Assalto alla democrazia

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Il mondo non è sempre stato democratico. Prima della cosiddetta democrazia si sono alternate diverse forme e sottoforme di governo e altre ancora ne verranno. Non lo credono solo i “teleologi” del piffero i quali sono convinti che la democrazia sia l’ultimo approdo dell’umanità non conoscendo la società. Ovviamente, quando parliamo di democrazia non ci riferiamo al tipo e ai luoghi del lontano passato in cui essa è apparsa per la prima volta, peraltro, quest’ultima non è nemmeno lontana parente di quella attualmente configurata, la quale così si chiama per reinterpretazione e speculazione nominale. Il fatto che una democrazia lasci votare la gente per specifiche opzioni, che però sono perimetrate secondo canoni ben fortificati, delimitati e non oltre passabili, non significa che siamo veramente liberi di scegliere. Infatti, la gran parte dell’elettorato, per non aderire alla fasulla contrapposizione tra elementi simili, preferisce non esprimersi ma anche questa pseudo facoltà viene definita “diritto al non voto”, quale altra faccia del “diritto di voto”, dai democratici laddove invece essa significa assenza di diritto per mancanza di ulteriori possibilità. Di fatti, se tutti i partiti giocano allo stesso squallido modo, uno vale l’altro e andare verso nessuno è l’unica soluzione per chi non si sente rappresentato. La democrazia contempla questa maniera di neutralizzare il dissenso legittimando l’astensione e inglobandola quale altra presunta alternativa.
Ancora oggi, in varie democrazie, alcuni partiti però vengono esclusi dalla competizione, sono perseguiti dalla legge e perseguitati dalla polizia, eppure essere democratici dovrebbe comportare anche l’accettazione di ciò che democratico non è, essendo formalmente possibile avere qualsiasi opinione, manifestarla e organizzarla in struttura eleggibile per volontà del popolo. Ma la volontà del popolo è un’altra bella maschera sempre limitata da chi è più popolo del popolo. Ad ogni modo, un partito che non solo dichiarasse ma operasse effettivamente in un certo modo, per esempio orientandosi fermamente per l’espulsione degli USA e delle loro basi dall’Italia, nonostante l’appoggio popolare, sarebbe immediatamente dichiarato antidemocratico e violentemente abbattuto. La democrazia è sicuramente un regime violento che ha trovato strumenti più efficaci di condizionamento e di controllo sociale rispetto ad altri del passato e del presente. È più raffinata ma sa essere non meno brutale se toccata nei suoi gangli essenziali. Essa esercita la sua forza preventivamente e più segretamente delle cosiddette tirannie ma quando ciò non basta, sia all’interno e molto più spesso all’esterno (contro altri popoli), agisce con la massima aggressività e crudeltà esercitabile. Al cuore della democrazia, come in qualsiasi regime, opera lo Stato con i suoi apparati e i suoi servizi speciali che sono al di sopra di qualsiasi elezione e composizione istituzionale o partitica.
Oggi per democrazia intendiamo un preciso modello, quello americano che si è imposto, dopo la seconda guerra mondiale, con la forza delle armi e con l’esercizio di una capillare egemonica geopolitica.
Non sono ammesse altre forme di autonomia e libertà decisionale che vengono appunto stigmatizzate autoreferenzialmente come autoritarie, quando non rispondono o non si allineano agli ordini di Washington. Potremmo citare tanti casi ma sono sotto gli occhi di tutti o piuttosto di chi vuol ancora vedere.
Detto ciò, questa Democrazia non si farà da parte pacificamente né sarà possibile cambiarla con le sue stesse regole. L’assalto alla democrazia resta una legittima prerogativa dei popoli (o meglio dei ristretti gruppi strategici che si fanno popolo) i quali non intendono più essere schiacciati dalla stessa o dal suo vero volto prevaricatore celato dietro l’inerme urna.
La democrazia si è affermata con la sovversione del/i precedente/i ordine/i costituito/i e solo con la medesima sovversione sarà un giorno destituita. La Storia è storie di sangue e di lotte, soprattutto tra gruppi dominanti i quali, si definiscano democratici o dittatoriali, sono tutti elitari. Ma non tutti i drappelli decisionali sono uguali, ci sono quelli che comprano e vendono il popolo e quelli che….ancora non si vedono.