DALL’ESTERO ALL’INTERNO, di GLG

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a questo aggiungasi la notizia data ieri da fonti internazionali circa il ferimento del Califfo tramite il solito drone, a seguito dell’informazione ottenuta da una spia interna alla direzione del movimento. In realtà, sembra che, per gli Usa, stia scadendo la funzione dell’Isis come già accadde per Al Qaeda. Forse il Califfo farà la stessa fine di Bin Laden. In ogni caso, non è facile seguire tutti i “ghirigori” politici della potenza maggiore, mentre le altre, a partire dalla Russia, pensano a gradualmente rafforzarsi senza arrivare a scontri improponibili per il momento, tenuto conto degli attuali rapporti di forza sul piano mondiale. Mi ripeto e ribadisco che siamo alla configurazione (di crescente multipolarismo, ma non ancora di policentrismo accentuato) dell’ultimo quarto del XIX secolo; con l’Inghilterra, allora, al posto degli Usa di adesso. Per molto tempo, tutto sarà ancora più disordinato e mutevole e non sarà possibile effettuare previsioni se non con larghi margini di errore e forte instabilità nell’ambito di ampi periodi caratterizzati da stallo. E nemmeno la crisi detta economica (di relativa stagnazione con eventuali crescite assai contenute) cambierà aspetto per gli anni a venire. Avremo, nel contempo, s-regolazione crescente e situazioni trascinate a lungo nel più sfibrante deterioramento.

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dall’estero passiamo a notizie interne. Nulla che una persona informata non sapesse. Cioè, non che fosse stata interpellata pure la Lega, ma che si pensasse di sostituire Berlusconi; costui, a quel tempo, credeva non fosse del tutto mutata la strategia americana dell’Amministrazione Bush jr., ancora convinto di una tale supremazia Usa da usare metodi forti e di aggressione diretta in date aree, lasciando tuttavia margini di “libertà” per la politica verso Russia (e Libia, come durante gli accordi italo-russi conditi anche con Southstream, ecc.). Infatti, il leghista non rivela, se l’ha capito, che Napolitano non agiva certo per suoi interessi e nemmeno per quelli di ambienti preminenti italiani (del tutto assenti se non come puro servilismo); era dagli anni ’70, con il vecchio Pci, che egli aveva assunto tutt’altri compiti e funzione. Alla fine del 2010 (mi sembra il 4 dicembre), il “nano” si salvò dalla sfiducia per soli tre voti e si scatenò in piazza la rabbia della “sinistra”, che ormai contava sul suo defenestramento. Il cav. capì però l’antifona e sappiamo che dal 2011, dopo l’incontro con Obama al G8 di fine maggio, si adeguò alla nuova strategia (o tattica) d’oltreatlantico che ormai richiedeva obbedienza “pronta, cieca, assoluta”. Si piegò all’aggressione alla Libia, al cambio con Monti e poi via via a tutto il resto fino al comportamento nelle ultime elezioni del 5 giugno scorso, che adesso sarà dimenticato nell’ambito della “santificazione” dell’uomo per il suo “martirio aortico”. Napolitano fu profetico quando disse a Reguzzoni, dopo il rifiuto di quest’ultimo di appoggiare la sostituzione del premier, “lo sarete più avanti”. Voleva dire che altri metodi di convincimento del “nano” ci sarebbero stati, e la Lega avrebbe avuto modo di essere assai scontenta del suo comportamento. E così è stato. Per l’ennesima volta si constata come vengano rivelate sempre delle “mezze verità”, che inducono ad interpretazioni del tutto errate. Il leghista si presta oggi a raccontare la semiverità, che fa passare sempre per perseguitato il fintone; e ciò la dice lunga sul fatto che questo partito è ambiguo, mantiene ai vertici personaggi legati alla “vecchia alleanza” con chi ha ormai mutato posizione dal 2010 ed è un sostanziale complice di quei poteri, di cui si faceva portavoce l’allora presdelarep. Questo giustifica, in parte soltanto, Salvini per non trovare il coraggio di dire apertamente quello che è diventato oggi Berlusconi e denunciarne, fatti comprovati alla mano, la complicità dal 2011 ad oggi. E continuiamo nel bel mezzo del pantano.