PRECARI DI VITA

Pubblichiamo una lettera, lasciataci come commento sul blog, da parte di un gruppo di insegnanti precari sui tagli previsti dalla legge finanziaria, la quale falcidierà 100.000 cattedre e più.

Anche tra di noi ci sono dei precari (pur se di tutt’altro settore), a partire dallo scrivente, i quali sentono come un macigno sul loro futuro questa situazione d’incertezza che all’approssimarsi di ogni scadenza contrattuale diviene una specie di nebbia che offusca il cervello.

Aggiungerei, per così dire, che gli stessi ambienti di lavoro, man mano che si popolano di precari, divengono sempre più esplosivi perché, tanto i compiti svolti che gli stessi rapporti tra colleghi, risentono di tale deleteria condizione. Il lavoro di tutti quanti diviene umorale ed è davvero difficile mantenere il controllo di fronte ad eventi imprevisti o imprevedibili, insomma c’è materia per la sociologia dell’organizzazione… A voi tutti rivolgo però un invito a partecipare alla discussione, ad informarci e a tenere alta la guardia in questa fase così difficile.

G.P.

 

Questa situazione è, in effetti, una vergogna, non solo ma particolarmente italiana; e non solo nella scuola. La mia solidarietà – ma sono sicuro quella di tutti noi del blog – è completa; solo che non serve a nulla. In questo campo mi sembra ci sia tanta impotenza. In ogni caso, spero sia possibile in futuro dare magari, se qualcuno se ne intende più di me, notizie anche più dettagliate su situazioni così indecenti. Certo ci si sente un po’ avviliti di non poter fare nulla di efficace.

GLG

 

Egregio Professor La Grassa,

 

la prossima Legge finanziaria prevede, per la scuola, un taglio di oltre 100.000 cattedre e di 30000 posti A.T.A. Inoltre pare profilarsi una revisione degli ordinamenti della secondaria di secondo grado che ridurrebbe drasticamente il numero delle materie e le ore di insegnamento.

Tutto ciò avrà delle ricadute facilmente intuibili tanto sulla qualità della didattica quanto sulle condizioni di lavoro degli insegnanti precari. Da una parte, classi sempre più numerose e contenuti sempre più indifferenziati impediranno quella individualizzazione dell’insegnamento e quella pratica dell’orientamento in itinere che pure sono unanimemente riconosciute come strumenti indispensabili a una didattica moderna ed efficace. Dall’altra parte, migliaia di docenti precari, dopo avere conseguito una laurea, essersi abilitati, (eventualmente nelle S.S.I.S. : una beffa tutta italiana: le scuole di specializzazione continueranno ad abilitare all’insegnamento), si confronteranno con la concreta prospettiva di essere – per usare un termine brutale, ma chiaro – “buttati fuori dal ciclo produttivo”. Cioè di non poter continuare a lavorare nella Scuola pubblica!

Noi, insegnanti precari, pensiamo che solo con una mobilitazione dei direttamente interessati – che si spera escano da una incomprensibile abulia – e del mondo della cultura, si possa fermare questa incombente minaccia.

 

Cordialmente

 

Gli Insegnanti:

Tina Coppola

Diana Lucidi

Ester Paone

Francesca Romana Passalacqua

Francesco Colangelo

Massimiliano Mori

Enrico Vampa

Eduard Patrick Wolken