LA VITTORIA DI DONETSK

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Lo hanno definito il referendum più pazzo del mondo, per noi è quello più coraggioso, un esercizio di volontà popolare sotto il fuoco della guardia nazionale, in mezzo alle scorribande dei gruppi neonazisti di Pravy Sektor e ai rapimenti delle forze di sicurezza che portano il disordine in tutta l’Ucraina. La gente non si è lasciata impressionare dalla violenza e dalle manifestazioni di forza della Junta di Kiev ed ha risposto in massa alla chiamata alle urne. Secondo gli organizzatori avrebbe votato il 90% degli aventi diritto. File interminabili in tutti i centri del Donbass in cui i cittadini sono stati invitati a scegliere per l’indipendenza della regione. Anche ieri, purtroppo, ci sono stati morti e feriti, in alcune città uomini incappucciati ed armati hanno cercato di impedire alla popolazione di esprimersi occupando i seggi e sparando sui civili.

Data l’affluenza ed il clima in cui si è votato chi ha scelto di rischiare la propria vita uscendo di casa lo ha fatto quasi certamente per liberarsi dal giogo del terrorismo dilagante in Ucraina ed acconsentire all’indipendenza dell’Est dall’Ovest.

Sarà dunque un plebiscito per la Repubblica, nonostante i risultati ufficiali non arriveranno prima delle 15 di oggi. Gli Usa e l’Ue hanno già fatto sapere di considerare le consultazioni fasulle ed illegittime (per bocca del Presidente Hollande, l’uomo del motorino in caduta libera nel gradimento dei francesi) mentre non ebbero difficoltà a riconoscere il governo golpista della Capitale che qualche mese fa fu “indicato” dalla piazza per acclamazione (ma i futuri ministri presero più che altro fischi) secondo un antico rito medioevale.

Agli Usa non dispiace far piombare nell’oscurantismo intere nazioni, come già successo in Iraq ed in Siria, affidandosi ad autentici banditi che conoscono solo la legge del sangue e della prepotenza. Obama continua ripetere che Putin deve fare un passo indietro per non cadere nel baratro proprio mentre lui ne compie cento bellicosi in avanti. Il Bild tedesco ha rivelato che circa 400 miliziani statunitensi di Academi (ex Blackwater) sono attivamente impegnati nel conflitto al fianco di Kiev. Il Presidente accusa anche Putin di mantenere un atteggiamento passivo verso la crisi Ucraina e le regioni separatiste mentre Putin ribatte giustamente che il capo della Casa Bianca ne ha uno fin troppo attivo ed ingerente.

Sta di fatto che l’Occidente ancora una volta è schierato dalla parte di assassini e oligarchi per pure mire geopolitiche e con una strategia irrazionale che sta generando instabilità ed insicurezza in molte aree delicate del pianeta. Per tali interessi economici e politici si fa strame della verità e si sacrificano migliaia di vite innocenti. Nel sud-est i cittadini stanno pagando un alto tributo di vittime ma la loro resistenza cresce col crescere degli abusi praticati dai golpisti.

Ieri altri soldati sono fuggiti da una base di Odessa per raggiungere i gruppi di resistenza del popolo del Donbass. Ormai l’esercito defeziona in massa e a proseguire gli assalti e i pogrom contro gli abitanti resta la peggiore teppaglia dei bassifondi ucraini, coadiuvata da agenti segreti stranieri e mercenari americani ed europei (si parla di polacchi, canadesi, tedeschi e italiani, oltre ai già menzionati yankees).

La stampa internazionale copre con menzogne palesi e narrazioni inverosimili la reale situazione sul campo, addebitando ai russi l’escalation o la mancata de-escalation nella guerra civile. In ogni caso è sempre colpa dei russi, soprattutto quando questi non c’entrano niente. I giornalisti italiani, salvo poche eccezioni, stanno battendo in falsità i colleghi di tutto il mondo. Dal Corriere all’Unità è un carnevale di bugie dal quale escono tutti smascherati. Nemmeno oggi riferiscono del civile sparato a bruciapelo ad un seggio di Kromatorsk e di un altro gambizzato, eppure i video girano su youtube e sono nella disponibilità di chiunque voglia vederli.

A che serve il giornalismo se non racconta gli eventi? Alla propaganda di un Occidente che ha smarrito il senso della dignità e della giustizia per macchiarsi di atroci omicidi e reati infami, al fine di perpetrare una egemonia impossibile, dati gli attuali rapporti di forza mondiali. Eppure questa guerra, come ha ben spiegato l’analista americano Francis Boyle, è stata decisa a tavolino dall’Alleanza Atlantica: “La crisi ucraina – dice Boyle – è stata progettata dalla Nato, compresa la guerra, ed il piano è stato prima rivisto e poi applicato per installare una base in quel paese, per posizionare le forze dell’alleanza in Ucraina con un pretesto o l’altro”. Appunto, ma per l’Occidente è Putin che vuole la terza guerra mondiale, laddove esso si acconterebbe di dominare la situazione con qualche intervento settoriale. Il diavolo si nasconde sempre nei dettagli, cioè nei conflitti locali.