. Tanto è vero che se una nuova e più pesante tempesta economica è effettivamente all’orizzonte, lo cosca autoctona dei “brussellesi” sarà inequivocabilmente intesa dal popolo come un tutt’uno col disastro. E’ una interpretazione ma sicuramente ce ne saranno altre maggiormente ficcanti e precise. Cosa dobbiamo aspettarci ora? Lo dice chiaramente Bannon: “Dal punto di vista politico, questo ipotetico governo Pd-5 stelle, il governo giallo rosso come dite voi, sarà benedetto dall’ Europa e sarà il governo dei porti aperti. Aperti come le borse della Banca centrale europea…
Ricominceranno gli sbarchi incondizionati e ingiustificati sulle vostre coste contro la volontà degli italiani ma con il consenso dell’ Europa. Prevedo anche che l’ Europa farà di tutto perché questo nuovo governo rimanga in piedi, per garantire quell’ Italia che fa tanto comodo all’ Europa”.
Lo aveva però già affermato anche Gianfranco La Grassa in un recente video. L’Europa ci “foraggerà” per qualche tempo, coprirà le nostre difficoltà, non ci imporrà l’aumento dell’Iva, decanterà il virtuosismo politico-economico della coalizione giallo-rosé fino a…fino alla prossima debacle finanziario-economica che si annuncia peggiore del 2008. A quel punto per il nostro Paese arriveranno i giorni dell’abbandono e della disperazione. Tutto questo perché mentre avremmo dovuto attrezzarci per superare i nostri problemi con politiche avanzate e autonome abbiamo consentito ad una classe politica di traditori di svenderci i gioielli nazionali e anche il futuro.

L’Umanesimo di Giuseppi è un imbroglio.

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Giuseppi, incaricato dal PresdelRep di trovare una nuova maggioranza in parlamento, ha evocato la formula di un “nuovo umanesimo” come orizzonte ideale per un intero Paese. Significa che vuol portare il Paese al fallimento, al disastro totale. Posso tollerare tante cose ma non l’umanesimo istituzionale. L’umanista teorico è sempre un antiumanista pratico, un cialtrone che nasconde dietro formule vacue il proprio “incapacismo”, o, ancor peggio, delle cattive intenzioni. Giuseppi è un malintenzionato che disprezza lo Stato, altrimenti mai avrebbe accettato di far da garante al pactum sceleris tra partiti che non hanno il consenso degli elettori e sono minoranza di fatto nella nazione. Chi invoca l’umanesimo, occupando ruoli e svolgendo funzioni che richiedono scienza e conoscenza, è generalmente un impostore. Il bravo politico è quello capace, diceva Croce, non quello dispensante bontà e amore. L’umanesimo non è una categoria politica. Anzi se questo falso ideale viene trasferito in politica (che è strategia) degrada repentinamente nel suo opposto.

Altrove, La Grassa ha scritto: Essere antiumanisti scientifici significa meglio prepararsi ad essere fortemente umanisti sul piano politico e sociale; significa precostituirsi degli strumenti di ricognizione del terreno della lotta – strumenti che sono teorie basate su ipotesi rivedibili – onde sconfiggere l’immoralità dei dominanti (non di questo o quel membro della loro classe) e rovesciare intanto le condizioni di quel determinato assetto sociale che consente quella data forma di dominio.

Questi invece arrivano già innamorati non del prossimo ma di loro stessi e delle loro consorterie, non intendono lottare contro i dominanti ma servire il vecchio establishment depravato dalla sua decadenza. Il loro vessillo è appunto la pochette, non la bandiera nazionale.
Esseri umani umanisti è pura tautologia, solo ad un extraterrestre sarebbe dato essere umanista laddove egli sposasse la nostra causa in un conflitto interplanetario con altre razze diverse dalla nostra. Gli esseri umani possono essere animalisti semmai, discendere (o innalzarsi, fate vobis) al livello delle bestie in determinate occasioni. Occorre rifiutare qualsiasi umanesimo di governo che cela in realtà, immancabilmente, un inganno ai danni dei più deboli e più vessati del popolo. Del resto, si chiama pure Conte mica Esposito o Proietti. Sicuramente i sovranisti hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione ma con Sua Altezza e i suoi sodali stiamo cadendo ancora più in basso.

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