P. SAVONA E M. VENEZIANI. DUE PROPOSTE PER LA DIFESA DELLA NOSTRA SOVRANITA’ NAZIONALE, scritto da Mauro Tozzato

Scritto da: Giuseppe Germinario (14/08/2012)

 

Sul Sole 24 ore del 10.08.2012 l’economista Paolo Savona critica le modalità con cui il governo Monti è intervenuto fino a oggi per tentare di limitare il debito pubblico italiano. La crisi della nostra  finanza pubblica, secondo il professore, deve essere aggredita sia per quanto riguarda la limitazione del deficit di bilancio pubblico sia, direttamente, rispetto all’eccesso di indebitamento dello Stato. In realtà l’attuale governo si è quasi esclusivamente interessato del primo problema, quello del deficit di bilancio

<<aumentando la pressione fiscale e affidando alla formazione di avanzi di bilancio la cura del secondo, affermando erroneamente che questa è ciò che ci richiede l’Europa; questa seconda scelta è tutta nostra, perché potevamo agire iniziando a cedere il patrimonio pubblico. Ciò ha aggravato la crisi deflazionistica già in atto e ha aggiunto due nuovi problemi: la sfiducia del mercato sul futuro dell’economia italiana e sulla possibilità che la politica intrapresa sia portata avanti dopo le elezioni>>.

A questo punto Savona ricorda che insieme ad Antonio Rinaldi ed altri colleghi egli è autore di una proposta di politica economica che è così sintetizzabile: 1) iniziare portando avanti l’obiettivo “intermedio” della cessione del patrimonio pubblico; 2) in questo modo ottenere il risultato di risparmiare sulla spesa per interessi già iscritta in bilancio e impedire che lo spread elevato si incorpori nel nuovo indebitamento restando fuori dal mercato delle nuove emissioni per un lungo periodo; 3) a questo scopo fare in modo che l’operazione sia massiccia (almeno 400 miliardi) e non diluita nel tempo, sia affidata a mani private assistite da importanti finanziarie internazionali (JPMorgan, Goldman Sachs, Mediobanca), sia data in gestione a persone competenti e stimate dalla pubblica opinione e in questa maniera  offrano vantaggi di una loro valorizzazione da incorporare in warrant. Ovviamente non mi sento in grado di esprimere una valutazione su questa proposta del noto economista ma riguardo alle modalità della cessione del patrimonio pubblico è necessario che ne venga considerato il carattere politico tale, in questo momento, da risultare  determinante per le future prospettive del nostro sistema-paese. A questo proposito così continua Savona nel suo articolo:

<<Oggi ci viene prospettato che non vi sia soluzione diversa dalla cessione di sovranità fiscale per ottenere assistenza dall’Unione Europea, mentre è possibile ancora condurre un’operazione di consolidamento vantaggioso del debito pubblico[…].In contropartita dell’allungamento della scadenza dei titoli in essere almeno oltre una legislatura[si potrebbe proporre.N.d.r.] un tasso dell’interesse pari all’inflazione, più una piccola percentuale della crescita, ossia garantire il rimborso del potere di acquisto attuale. I titoli sarebbero ovviamente negoziabili sul mercato e non vi sarebbe un blocco dei risparmi. Deve essere chiaro che chi preferirà la prima soluzione verrà giudicato dalla storia per aver accettato la colonizzazione del Paese pur potendola evitare>>.

Nel caso specifico pare che Savona tema un indebolimento della nostra sovranità nei confronti della Ue, e quindi in particolare della Germania e della Francia, con totale sottovalutazione del controllo che gli Stati Uniti mantengono sulle nostre maggiori istituzioni ed aziende politiche ed economiche grazie all’azione del capo del governo e del Presidente ex-comunista. Perciò nel suo discorso manca la giusta attenzione nei confronti delle nostre aziende di punta – tutt’ora fortunatamente appoggiate dallo stato e la cui totale privatizzazione risulterebbe deleteria – e del nostro apparato industriale che versa in gravi difficoltà Di tutt’al’altro tono rispetto all’approccio economicistico di Paolo Savona appare l’intervento di Marcello Veneziani su Il Giornale del 10.08.2012. L’approccio iniziale è quasi filosofico:

<<Sovrano non è chi segue la realtà ma chi la cambia, decide un altro corso. Il male principale della nostra epoca è la riduzione dei processi storici e umani a puro automatismo: ovvero non si può fare che in questo modo, la tecnica o i bilanci hanno delle esigenze inderogabili, matematiche, da cui non si può prescindere e tantomeno modificare. Sovrano è colui che libera l’uomo dall’automa e lo restituisce alla responsabilità di decidere>>.

Evidentemente il saggista, qui, si rifà al suo background culturale in cui si mescolano toni esistenzialistici e decisionistici con una spruzzata di  attualismo gentiliano; Veneziani rivendica l’autonomia, la sovranità della politica rispetto ai meccanismi impersonali del mercato e della finanza capitalistici e più in generale il primato della direzione politica rispetto alle varie forme della tecnica. D’altra parte la techne “dominante”, nella formazione sociale attuale, è sicuramente quella politica e militare tanto che Umberto Curi, ad esempio, può affermare: << Come Platone osserva, città è polis, politica è politiké techne e guerra è polemos. Tutti e tre questi concetti hanno la medesima radice che è ‘pol’, derivante dall’indoeuropeo ‘ptol’, che troviamo alla base tanto della guerra, polemos, quanto della politica, politiké techne>>. Veneziani poi si sofferma, estesamente, sulla sovranità nazionale a partire dagli accordi in ambito Ue (come il fiscal compact) che ne minano la sostanza; pur non rinnegando del tutto il progetto di un unione sovranazionale egli rivendica la necessità per la nazione italiana di mantenere una sovranità popolare, monetaria, linguistica e soprattutto statale. Per sovranità popolare si deve intendere, fondamentalmente, l’autonoma scelta da parte di un popolo – stanziato in un determinato territorio – di darsi le istituzione che preferisce e di eleggere i propri rappresentanti – rifiutando implicitamente le forme di governo tecnocratiche che rappresentano in sostanza il risultato di una situazione di stallo tra gruppi dominanti in conflitto – all’interno di un paese. La tecnocrazia risulta essere, allora, la longa manus tramite cui possono intervenire forze legate alle potenze straniere predominanti per stabilire  regole che garantiscano la sudditanza del paese subdominante.

Mauro T. 12.08.2012






5 comments to “P. SAVONA E M. VENEZIANI. DUE PROPOSTE PER LA DIFESA DELLA NOSTRA SOVRANITA’ NAZIONALE, scritto da Mauro Tozzato”

  1. Gianfranco La Grassa Says:

    “Quando la Germania si salvò
    con i soldi della Bundesbank (dal Giornale)
    Angelo Allegri
    Per difendere il Paese negli anni ’70 la banca centrale tedesca comprava titoli di Stato. Proprio quello che oggi vieta di fare a Draghi…”

    Questi sono tutti scemi. La Bundesbank è la Banca centrale di uno Stato sovrano (e che lo era ancor di più negli anni ’70). La Bce è un invertebrato, ma non gioca a favore di una sovranità “europea” per il semplice fatto che è inesistente l’Europa. Questi ignobili personaggi ne dicono di tutti i colori. Giorni fa sul Corrierone l’esimio (e credo molto ben remunerato) Galli della Loggia sosteneva: è vero che a volte si prendono soldi dal Fmi, che impone regole dure agli Stati debitori, ma si tratta di un organismo non statale e quindi non lede la sovranità degli Stati; mentre se noi sottostiamo ai diktat che in sede europea sono imposti dal più potente Stato europeo, la Germania, di fatto cediamo sovranità a quest’ultima. Ma si sa chi ha influenza determinante nel Fmi? E la vicenda Strauss-Kahn e la nomina della filo-americana Lagarde non dice nulla? E Draghi, che dirige la Bce alle cui manovre salva-Stati si dovrebbe sottostare superando le “perplessità” tedesche, chi è e da che parte “pende”? Sono sempre stato antipatizzante con i “crucchi”, ma adesso, quasi quasi, mi augurerei che riprendessero una strada “vigorosa” come in altra epoca. Questi sono i giornalisti e gli “scienziati” della politica (e prof. universitari) che ci ritroviamo in un paese ridotto a “colonia” americana; indegni in tutti i sensi, eppure cianciano solo loro sui media.
    glg
    PS Sia chiaro che sarei decisamente contrario ad ogni discriminazione razziale; se però si usassero forni crematori e camere a gas per il 90% dei giornalisti, politologi, economisti e via dicendo, sarei quasi tentato di sentire un moto di simpatia. Solo tentato per un attimo, sia chiaro; però almeno cento frustate per ognuno, mi volete dare un giorno la soddisfazione di vedergliele appioppare sulla schiena? E dopo, fuori dai giornali, dalla Tv, dalle Università e scuole, a zappare la terra con il mento.

  2. Gianfranco La Grassa Says:

    Uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre rivela i dati decennali relativi all’aumento delle spese per le tariffe pubbliche. È boom delle bollette: acqua +69,8%, gas +56,7%, raccolta rifiuti +54,5%

    non male, nevvero? Dovrei rincarare la dose di improperi e auguri di mala sorte. Ma siamo una volta tanto masochisti e divertiamoci.
    glg

  3. ws Says:

    come ho piu’ volte detto l’unica speranza perche’ si salvi GEOPOLITICAMENTE ” l’ europa” ( e quindi anche noi) passa per un qualche ” piemonte” che riesca a sbattere fuori gli ” anglosassoni” dal continente
    Sia chiaro che faccio questo paragone per semplificazione facendo troppo merito ai “savoiardi” e troppe colpe agli ” austriaci”, perche’ un impero piu ipocritamente maligno di quello “amerikano” non si e’ mai visto.
    Finora non e’ stato mai possibile sbattere gli “anglosassoni” fuori dal continente grazie all’ efficace “gioco inglese” che ho gia’ spesso descritto, e che credo purtroppo funzionerebbe ancora contro una , per ora ipotetica, germania “sovranista”&”dominatrice”
    Probabilmente ce l’avrebbe potuta fare l’ europa ” a sei” l’ europa “carolingia” ideata da De gaulle avendo messo insieme i 3 attori piu forti del continente ( guarda caso i tre pezzi della frantumazione carolongia ) e lasciando fuori gli inglesi e i loro naturali alleati iberici e slavi occidentali.
    Ma anche degaulle commise il suo errore fatale imbarcando l’ uomo dei Rothchild ” francesi”. Purtroppo anche i piu’ napoleonici geni ( come napoleone daltronde :-) ) per arrivare il cima devono fare dei compromessi che alla fine portano SEMPRE alla rovina i loro piani.

  4. fourfive19 Says:

    L’Europa (intendo la Ue) è nata sotto la spinta di interessi esterni, confacenti alla potenza dominante USA.
    infatti, già nel 1950 quando cominciò a palesarsi, il progetto riguardante il coordinamento della difesa europea (esercito europeo), progetto sostenuto tra l’altro da Monnet presidente della CECA e appoggiato dagli USA che avevano interesse a impiantare in europa un forza militare in grado di fronteggiare i paesi del blocco “sovietico”.
    Ciò dimostra che gli americani e i loro “agenti sub-dominanti” europei non erano minimamente interessanti a un integrazione politica dell’Europa, ma la sua trasformazione in “trincea militare da parte del gigante americano”.

    Lo stesso De Gaulle aveva ben compreso il ruolo dell’Inghilterra quale pedina degli interessi d’oltreoceano sul “continente europeo” (gran bretagna colonizzata dagli americani!).

    Con l’entrata dell’Inghilterra nella CEE, nel 1975, l’europa perde definitivamente l’opportunità di divenire “attore indipendente” nel quadro geopolitico internazionale, e la riduzione dell’Europa ad area subalterna nei confronti della super-potenza americana.

  5. DUE PROPOSTE PER LA DIFESA DELLA NOSTRA SOVRANITA’ NAZIONALE | L'universale. Per un socialismo tricolore Says:

    [...] Due proposte per la sovranità nazionale Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. Inviato su Rivolte contro il liberismoglobale, Sovranità nazionale [...]

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.