Esito elettorale

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Qualcuno dice che votare non serve a nulla ed ha pienamente ragione. Nonostante l’ennesima dimostrazione di questa verità lapalissiana c’è ancora chi accusa gli astensionisti, la maggioranza della popolazione, di aver consegnato il paese alle peggiori destre (da sinistra) o di aver impedito che fossero definitivamente spazzati via i sostenitori del mondo al contrario (da destra). In verità, che vincano gli uni o gli altri l’unica cosa che migliora è la vita degli eletti e il tipo di narrazione da propinare alla popolazione alla quale toccherà constatare, già alla prossima occasione elettorale in cui lorsignori torneranno a perorare l’importanza dell’urna e la fortuna di vivere in una democrazia anziché nella dittatura, che occorre che tutto cambi affinché non cambi proprio niente. È vero, in Francia Macron ha sciolto il parlamento a causa del successo ottenuto da Le Pen, è altrettanto vero che in Germania i socialdemocratici hanno preso una bella batosta facendosi sorpassare dai nazionalisti di AfD, in Belgio il premier liberale in lacrime si è fatto da parte perché battuto da tutti gli altri, in Austria vince Fpo di ultradestra come mai gli era accaduto prima in una competizione nazionale, in Italia Meloni si conferma saldamente in sella e si coprono di ridicolo i sorosiani sauditi di Calenda e Renzi.
Sinceramente, le forze di centro-sinistra sono ancora talmente pericolose storicamente e odiose socialmente che vederle arrancare e andare in difficoltà ci offre un po’ di sollievo psicologico. Ma solo questo. Il centro destra che avanza è un male minore che aspira a diventare male maggiore o assoluto. Una cura che non cura, una finta medicina da somministrare a pazienti nauseati che non sanno più cosa ingurgitare per fermare il loro voltastomaco. Prendono la pillola di destra che presto si rivelerà un’altra supposta.
Le parole d’ordine politiche subiranno dunque un nuovo rovesciamento, meno Europa anziché più Europa, ma sempre di parole si tratta e soprattutto sempre di questa Unione Europea costruita per affossare il continente e impedire che dalle viscere di questo possa emergere qualcosa di palingeneticamente autentico e di vantaggiosamente europeo. Pertanto bisogna dare pienamente ragione a Cacciari: “La destra bofonchia di sovranismo, riduce l’Europa a ostacolo per le nazioni ma poi quando va a Bruxelles, quando sale al governo rimette i panni della forza atlantista, bene educata, filoamericana. Fa quello che fanno gli altri perché sa che altrimenti verrebbe cacciata in quattro e quattr’otto dalle stanze del potere”.
La sinistra invece non bofonchia dopo aver sostituito Marx con Nando Mericoni.
Ancora una volta l’unico partito vincente in Europa
è inevitabilmente quello dello straniero. Mi ripeto citando Caraco: per un paese che fa la Storia, ce ne sono più di venti che la subiscono, e in questi venti ogni partito, quale che sia, è il partito dello straniero, si proclamasse pure nazionalista.
In Europa subiscono tutti soprattutto quelli che più alzano la voce a est mentre si abbassano le mutande a ovest .