IL SOUTH STREAM E GLI SMIDOLLATI EUROPEI

Scritto da: Gianni Petrosillo (06/11/2014)

 

south

L’Italia è il Paese delle varianti in corso d’opera, dei costi infrastrutturali che schizzano alle stelle, nonostante i contratti stipulati e quasi mai rispettati nel “conquibus”, e degli sprechi gestionali con i quali vengono coperti i costi di accomodamento delle pratiche amministrative, nonché le copiose regalie ai consulenti amici dei politici. Nel Belpaese non c’è investimento che rispetti le aspettative di spesa, in tutti settori dove s’impiega denaro pubblico, eppure ci sentiamo raccontare dall’AD di Eni che l’azienda di San Donato potrebbe uscire dal South Stream per non sforare i bilanci.
Dice Descalzi: “Dobbiamo guardare i nostri conti. O l’Eni riesce a mantenere il suo impegno budgetario di 600 milioni o i conti verrebbero ad essere messi in pericolo. Eni non spenderà più di quello messo in budget, abbiamo l’opportunità contrattuale di uscire e la valuteremo”.
Questa improvvisa attenzione agli stanziamenti preventivati in un affare così strategico, che potrebbe garantire alla Penisola forniture di gas sicure per i prossimi decenni, desta molti sospetti. Si tratta di una questione dettata puramente da valutazioni finanziarie o siamo in presenza di una precisa scelta politica camuffata dietro le prime? La domanda sorge spontanea all’indomani delle intimidazioni americane rivolte a tutti i paesi coinvolti a vario titolo nell’impresa, con l’Ue che non è stata da meno minacciando, da par suo, sanzioni nei confronti di quegli Stati membri che dovessero giungere a violare le prescrizioni del Tpe, le quali sembrano pensate apposta per creare ostacoli all’accordo coi russi.
Ma mentre il nostro governo, more solito, si è immediatamente piegato ai diktat di Bruxelles e di Washington, accampando scuse pretestuose e difficoltà immaginarie, come quelle di Descalzi, gli altri partner comunitari procedono spediti nella collaborazione con Mosca. L’Ungheria è tra questi. Il Presidente Orban non si è fatto intimorire dalla Commissione e dalla Casa Bianca, ribadendo la sua determinazione ad attuare il progetto: “La Germania ha già costruito il gasdotto Nord Stream, con il quale è in grado di aggirare l’Ucraina che è una potenziale fonte di pericolo. E noi non vogliamo niente di più”.
Come dargli torto alla luce delle innumerevoli crisi aperte da Kiev con il Cremlino che hanno più volte messo a rischio le forniture per il vecchio continente? Per prevenire qualsiasi problema legale il parlamento ungherese ha approvato una legge che bypassa il pacchetto europeo sull’energia.

Gli euroburocrati, abituati a sentirsi rispondere signorsì, non l’hanno presa bene. Budapest potrebbe pagare un prezzo salato per questo atto di coraggio ma, evidentemente, gli ungheresi ritengono che esercitare la propria sovranità decisionale su tali temi alla lunga premi di più che non cedere a testa bassa ai ricatti di terzi.
Washington, per ritorsione, è già ricorsa alle sanzioni contro l’Ungheria precludendo l’ingresso nel suo territorio a uomini d’affari ungheresi legati ad Orban. Se il Presidente non torna sui suoi passi dovrà attendersi ancora brutte sorprese, magari un altro ubriaco che col carrello urta il suo aeroplano e gli fa fare la fine di Christophe de Margerie. Invece, a Roma non l’hanno ancora capito e fanno a gara a rilanciare le intemerate della Commissione e i consigli che non si posso rifiutare degli statunitensi sull’argomento, per accreditarsi verso i potentati internazionali che garantiscono le loro carriere.
Non ci aspettiamo nessuno scatto d’orgoglio da una classe dirigente che si regge in piedi solo coi giochetti trasversali di Palazzo, ma almeno non ci vengano a prendere in giro anteponendo geroglifici contabili ai nostri interessi strategici che non hanno prezzo. E’ già successo con lo spread e gli italiani non ci ricascheranno un’altra volta, almeno lo si spera. I nostri politicanti da strapazzo si trovino una giustificazione migliore per le loro menzogne o, infine, dicano la verità, anche se dubitiamo che essere sinceri sia mai stato nelle loro corde. Piuttosto, è utile sapere che la sfida per il South Stream è appena agli inizi. Gli Usa non intendono cedere sul punto e quando non ci riescono con le buone ricorrono alle cattive maniere. Lo sanno i dirigenti bulgari e serbi, rappresentanti di territori interessati dalla posa dei dotti e dipendenti dal gas di Mosca, che sotto le pressioni del senatore McCain, in visita a Sofia, furono costretti a dichiarazioni contro il South Stream, come ammesso anche dallo stesso Premier bulgaro.

Come mai John Sidney McCain III, un senatore yankee dell’Arizona, abbia una tale influenza fuori dal suo ranch, tanto da mettere in riga presidenti e parlamentari europei, resta un arcano che può essere spiegato unicamente constatando l’assenza di uomini seri nell’UE. Del resto, qui sta tutta la superiorità della democrazia all’occidentale che rispetto alle “dittature orientali” ha affinato le tecniche di condizionamento: sotto le tirannie non esistono che servi e leccapiedi (o almeno così ci descrivono i collaboratori e gli amici di Putin o di Xi Jinping i nostri giornali), mentre in democrazia sono gli uomini liberi che servono, ossequiano e ungono i prepotenti! E noi in Europa siamo tutti uomini liberi, vuoi mettere la differenza?






27 comments to “IL SOUTH STREAM E GLI SMIDOLLATI EUROPEI”

  1. Il South Stream e gli smidollati europei | Informare per Resistere Says:

    […] – di Gianni Petrosillo -L’Italia è il Paese delle varianti in corso d’opera, dei costi infrastrutturali che schizzano alle stelle, nonostante i contratti stipulati e quasi mai rispettati nel “conquibus”, e degli sprechi gestionali con i quali vengono coperti i costi di accomodamento delle pratiche amministrative, nonché le copiose regalie ai consulenti amici dei politici.Nel Belpaese non c’è investimento che rispetti le aspettative di spesa, in tutti settori dove s’impiega denaro pubblico, eppure ci sentiamo raccontare dall’AD di Eni che l’azienda di San Donato potrebbe uscire dal South Stream per non sforare i bilanci.Dice Claudio Descalzi: “Dobbiamo guardare i nostri conti. O l’Eni riesce a mantenere il suo impegno budgetario di 600 milioni o i conti verrebbero ad essere messi in pericolo. Eni non spenderà più di quello messo in budget, abbiamo l’opportunità contrattuale di uscire e la valuteremo”.Questa improvvisa attenzione agli stanziamenti preventivati in un affare così strategico, che potrebbe garantire alla Penisola forniture di gas sicure per i prossimi decenni, desta molti sospetti. Si tratta di una questione dettata puramente da valutazioni finanziarie o siamo in presenza di una precisa scelta politica camuffata dietro le prime?La domanda sorge spontanea all’indomani delle intimidazioni americane rivolte a tutti i paesi coinvolti a vario titolo nell’impresa, con l’Ue che non è stata da meno minacciando, da par suo, sanzioni nei confronti di quegli Stati membri che dovessero giungere a violare le prescrizioni del Tpe, le quali sembrano pensate apposta per creare ostacoli all’accordo coi russi.Ma mentre il nostro governo, more solito, si è immediatamentepiegato ai diktat di Bruxelles e di Washington, accampando scuse pretestuose e difficoltà immaginarie, come quelle di Descalzi, gli altri partner comunitari procedono spediti nella collaborazione con Mosca.L’Ungheria è tra questi.Il Presidente Viktor Orbán non si è fatto intimorire dalla Commissione e dalla Casa Bianca, ribadendo la sua determinazione ad attuare il progetto: “La Germania ha già costruito il gasdotto North Stream, con il quale è in grado di aggirare l’Ucraina che è una potenziale fonte di pericolo. E noi non vogliamo niente di più”.Come dargli torto alla luce delle innumerevoli crisi aperte da Kievcon il Cremlino che hanno più volte messo a rischio le forniture per il vecchio continente? Per prevenire qualsiasi problema legale il parlamento ungherese ha approvato una legge che bypassa il pacchetto europeo sull’energia. Gli euroburocrati, abituati a sentirsi rispondere signorsì, non l’hanno presa bene. Budapest potrebbe pagare un prezzo salato per questo atto di coraggio ma, evidentemente, gli ungheresi ritengono che esercitare la propriasovranità decisionale su tali temi alla lunga premi di più che non cedere a testa bassa ai ricatti di terzi.Washington, per ritorsione, è già ricorsa alle sanzioni contro l’Ungheria precludendo l’ingresso nel suo territorio a uomini d’affari ungheresi legati ad Orbán. Se il Presidente non torna sui suoi passi dovrà attendersi ancora brutte sorprese, magari un altro ubriaco che col carrello urta il suo aeroplano e gli fa fare la fine di Christophe de Margerie.Invece, a Roma non l’hanno ancora capito e fanno a gara a rilanciare le intemerate della Commissione e i consigli che non si posso rifiutare degli statunitensi sull’argomento, per accreditarsi verso i potentati internazionali che garantiscono le loro carriere.Non ci aspettiamo nessuno scatto d’orgoglio da una classe dirigente che si regge in piedi solo coi giochetti trasversali di Palazzo, ma almeno non ci vengano a prendere in giro anteponendo geroglifici contabili ai nostri interessi strategici che non hanno prezzo.E’ già successo con lo spread e gli italiani non ci ricascheranno un’altra volta, almeno lo si spera.I nostri politicanti da strapazzo si trovino una giustificazione migliore per le loro menzogne o, infine, dicano la verità, anche se dubitiamo che essere sinceri sia mai stato nelle loro corde. Piuttosto, è utile sapere che la sfida per il South Stream è appena agli inizi.Gli Usa non intendono cedere sul punto e quando non ci riescono con le buone ricorrono alle cattive maniere. Lo sanno i dirigenti bulgari e serbi, rappresentanti di territori interessati dalla posa dei dotti e dipendenti dal gas di Mosca, che sotto le pressioni del senatore McCain, in visita a Sofia, furono costretti a dichiarazioni contro il South Stream, come ammesso anche dallo stesso Premier bulgaro. Come mai John Sidney McCain III, un senatore yankee dell’Arizona, abbia una tale influenza fuori dal suo ranch, tanto da mettere in riga presidenti e parlamentari europei, resta un arcano che può essere spiegato unicamente constatando l’assenza di uomini seri nell’UE. Del resto, qui sta tutta la superiorità della democrazia all’occidentale che rispetto alle “dittature orientali” ha affinato le tecniche di condizionamento: sotto le tirannie non esistono che servi e leccapiedi (o almeno così ci descrivono i collaboratori e gli amici di Putin o di Xi Jinping i nostri giornali), mentre in democrazia sono gli uomini liberi che servono, ossequiano e ungono i prepotenti! E noi in Europa siamo tutti uomini liberi, vuoi mettere la differenza?Fonte: www.conflittiestrategie.it […]

  2. gm Says:

    anche l’ungheria sanzionata? ma questi ammerigani ce l’hanno proprio per vizio!
    Comunque se, come mi risulta, la bulgaria (meno sovranista di Orban), ha già bloccato il south stream, credo che orban avrà qualche difficoltà a realizzare il progetto e, con lui, i russi.
    L’eni (quella che dovrebbe essere una delle punte di diamante per la riscossa italiana) in pratica si è ritirata…la vedo brutta per questo south stream.

  3. gm Says:

    p.s. forse c’è un errore nel mio precedente post nel senso di confondere il south stream col Nord stream…mi risulta che la bulgaria ha bloccato il south steam non so com’è la siytuazione riguardo al Nord stream…però entrambi sovrebbero passare per la bulgaria e mi sembra strano che la bulgaria abbia bloccato il south stream e non anche il nord stream… nel caso l’abbia bloccato allora orban potrà fare ben poco.

  4. atlat20 Says:

    La autocensura sull´argomento atlantico non e´ radicata solo nelle sfere alte ma nel popolo italiano nella sua interezza. Ultimamente sono stato contattato da una associazione sovranista, quando gli ho incominciato a parlare dell´esigenza di riappropiarsi della propria sovranita´ ridiscutendo i trattati che regolano le basi americane, mi si e´ chiuso in “silenzio stampa”. Come si fa a parlare di sovranita´ se siamo occupati…chiaro che poi avvengono i ripensamenti su South Stream…siamo una nazione a sovranita´ limitata

  5. IL SOUTH STREAM E GLI SMIDOLLATI EUROPEI | controinformazione.info | Quello che gli altri non dicono Says:

    […] Fonte: Conflitti e Strategie […]

  6. gm Says:

    da Atlat20: Ultimamente sono stato contattato da una associazione sovranista, quando gli ho incominciato a parlare dell´esigenza di riappropiarsi della propria sovranita´ ridiscutendo i trattati che regolano le basi americane, mi si e´ chiuso in “silenzio stampa”.

    ma che razza di “sovranisti” sono? che associazione è? forse si riempiono la bocca di “sovranismo” solo riguardo alla Ue? si potrebbe indicarli per nome e congnome? … tanto per tenersene alla larga.
    grazie.

  7. gm Says:

    In precdenza, in un mio p.s. ho detto una cosa sbagliata affermando che south e nord stream passerebbero entrambi per la bulgaria.

    Corretto questo errore, mi sembra però si debba dire che forse c’è un pò di confusione in giro riguardo ai percorsi del south stream perché
    mentre nella mappa fornita dall’articolo sembra che tutto il south stream passi anzitutto per la bulgaria (da qui le mie obiezioni riguardo al fatto che , bloccato il south stream in bulgaria, Orban potrebbe fare ben poco),
    invece, in qualche altra rappresentazione si nota che, nello stesso mar nero, il gasdotto si biforca in due rami: uno di questi passa per la romania per approdare, attraverso l’ungheria, in austria mentre un secondo ramo passa attraverso la bulgaria per poi scindersi ancora lungo due direttrici: una andrebbe in italia,mentre l’altra proseguirebbe per l’ungheria e l’austria.
    Se la rappresentazione giusta è quest’ultima allora Orban effettivamente potrebbe approfittare del ramo che non passa per la Bulgaria ma per la romania…in caso contrario, il blocco bulgaro bloccherebbe anche ogni aspirazione di Orban in merito al south stream.
    Comunque se è vero, come sembra, che – in ossequio dei desiderata Usa – la bulgaria ha bloccato il south stream , temo che subirà la stessa sorte anche il ramo che passerebbe per la romania…perciò tanti saluti al south stream e allo stesso Orban.

  8. quota kubrick Says:

    GM caro, visto che io sono una smidollata e tu , per Silvia( e mi auguro non solo per lei), sei invece ben più serio, concreto e affidabile, spiega meglio a questo punto il tema di tutti i temi a colei che fin da qualche puntata fa, mi prese per una che vuole troppo o è fuori dal mondo, laddove pretendevo che se un Salvini o chi per esso o in qesto caso l’associazione di Atlas, non parla chiaro e tondo di chi chi sono i padroni del nostro suolo(che è il padre di tutto il vero ius soli per antonomasia), ha poco e nulla per essere creduto, o è un ingenuo o è un perditempo o è in malafede per un classico fra i classici della pura propaganda dovuta all’altare della mitica pagnotta o propria panza.

    Chi ha il controllo militare di un paese (che dovrebbe essere il paese stesso, se non regalasse le schiavitù tutte al suo ladrone), controllo che parte ovviamente dal “diritto” di fare cio che vuole della terra altrui, avrà il potere di vita e di morte su tutte le pertinenze di quella proprietà, tubi compresi, sia da includere che da escludere come nel caso south stream

    vostra irriducibile smidollata :-)

    ps/ot
    tutta la nausea generata dai diversi temi trattati viene alleggerita di molto nel leggervi con le scaramucce fra te, ws o alexfaro..visti da una “terzietà” come la mia, siete proprio simpatici :-), e ovviamente spero altrettanto quelle di Silvia o le mie …continuiamo così, nevvero?
    :-)

  9. silvia Says:

    X gm -Comunque resta il fatto che i politici e il popolo ungheresi sono piu’ coraggiosi di quelli italiani.

  10. silvia Says:

    X Quota Kubrick -Visto che Lei e’ piu’ seria di Salvini, di me e di altri partecipanti a questo Forum (magari sara’ vero), e che la sovranita’ di un Paese dipende soprattutto dal controllo militare del proprio territorio (questo e’ verissimo e non mi sembra di averlo mai negato), mi aspetto che Lei organizzi seriamente un sollevazione armata di cittadini italiani, per cacciare le basi militari USA dall’Italia.

  11. gm Says:

    xRossana:
    non capisco perché ti dai della “smidollata”…non mi sembri affatto così come ti dipingi.
    Riguardo a Silvia le ho già risposto sulla questione della lega.
    Anch’io inizialmente ho avuto qualche attrito con Silvia a proposito dei palestinesi, delle donne palestinesi e di Hamas, però ora mi sembra soprattutto una persona che si fa delle domande e che cerca delle risposte…questo è molto importante…se fosse proprio quel tipo di persona che inizialmente mi era sembrata, non credo che starebbe ancora qui a discutere con noi…perciò penso che meriti più attenzione e benevolenza anche se sicuramente su molte cose non saremo d’accordo con lei.
    Un affettuoso ciao

  12. gm Says:

    x Silvia

    può darsi che sia come dici, ma tutto dipende dalle diverse storie che noi italiani abbiamo avuto rispetto agli ungheresi…purtroppo, diversamente dagli ungheresi, ci portiamo dietro una storia quasi millenaria di invasioni, occupazioni, asservimenti che non possono non averci malamente plasmati…però, a parte esempi di coraggio che non sono mancati neppure a noi, forse abbiamo qualcosa che gli altri non hanno: abbiamo fantasia e genio.

  13. gm Says:

    p.s. ho scritto “quasi millenaria”??? Correggo: “più che millenaria”

  14. IL SOUTH STREAM E GLI SMIDOLLATI EUROPEI | NUTesla | The Informant Says:
  15. quota kubrick Says:

    x Gm e x Silvia…volevo solo sorridere insieme, sospendendo per un istante la terra di prede quale siamo stati e siamo. Vedo che anche prendendomi in giro da sola, fra un tema e l’altro , dalla proprietà privata a quella pubblca fino ai tubi in questione su questo post, non è stato possibile esprimere all’altro, ergo a voi, alcunché di corrispondente a qualcosa di vagamente più adesivo a ciò che volevo trasmettere “smidollatamente” in parodia al titolo dell’articolo. Non c’è problema però, mi do nessuna importanza sul fatto che io possa, verso l’altro,lasciargli qualcosa di minimamente valido (ergo in minimo denominatore comune come è la clorofilla o il liquido spinale a ognuno dei nostri corpi/pensieri), sia negli aspetti seri, anzi gravi come questi in oggetto a questi tubi, sia in quelli che ne sospendono per un istante le lacrime, i tormenti, gli arrovellamenti, gli scontri o appunto le semplici scaramucce . Comunque sia a entrambi va un caro saluto di belle cose al di la di ogni incomunicabilità, incomprensione, atomizzazione, impossibilità assoluta a costruire dai piccolissimi insieme come rapportandosi in questo spazio (e figuriamoci a quei piu grandi insieme, del tipo orientati alla mitica riconquista della sovranità). ciao :-)

  16. Arkadiy Z. Says:

    Secondo me lo stupore per il comportamento degli “europei” con annesso rammarico deriva da un errore di fondo sostanziale: si pensa siano soggetti autonomi che agiscono nell’interesse dei loro popoli invece sono solo proconsoli imperiali scelti per questo compito. Con l’occasione vi segnalo un articolo secondo me molto interessante:

    http://russia-insider.com/en/military_politics_ukraine_opinion/2014/11/07/11-10-57am/top_spymaster_explains_how_russian?page=0%2C0

    Ci sono molti spunti poi magari avremo modo di discuterne.

  17. gm Says:

    x Rossana: francamente non avevo colto la parodia tra la “smidollata” e gli “smidollati” del titolo.
    Anche a me, però, capita a volte di scherzare e di non essere capito…credo che sia anche normale che questo accada quando la comunicazione è virtuale.
    Comunque mi sembra che la tua “delusione” non dovrebbe essere motivo sufficiente per lasciarci con tanti bei saluti come forse intendi fare.
    Magari qui ci sono altri interlocutori che potrebbero riuscire a capire meglio di me o di una silvia quando scherzi e quando no.
    E’ un peccato che tu voglia privarci del tuo spumeggiante modo di dialogare.
    un caro saluto nella speranza di rileggerti.

  18. South Stream | massimopreti.it Says:

    […] Fonte Conflitti e Strategie […]

  19. ws Says:

    x arkadiy

    Premesso che un BUON capo dell’ intelligence non puo’ mai dire la completa verita’ perche’ DEVE sempre “apprendere disinformando” tutte le che cose dette da costui sono vere e solo sul loro peso relativo sugli eventi che c’ e’ un taglio diosinformativo .
    Ad esempio e’ vero che il taglio del prezzo del petrolio accelero’ la fine dell’ URSS , che la guerra in afganistan accelero’ la fine dell’ URSS ect ect. ma la verita’ e’ ( come scrisse kleeves) che l’ URSS era un impero morente che doveva morire in quanto ( esattamente come il BAO adesso e l’ italia in particolare ) consumava la sua parte buona” a vantaggio di quella “cattiva “.
    E come a scritto brillantemente Orlov un impero morente puo’ scegliere di:
    a) sciogliersi dolorosamente subito per poter ripartire con la “parte buona ”
    b) morire lentamente perdendo ogni capacita’ di ripartenza .
    c) buttarsi in una avventura militare alla “olavaolaspacca”

    Come scrisse kleeves l’ elite russa scelse la (a) cioe’ dissolvere rapidamente l’ URSS per salvare la russia, sebbene fosse una operazione comunque fortemente a rischio datasi l’ incapacita’ ( o peggio) di chi poi si trovo’ a condurla . Comunque la scelta si e’ rivelata vincente seppur dolorosissima.

    Quindi all’attuale elite al kremlino non interessa assolutamente ricostruire l’ URSS quanto creare una “zona di influenza” russa , cioe’ non piu’ un “impero” ma una “egemonia” . !Quindi la russia non intende per niente assorbire un’ ukraina che fino a ieri puppava ancora soldi alla russia ricambiandola con l’ odio . l’ ukraina se ne vada al diavolo una volta risolta la cruciale questione della crimea !

    Per quanto rigurda poi la minoraza russofona la questione e’ semplice: se intende battersi sara’ aiutata e se intende fuggire la siberia e’ grande.

  20. gm Says:

    Arkadiy figuriamoci se Petrosillo ignora che quelli che comandano in europa non sono “sggetti autonomi che agiscono nell’interesse dei loro popoli invece sono solo proconsoli imperiali scelti per questo compito.”…è ovvio che lo sappia e che abbia solo voluto rimarcare con la sua denuncia proprio questo fatto.

  21. gm Says:

    Questo che riporto – tratto da un ariticolo si comedonchisciotte (stranamente sembra che mi venga consentito di nuovo di leggerlo)- probabilmente non “c’azzecca” molto con l’articolo ma mi è piaciuto molto…è un invito a non lasciarsi abbattere dalle avversità della vita ma a reagire con intelligenza…e se può farlo un asino direi che a maggior ragione possono farlo le persone, gli asini umani:

    “Il contadino e l’asino

    Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo.
    Non si era fatto male, ma non poteva più uscire.
    Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele.
    Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.
    … Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto. Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra.
    Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide…
    L’asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

    MORALE:
    Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l’alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci dà una mano per aiutarci.

    Pubblicato da Tiziano Cerulli

  22. Gianfranco La Grassa Says:

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/corsa-colle-toti-avvisa-dimissioni-napolitano-se-resta-1066248.html

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/forse-gi-oggi-telefonata-i-leader-boschi-testo-andr-avanti-1066247.html

    I due complici hanno ancora difficoltà e quindi continuano a recitare le loro “diverse” parti, del tutto convergenti nell’asservire il paese agli Usa, in assenza di una convinta opposizione, soprattutto interna ai loro partiti. E’ pessima la situazione del paese, i brontolii si avvertono, ma sono troppo confusi e senza guida. Soprattutto non ci si decide a superare le vecchie divisioni, ormai solo rancida ideologia. E si lasciano perciò fin troppo tranquilli i due complici nella scelta dei tempi delle loro malefatte, attorniati da buffoni di corte che possono giochicchiare come vogliono. E ancora tengono in piedi Napolitano per un po’ di tempo onde garantirsi una copertura; sempre più sbrindellata, ma sufficiente senza un’opposizione degna di questo nome. Sindacati logorati da troppi compromessi e senza una visione ammodernata della “lotta di classe”, vecchi piddini ex piciisti responsabili di aver iniziato e condotto la politica ultraventennale che ha portato appunto a Renzi, malcontenti di Forza Italia che hanno sempre seguito il “nano maledetto” lasciandolo diventare insostituibile anche se ormai vile bruco strisciante di fronte alle manovre di chi vuol condurci ad essere una semicolonia statunitense, confusionari pasticcioni pre-politici come i grillini, leghisti che tentano di rimediare, ma con fatica, ad un particolarismo regionale ridicolo e fuori tempo, oppositori detti “sociali”, violenti e ottusi, sbandati e asociali, che portano acqua ai veri poteri nascosti dietro i governanti e i finti oppositori. Avremmo bisogno di una vera forza che spazzi via tutta questa marmaglia, guidi il malcontento indubbiamente crescente con un unico obiettivo, l’assoluta sovranità del paese, ma indicando il vero nemico di questa: basta diversive campagne contro la finanza cattiva, l’euro, la UE (e la Germania che si imporrebbe in essa). Si inventano falsi obiettivi e si fanno convegni completamente pagati da coloro contro i quali si finge di lanciarsi. Abbiamo una gran massa di venduti e giocatori nel torbido. Bisogna comminare loro la “morte”, sociale e politica, e usare una vera violenza “non sociale”, ma diretta a ricostituire un potere sovrano che si erga contro il vero nemico: i governanti della potenza ancora predominante, gli Stati Uniti. Una forza che quindi compia tutte le mosse tattiche all’uopo necessarie, prima fra tutte l’appoggio ad ogni avversario di tale paese, la cui influenza deve essere contrastata in ogni dove e con ogni mezzo e qualsiasi alleanza all’uopo utile.

  23. Arkadiy Z. Says:

    >WS: Sono naturalmente d’accordo sulla premessa che fai. Tralasciando per il momento la questione URSS dell’articolo mi hanno colpito questi aspetti:
    1.In quegli ambiti sanno di essere sotto assedio, lo sapevano già da prima e sapevano che è un assedio di tipo strategico che prevede la capitolazione finale della Russia così come già fatto con l’URSS
    2.Sapevano delle attività di sovversione interne all’Ucraina.
    Ecco, pur avendo questa consapevolezza apparentemente sembra che non abbiano sviluppato alcuna dottrina difensiva anche a distanza di anni. Sembra che la componente politica abbia scelto come unica via d’uscita l’appeasememnt e la speranza nella clemenza dei partner.
    >GM: grazie per l’apologo. In quanto a “leader” (?) europei pur nella consapevolezza di cosa sono temo vi sia ancora troppo e mal riposta speranza di ravvedimento.

  24. gm Says:

    da Arkadiy: ” Sembra che la componente politica (ndr. Russa)abbia scelto come unica via d’uscita l’appeasememnt e la speranza nella clemenza dei partner.

    Credo che gli avvoltoi Usa non avranno alcuna clemenza verso Putin e quello che rappresenta. Putin, per loro, deve solo farsi da parte.
    Siccome non credo che lo farà con le buone, cercheranno di imporglielo con le cattive ma più lo attaccheranno più quello sarà costretto alla resistenza e al contrattacco perché io proprio non ce lo vedo a vestire i panni del rinunciatario.
    No, credo proprio che nel prossimo futuro ne vedremo di scintille!

    Quanto all’illusione di ravvedimento dei leader europei, io non riesco proprio a vederla…tu in cosa la vedi quest’illusone?
    A me sembra che la gente abbia semplicemente abbandonato ogni illusione su questi politici che oramai sono diventati autoreferenziali.
    C’è un fossato tra i politici e la gente comune, uno scollamento che emergerà sempre più col passare del tempo.
    Se da una parte ci sono capitalisti che si sono staccati dalla produzione, dall’altra ci sono politici che si sono staccati dalla società e vivono in un loro mondo separato in italia, quanto in europa e negli stessi Usa.
    Il loro potere oramai si regge solo sui soldi, la propaganda e il terrore poliziesco.
    Sono cadaveri ambulanti…bisognerà solo vedere se riusciranno o meno a trascinarsi nella tomba anche tutti gli altri.
    Per il momento possono ancora permettersi di buttarci addosso palate di terra ma se la gente imparerà a scuotersela di dosso come quell’asino, allora saranno …”calci amari” per tutti i leader occidentali.

  25. quota kubrick Says:

    X GM, facciamo a capirci, prima di tutto il mio nome non ha due esse come i nazisti, ma è Rosanna eh eh eh :-), secondo poi dove avrei scritto che dicevo addio o a mai più?..speriamolo invece prima o poidi tutti i servi Nato-Europa o diversamente europa fino al Qatar, ma anche di tutti quelli che prendono per il culo il prossimo, in malafede o peggio per ignoranza, non avendo ancora imparato chi è il nemico in ogni sua genetica e soprattutto di quali mezzi dispone, egemonia mediatica in primis, per arraffare terre, risorse e scambi, tecnologie etc etc a più non posso, ovviamente con il controllo militare incrociato e alleato su semplice ricatto o ancor più semplice desiderio dei servi di compiacere e ubbidire per il delirio di(un super micro)potere..il potere di fare le scenette, palesemente bipartisan e/o telecomandate dal regista imperiale, con questo o quel Cuperlo, Grillo o Junker.
    Ciao, ancora con un caro saluto di belle cose, senza spumante però , meglio la vodka :-)

    —–

    Chi conosce se stesso e conosce il nemico potrà affrontare cento battaglie e non sarà mai sconfitto.
    Sun Tzu, L’arte della guerra

    Chi sono i tuoi nemici più irriducibili? Sconosciuti che immaginano quanto tu li disprezzeresti se li conoscessi.

    Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni

  26. ws Says:

    l’ intervento di glg qui sopra meriterebbe la veste di articolo.Per il resto sono daccordo anchio che il problema principale sia il ruolo nefasto degli U$A ,ma volendosi sottrarre alla loro dominanza bisognerebbe scalzarli un po alla volta cominciando dalle loro ” manifestazioni” piu invise alle ” masse”.
    Fermo restando che essendo il controllo U$A sul sistema paese troppo forte non credo riescano mai a sorgere forze “endogene” in grado di liberarci in un modo come nell’ altro; almeno finche’ non esploderanno eventi “geopolitici” globali tali da incrinare profondamente l’ impero amerikano.

  27. gm Says:

    x Rosanna :d’ora in poi, per evitare altri errori, ti chiamerò semplicemente Rò.

    Avevo solo avuto l’impressione che tu volessi defilarti , un’impressione ricavata soprattutto da questo :“Comunque sia a entrambi va un caro saluto di belle cose al di la di ogni incomunicabilità, incomprensione, atomizzazione, impossibilità assoluta a costruire … ecc.”
    M’era sembrato una specie di addio…mi fa piacere d’essermi sbagliato di nuovo…
    comunque se a te non piacciono le due “s” a me non piace che prima mi tiri in ballo nella tua replica a silvia e poi parli di “incomunicabilità, incomprensione, atomizzazione, impossibilità assoluta a costruire … ecc.”

    Quanto allo spumante o alla vodka anch’io preferisco l’ultima.
    Ciao Rò…sperando che non ci saranno altri fraintendimenti.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.