L’ITALIA NUCLEARE (a cura di G.P.)

Scritto da: RIPENSAREMARX (29/05/2008)

 

Quest’oggi vi proponiamo una intervista, apparsa su LiberoMercato di sabato scorso, all’Ad della Del Fungo Giera Energia, Domenico Libro, sulle centrali nucleari di quarta generazione. Tutti sapranno che, dopo le dichiarazioni del Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, si sono riaperte le polemiche su una questione che in Italia pareva definitivamente chiusa, a seguito dei risultati del referendum del 1987. Con quel referendum gli italiani decisero di mettere la parola fine alla produzione di energia nucleare sul suolo nazionale, anche in virtù dell’emozione collettiva suscitata dal disastro di Chernobyl, avvenuto nell’86.

Da quel momento l’Italia ha, dunque, smesso di produrre energia nucleare ma non di comprarla, il che è un evidente controsenso. Per altro, in paesi vicini come la Francia, ci sono (se non erro) circa 60 reattori. Ciò implica che se dovesse verificarsi un disastro ambientale lì, questo raggiungerebbe rapidamente, con tutti i suoi effetti nefasti, anche lo Stivale. Tuttavia, la ricerca in tale settore ha fatto grandi passi e le moderne centrali, si dice, siano molto più sicure di quelle di un tempo. Da un punto di vista strategico l’indipendenza energetica (che non potrà mai essere completa) è fondamentale per il nostro paese. Se fosse possibile fare a meno di produzioni "pericolose", beneficiando di approvvigionamenti di tipo continuo e  in totale sicurezza (ricavati in proprio), non ci sarebbe nemmeno necessità di porre questa faccenda all’ordine del giorno. Ma le cose non stanno affatto così. Agli ambientalisti italiani non va bene quasi nulla e diffondono la fandonia di una possibile autosufficienza attraverso le cosiddette fonti rinnovabili che, in realtà, sono al massimo ausiliarie.

Senza rigassificatori e senza centrali nucleari l’Italia è destinata a dipendere dagli altri per i suoi fabbisogni, nonchè dai capricci  di un mercato che non potrà controllare in termini di  prezzi e tariffe. L’Enel  è già disposta a mettere in cantiere quattro centrali di terza generazione, da qui al 2020; la Del Fungo propone (con una joint venture italo-russa) centrali di quarta generazione che utilizzano come combustile le scorie prodotte dai vecchi reattori. Inoltre, la caratteristica principale di dette centrali è l’immersione del nocciolo nel piombo liquido che rende impossibili le esplosioni. Parlarne ed entrare seriamente nel problema non è un reato, checchè ne dica Legambiente.

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centrali nucleari






23 comments to “L’ITALIA NUCLEARE (a cura di G.P.)”

  1. utente anonimo Says:

    Pure l’energia nucleare!!!!

    Ma insomma ditelo che siete di destra!!!

  2. RIPENSAREMARX Says:

    Adesso al commento che dice che siamo di destra come devo rispondere? Mi assista qualcuno altrimenti straparlo…

  3. utente anonimo Says:

    Onestamente,sarebbe ora che cambiaste il nome del blog.

    L’impressione è che vogliate portare a Berlusconi gli elettori di sinistra.

    Alessandro

  4. RIPENSAREMARX Says:

    Allora avete deciso di farmi incazzare ed oggi non è proprio aria!!!!!!!!!

  5. utente anonimo Says:

    “Da quel momento l’Italia ha, dunque, smesso di produrre energia nucleare ma non di comprarla, il che è un evidente controsenso”

    L’Italia si ostina a difendere i diritti sindacali previdenziali ma importa a tutto spiano dalla Cina, dove non esistono, il che è un evidente controsenso.

    Abbiate l’onestà intellettuale di dare ragione a Tremonti, quando vuole imporre i dazi doganali, o di dire che i lavoratori dipendenti, in primis quelli pubblici, quindi voi autori del blog, non hanno diritto ne al posto garantito ne alla pensione.

    Cordiali saluti.

    Un lettore che vuole essere provocatorio ma serio.

  6. utente anonimo Says:

    “Senza rigassificatori e senza centrali nucleari l’Italia è destinata a dipendere dagli altri per i suoi fabbisogni, nonchè dai capricci di un mercato che non potrà controllare in termini di prezzi e tariffe.”

    Per il petrolio, l’Italia dipende tramite l’ENI, oltre che dai paesi arabi, dalla Russia e dal Kazakistan. Con il nucleare, l’Italia dipenderà, tramite l’ENI, solo dalla Russia e dal Kazakistan.

    Non mi importa se di destra o di sinistra. Complimenti comunque, per la lungimiranza.

    Cordiali saluti.

  7. utente anonimo Says:

    L’annuncio del nucleare: “Avremo quattro nuove centrali nucleari”. Nessuno fa caso al fatto che le avremo forse fra quindici anni, che quando nasceranno saranno già vecchie o morte perché useranno tecnologie di terza generazione mentre in tutto il mondo si sta già parlando della quarta generazione. Non si sa dove mettere le scorie. Perché noi le riforme le facciamo a costo zero, senza prevedere le conseguenze di quello che facciamo. Tutto ciò ammesso e non concesso che poi queste centrali nascano perché pare che costino circa 30 miliardi, che ci daranno un’energia costosissima e assolutamente fuori mercato e alla fine, se anche nascessero, coprirebbero il 7% del nostro fabbisogno energetico. Insomma, un altro annuncio buttato all’aria che tutti prendono sul serio, ma che probabilmente non si realizzerà.

  8. utente anonimo Says:

    “Agli ambientalisti italiani non va bene quasi nulla e diffondono la fandonia di una possibile autosufficienza attraverso le cosiddette fonti rinnovabili che, in realtà, sono al massimo ausiliarie.”

    Intanto io sto aspettando ancora che qualcuno risponda al mio intervento all’articolo sul grillo parlante, dove ho segnalato, tra l’altro, un articolo che dice dove in Spagna nei mesi scorsi la produzione di energia prodotta solo da impianti eolici ha raggiunto un picco del 40% dell’intera produzione nazionale.

    Cordiali saluti.

  9. RIPENSAREMARX Says:

    Invece voi vorreste che tramite l’Eni (una delle ultime imprese strategiche che ci sono rimaste) dipendessimo da Usa e Russia messe insieme.

    Questa si che è lungimiranza. Vedrete allora quanto tempo ancora resterà italiana tale impresa…

  10. RIPENSAREMARX Says:

    il controsenso è solo per chi sbraita quando le cose non le vuole in casa ma non si lamenta se si acquistano all’estero.

  11. utente anonimo Says:

    le ragioni della decrescita

    il riscaldamento globale

    il signoraggio

    il voto consapevole

    le centrali nucleari di quarta generazione

    Ognuno ha i suoi feticci.

    Feticcio… un oggetto inanimato adorato da selvaggi a motivo di suoi supposti poteri magici intrinseci, o perché lo si pensa animato da uno spirito

    (Oxford English Dictionary)

    P.S.: sono un lettore con una certa cultura, che si sforza di informarsi, ma con tante lacune e il desiderio di imparare sempre qualcosa di nuovo, e di capire di più il mondo complicato che lo circonda. Per questo vi ringrazio perché in parecchie occasioni avete contribuito a realizzare il mio desiderio, mantenendolo sempre vivo.

    Su questo argomento tuttavia, sono un po’ deluso dalle vostre argomentazioni, che non riesco nemmeno a cogliere, mentre colgo solamente le invettive contro gli ambientalisti (che mi stancano quanto le invettive dei sinistrorsi contro Berlusconi), minacce di incazzarsi e altri vaffanculo.

    Ognuno ha diritto a imprecare contro chi vuole. Contavo almeno sul fatto che oltre a mandare vaffanculo ambientalisti e scientisti (ma chi decanta tanto le doti delle “centrali nucleari di quarta generazione”?) avreste speso anche un po’ del vostro tempo a rispondere a lettori come me, forse ingenui, forse banali, anzi, diciamo pure tanto ingenui e tanto banali, ma in buona fede, invece di ignorarli nel loro tentativo di partecipare alla discussione. Se c’è una discussione. Diversamente mi sembra più opportuno puntare sulla mailing list invece che sul blog.

    Cordiali saluti.

  12. RIPENSAREMARX Says:

    Noi del blog saremmo lavoratori garantiti? Oggi sto incazzato perchè precario(niente ferie, nè pensione, con stipendio trimestrale, se va bene)e in scadenza di contratto. Vi pregherei di mettere i luoghi comuni da un’altra parte.

  13. utente anonimo Says:

    “Invece voi vorreste che tramite l’Eni (una delle ultime imprese strategiche che ci sono rimaste) dipendessimo da Usa e Russia messe insieme.”

    Volevo semplicemente far notare che con il nucleare l’Italia aumenterà (accentrando, e non diversificando) la sua dipendenza da paesi stranieri per la fornitura del combustibile.

    La sua obiezione sinceramente non l’ho capita. Se mi spiega dove io, anche solo implicitamente, concludo che l’alternativa che lei descrive sia la migliore, sto ad ascoltarla con interesse. Se mi permette, però, deve prima convincermi che quella che lei dipinge sia la sola e unica alternativa che esiste rinunciando alle “centrali nucleari di quarta generazione”. Per natura sono poco incline agli aut aut (anche dei miei amici, che mi dicono “o voti a destra, o voti a sinistra”, cosa che mi sembra faccia incazzare tanto anche lei).

  14. RIPENSAREMARX Says:

    non vogliamo ignorare nessuno ma purtroppo il tempo è quello che è. Non siamo in tanti e non possiamo rispondere a tutto. Non siamo nemmeno dei tuttologi, più spesso ci facciamo delle idee e cerchiamo di mettere in risalto certi aspetti che secondo noi sono portati avanti da speculatori e imbroglioni i quali giocano a fare i paladini dell’ambiente o degli sfruttati. Personalmente non riesco a fare di più. Mi scuso sperando che sia possibile migliorare per il futuro, magari anche con l’aiuto di altra gente che si avvicinerà al nostro gruppo.

  15. RIPENSAREMARX Says:

    Ma scusate! Mi sembra di aver scritto che porre il problema non è un reato. Non ho dato nessun aut-aut. Poi in questo caso si trattava di una joint venture con un’impresa russa. Cosa molto positiva per evitare l’isolamento di quel Paese in Europa (o nessuno si è accorto che si sta tentando di mettere una nuova cortina di ferro intorno al gigante caucasico)e il nostro sviluppo. Dicendo no agli accordi tra Eni e Gazprom o agli altri che si prospetteranno tra imprese diverse dalle prime citate cosa si fa se non favorire il paese attualmente predominante?

  16. utente anonimo Says:

    “Dicendo no agli accordi tra Eni e Gazprom o agli altri che si prospetteranno tra imprese diverse dalle prime citate cosa si fa se non favorire il paese attualmente predominante?”

    Guardi, personalmente giudico in termini positivi (non in senso etico, ma strategico, ovviamente) gli accordi tra ENI e Gazoprom, così come con l’azienda petrolifera di stato kazaka. Giudicherei in termini positivi anche gli accordi tra ENI e Kazatomprom per la lavorazione in loco dell’uranio, destinato alla vendita ad altri (così come non trovo nulla di sconveniente che l’Italia acquisti energia dalla Francia prodotta dalle centrali nucleari). Giudicherei negativamente solo gli accordi stipulati per l’importazione dell’uranio, perché a mio avviso i fornitori avrebbero tutto da guadagnarci e il nostro paese avrebbe tutto da perderci. In altre parole, ritengo la scelta del nucleare economicamente disastrosa.

    Certo finché si lanciano strali contro gli ambientalisti (che pure sono fondati, lo riconosco) e non si discute uno studio serio sui reali costi/benefici dell’energia nucleare è prematuro parlarne, non trova?

  17. utente anonimo Says:

    per quel che mi riguarda, non voglio portare elettori a nessuno, visto che non sono elettore di chicchessia. Quello che desidererei è che questo blog avesse altri lettori (senza la e iniziale). Quelli di sinistra sono proprio i più obsoleti di tutti, non ce la fanno a ragionare senza fare sempre riferimento all’uomo nero. Direi di ricominciare a selezionare drasticamente i commenti, perché altrimenti questo blog diventa sempre più simile a quelli della sinistra “alternativa” (cioè con il cervello sotto i tacchi). Tutto ciò che è politicamente “scorretto”, tutto ciò che non è bagaglio della sinistra buonista e cretina, noi lo appoggiamo. Diceva Mao: “quando i nemici parlano male di te, sei sulla strada giusta”. I nostri nemici peggiori sono quelli del “politicamente corretto”. Prendetene atto e girate altrove!

    glg

  18. RIPENSAREMARX Says:

    Trovo che ci sia troppa approssimazione ma siccome il coro degli sdegnati dell’ambiente è cosi trasversale, ben remunerato e incompetente, c’è ragione di parlarne a fondo

  19. utente anonimo Says:

    Premessa fondamentale nel discorso nucleare è la presenza di tecnici con conoscenze specifiche che in Italia non ci sono ( o sono troppo pochi ) , poi vorrei sottolineare che negli U.S.A dove la gestione dell ‘ energia è totalmente in mani private non si ordinano centrali da circa 30 anni qualche cosa vorrà dire . Tralascio la questione delle scorie e il costo dell ‘ energia ottenuta con questo procedimento . Una domanda OT ma se la tav dovevano pagarla gli industriali si sarebbe fatta ?

  20. utente anonimo Says:

    non pretendo di capirci qualcosa sulle questioni energetiche, però il nucleare mi preoccupa. Più che i possibili incidenti credo che il vero problema, per ora insolubile, sia quello delle scorie. Se è vero che le energie alternative possono svolgere un ruolo ausiliario, c’è una bella differenza tra un contributo dell’1% e del 10%. Se si puntasse più sulla ricerca, sulla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse, sul semplice buonsenso (che non è nè di sinistra nè di destra), forse si potrebbe fare a meno delle centrali nucleari e di quelle a carbone. Se poi su questo blog non si vuol sentir parlare di decrescita, almeno che si prenda in considerazone la possibilità di una crescita un attimino un pò più responsabile

  21. utente anonimo Says:

    Ma che razza di Paese è mai questa Italia? Accetta di buon grado tutte le conquiste e innovazioni tecnologiche( siamo in Europa tra coloro che hanno le percentuali più elevate per il possesso di autoveicoli e telefonini) ma non si vuole incorrere al disagio che spesso la produzione e l’utilizzo di queste tecnologie comporta. Nel frattempo, mentre bruciamo gaudiosamente immense quantità di energia prodotta da altri che si sono presi improrogabili responsabilità su come produrla, continuiamo a rimandare all’infinito su quale potrebbe essere la strada maestra per la produzione di energia “pulita”.La discussione in merito ad un argomento di primaria importanza come l’energia ha ragione d’esistere, o meglio, avrebbe trovato ragione d’esistere vent’anni ( ed oltre) addietro quando il nostro Belpaese aveva finanziato il progetto per la costruzione della “famosa” centrale nucleare di Montalto di Castro prospettandone poi, a seguito del referendum del 1987, la sua riconversione, anche allora, in produttrice di energia “eco-compatibile”. Sono le stesse identiche argomentazioni di allora quelle che si leggono non soltanto in questo blog ma tra coloro che avversano in generale il nucleare. Nel frattempo di acqua(energia) ne è passata parecchia sotto i nostri piedi e ne trascorrerà ancora molta visto che stiamo attendendo i reattori nucleari di quarta generazione. Personalmente non so molto su quale potrebbe essere il modo migliore , in questo contesto storico, per produrre energia a basso impatto a ambientale e che garantisca nel contempo una certa garanzia di approvvigionamento . Mi rendo conto tuttavia che procrastinare ad un futuro in cui l’energia si ricaverà dal solare , alla prova dei fatti, serve soltanto ad essere dipendenti dagli altri in questo delicato settore. Domandina semplice: perchè Francia, Germania e perfino la piccola Slovenia non hanno intrapreso negli anni passati la via del fotovoltaico? Stanno progettando qualcosa di significativo in merito(intendo la possibilità di far girare gli agglomerati industriali e non le ville dei “grillini”) ? Siccome il buon Gianfranco invitava tutti i politicamente corretti di stare alla larga da questo blog, io faccio altrettanto con quelle anime pie che allora ( ma ancor oggi) aborrirono la cosiddetta energia pesante, invitandoli ad essere intellettualmente onesti astenendosi dal consumo di questa energia cosi massicciamente importata da quei “disgraziati” di francesi (pensate, hanno perfino il Superphenix!) . Ovviamente lo stesso concetto potrebbe essere applicato in altri comparti come , per esempio, il problema della “monnezza” e poi chissà in quali altre occasioni. Penso sia proprio come gli autori di questo blog si sforzano di far presente: siamo una popolazione destinata ad essere succube delle altrui scelte nei settori strategici . Non a caso i vari santoni dell’ecologia e delle energie alternative hanno grandi platee qui da noi, e fatalità, quasi tutti di derivazione anglofona. Silvano C.

  22. utente anonimo Says:

    Caro Silvano C. prima di scrivere forse è meglio googlare un attimo e scoprirai che in Germania 700 Mw sono realizzati solo con il solare . Il settore delle rinnovabili ha creato 150.000 posti di lavoro , forse è meglio finanziare la ricerca in campi che promettono sviluppi futuri piuttosto che salire sul treno oramai prossimo al capolinea del nucleare . Ovviamente ometto tutto il discorso delle scorie , dei rischi dovuti sia alla sismicità del paese , la densità abitativa e l ‘ approssimazione con cui i vari potentati italici gestiscono ogni tipo di opera pubblica . Tra un telefonino in saccoccia ( che decido io di accendere alla bisogna ) e una centrale nucleare sotto casa non ho dubbi su che cosa scegliere e tu ?

    Khorne

  23. utente anonimo Says:

    Caro Silvano

    dici che gli “antinuclearisti” sono intellettualmente disonesti. Però finora non ho letto di nessuno che ha chiesto a La Grassa e amici di essere coerenti astenendosi dal comperare Fiat dato che ne parlano male, e di esempi così potrei farne a bizzeffe.

    Forse c’è qualcosa che non va nel tuo ragionamento, o meglio nel tuo modo di giudicare gli altri.

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