Danno i numeri, di GLG

gianfranco

<<Nel Comune del medico Bartolo, che con il Pd si ferma al 20 per cento, il partito del ministro arriva al 45 per cento. Ma è record astenuti: il 74 per cento dei lampedusani è rimasto a casa. Il sindaco dem Martello: “Il segretario di circolo del mio partito non ha fatto votare il nostro medico”>>.

I pidioti hanno messo in dubbio il successo leghista sostenendo che la gran massa degli isolani non è andata a votare. Gli idioti (questa volta senza p) sembrano dimentichi del fatto che il sindaco (aduso a straparlare) è loro; quindi avevano vinto le comunali. Adesso, evidentemente, gli abitanti di quel luogo sfortunato non li possono più vedere e hanno tolto ogni appoggio. Mi sento di fare una sola critica ai lampedusani. Inutile brontolare, devono andare in Comune, tirare fuori il sindaco e sigillare ben bene l’edificio comunale. Poi devono andare al porto e manifestare con energia contro gli sbarchi. Formando una notevole massa d’urto, afferrino i membri dell’equipaggio della ONG di turno ed eventuali parlamentari e attori che vi sono saliti a bordo per solidarietà e li rendano più neri degli africani arrivati. Infine li mettano su gommoni simili a quelli mezzo sgonfi degli scafisti e li spingano in alto mare, soprattutto quando è bello mosso. E…… inutile continuare, penso abbiate capito il finale. I migranti vengano accolti. Tanto, se ci si comporta come ho detto, non arriveranno più le ONG. Ovviamente, anche con i cosiddetti “sbarchi fantasma” si usino metodi solo appena un po’ più morbidi, facendo comunque capire a chi scende a terra che non tira buona aria per loro.

*****

 

ma pensa che buffoni. Pur essendo più che dimezzati in un anno tra le elezioni del 2018 (oltre 10 milioni di voti) e quelle del ’19 (4 milioni e mezzo di voti) – per non parlare delle regionali – la piattaforma Rousseau con 115000 iscritti rappresenta il 2% dei votanti grillini alle europee. Di questi hanno votato in 35.000, cioè il 30% degli iscritti. E ha votato sì il 61% dei votanti, cioè il 18% degli iscritti e lo 0,000….% dei votanti alle europee. Questo viene salutato dai fautori della “democrazia diretta” come un successone popolare, una vera svolta che rende più maturi i “5 stelle”. C’è bisogno di fare commenti? E’ necessario dire quale fine si dovrebbe far fare a simili politicanti e ai giornalisti e semicolti che appoggiano questo governo? D’altra parte non vedo alcuna reale opposizione capace di bonificare questo paese da tutti questi autentici escrementi.

QUESTA CLASSE POLITICA CI ROVINERA’ PER SECOLI

62533566-9b16-490b-a114-c8895f9f5937

I media nazionali sono di una stupidità oltre ogni limite. Sono davvero stufo di sentire che Salvini sia andato incontro a suicidio avviando la crisi di governo. Semmai, il capo della Lega non è stato in grado di gestire una difficile situazione ma l’accerchiamento a cui era sottoposto richiedeva doti alla Sun Tzu per mutare in vantaggio uno svantaggio. Salvini, in ogni caso, non essendo né un generale cinese né un leggendario cavaliere del XII secolo e prediligendo i piatti da DJ agli scudi da guerriero, si è comportato secondo i suoi mezzi (e limiti) ed ha fatto l’unica cosa in suo potere, far saltare l’alleanza col M5S, prima di restare invischiato in un complottone molto più invalidante.

Il Premier Conte è un uomo di Mattarella, come lo sono Tria e Moavero. Oggi possiamo affermarlo senza tema di smentita, tanto più che il suo successore BisConte parla ormai come un vero sinistro istituzionale. Il PresdelRep, subito dopo le elezioni del 2018, e considerate le difficoltà delle organizzazioni più votate ad accordarsi, usò la provocazione Cottarelli, palesemente organico al solito establishment, esclusivamente per fare accettare ai gialloverdi un altro individuo, da lui selezionato, appartenente ugualmente alla élite ma più camaleontico. Questa soluzione proposta in seconda battuta dal capo di Stato era in verità una “prima scelta”. Su questo non si devono nutrire dubbi e sono arciconvinto che il nome dell’Avvocato foggiano sia stato passato ai grillini dal Quirinale.
Il compito dei trio all’interno dell’esecutivo è sempre stato di disturbo e di impedimento, soprattutto alle politiche del partito sedicente sovranista. Come riporta La Verità, infatti, alla base di tutto vi sarebbe ”la lettera inviata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro dell’economia Giovanni Tria lo scorso 2 luglio ai vertici della Commissione Ue, nella quale si certificava la resa incondizionata del governo italiano ai diktat europei e l’impossibilità di introdurre la Flat Tax”.
Il Carroccio non avrebbe mai potuto calarsi le braghe sino a tal punto e non avendo altri strumenti a disposizione ha tentato di scompaginare i giochi prima di farsi intestare un siffatto tradimento dei suoi indirizzi e programmi. Così stanno le cose e chi non ha capito almeno il quadro generale in cui deve essere intesa questa crisi o fa parte della macchinazione, e dunque finge, oppure è di una idiozia sconcertante.
Qualcosa di poco chiaro vi è comunque nello sviluppo degli eventi ma riguarda l’atteggiamento del Presidente americano Trump, al quale non va affatto bene il ritorno dei ”morti viventi” appoggiati dall’Ue. Secondo quanto riferisce Bannon in una intervista a La Verità: “Il presidente Trump non avrebbe mai dato il suo endorsement a questo governo se avesse saputo che tipo di governo era. Un governo che non condivide le politiche trumpiane, un governo contro il patrimonio, pro Cina e pro immigrazione incontrollata. Non ero presente al G-7 ma non credo che Conte abbia spiegato a Trump cosa stesse accadendo in Italia. È impensabile che lo stesso leader – nella fattispecie Conte – rappresenti contemporaneamente due fazioni politiche contrapposte. Quello che poi mi sorprende è che il presidente Trump, deriso e anche pubblicamente dileggiato dai leader della sinistra e del Pd, adesso diventi improvvisamente emblema di credibilità e autorevolezza legittimando il governo italiano”.

Ma qui Bannon è fin troppo banale quando avanza il sospetto che Trump semplicemente non avesse capito la doppiezza di Conte. Piuttosto, potremmo sospettare che considerata la scarsa capacità dei sovranisti salviniani di essere pienamente assertivi nelle loro scelte antieuropeistiche, l’amministrazione statunitense abbia considerato più ”producente”, dal suo punto di vista, un ribaltone che facesse riemergere dalla cloaca il marciume filoeuropeistico, cosicché gli eventi possano raggiungere sul serio un punto di non ritorno. Tanto è vero che se una nuova e più pesante tempesta economica è effettivamente all’orizzonte, lo cosca autoctona dei “brussellesi” sarà inequivocabilmente intesa dal popolo come un tutt’uno col disastro. E’ una interpretazione ma sicuramente ce ne saranno altre maggiormente ficcanti e precise. Cosa dobbiamo aspettarci ora? Lo dice chiaramente Bannon: “Dal punto di vista politico, questo ipotetico governo Pd-5 stelle, il governo giallo rosso come dite voi, sarà benedetto dall’ Europa e sarà il governo dei porti aperti. Aperti come le borse della Banca centrale europea…
Ricominceranno gli sbarchi incondizionati e ingiustificati sulle vostre coste contro la volontà degli italiani ma con il consenso dell’ Europa. Prevedo anche che l’ Europa farà di tutto perché questo nuovo governo rimanga in piedi, per garantire quell’ Italia che fa tanto comodo all’ Europa”.
Lo aveva però già affermato anche Gianfranco La Grassa in un recente video. L’Europa ci “foraggerà” per qualche tempo, coprirà le nostre difficoltà, non ci imporrà l’aumento dell’Iva, decanterà il virtuosismo politico-economico della coalizione giallo-rosé fino a…fino alla prossima debacle finanziario-economica che si annuncia peggiore del 2008. A quel punto per il nostro Paese arriveranno i giorni dell’abbandono e della disperazione. Tutto questo perché mentre avremmo dovuto attrezzarci per superare i nostri problemi con politiche avanzate e autonome abbiamo consentito ad una classe politica di traditori di svenderci i gioielli nazionali e anche il futuro.

L’Umanesimo di Giuseppi è un imbroglio.

62533566-9b16-490b-a114-c8895f9f5937

62533566-9b16-490b-a114-c8895f9f5937

Giuseppi, incaricato dal PresdelRep di trovare una nuova maggioranza in parlamento, ha evocato la formula di un “nuovo umanesimo” come orizzonte ideale per un intero Paese. Significa che vuol portare il Paese al fallimento, al disastro totale. Posso tollerare tante cose ma non l’umanesimo istituzionale. L’umanista teorico è sempre un antiumanista pratico, un cialtrone che nasconde dietro formule vacue il proprio “incapacismo”, o, ancor peggio, delle cattive intenzioni. Giuseppi è un malintenzionato che disprezza lo Stato, altrimenti mai avrebbe accettato di far da garante al pactum sceleris tra partiti che non hanno il consenso degli elettori e sono minoranza di fatto nella nazione. Chi invoca l’umanesimo, occupando ruoli e svolgendo funzioni che richiedono scienza e conoscenza, è generalmente un impostore. Il bravo politico è quello capace, diceva Croce, non quello dispensante bontà e amore. L’umanesimo non è una categoria politica. Anzi se questo falso ideale viene trasferito in politica (che è strategia) degrada repentinamente nel suo opposto.

Altrove, La Grassa ha scritto: Essere antiumanisti scientifici significa meglio prepararsi ad essere fortemente umanisti sul piano politico e sociale; significa precostituirsi degli strumenti di ricognizione del terreno della lotta – strumenti che sono teorie basate su ipotesi rivedibili – onde sconfiggere l’immoralità dei dominanti (non di questo o quel membro della loro classe) e rovesciare intanto le condizioni di quel determinato assetto sociale che consente quella data forma di dominio.

Questi invece arrivano già innamorati non del prossimo ma di loro stessi e delle loro consorterie, non intendono lottare contro i dominanti ma servire il vecchio establishment depravato dalla sua decadenza. Il loro vessillo è appunto la pochette, non la bandiera nazionale.
Esseri umani umanisti è pura tautologia, solo ad un extraterrestre sarebbe dato essere umanista laddove egli sposasse la nostra causa in un conflitto interplanetario con altre razze diverse dalla nostra. Gli esseri umani possono essere animalisti semmai, discendere (o innalzarsi, fate vobis) al livello delle bestie in determinate occasioni. Occorre rifiutare qualsiasi umanesimo di governo che cela in realtà, immancabilmente, un inganno ai danni dei più deboli e più vessati del popolo. Del resto, si chiama pure Conte mica Esposito o Proietti. Sicuramente i sovranisti hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione ma con Sua Altezza e i suoi sodali stiamo cadendo ancora più in basso.

Due parole su una squallida crisi

aula-parlamento-italiano

 

Le dimissioni “del” Conte, nomina sunt consequentia rerum, aprono ufficialmente la crisi di Governo e rimettono la questione nelle mani del Capo dello Stato. Quest’ultimo, che è uomo di un establishment in decadenza, messo alle corde dai problemi dei suoi riferimenti esteri, cercherà una soluzione che escluda le consultazioni popolari.
Il sedicente avvocato del popolo ha dimostrato di essere solo un leguleio legato ai riti del Palazzo e alle preoccupazioni personali. Il suo discorso livoroso e formalistico è stato molto al di sotto delle frasi cotte e magiate di Salvini, con tanto di invocazione dell’Immacolata Concezione. Secondo voi il popolo cosa ha capito e chi? Gli appelli alla Madonna del leader leghista sono estremamente fastidiosi ma lo sono certamente di più i pretesti di quanti si fissano alla “procedura”, democratica o costituzionale, per non essere giudicati dall’elettorato, in un momento politico per loro sfavorevolissimo. La paura del voto invadeva ieri i banchi di Palazzo Madama e tutta l’aula olezzava delle conseguenze di questa mancanza di coraggio. La politica, quella alta, non ha mai fatto capolino nell’aula sorda e grigia dove si lotta per la sopravvivenza partitica, non di certo per quella del Paese. Ed è questo che bisogna evidenziare, si cerca un compromesso tra elementi fino a poco fa irriducibili ad una intesa per evitare di tornare alle urne. A questi non interessano le cosiddette “incombenze” improcrastinabili dello Stato, importa frenare l’ascesa della Lega che oggi gode dell’appoggio della gente ormai intollerante al buonismo d’accatto degli umanitaristi ipocriti. Ma il retroscena di questa crisi è ancora più pesante ed ingombrante, per quanto consapevoli o meno siano i nostri illustri parlamentari. La matrice del caos risiede nello scombussolamento internazionale, nello scontro tra visioni contrapposte che si combattono negli USA e ricadono sul Vecchio Continente. È in atto una battaglia strategica che sposta i rapporti di forza mondiali, riconfigura gli spazi egemonici e produce narrazioni ideologiche dirimenti. I nostri politici sono in completa balìa degli eventi e si schierano secondo sottomissioni antiche o emergenti senza comprendere la posta in palio dell’incipiente multipolarismo. Nulla sarà più come prima perché le situazioni sono in irrimediabile evoluzione. Loro si preoccupano del posto ma è il nostro posto in Europa e nel mondo che è in gioco nonostante le resistenze di chi vorrebbe un panorama fossilizzato.

Ps il circolo giornalistico nel commentare le vicende di ieri ha dimostrato tutta la sua faziosità. Non ha capito un bel nulla e si sta arrovellando nel cercare giustificazioni al prossimo pateracchio piuttosto che analizzare gli avvenimenti. Bisogna far piazza pulita di tutta questa demenza senile, occorre sgomberare il potere vetusto, oltre che dai luoghi dello Stato, anche dalle tv, giornali, editoria, università ecc ecc, le cariatidi che parlano a vanvera, per il loro culo, devono essere annientate. Chi inizierà questa opera buona e giusta, coi giusti metodi energici (che mancano a Salvini e soci), manderà il segnale che l’Italia è davvero pronta per il futuro che si sta “presentando”. In mancanza le nostre sofferenze saranno lunghe e atroci.

Si chiariscono i ruoli, di GLG

LAGRA2

I “porti chiusi” sono un successo e i migranti vanno in Libia per lavorare

un articolo molto preciso e con dati rivelatori. Tutte cose che non si sentiranno mai in questa verminosa TV e stampa italiana in mano agli “infetti”. Invito comunque l’unico giornale al momento accettabile, “La Verità” (che oggi ha pubblicato un bell’articolo di Piero Laporta, su altro argomento), a fare di più per diffondere notizie come quelle qui scritte. L’unico commento che per il momento faccio è il seguente: dal primo giorno dell’attacco di Aftar a Tripoli ho sostenuto che non c’era alcuna intenzione “definitiva”. E non c’è “guerra civile” in Libia, solo un conflitto a bassa intensità, con manovre e contromanovre di potenze e subpotenze (mentre in Siria questi giochi sono già da alcuni anni non risolti totalmente, ma certamente largamente “stoppati”). E basta con la fuga dalla Libia di poveri affamati, che pagano invece migliaia di dollari ai vari criminali (non solo gli scafisti, ma tutta la filiera che arriva fino ai vergognosi centri d’accoglienza, fra cui primeggiava quello di Riace), come ha dimostrato un bel servizio ieri sera a “Quarta Repubblica” di Porro.
E adesso alla “meravigliosa” elezione (con 9 voti di maggioranza) della successora di Juncker (vi piace il mio “femminile”, è abbastanza “antisessista”?). La maggioranza è stata garantita dai 14 voti dei pentastellati, i governativi italiani, di cui il gioco è ormai chiarissimo: tentativo di logorare la Lega, prenderne un po’ di voti per riuscire a portare avanti il “primo forno”, quello dell’alleanza tra “sinistri” e “5 stelle”, con il supporto del “partito” Conte-Tria-Moavero, ben legati a chi dovreste sapere. Dall’altra parte, troppi ritardi di FdI nelle sue manovre con Toti, i cui risultati la Lega sta attendendo. Intanto, a livello europeo, quelli del gruppo di cui fa parte FdI (i polacchi) hanno votato per la tedesca Van….ecc. ecc. Una situazione veramente “chiara e definita”. Vedremo, credo, in pochi mesi come andrà a finire. Intanto, in Italia l’“infezione” continua ad occupare tutta l’informazione e una parte importante dei “Servizi”. Non si muove nessuno in altri importanti apparati di Stato?

I conti con Conte di GLG

gianfranco

Ho detto più volte che tutti sottovalutavano Conte. In realtà, sornione, svolgeva – così sembrava – un discreto lavoro di mediazione. Adesso è venuto allo scoperto nel momento in cui, anche tramite la solita magistratura coadiuvata dal “moralismo” dei pentastellati, si profila un attacco alla Lega. Apparentemente si sta rivelando un alleato dell’altra parte di governo. Non è esattamente così. E’ in realtà un furbone che, fattesi un po’ le ossa, vuol proporsi come premier di un governo “ad interim”, da far nascere dopo le europee (forse non immediatamente). Il presdelarep mai concederà nuove elezioni. Sa pure che, dopo Monti, non è troppo popolare un governo presunto “tecnico”. Quindi dirà che non si può andare subito al voto e chiederà un Governo “neutrale” (solo a parole!) appoggiato da chi ha a cuore “gli interessi d’Italia” (in realtà della più piatta subordinazione alla UE). Si farà avanti Conte (forse con i due ministri già in quota della presidenza); e lo voteranno la “sinistra” e i “5 stelle” (che, se si andasse ad elezioni anticipate, vedrebbero invertite le quote di parlamentari tra loro e la Lega; per cui non potrebbe farsi questo Governo “neutrale”). Finché la popolazione non capirà che bisogna spazzare via tutto il porcile, venuto avanti dopo “mani pulite” e la liquidazione della “prima Repubblica” (resa possibile dalla fine del sistema bipolare Usa-Urss), non avremo un vero Governo di interesse nazionale (che non significa affatto nazionalista!).

Le potenzialità dell’asse

cartina_italia

La manovra è passata in Senato. Dentro ci sono “quota 100” per le pensioni ed il reddito di cittadinanza. Mancano i dettagli, ma pare che i fondi a disposizione per tali riforme non siano quelli annunciati. Vedremo in cosa si concretizzeranno le due iniziative del Governo che gli italiani considerano il “minimo sindacale”, dopo anni di vessazioni economiche ai loro danni. Bruxelles ha ottenuto i suoi tagli ed una vittoria politica che l’Esecutivo doveva evitare andando ad uno scontro ancor più duro, data la situazione di debolezza degli organismi europei. Tuttavia, è inaccettabile che autentici traditori della patria, ex Presidenti della Repubblica o del Consiglio, parlino di democrazia tradita e di dettatura dei provvedimenti da parte della Ue. Proprio loro che hanno fatto strame dell’Italia al fine di sottometterla ancor più pesantemente a voleri extra-nazionali, usando la democrazia come il cesso di casa, utile solo ai loro infimi bisogni. Il coro dei tromboni, che ha già affossato la Penisola, aggiunge inoltre che a causa delle scelte di Lega e 5S non ci sarà crescita ma ulteriore depressione dell’economia del Belpaese. In realtà, è la crisi globale che non si è conclusa, come abbiamo scritto tante volte. Tutte le economie capitalistiche sono in difficoltà, anche quelle che non appartengono all’area occidentale e che negli anni passati hanno avuto tassi di crescita a due cifre, come quella cinese. Il sistema globale è in sregolazione per l’assenza di un unico centro coordinatore, essendo ormai entrato il mondo in una stagione multipolare in cui far da se è più sicuro che andare al rimorchio della vecchia superpotenza. E’ una fase che La Grassa ha paragonato a quella del 1873-96: “si tratta di una sostanziale (lunga) stagnazione, non di un vero e proprio brusco tracollo economico-finanziario. Normalmente, si considera quel periodo storico come la fase di passaggio dal capitalismo di prevalente concorrenza a quello di prevalente mono(oligo)polio. Una fase non caratterizzata da troppo gravi sconvolgimenti (e arretramenti) economici, ma da ritmi di sviluppo estremamente bassi interrotti da inversioni di tendenza di non drammatiche dimensioni. Insomma, un’epoca il cui trend dovrebbe essere rappresentato graficamente da una linea quasi orizzontale”.
Da questa situazione non si esce con i palliativi ma si possono fare, certamente, più danni dando retta ai cialtroni dell’austerità, quelli che continuano a blaterare di pareggi di bilancio e parametri di sicurezza economica da non sforare, o altre amenità. Puntare su politiche espansive della domanda è l’unica per non annegare del tutto, ben sapendo però che, da un simile quadro di problemi, si viene fuori esclusivamente con azioni di immane coraggio politico, ovvero quelle in grado di ribaltare le ataviche abitudini di un’intera epoca storica. Occorre in sostanza partire da rinnovate partnership internazionali per rompere la gabbia d’acciaio in cui ci si trova confinati. Noi abbiamo parlato di nuovo asse Berlino-Roma-Mosca, ma si tratta di un’indicazione di massima che può e deve includere altre formazioni sociali che condividano una necessaria trasformazione degli assetti mondiali. Questi sono gli unici veri cambiamenti che possono riscrivere il destino dei Paesi nella transizione epocale in atto.’’’

Gli eversori non sono quelli al governo (di GLG)

6e4067b9-5278-401d-970f-4de3f9fd1373

Ieri abbiamo avuto altri due attacchi al governo per linee interne: dal Quirinale e dal governatore della Banca d’Italia. Naturalmente, attacchi con discorsi moderati, ammantati (cioè mascherati) di buon senso perché simili istituzioni, simili apparati, non possono certo agire “di punta” come le forze che si pongono apertamente all’opposizione. Nel contempo, la UE ha accentuato i toni di quelle che sono da considerarsi ingiunzioni e minacce ultimative. E’ evidente che ha giocato in parte la delusione per le posizioni troppo caute delle società (private) di rating, che sono costantemente presentate al “popolo” come giudici supremi, autentiche “divinità”, da cui discende il “Verbo”. Mentre sono le società, che hanno in passato sbagliato più della metà dei loro giudizi sia con riferimento a paesi sia a società private tipo la Lehman Brothers e la nostra Parmalat (fallite miseramente mentre erano giudicate da queste organizzazioni di bugiardi estremamente floride e affidabili). In realtà, tali società, prima di azzannare il governo italiano, hanno deciso di attendere l’andamento dello scontro in atto negli Usa tra i due establishment, la cui contrapposizione si è decisamente acutizzata a partire dall’elezione di Trump.
Gli organi “europeisti” (cioè della UE e degli ambienti italiani servi dell’establishment statunitense n. 1; diciamo, semplificando, obamian-clintoniano) hanno ormai la “fregola” di far fallire presto il nostro governo, assai prima che arrivino le elezioni europee. Hanno messo in fibrillazione, magari ancora cautamente, anche i settori “grillini” in continuo collegamento con gli ambienti del Pd; al momento contrastati dai settori renziani (e dalle “destre” berlusconiane in contatto costante con questi ultimi). Vi sono poi i ministri Tria e Maovero (economia ed esteri; alla faccia!), di cui non è chiarissimo il gioco. Sembrano degli accorti (e ben “coperti”) rappresentanti della “massima” istituzione di questa povera Repubblica; tuttavia va al momento sospeso il giudizio. La cosa più grave è che tutti polemizzano sempre su dati, numeri, manovre di politica economica, opere “infrastrutturali”, ecc. Di tutto insomma si parla salvo che della questione principale, che è POLITICA, di reali equilibri internazionali (mondiali ed europei). Quella politica che sembra solo interna dipende dall’estero, dallo scontro (durissimo) in atto negli Usa. Ogni tanto, qualcuno accenna all’esistenza della Russia, ma non credo lo faccia con effettiva convinzione di possibile alleanza; solo manovre di “avvertimento” agli Usa.
Per il momento non ci resta che seguire e denunciare. Troppa è la cautela, quasi l’opportunismo, di forze anche giovanili, che si rendono conto della situazione, ma si guardano bene dal voler seriamente cominciare a mettere in piedi una rete di effettiva opposizione a questo andazzo di reale servitù italiana.

1 2 3 4