Bocconiana era meglio.

Salto nel vuoto

 

Ci mancava solo quella Figosofa in gonnella, chiamata Bifarini (che si auto definisce Bocconiana redenta, absit iniuria verbis) con un pezzo intitolato “lo scientismo come religione”. Si lamentano questi cialtroni, maschi o femmine che siano, del loro essere esclusi dai circuiti che contano ma in televisione ci sono sempre andati loro a contestare il pensiero dominante…interpellati dal sistema dominante, ça va sans dire. Cosa scrive questa intelligentona, subito commentata favorevolmente dagli analfabeti scientifici che pullulano in rete?

“La scienza non è democratica è il nuovo mantra utilizzato come scudo per allontanare chiunque provi a manifestare un pensiero divergente da quello accreditato dalla vulgata dominante e per questo inconfutabile, non passibile a critiche di alcun tipo”.

Chissà quanto ci avrà messo la signorina per elucubrare simile pensiero…

Oggi, ai nostri tempi, è in atto una disputa scientifica profonda, data dal fatto che “Da un lato c’è la meccanica quantistica, che ha cambiato a fondo ciò che sappiamo della materia; dall’altro c’è la teoria della relatività generale di Einstein, che è una teoria che spiega la forza di gravità e ha cambiato in profondità ciò che sappiamo dello spazio e del tempo. Queste due teorie, a prima vista, appaiono incompatibili: portano a due modi diversi di descrivere il mondo. La meccanica quantistica è formulata usando le vecchie nozioni di spazio e tempo, contraddette dalla relatività generale; la relatività generale è formulata usando le vecchie nozioni di materia ed energia, contraddette dalla meccanica quantistica. Non sapendo mettere insieme queste due grandi scoperte, ci ritroviamo oggi con una teoria generale del mondo frammentaria e internamente inconsistente. Oggi non sappiamo più bene che cosa siano lo spazio, il tempo e la materia.” (C. Rovelli).

La scienza non si fa con le opinioni, mia cara…

Come si può comprendere, i dubbi abbondano in campo scientifico e sono sostanziali. Per non parlare della disputa, dettata dalla necessità di unificare relatività generale e meccanica quantistica, tra teoria delle stringhe e teoria dei loop. Non entro nel merito perché sono incompetente ma vi assicuro che non sono concetti facili da maneggiare. Certo, se uno si vuole mettere a contestare la scienza con ragionamenti alchemici, omeopatici o nanopatologici mi pare giusto che sia deriso senza dialogo. A mio parere, tutti questi “fenomeni intellettuali” che fanno la critica allo “scientismo” senza nemmeno immaginare di cosa si occupi tale campo del sapere andrebbero ignorati. Invece, ce li ritroviamo ovunque a descrivere scenari distopici a causa dello strapotere degli scienziati, della tecnica e del mondo moderno. Lorsignori contano sull’ignoranza popolare per farsi un nome, andare nei “tolcscio’” e pubblicare libri dichiarandosi alternativi al potere ma solo per finta, altrimenti non sarebbero presi in considerazione dal “club degli editori”.

La scienza è sempre piena di dubbi, altroché monolite di pensiero. Se uno/a è attrezzato/a a capire o, almeno, è abbastanza curioso/a per approcciarsi ad essa con umiltà, qualità sconosciuta alle bocconiane redente, non formulerà mai tesi idiote sull’assenza della democrazia in ambito scientifico. Non fatevi fottere dai dominanti travestiti da dominati.