L’INTERNAZIONALE DEI MARZIANI di A. Terrenzio

idolatry pentecostal

 

 

“Il vero cretino ha bisogno di quel tanto di cultura, che lo renda davvero tale”, recitava cosi’ un aforisma dello scrittore colombiano Gomez Davila.

Ora parliamo di Michela Murgia e di molti altri come lei, in quest’epoca demenziale.

Pensavamo di averle sentite tutte ed invece non ci sono limiti alle sorprese.

La scrittrice sarda non smette di deliziarci di perle di saggezza e di alta filosofia civile. Dopo aver condannato la civiltà’ patriarcale per essere, a suo dire, responsabile diretta di secoli di soprusi maschilisti contro le donne, si è spinta oltre equiparando l’esser maschi all’ esser mafiosi.

Una frase offensiva verso gli uomini vittime della mafia.

Un’uscita di rara stupidità ma dopo il “fascistometro”, sempre vergato dalla scrittrice, tutto è possibile. Lo stesso si compone di 30 domande per scoprire quanto sei fascista!

Qualche settimana fa dalla Gruber, lo storico Paolo Mieli, si è visibilmente trattenuto dallo sberleffare l’ultimo libro della Murgia sul tema originalissimo del  ritorno al Fascismo.

Non è certo Michela Murgia a generare preoccupazione ma una un certa subcultura accettata e diffusa nelle trasmissioni televisive, che tiene banco nel nostro Paese, a base di antifascismo manicomiale e femminismo d’accatto.

L’antifascismo ed il femminismo militante hanno ormai assunto forme psico-patologiche e non temono di partorire bestialità sempre più inverosimili.

E’ necessario quindi denunciare lo stadio di impazzimento in cui si è ridotta la sinistra nostrana e la sua classe subintellettuale che da quando è stata messa fuori gioco dall’alleanza Lega-5S, sta dando il peggio di se’.

Dopo il flop di Saviano e della Boldrini, icone usurate e non più credili, la sinistra cerca sempre nuovi personaggi mediatici, in grado di scuotere le  coscienze sul pericolo del ritorno della barbarie razzista e sessista.

Il risultato è sempre un boomerang che ritorna in testa a chi lo lancia. Oramai la gente comune è in grado di identificare, come prodotti di mera propaganda mediatica, le accuse di fascismo e maschilismo. Ad esempio, l’attrice comica Angela Finocchiaro, che nella trasmissione televisiva “la Tv delle ragazze”, qualche settimana fa, ha definito tutti gli uomini dei “pezzi di merda” al cospetto di un gruppo di bambine, generando la protesta di associazioni di consumatori ed il richiamo dei piani alti della Rai. Immaginate se un comico di sesso maschile avesse definito le donne zoccole, innanzi ad un gruppo di ragazzi, cosa sarebbe accaduto.

Ne abbiamo abbastanza di trasmissioni del genere, condotte da intrattenitrici/tori vari che non fanno ridere  e sono sfacciatamente al servizio della sinistra, anche se questa non governa più il Paese.

Se questo ESecutivo vuol essere credibile cominci a ripulire la Tv pubblica da simili ultracorpi che non hanno nulla di umano. Sono mutanti del potere e del denaro, al servizio delle peggiori classi dirigenti della storia nazionale e mondiale. All’internazionale dei marziani opponiamoci con le mani…e non solo.