Siria/Israele: come Tsahal ha provato il nuovo sistema terra-aria russo Pantsyr (fonte geostrategie, Trad. di G.P.)

 

 

Nella notte dal 5 al 6 settembre scorso, sei apparecchi della forza aerea israeliana hanno avuto il compito di provare la reattività del nuovo sistema russo Pantsyr-S1E (SUO-22 Greyhound in codice NATO), al Nord della Siria vicino alla frontiera turca, con due incursioni: su Latakieh (Latakia, porto strategico sul Mediterraneo, fortemente difeso), e alla frontiera turco-siriana a Tal al-Abiad, circa 160 km al Nord della città di Rakka. I servizi militari israeliani sapevano che alla metà agosto, dieci sistemi di missili terra-aria Pantsyr montati su autocarri 8×8 KAMAZ-6560 erano stati consegnati a Damasco da Mosca, cosa che preavverte su una consegna più importante di altri quaranta entro la fine dell’anno, per formare così una dozzina di batterie. Occorreva dunque, per i servizi militari (AMAN o Agaf ha-Modi’in), sapere se queste prime batterie erano operative o no. Compito degli aviatori (Heyl Ha Avir) era quello di precisarlo, nel momento in cui i gruppi tecnici di queste batterie sono ancora in fase d’inquadramento da parte di istruttori russi. Sul principio del rischio calcolato, così caro agli stati maggiori israeliani, sei apparecchi di tipo F-16i Sufa, che appartengono alla 107e squadriglia di Ramon, hanno dunque avuto il compito di provare di notte la reattività e l’efficienza di questi sistemi di difesa che mai sono stati fino ad allora utilizzati su un teatro di operazioni *.

 

Obiettivo: Latakia

 

In volo sul Mediterraneo, poca prima della mezzanotte, due F-16i sono stati individuati dai radar di lunga portata P-35M (Barlock-B, 320 km di portata) e dalle batterie S-200 (SUA-5 Gammon) siriane prima di essere preso in consegna da un radar P-15M (2) Squat Eye ** da una batteria di S-125M1 Pechora-2A (SUO-3 Goa rivalorizzati) che protegge il porto di Latakieh. Il Pechora-2 dispone di un sistema optronico con macchina fotografica TV e macchina fotografica IR che consente tiri di giorno come di notte in ambiente di guerra elettronica. Il Pechora-2 è capace di abbattere un caccia F-16 a 30 km di distanza e anche grandi apparecchi a 35 km. In tale settore, la Russia starebbe ricostruendo una base a Tartus e forse un’altra a Laodicia. Tartus che era già un porto d’immatricolazione per la flotta sovietica potrebbe diventare una base permanente russa, perciò dei lavori che favoriscano l’attracco di navi ad elevato tonnellaggio sarebbe in corso da molti mesi. La volontà di Mosca di ristabilire una presenza permanente della sua marina nel Mediterraneo ha suscitato vive preoccupazioni in Israele. Secondo alcune fonti israeliane, le navi russe sarebbero certamente di stanza nei porti siriani. Ma Israele teme che i Russi vi installino anche stazioni potenti di informazioni elettroniche e delle navi colletrici di informazioni che poi potrebbero essere trasmesse a paesi come la Siria e l’Iran. Inoltre, la Russia protegerebbe certamente le sue basi navali in Siria con importanti mezzi antiaerei (SS-300PMU) capaci di coprire una buona parte della Siria e dunque minacciare i caccia israeliani, rimettendo in discussione la superiorità aerea dell’esercito israeliano. Nell’estate 2006, voci riprese dalla stampa russa hanno sostenuto che la Russia avrebbe iniziato lavori di dragaggio nel porto siriano di Tartus e di costruzione di una banchina in quello di Latakia. Esperti russi ritengono tuttavia, che i timori degli Israeliani siano prematuri poiché Mosca non ha i mezzi per stabilirsi durevolmente nel Mediterraneo con tutto uno squadrone di navi, così come durante la guerra fredda. Mosca è innanzitutto limitata dalle sue finanze ma anche dal debole numero di navi disponibili per uno spiegamento nel Mediterraneo. La flotta del Mar Nero comprende infatti un numero ristretto di navi mentre le flotte del Nord e del Pacifico sono troppo lontane per contribuire attivamente ad uno spiegamento navale nel Mediterraneo. Solo la flotta del Baltico potrebbe eventualmente parteciparvi.

 

Tiro di missili terra-aria

 

Questo primo tentativo d’incursione è stato immediatamente abbandonato dagli apparecchi di Tsahal. Alcune ore più tardi, poco prima dell’alba, quattro apparecchi israeliani di tipo F-16i e/o F-15i sono stati individuati dai radar siriani al livello della frontiera Del nord, nello spazio aereo turco. Hanno allora tentato di penetrare in Siria ma sono stati immediatamente attaccati da una batteria di terra-aria siriani. Questi hanno aperto immediatamente il fuoco su uno degli apparecchi obbligandolo ad utilizzare le sue esche termiche, quindi a liberare i suoi contenitori di cherosene per iniziare la manovra di precisione finalizzata ad evitare il missile. Contrariamente a ciò che affermano alcune fonti Internet come DEBKA archivi (vicino a Tsahal), nulla prova che sia stata una batteria Pantsyr che abbia attaccato gli aerei israeliani. Immediatamente dato l’allarme, i sei MiG-29SMT della base aerea di Hamah sono decollati per intercettare gli intrusi. Quest’ultimi, dopo la risposta terra-aria, hanno immediatamente sganciato il loro carico per rifugiarsi nello spazio aereo turco. Secondo alcune fonti turche (TV satelliti turche), un serbatoio di combustibile proveniente da un aeromobile siriano (o israeliano) sarebbe stato scoperto in una zona rurale turca (Gindiralik al Sud di Antiochia), vicino alla frontiera con la Siria, cosa che lascerebbe supporre che ci sarebbe stata battaglia aerea tra gli apparecchi di Tsahal e quelli dell’esercito arabo siriano. In occasione delle due incursioni, gli apparecchi israeliani sono prudentemente restati al limite di tiro della difesa terra-aria siriana, cercando di provare la reattività di quest’ultima piuttosto che le sue capacità letali. Si nota che l’utilizzo tattico dello spazio aereo turco da parte di Tsahal presagisce un periodo per lo meno instabile nella regione, soprattutto quando si sa che le manovre congiunte di soldati tra Tel-Aviv ed Ankara (membro della NATO) si sono intensificate ultimamente. Aggiungiamo che i risultati di questa missione saranno molto rapidamente comunicati ai soldati americani affinché questi ultimi possano fare buon uso in caso di eventuale attacco contro l’Iran, anche Teheran dispone di materiali russi terra-aria moderni o rivalorizzati.

 

* Nella primavera del 1999, all’Ovest del Kosovo, la Serbia disponeva almeno di una batteria di 2S6M-1 Tunguska operativa, e servita da mercenari delle ex-URSS, dotata di armamenti abbastanza simili al Pantsyr e che sono stati utilizzati con un successo relativo contro le formazioni di apparecchi d’attacco al suolo A/OA-10 Warthog.

** Il 10 settembre 2006, su richiesta dell’Interpol e di Israele, il cargo Grigorio 1 (battente bandiera panamense) di provenienza dalla Corea del Nord è stato intercettato da Cipro mentre si preparava a consegnare a Latakia un carico di 18 radar P-15 rivalorizzati, montati su autocarri 6×6.

 

 

L’assassinio di Russi nel Caucaso del nord costituisce una provocazione (fonte Ria Novosti)

 

L’assassinio di Russi, con le escalation degli ultimi tempi nel Caucaso del Nord, costituisce una provocazione, ha dichiarato il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, in un’intervista apparsa lunedì nel quotidiano Komsomolskaïa Pravda. "L’assassinio di Russi non è soltanto un crimine terribile, è anche una provocazione." Alcuni cercano di dimostrare che i Russi non sono i benvenuti nel Caucaso del Nord ", ha sostenuto.

Il Sig. Kadyrov considera tuttavia che il Caucaso del Nord non s’infiammerà.  "Nella nostra repubblica, come pure in Inguscezia, è una festa quando i Russi ritornano. Abbiamo il dovere di proteggerli, e lo faremo ", hs sottolineato Ramzan Kadyrov."

La situazione si è nuovamente infettata in Inguscezia in seguito ad una serie di assassinii che riguardano abitanti di nazionalità russa della repubblica. Venerdì scorso a Nazran il capo medico di un centro di trasfusione ed un poliziotto sono stati così assassinati. Il 31 agosto a Karaboulak, la famiglia di un insegnante era stata massacrata. Il 16 luglio, nella stanitsa (villaggio) di Ordjonikidzevskaïa, era stato già perpetrato l’assassinio di un insegnante e dei suoi bambini. Nel corso dei loro funerali due giorni più tardi, un’esplosione aveva fatto 11 vittime. Inoltre, le unità militari dispiegate sul territorio inguscezio sono l’obiettivo di attacchi sempre più frequenti.

 

Cinquantasette soldati delle forze sioniste d’occupazione feriti da un razzo lanciato dalla resistenza palestinese (fonte voxnr)

 

 

Cinquantasette soldati sono stati feriti, nella notte tra lunedì e martedì dall’esplosione di un razzo lanciato da resistenti della striscia di Gaza verso una base militare delle forze di occupazione, hanno annunciato di fonti militari e mediche. Trentanove soldati sono stati leggermente feriti, mentre gli altri soldati erano più seriamente colpiti sono stati trasportati in ospedale, ha precisato un portavoce militare. Il razzo si è abbattuto su una tenda che era vuota al centro della base di Zikim a sud della città di Ashkelon, dove si fa lezione ai giovani soldati. Ma le schegge del razzo hanno raggiunto soldati che dormivano in tende vicine, ha aggiunto il portavoce. Una ventina di ambulanze e due elicotteri hanno evacuato i soldati feriti. Le brigate Al-Qods, un gruppo resistente, hanno rivendicato in un comunicato pubblicato a Gaza quest’attacco pur annunciando una conferenza stampa martedì mattina nella città di Gaza. Le brigate Al-Qods sono responsabili della maggior parte dei tiri di razzi verso il territorio israeliano in quest’ultimi mesi. Il bilancio di quest’attacco è il più grave degli ultimi mesi. Il 27 maggio scorso, un civile ferito da uno di questi nella città di Sdérot era morto. Ehud Olmert ha detto che il suo paese colpirà "senza pietà e senza esitazione" i gruppi resistenti implicati negli attacchi contro Israele in una dichiarazione dello scorso giovedì. Quel giorno, dieci resistenti erano stati uccisi dall’esercito d’occupazione nella striscia di Gaza. Domenica, Olmert ha nuovamente parlato delle operazioni militari che riguardano i resistenti nella striscia di Gaza. "Vorrei esprimere la mia valutazione all’esercito ed alle forze di sicurezza per le operazioni implacabili che conducono con coraggio imparagonabile in attesa di prendere i terroristi e i loro capi nella striscia di Gaza", aveva affermato Olmert. "Non possiamo sempre, purtroppo, rivelare i dettagli (…). quest’attività continueranno".